SCAMPAGNATA DI RUSSIA

Sarà l’aria ottobrina, sarà che sono un vecchio nostalgico, sarà che non nutro tante speranze nella competizione, ma per me la Champions quest’anno non ci riserverà grosse sorprese. Anzi.

Si paventa una stagione di pallate a ripetizione, dove non saremo nemmeno sicuri di passare il girone. Le due favorite infatti – noi e lo Zenit – han rimediato figuracce nel primo match.
Tempo ce n’è, certo, ma risalire la china sarà dispendioso in termini di energia e concentrazione.

E il punto è proprio questo: a che pro? Certo la gloria, la musichetta, il DNA europeo e tutte quelle balle societarie lì. Ma Galliani & co. spingono la Champions solo per i premi in euro. Più di un milione a vittoria, poco più di mezzo a pareggio, un cazzo in culo a sconfitta.
Altro che ranking.

A parte la meschinità di questa logica da mendicanti: ma l’avete vista la squadra? Dove vogliamo andare? Metti anche che ci si impegni – tralasciando ancor di più il campionato, visto che abbiamo preso una buona strada – per fare il meglio possibile: e se finissimo terzi?
Finendo in Europa League spernacchiati da tutti?
A questo punto, tanto vale finir quarti nel girone e cercare di finire il campionato in gloria.

Allegri si è già zerbinato sulla linea societaria, affermando che «conta più la partita di domani del derby».
Certo, come no.
Andatelo a dire a quei tifosi rossoneri che non hanno rinnovato l’abbonamento o che non ne vogliono sapere di venire a vedere ‘sta società di pagliacci.

Vi risponderanno così, con uno striscione ed uno slogan: «noi ci abbiamo sempre messo la faccia, ora tocca a voi metterci il culo».

Milan, Zenit, derby, galliani, champions league, allegri