FINE DELLA CORSA

E vabbè, anche per quest’anno la nostra Champions League finisce qui. 0-0 a Londra, noi eliminati, Tottenham ai quarti. Loro sono stati più bravi di noi, punto: un tiro in porta in 180 minuti, 1 gol. Basta questo per vincere.
Noi abbiamo cercato di iniziare fortissimo il primo tempo, ma l’attacco stasera proprio non andava. E senza attacco e con almeno due gol da fare, cominciano i cazzi amari.

Due le note dolenti, le solite:
Ibrahimovic: quando il gioco si fa duro, lui scompare. E’ in uno stato di forma scandaloso e lo si vede, dato che ha sempre giocato, ma ciò non toglie che nelle partite che contano lo svedese si eclissa. Ibrahimovic può esserci utilissimo in campionato per scardinare le piccole, ma già contro un Tottenham è pressoché nullo.
Robinho: sarà stanco pure lui, ma questa sera Lammerda ha giocato una delle peggiori partite in assoluto. Sbaglia cose talmente elementari che fa venir la voglia di fucilarlo al momento. Oltretutto stasera non ha nemmeno aiutato più di tanto lì in mezzo.

Per contro ci sono anche delle cose molto positive:
Seedorf: vederlo uscire in lacrime dopo una gran prova da incontrista davanti alla difesa ti fa dire: «ma perché quegli stronzi là davanti hanno toppato proprio oggi?». Probabilmente sa che è la sua ultima apparizione in Champions, e lasciare così fa oggettivamente male. Grazie di tutto, Clarence.
Boateng: il ghanese è assolutamente essenziale. Se fosse stato al 100% delal condizione, forse avremmo visto un altro secondo tempo. Quando cala lo si nota subito (palle perse banalmente) e da quando è uscito per noi è stata notte fonda. Speriamo di riaverlo al più presto per il campionato.
Thiago Silva: abbiamo il più forte difensore centrale del mondo, è ufficiale. Questa partita ha sancito il simbolico passaggio di testimone tra San Drone Nesta e lui. Che nessuno si azzardi più a spostarlo di lì.

Comunque una cosa va detta: grazie ai tifosi che erano a White Hart Lane a sostenere la squadra, e grazie comunque ai ragazzi che nonostante tutto ci hanno provato fino alla fine.

Ora l’obiettivo principale resta lo scudetto, e bisogna lavorare per affrontare al massimo le 10 partite che rimangono da qui a fine stagione.
Poi, se ci avanza del tempo, io farei un pensierino anche alla Coppa Italia.

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DESTINAZIONE LONDRA

Bene. L’abitudine di guardarmi i posticipi rossoneri al pub sta continuando positivamente. Ormai anche gli altri avventori si stanno abituando ai bestemmioni ad altezza uomo. Soprattutto quando Flamini e Abbiati confezionano un’occasione della madonna alla Juventus (che non la sfrutta), o quando la febbre ferma Pato, o ancora quando Cassano si mette gli scarpini di Antonini, oppure quando Felipe Melo decide di fare il Felipe Melo.

Ringrazio comunque la scarpata di Gattuso e la sciatica di Buffon: grazie ragazzi, senza di voi questa vittoria sarebbe stata un’utopia. Milan veramente bruttino, soprattutto il primo tempo. Ecco, quella di regalare il primo tempo agli avversari è una tattica che non mi trova del tutto concorde. Vabbè che QUESTA Juventus (ahahahahahah!) (che squallore!) (e contro queste rumente l’Inter ha fatto un punto!) (lasciandone CINQUE per strada!) (AHAHAHAHAHAH!!) questa Juventus farebbe fatica pure contro il Portogruaro, ma essere tanto molli non giova alla truppa.

Secondo tempo invece, al solito, molto più preciso ed attento. Controllo totale e zero tiri in porta per gli avversari, come contro il Napoli (piccola digressione: non ho sentito alcuna levata di scudi per il rigore dato alla Roma per fallo di mani di munari. Era identico a quello di Aronica, nella dinamica). Bene così, anche se la parte più sostanziosa di saràcche l’ho destinata alla procurata distorsione cavigliare di Felipe Melo su Boateng.

Il Boa ormai è entrato di prepotenza nei miei cuori: tanta sostanza, discreta tecnica, gran corsa, enorme cuore, zero timore per nessuno. E tre gollettini importantissimi, che non fanno mai male.
La sua assenza a White Hart Lane è di quelle che fanno sanguinare, soprattutto alla luce di un ipotetico centrocampo: Flamini-Merkel-Seedorf. O, alla più puttana, con Thiago Silva in mediana al posto del tedescuccio. Fermi restanti i problemi in fascia sinistra a nome Antonini e Jankulovski. Speriamo che Allegri scelga il meno peggio.

Tutto dipende da Los Tres Lazzarònes lì davanti. Soprattutto da Robinho. Se il folletto carioca riuscirà a fare il trequartista da manuale, forse ci sono delle speranze di passaggio del turno.
Magari non serviranno per farci arrivare alla finale, ma intanto garantiscono l’assegno dalla UEFA di quel zozzone di Platini.

E, soprattutto, fanno morale.

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LE CINQUE GIORNATE DI GATTUSO

Alla fine sono 5, Rino.

Nello specifico le 5 giornate derivano dai 4 turni di stop a seguito dell’aggressione a Jordan (di cui 3 per “aggressione non grave” ed 1 per non note circostanze aggravanti) (saranno robe tipo “riterazione del gesto” oppure “inaudita viulenza del gesto” o ancora “perdita degli incisivi superiori del suddetto Jordan a seguito dell’accenno di testata” oppure “pronuncia errata del termine ‘motherfucker’“) che vanno sommati alla squalifica di un turno in seguito ad ammonizione in stato di diffida.

La squalifica ci sta tutta e te la meriti ampiamente, Rino. E bontà vuole che – se per una culosissima congiunzione astrale vincessimo tutte le partite di Champions League da qui in avanti – potrai addirittura ritornare per la Finale. Pensa te, la vita, a volte.
Giustamente la società ha deciso di non fare ricorso. Anzi, spero ti abbia pure appioppato un bel multone, di quelli che fanno passare la voglia di fiatare anche ad uno come te.

Dal canto tuo, solo una cosa potresti fare. Non servirà a diminuire la squalifica, ma potresti riguadagnare tantissimi punti sotto il profilo umano.
Senti a me, fai così: martedì 8 marzo, il giorno prima del match, vai ha White Hart Lane da solo, mentre gli Spurs si stanno allenando. Entri, saluti, te ne stai in disparte e, non appena ti vede, fai un cenno a Joe Jordan. Lo saluti, gli porgi la mano e ti scusi a nome tuo e di tutti i tifosi rossoneri, che quella sera ti era partita la brocca e hai reagito di merda.
Dopodiché uscite dallo stadio, andate al The Bell and Hare giusto lì di fronte e gli offri due pinte, una da parte tua e una da parte nostra.

Sicuramente Joe capirà ed apprezzerà il gesto.

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LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Tre giorni possono essere un lasso di tempo infinito. Soprattutto tra due partite di calcio, una di campionato ed una di Champions League.
Il lato solare, la vittoria col Parma; il lato oscuro, la sconfitta col Tottenham. Archiviata in fretta e furia la vittoria contro gli emiliani (ché le vittorie fanno morale al momento, ma poi vanno dimenticate in fretta per non adagiarsi troppo), la sconfitta contro il Tottenham lascia segni abbastanza profondi.

Partiamo dal risultato: perdere 1-0 in casa fa sempre girare le balle, ma tutto sommato non è irrecuperabile. Ad una ben precisa condizione: non bisogna assolutamente ripetere la partita di ieri sera.
Regalare il primo tempo è da folli, soprattutto contro una squadra venuta a Milano esclusivamente per lo 0-0: tutti nella propria metà campo a rintanarsi e a cercare il contropiede.

Per quanto riguarda il gioco, la questione è solo una: Robinho trequartista, Ibrahimovic e Pato davanti. Punto. Seedorf potrà eventualmente farsi l’ultima mezz’ora di gioco, ma non di più.
Come terzino sinistro dobbiamo tenerci Antonini anche se pure ieri ha fatto delle cappelle disumane in fase difensiva.
Thiago Silva lo vorrei centrale a vita, ma tant’è: ubi maior, minor cessat.
I tre mediani vanno scelti sulla base di chi abbiamo a disposizione (quindi niente Gattuso, Pirlo e Boateng).
E soprattutto voglio una cosa sola: scendere a Londra – chiunque scenderà in campo – incazzati come puma, pronti a dare il massimo, convinti che con un gol in più di loro si passa il turno e tanti saluti.

Per quanto riguarda i fattori extrasportivi invece, due le cose che mi hanno fatto incazzare: Flamini e Gattuso.

Capitolo Flamini: non puoi fare un’entrataccia del genere, essere graziato con il solo cartellino giallo e rompere i coglioni all’arbitro perché Corluka – a detta tua – stava perdendo tempo. Vaffanculo, psicopatico del cazzo. Ritieniti fortunato di non avergli staccato la gamba.
Purtroppo il francese si sta rivelando altamente sopravvalutato rispetto a quello che è realmente: un discreto giocatore poco tecnico e molto scorretto. Delle qualità sbandierate in Inghilterra non ce ne ha fatte vedere mezza; in compenso è stato preso da Galliani per l’unica partita buona fatta in carriera, ossia quando annullò Kakà a San Siro ai tempi dell’Arsenal. E comunque, 5 milioni di euro per ‘sto tizio sono un’esagerazione assurda.

Capitolo Gattuso: Rino, te lo dico con tutto il cuore ma sei un povero pirla. Gli inglesi – che sono dei grandissimi maestri figli di puttana in questo – l’han buttata in rissa fin da subito: gomitate, insulti, Abbiati in ospedale. Questo è il loro gioco, questo era il loro obiettivo: la pesca al tonno. E tu hai abboccato in pieno.
Oltretutto hai perso la testa in modo francamente indecoroso: tu – in quanto Capitano – non puoi permetterti scenate di questo tenore. Già saresti dovuto essere espulso dopo la presa per il collo a Joe Jordan, pertanto è assolutamente immotivata la vergognosa rissa con testata a fine partita.

Le scuse a fine partita lasciano il tempo che trovano, dato che potevi fare a meno di inscenare quella gazzarra. Capisco che dai il cuore anche in amichevole, capisco il tuo carattere, capisco che – ammonito durante il match – già sapevi di saltare il prossimo incontro, ma così rischi di saltarne molti di più. E la UEFA, in questo senso, deve essere esemplare.
Le giornate di squalifica te le meriti tutte, Rino. E lo dico perché ho stima di te sia come uomo, sia come giocatore: impara la lezione e non ripetere questi errori in futuro.

Un Capitano che si rispetti deve saper dare l’esempio ed essere impeccabile, sempre.
Anche se una merda scozzese fallita ti grida per tutto il secondo tempo «fucking italian bastard».

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