O TEMPORA, O MORES!

Milan, galliani, filippo ferri, vergogna

 

Lo conoscete questo signore ritratto nella foto?
No?

Questo qui si è preso 3 anni e 8 mesi di carcere più 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per una roba successa a luglio del 2001 a Genova, in una scuola intitolata ad un generale italiano della Prima Guerra Mondiale.

Perché? Perché questo qui, all’epoca dei fatti, era a capo della Squadra Mobile di La Spezia.
Non ha partecipato direttamente ai massacri, sia chiaro, ma ha firmato i verbali di arresto per alcuni cosiddetti “no-global“.
E, molto probabilmente, ha taciuto su ciò che ha visto, o sentito, o intuito.

Tra l’altro – come aggravante – è pure il figlio dell’ex ministro delle autostrade Enrico Ferri, quello dei 110 Km/h come limite.

Bene. Cosa c’entra con il Milan?
Per ora nulla, e spero che sia sempre così.

Ma se la notizia dovesse essere confermata, mi indignerei non poco.
La notizia è la seguente: il sig. Filippo Ferri è stato assunto dalla società AC Milan in veste di – udite udite – consulente alla sicurezza.

Chiaro: ci vuole la competenza di uno veramente bravo per tenere sotto controllo l’afflusso di ben 4.000 paganti e 18.000 abbonati in uno stadio che contiene 80.000 persone.
Oppure si vuole mettere le mani avanti pensando che di qui a poco qualche tifoso particolarmente manesco possa passare dalle parole ai fatti?

Ma si può essere una società più ridicola di così (inter e juve a parte, ché loro sono di un’altro pianeta)?
Eh? Si può?

Se ancora non lo avete capito, questo è l’ennesimo segnale: l’unica responsabile del disastro sportivo, d’immagine e di credibilità della società AC Milan è solo ed esclusivamente questa dirigenza.


Milan, galliani, filippo ferri, vergogna

PRIORITA’

Lo dico: non me ne fotte nulla del diverbio tra Allegri ed Inzaghi. Sono screzi che ci sono sempre stati e ci saranno sempre nel mondo del calcio.

Certo, il momento è d’oro per i media che ci sguazzano sui momenti di difficoltà di società non “affiliate” – ricordo che la Gazzetta dello Sport è media partner dei nerazzurri; probabilmente queste baruffe fanno il gioco della società rossonera stessa, dato che dalla dichiarazione di Galliani sull’ineluttabilità dello scudetto di quest’anno in poi sono state solo rogne per l’allenatore.

La partenza al rallentatore poi è l’ultima delle scuse, dato che:

1) è un classico ormai delle squadre di Allegri;
2) la rosa di quest’anno è talmente tanto cragnosa rispetto alle precedenti che una partenza a rilento è da considerarsi “fisiologica”.

Ciò che mi sta veramente in culo è l’atteggiamento della società AC Milan nell’addossare tutte le colpe al tecnico – e di buona parte di bloggers e tifosotti vari che ingollano i dettami societari e non muovono una singola critica al vero artefice di questo disastro, ossia Silvio Berlusconi.
A nulla serve poi la farsa in diretta a Milan Channel di questo pomeriggio, se non a dipingere Allegri come un patetico burattino manovrato a piacere.

A peggiorare ulteriormente la situazione ci si mette anche questa notizia qui: «Otto rappresentanti degli ultrà milanisti sono entrati [giovedi 20 settembre n.d.r.] nel centro sportivo di Carnago e hanno parlato per circa mezzora con Massimiliano Allegri, Massimo Ambrosini e Christian Abbiati».

Tra questi otto, era presente pure Luca Lucci – leggere qui per capire il personaggio – un tizio sotto processo per aver distrutto un occhio con un pugno ad un sostenitore nerazzurro durante un derby nel febbraio del 2009.
Tifoso nerazzurro che si sarebbe poi suicidato nell’aprile di quest’anno a causa del trauma subìto.

Queste sono le cose che più di ogni cosa mi fanno incazzare: la presenza di indagati tra le “delegazioni” dei tifosi.
Cosa? Quella gente là dovrebbe rappresentarmi? Ma per favore, via…

Una società seria dovrebbe denunciare costoro alle forze dell’ordine, altro che girare con la scorta da 4 anni.
Ma d’altronde, finché si ha un non-presidente che con i personaggi loschi ci fa affari da sempre e li ficca pure in parlamento…

La soluzione? Chiudere una volta per tutte le curve.
Tutte le curve.

Ed eliminare la parola “ultrà” dal vocabolario sportivo e – anche alla luce degli accoltellamenti a Napoli – sostituirla col sinonimo più corrispondente: delinquenti.

Come altro definire quella massa di subumani che sono arrivati a contestare Paolo Maldini il giorno del suo addio al calcio?

«Io sono orgoglioso di non essere uno di voi»

Milan, allegri, inzaghi, ultrà, vergogna

BUONA LA PRIMA

Perdere 1-0 in casa contro una Sampdoria non proprio irresistibile è sintomatico della situazione in cui siamo.

Non sono uno di quelli che vorrebbe buttare al macero tutto e tutti, né un bandanato che supporta sempre e comunque la squadra e si appella alla malasorte dei due pali presi per giustificare la non-vittoria.

Cercherò di essere realista, e il realismo mi dice che così conciati non si va da nessuna parte. I problemi sono tanti e, purtroppo, non facilmente risolvibili.

1) MILAN LAB
Si, è ancora in piedi. Non è stato ancora raso al suolo. Ultima vittima in ordine di tempo: Zapata. Problema all’adduttore. Esattamente come Pato. Deduco quindi che non è un problema di contrasti di gioco, ma un infortunio comune.
Anche Robinho in partita si è fermato a toccarsi il muscolo suddetto, e non è colpa del terreno di San Siro perché adesso è misto-sintetico. La causa è da imputarsi anche al punto 2.

2) ALLEGRI
Sì, lui. Non solo perché in 3 anni non ha ancora dato uno straccio di gioco alla squadra, ma anche e soprattutto per la preparazione atletica demenziale a cui sottopone i nostri con la complicità degli incamiciati di Milan Lab.
La cronica “partenza a rilento” è un problema serio, perché con l’andare della stagione dovremmo rincorrere aumentando i carichi e sottoponendo i nostri a maggior rischio infortuni e bla bla bla…

3) GALLIANI
«abbiamo 5 centrali difensivi e 5 laterali, percui siamo appostissimo così» dice Galliani.
Certo. Peccato che su 10 giocatori 9 facciano cagare a spruzzo e non sarebbero titolari nemmeno in serie b (salvo solo De Sciglio perché ha dalla sua l’incognita dell’essere tanto giovane).
Vedere la nostra difesa venir impallinata ad ogni discesa blucerchiata mi faceva salire l’ansia.
Non ce la faccio a resistere un anno così.

4) CURVA SUD
La peggior tifoseria della galassia. A quest’ora dei tifosi seri sarebbero sotto la sede a fare un casino della madonna, altro che esporre striscioni del cazzo tipo «il 31 agosto aspettiamo fiduciosi» o il demenziale «Nelle difficoltà si vede il vero tifoso sui 72 rimborsati stendiamo un velo pietoso».
Ma andate a fare in culo, pezzenti venduti.

5) MENTALITA’ DEI GIOCATORI
Perdono più tempo a farsi le creste che non ad allenarsi, sti quattro stronzi. El Shaarawy – uno che non ha mai vinto un cazzo in vita sua – che si permette pure di fare il broncio per la sostituzione dopo aver fatto una partita da sbocco; Boateng che sembra un malato di mente, fuori condizione e con gli scarpini rovesci; Robinho che si incasina da solo ogni volta che deve tirare.
Aveva proprio ragione il vecchio Rino Gattuso: con questi giovinastri non andremo da nessuna parte.

Non mi incazzo con i nuovi acquisti proprio perché sono appunto nuovi. Ma un giocatore di spessore lo si vede già da subito. Darò loro tempo 3, massimo 4 partite prima di scagliarmi come una furia.

Sempre che io riesca a resistere, per 4 partite.

milan, samp, sconfitta, vergogna

LA PASSIONE NON SI RIMBORSA

Non volevo fare un post apposito sul calciomercato: di norma il chiacchiericcio estivo mi annoia. Ridde di nomi, supposizioni, accostamenti, desiderata. Parole vuote fatte solo per vendere i giornali sportivi d’estate.

Del mercato in uscita già parlai, e non ci andai troppo lontano: quasi 70 milioni di euro che servivano a ripianare il bilancio. Fine.
Chiunque sapeva che Thiagone e Ibrahimovic erano gli unici due sacrifici “necessari” allo scopo.

E chiunque sa che non c’è un centesimo per il mercato in entrata: Se si vogliono acquistare nuovi giocatori che non siano prestiti o parametri zero, è necessario venderne altri: Boateng, Cassano e Robinho su tutti.

Questo scenario era già stato ipotizzato, accettato ed assimilato dalla maggior parte dei tifosi rossoneri, evoluti o meno. E, seppur ingoiando il rospo e a malincuore, la maggior parte dei tifosi era pronta ad un periodo di transizione nelle retrovie.
Fino a quando.

Fino a quando la dirigenza della società AC Milan non ha deciso di scherzare col fuoco.

Il primo punto sono state le dichiarazioni – le solite, deliranti – del nostro non-presidente: «vinciamo tutto, puntiamo in alto, siamo i migliori, etc. etc. etc.».
E fino a qui.

Il secondo punto è stata la farsa della vendita di Thiago Silva: lo voleva il PSG, Galliani ha detto loro: «se volete Thiago vi pigliate anche Ibra». Chiaro segno che l’obiettivo è sempre stato fare cassa e liberarsi di contratti onerosi per ripianare il bilancio, alla faccia delle dichiarazioni di facciata.
Qui le palle sono cominciate a girare, anche se ormai è da un po’ di tempo che siamo abituati a questo tipo di esternazioni della nostra dirigenza, mai supportate dai fatti.

Ma il punto d’ebollizione è stato raggiunto oggi: a seguito di un atto forte da parte di una parte della tifoseria – class action contro la società AC Milan – come segno di protesta, l’amministratore delegato Adriano Galliani ha risposto così: «Tifosi insoddisfatti? Rimborsiamo gli abbonamenti».

Ecco, questo è il punto.
Rimborsiamo gli abbonamenti.
Tutto si riduce ad una pura questione economica.
Ma una cosa importantissima Galliani – e tutta la dirigenza dell’AC Milan – non l’ha ancora capita: la passione non è una questione economica.

Galliani non ha detto: «Tifosi insoddisfatti? Chiediamo perdono per lo squallido teatrino».
Oppure: «Tifosi insoddisfatti? Ci impegnamo a costruire una squadra comunque dignitosa».
O ancora: «Tifosi insoddisfatti? Ok, eviteremo di prenderli ancora in giro in futuro».

Egregio ragionier Galliani, i tifosi disdicono in massa gli abbonamenti perché non ce la fanno più ad essere presi in giro.
Voi dirigenti potete fare tutto quello che volete: vendere tutti per far cassa, giocare con la Primavera, prendere solo parametri zero o prestiti, prendere solo scarti di altre squadre. Va bene tutto.
Purché ai tifosi venga detta la verità.

Alla fine, la verità la si viene comunque a scoprire: tanto vale che ce la diciate fin da subito.

Milan, Galliani, mercato, class action, vergogna

OMINICCHI

Mi dispiace vedere una festa rovinata. Non ho visto quasi nulla dei festeggiamenti di sabato sera contro la Roma, ma su youtube fin dalla mattinata di ieri ha iniziato a circolare un video particolarmente fastidioso.

Un filmato dove si vede Rino Gattuso in mezzo alla folla dei tifosi rossoneri giunti a Roma mentre partecipa ad un becero coro contro Leonardo. C’è anche Ignazio Abate, che per fortuna si rende conto della cazzata e smette dopo la prima strofa, girandosi dall’altra parte.

Due sono le cose che danno fastidio in questa vicenda:
– Gattuso è un giocatore di calcio professionista;
– Gattuso è stato – e forse lo sarà ancora – capitano del Milan.

Per la prima cosa è presto detto: un professionista non deve mai e poi mai mischiare lavoro e “sentimenti”: potrai anche essere il primo tifoso della squadra per la quale giochi, ma quello del pallonaro è il tuo mestiere; lascia fare il mestiere di tifoso ad altri. Un professionista non deve mai e poi mai superare la balaustra e aizzare la piazza come un capopopolo qualsiasi. Non ha bisogno di ingraziarsi dei coglioni da curva.

Per la seconda la questione è ancora più chiara: quest’uomo è indegno di portare la fascia. Riuscite ad immaginare un Nesta, un Baresi, un Rivera, un Maldini, un Thiago Silva ad urlare ‘ste robe? Al tuo allenatore dell’anno precedente? Ad un ex-giocatore ed un ex-dirigente del Milan? Ad uno che al Milan ha dato comunque tanto?
Io credo di no.

Gattuso deve avere qualche problema con gli ex-rossoneri: prima la presa per il collo a Joe Jordan, ora il becero coro contro Leonardo. Io non vorrei avere, il prossimo anno, un capitano così. Uno così non merita la fascia che fu dei campioni indicati sopra, così come non la merita Ambrosini per quel famoso striscione che parlava di scudetti e culi.
Uno così non merita nemmeno più la maglia del Milan, a questo punto.

Se io fossi la società multerei pesantemente Gattuso, non gli farei indossare mai più la fascia di capitano e – da subito – cercherei sottotraccia una squadra alla quale sbolognarlo il prossimo anno (magari all’Anzhi Makhachkala nel campionato russo, dove dalla curva ti offrono le banane e se offendi qualcuno ti aspettano sotto casa e ti sparano) anche gratis, pur di non averlo in rosa. Grazie tante Rino, ma hai fatto la cazzata.

Probabilmente già stasera o domani verrà fuori un comunicato dall’ufficio stampa della società a da Gattuso stesso – falso come le monete da due euro – nel quale il giocatore «si sente dispiaciuto, ma che ha agito sotto la spinta dell’euforia, inconsciamente, rendendosi conto da subito che ciò che aveva appena fatto era sbagliato».
Se lo fa, sono tutte troiate, è troppo tardi.
Se non lo fa, è comunque un piccolo uomo.

Purtroppo – o per fortuna – io non sono il proprietario del Milan.
Ed il problema è proprio questo.

 

BOILING POINT

Mi sono rotto i coglioni. Sono cose dette e stradette, ma io mi sono rotto i coglioni per l’ennesima volta.

Mi sono rotto i coglioni di non avere due terzini degni di questo nome (Abate è un’ala) che sappiano anche crossare.

Mi sono rotto i coglioni di vedere Pirlo e Seedorf ASSIEME pascolare per il campo. Tolto Boateng (e i cronisti di sky a dire che il Milan mancava di verticalizzazione a causa sua) si è smesso di giocare. Andate a fare in culo tutti e due.

Mi sono rotto i coglioni di giocare sempre e comunque con un solo centrale titolare alla volta, dato che le riserve sono delle fetecchie immonde. Vogliamo darci una mossa a Gennaio e comprare qualcuno di affidabile?

Mi sono rotto i coglioni di Pato: la sua prestazione di ieri sera (sommata a quella contro il real madrid) è stata da bestemmia carpiata. E’ senza scuse, è senza palle. Vuole andarsene dal Milan? Lo dica forte e chiaro. Farebbe meno danni in tribuna che in campo. Vogliamo darci una mossa a Gennaio e mandarlo a fare in culo lontano da Milano e dall’Italia?

Mi sono rotto i coglioni di avere un non-presidente al quale non frega palesemente più niente della squadra, che ogni volta che mette piede a San Siro è una iattura, che ancora non si arrende a voler passare la mano a qualcuno che, forse, avrebbe più a cuore le sorti della squadra.

Mi sono rotto i coglioni di avere un allenatore come Allegri che prima pontifica e poi, puntualmente, china il capo ai dettami del nostro presidente il quale, imbottito di viagra e di fighe minorenni, non capisce più una minchia di niente. E’ possibile, di grazia, avere un allenatore che faccia l’allenatore come si deve, mettendo in tribuna chi sgarra, facendo sputare sangue anche agli “intoccabili” e mandando a fare in culo il presidente incompetente?

Mi sono rotto i coglioni di regalare 40/50 minuti a partita agli avversari. Voglio dire, siamo stati capaci di far resuscitare una mediocre squadraccia di media classifica, farcita di ex-giocatori, mezzi giocatori, assurdi simulatori e picchiatori impuniti. E la colpa è solamente nostra, che siamo una squadra di fighette senza coglioni.

Spero vivamente che mercoledi contro il Real Madrid giochino i “senatori” (Ronaldinho compreso) e che si perda con almeno 4 gol di scarto: voglio vedere se, toccato il fondo, ‘sti stronzi avranno voglia pure di scavare.

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TARALLUCCI E BORDEAUX

Come ampiamente previsto, la FIFA non adotterà alcuna sanzione disciplinare nei confronti di Therry Henry a seguito del singolare epilogo della partita di qualificazione a Sudafrica 2010 tra Francia ed Irlanda.
La motivazione della federazione internazionale sarebbe che “toccare la palla con la mano non può essere trattata come una seria violazione“.

Beh, mi pare chiaro.
In un gioco denominato CALCIO prendere la palla con le MANI è una stupidaggine, una quisquilia, nulla in confronto alla vera piaga sociale presente perpetrata dai calciatori nei rettangoli verdi di tutto il mondo: quella di scaccolarsi continuamente e di ostinarsi a scatarrare solo quando inquadrati dalle telecamere.

Questi ultimi sì, che sono comportamenti davvero scandalosi.

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VERGOGNA

Ha ragione Massimo Ranieri. E’ una vergogna.

E’ una vergogna regalare un tempo all’ avversario, ogni volta. E se non c’ è la reazione d’ orgoglio nella ripresa, siamo in cacca. Molte volte è stato girato questo stesso copione, quest’ anno. Forse ha ragione Leonardo a dire che è un problema di testa dei calciatori in campo, ma è il loro lavoro e devono farsela passare al più presto. Se un operaio alla pressa lavora male perché ha problemi di testa lo licenziano: perché dovrebbe essere diverso per un calciatore?

E’ una vergogna avere tifosi demenziali che espongono striscioni ancora più demenziali ed offensivi. Ormai non so più come definirli: ricomincerò a pensare alla curva come un gruppo di persone e non più come un coacervo di merdazze solo quando vi vedrò sventolare nel mezzo un enorme bandierone con la testa di leone nera su sfondo bianco bardato di rossonero.

E’ una vergogna vedere gente dalle potenzialità disumane comportarsi per settimane come fighette capricciose e gongolarsi del talento che madre natura ha fornito loro. Se non si sputa sangue in allenamento non si crescerà mai, né come giocatori né come uomini. Qui occorre essere una squadra e non 11 solisti.

E’ una vergogna vedere i giocatori giallorossi circondare l’ arbitro con fare minaccioso ogni volta che fischia contro di loro. In occasione del sacrosanto rigore di Burdisso, poi, si è sfiorata l’ aggressione. Come se fosse una questione di vita o di morte.

E’ una vergogna vedere gol su gol divorati nell’ arco di un incontro – De Rossi, Menez, Vucinic – e poi scagliarsi contro l’ arbitro se non si è vinto. Ancora più vergognoso è vedere un giocatore insultare per un minuto e mezzo abbondante l’ arbitro alla fine della partita, insultandogli ogni parente conosciuto fino alla quarta generazione.

E’ una vergogna sapere che quel calciatore probabilmente non verrà né multato né squalificato per comportamento antisportivo. E quindi creerà un pericoloso precedente.

Ed è una vergogna vedere un allenatore scafato addurre banali scuse e scaricare sull’ arbitro la colpa di una sconfitta che in gran parte è maturata dalla incapacità realizzativa della propria squadra.

Complimenti Ranieri, gran bella dimostrazione di stile.
Avrei voluto vedere lo stesso stile, da parte sua e di De Rossi, a Catania.

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SENZA PAROLE

Sono ancora senza parole per il derby di sabato. Derby visto dal vivo – secondo anello arancio, settore 274, fila 8, posto 5 – e proprio per questo ancora più incredibile.
Incredibile per tutta una serie di ragioni e non squisitamente tecnicotattiche, ma anche e soprattutto ambientali.

Dovrei provare a ragionare a mente fredda, solo che la mente non si è ancora raffreddata del tutto: rompe le palle troppo quella sconfitta. Non il risultato di per sè, ma il modo in cui è avvenuta e tutta una serie di fattori che hanno fatto vacillare il mio limite di sopportazione verso il mondo del calcio.

Quando avrò rielaborato il lutto, descriverò.
Nel frattempo, solo un paio di mute bestemmie.

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