MILAN 1 – BARICELLONA 1

Complimenti, brutti stronzi. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.
Siccome sono masochista, analizziamo il disastro.

Innanzitutto una cosa: una squadra PRIMA in classifica (con 4 punti sulla seconda con una partita in meno) che IN CASA contro l’ ULTIMA in classifica non va oltre un PAREGGIO dopo essere passata in SVANTAGGIO, NON DEVE – e sottolineo NON DEVE – vincere lo scudetto.
Signori, la misura è colma: avete rotto i coglioni. Quello del calciatore è il vostro mestiere: se foste dipendenti di una qualsiasi azienda, vi avrebbero già licenziati per giusta causa.

Punto 2: Allegri, non c’è scritto da NESSUNA parte che Ibrahimovic debba giocare sempre e comunque. Lo stesso vale per Lammerda, ossia Robinho. Grazie a tale incaponimento, il tuo amato svedesone salterà GIUSTAMENTE la prossima + il derby (e magari anche un’altra), mentre Robinho si è reso ridicolo e dannoso per la terza giornata di fila.
Complimenti.

Punto 3: stessa identica storia come contro il Genoa, stessa identica storia come lo scorso anno. Questo Milan ha paura di vincere. Questo Milan non ha coglioni. Questo Milan fa la voce grossa sempre quando non serve.
Questo Milan, in sostanza, si caga in mano.

Punto 4: congratulazioni, mr. Ibrahimovic. Oltre a confermare la sua nullità in Champions League, ha dimostrato la sua dannosità in campionato. Benissimo: posto che starà fermo ai box per almeno 3 turni (e GUAI se il Milan dovesse fare ricorso), tornerà effettivamente a disposizione tra un mese esatto, ossia dopo la sosta per le nazionali.
Ha un mese di tempo per farsi smaltire l’incazzatura, riposarsi, allenarsi come si deve ed essere pronto per il rush finale (le ricordo, ad esempio, trasferta contro la Roma alla terz’ultima e trasferta ad Udine all’ultima di campionato).

Torniamo alla partita. Allegri lo aveva detto: attenzione a questo Bari. E infatti ce l’ha piazzato in culo. Aggiungiamoci Berlusconi (che quando esterna fa disastri) e la frittata è servita.
Recriminare è inutile: le decisioni arbitrali sono state tutte esatte: il fuorigioco di Robinho c’era; il mani di Ibrahimovic ‘ni‘ (dopo l’affaire Robinho contro il Chievo, questi ce li fischiano tutti contro); il falletto su Pato ‘boh‘; la stronzata di Ibrahimovic si, e pure grande come un multisala.
Il fatto è che un Milan che vuole puntare alla conquista dello scudetto, in casa contro il Bari deve vincere, anche con Byron Moreno come arbitro e con Moratti e De Laurentiis come guardalinee. No excuses.

Prossimo avversario il Palermo in trasferta. Che perde da 5 partite consecutive.
Vogliamo vedere con chi ricomincerà a vincere?

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DESTINAZIONE LONDRA

Bene. L’abitudine di guardarmi i posticipi rossoneri al pub sta continuando positivamente. Ormai anche gli altri avventori si stanno abituando ai bestemmioni ad altezza uomo. Soprattutto quando Flamini e Abbiati confezionano un’occasione della madonna alla Juventus (che non la sfrutta), o quando la febbre ferma Pato, o ancora quando Cassano si mette gli scarpini di Antonini, oppure quando Felipe Melo decide di fare il Felipe Melo.

Ringrazio comunque la scarpata di Gattuso e la sciatica di Buffon: grazie ragazzi, senza di voi questa vittoria sarebbe stata un’utopia. Milan veramente bruttino, soprattutto il primo tempo. Ecco, quella di regalare il primo tempo agli avversari è una tattica che non mi trova del tutto concorde. Vabbè che QUESTA Juventus (ahahahahahah!) (che squallore!) (e contro queste rumente l’Inter ha fatto un punto!) (lasciandone CINQUE per strada!) (AHAHAHAHAHAH!!) questa Juventus farebbe fatica pure contro il Portogruaro, ma essere tanto molli non giova alla truppa.

Secondo tempo invece, al solito, molto più preciso ed attento. Controllo totale e zero tiri in porta per gli avversari, come contro il Napoli (piccola digressione: non ho sentito alcuna levata di scudi per il rigore dato alla Roma per fallo di mani di munari. Era identico a quello di Aronica, nella dinamica). Bene così, anche se la parte più sostanziosa di saràcche l’ho destinata alla procurata distorsione cavigliare di Felipe Melo su Boateng.

Il Boa ormai è entrato di prepotenza nei miei cuori: tanta sostanza, discreta tecnica, gran corsa, enorme cuore, zero timore per nessuno. E tre gollettini importantissimi, che non fanno mai male.
La sua assenza a White Hart Lane è di quelle che fanno sanguinare, soprattutto alla luce di un ipotetico centrocampo: Flamini-Merkel-Seedorf. O, alla più puttana, con Thiago Silva in mediana al posto del tedescuccio. Fermi restanti i problemi in fascia sinistra a nome Antonini e Jankulovski. Speriamo che Allegri scelga il meno peggio.

Tutto dipende da Los Tres Lazzarònes lì davanti. Soprattutto da Robinho. Se il folletto carioca riuscirà a fare il trequartista da manuale, forse ci sono delle speranze di passaggio del turno.
Magari non serviranno per farci arrivare alla finale, ma intanto garantiscono l’assegno dalla UEFA di quel zozzone di Platini.

E, soprattutto, fanno morale.

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ATTO DI FORZA

Ormai le nostre emergenze sono settimanali: ad ogni partite ne perdiamo almeno uno. Tocca ad Ambrosini e a Van Bommel dare forfait: il primo per un merdoso stiramento, il secondo per un giallo di troppo con inevitabile squalifica.
Vuoi per cause di forza maggiore, vuoi per gente poco elastica e per nulla tollerante, ma partita dopo partita stiamo qui a chiederci: «Ed ora? Cosa cazzo si inventerà a centrocampo?».

Due pappine al Catania – che, seppur con un uomo in più per 40 minuti, con uno Spolli da prendere a scarpate nei denti per quanto lagnoso sia e ampiamente graziato in occasione dei falli, non è riuscito a fare un tiro in porta che fosse uno – con uno in meno lì in mediana è segno di una grande forza, checché se ne dica.

Grazie all’imprescindibile duo Ibra-Binho (con un Cassano in tono minore e col giovanissimo Pato che si deve rendere conto di non essere più una primadonna, che sarebbe ora di crescere) abbiamo portato a casa 3 punti che alla luce dei risultati capitati oggi pesano come piombo.

Due parole sul secondo giallo a Van Bommel: sicuramente un pollastro lui, ma la nomea in questo caso conta molto. Con questo metro di giudizio andrebbe ammonita mezza serie A ad ogni turno, se vogliamo sottilizzare.
Questo è un problema molto comune tra gli arbitri italiani, ossia il fatto di usare molti pesi e molte misure, a seconda del momento, del sentire comune e dell’opportunità.

Esempio: prima di Catania, Van Bommel in carriera si è preso solamente 4 cartellini rossi (3 in Bundesliga ed 1 in Eredivisie) nei campionati nazionali (molti meno di un Materazzi qualunque, quindi). Però nell’immaginario collettivo Van Bommel resta il fabbro, il picchiatore, quello che rompe ossa a tutto spiano.
A me però torna in mente il salto di qualità di Montero dall’Atalanta alla Juventus, o di Muntari dall’Udinese all’Inter: dove prima erano delle bestie sanguinarie, poi sono diventati suore di clausura. Basta essere nella squadra giusta al momento giusto.

Vorrei che per una volta i preconcetti da parte dei direttori di gara non ci fossero, che lorsignori si limitassero ad applicare per tutti lo stesso regolamento e che si fidassero molto di più dei propri occhi e meno degli articoli di giornale.
O devo cominciare a dubitare?

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BUONE NOTIZIE

Buone notizie, finalmente:

1) 4 punti su 6 senza centrocampo e portiere titolari e con Nesta ancora fuori. Lo scorso anno in queste condizioni avremmo fatto 0 su 6, e di questa inversione di rotta me ne compiaccio. A meno che la falcìdia di giocatori diventi standard, ma qua entriamo nel campo della sfiga.

2) Anche se sotto 3-1 contro l’Udinese (che in casa ci ha sempre fatto penare) abbiamo finalmente tirato fuori le palle e la voglia di vincere. Erano almeno 7 anni che non succedeva.

3) Volenti o nolenti, Pato la imbusta sempre. Non può giocare assieme a Robinho e Ibrahimovic contemporaneamente, sia chiaro. A meno che non impari che esiste anche una fase difensiva nel gioco del calcio, e si decida ad applicarvicisi tenacemente.

4) Le prossime due di campionato sono col Lecce in trasferta e col Cesena in casa. Non me ne vogliano i tifosi di queste due società, ma per QUESTO Milan dovrebbero essere 6 punti sicuri. Sperando di non ripetere la partita di Cesena, però.

5) Torneranno disponibili vari infortunati e/o squalificati per queste due sfide, aumentando così la qualità e la tenuta complessiva della squadra. Strasser ha comunque fatto bene quando è stato chiamato in causa (Merkel un po’ meno); ora però è giusto lasciare spazio ai titolari, consaqpevoli però che si son guadagnati sul campo la stima di mister e tifosi.

6) Onyewu è in prestito al Twente. Liberando di fatto uno slot per l’acquisto di un difensore centrale, che ci serve. Qualcuno dice Philippe Mexes: personalmente non impazzisco per il francese, vedremo. Sarebbe più urgente la ricerca di un terzino, ma dubito che ci sia abbastanza cash a disposizione.

7) Ronaldinho è del Flamengo. Ma questa notizia merita un post a parte.

8) Abbiamo arbitri, guardalinee e quarti uomini completamente ai nostri piedi. Controlliamo totalmente il campionato, decidiamo le sorti delle partite (sì, anche quelle delle nostre avversarie) e abbiamo in mente di conquistare l’universo.
Per la prossima stagione abbiamo previsto una modifica al regolamento: il Milan scenderà in campo SEMPRE con un uomo in più e con tre gol di vantaggio.

Sappiatelo.

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CI E’ ANDATA DI LUSSO

Noi pareggiamo e le dirette inseguitrici non fanno tanto meglio (Inter a parte che ci rosicchia due punticini): per come si era messa a Marassi sembrava una giornata stortissima, Invece.

Per causa di forza maggiore (gitarella a Roma assieme a qualche a qualche centinaia di migliaia di altri amici) non ho assistito né alla diretat video Nè alla diretta audio della partita di Genova. Però ho smoccolato – e parecchio – in differita via sms.

Ha segnato Robinho, non ha segnato Ibrahimovic. Ha giocato Seedorf, non ha giocato Ronaldinho. Pirlo è disperso, Boateng un po’ in calo. La buona sorte stavolta ci è stata d’aiuto, non facendoci rimontare dalle dirette inseguitrici. Ora vediamo di non buttar via questo regalino: Brescia in casa e Bologna fuori sono due partite da 6 punti fissi, pochi cazzi.

Poi per la Roma c’è tempo.

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TRE PUNTI NECESSARI

Vittoria soffertissima contro l’ultima in classifica. Sbagliando tutto ciò che c’era da sbagliare. Prendendo due gol evitabilissimi – compreso il gol dell’ex Kutuzov, che non segnava dal 1995 – e sbagliandone di colossali.

Ciò che mi preoccupa è l’inaudita superficialità con la quale si conducono le partite una volta andati in vantaggio. segno questo di assoluta mancanza di carattere e di attributi. Il Bari ha la peggior difesa ed il peggior attacco del campionato, attualmente è la squadra materasso per antonomasia. Se si possono segnare 5 gol a quella difesa lì, è doveroso farlo.

Ora ci tocca il Palermo in casa, autentica nostra bestia nera. Ritornerà Miccoli dopo decenni di infortunio e – comme d’habitude – si parte dall’1-0 per loro: il tamarro salentino non si sa come ma contro di noi fa delle partite allucinanti e gol al limite dell’assurdo. Fortuna che Mark Bresciano è a Roma sponda Lazio, altrimenti i bestemmioni preventivi sarebbero stati obbligatori.

Assisteremo probabilmente ad uno stravolgimento in attacco: dentro Pippo e Ronaldinho, fuori Ibrahimovic e Pato.
In difesa però, purtroppo, giocheranno sempre le stesse pippe al netto di Nesta e Silva.

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QUESTA E’ LA NOSTRA CASA

E’ appena la 5° di campionato e già rimpiangiamo i due punti buttati contro il Catania a San Siro. Per una squadra che vorrebbe ambire allo scudetto (come ampiamente suggerito da Adriano Galliani oggi) il proprio stadio dovrebbe essere un fortino inespugnabile. Forse non basterà per la vittoria finale, ma è comunque un buon viatico.

Invece già alla seconda partita giocata in casa gli ospiti han strappato un pareggio, come tante altre volte nel recente passato è già successo. Contro il Genoa poi abbiamo sofferto come cani per la prima metà di gara, rischiando pure di andare sotto nel risultato.

La questione è prima di tutto mentale e solo in seconda battuta di preparazione. I nuovi arrivati devono sapere che indossare quella maglia è un onore, non un privilegio. Devono sbattersi per onorarla sempre al meglio. Allegri e i “vecchi” dello spogliatoio – se proprio vogliono rendersi utili – devono instillare nella testolina dei nuovi arrivati questa mentalità; esemplare è stato in questo senso Gattuso contro il Genoa sabato scorso.

Perché, alla fine della fiera, il Milan siamo noi.
E voi, che scendete in campo, siete gli strumenti per realizzare i nostri sogni.

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SAME OLD FUCKING STORY

Cioè, è passato un anno e abbiamo cambiato gli attori lì davanti, ma non è cambiata una madonna. Siamo sempre la stessa squadra che puntualmente si fa mettere sotto a centrocampo e che prende gol ridicoli su ripartenze imbarazzanti.

Ieri sera nell’1-1 contro la Lazio, l’unico nostro centrocampista buono – Boateng – era quasi commovente: partito come esterno destro d’attacco, è finito a rintuzzare in difesa ad aiutare quel bollito di Zambrotta in marcatura su Zarate. Per il resto è cosa nota da tempo: soffriamo come cani in mezzo al campo, dove un ricambio sarebbe necessario.

Le bestemmie sono partite già alla lettura delle formazioni: Gattuso-Pirlo-Seedorf a centrocampo, Boateng-Ibrahimovic-Ronaldinho in difesa. Ossia uno solo che corre su sei, dato che Gattuso è sfiatato da un sacco di tempo. E, ieri, pure infortunato.
Aggiungiamoci Zambrotta e Abate terzini ed il gioco è fatto. Infatti l’unico cross decente per la capocciona di Ibrahimovic l’ha effettuato guardacaso Boateng nel primo tempo. Prima e dopo, il nulla: degli schifosi terra-aria privi di alcuna logica.

Capitolo Ibrahimovic: 89 minuti di irritazione marronaia ed un gol tanto rapace quanto illusorio. Ma lui è fatto così, da sempre, dobbiamo farcene una ragione. E, possibilmente, trovare un modulo di gioco fatto apposta per uno così.
Detto questo, lui e Ronaldinho sono assolutamente incompatibili. Di più: il dentone ieri, per l’ennesima volta, è stato nullo lì a sinistra: non salta l’uomo, occupa inutilmente spazi e non difende nemmeno sotto tortura (imbarazzante nella ripresa il modo in cui ha rincorso Cavanda per 30 metri fino al limite della propria area, fermandosi poi di colpo e lasciandolo liberissimo di effettuare il cross che Zambrotta in scivolata è riuscito a deviare in corner). Sarà fuori condizione, sarà triste, sarà forte con le piccole e debole con le grandi: possiamo permetterci OGGI un Ronaldinho così, se volessimo puntare a qualcosa di importante?

Secondo me no. Un Ronaldinho così – con le sue giocate, i no look, le veroniche, i colpi di tacco – ci garantisce al massimo il terzo posto in campionato, e grazie anche al fatto che le rivali sono pochissima cosa. In un Milan veramente competitivo come impianto di squadra, Ronaldinho farebbe molta panchina ed il suo contributo sarebbe centellinato con il contagocce; in un Milan mediocre, uno come Ronaldinho svetta.
Ma il concetto di base è che nel primo caso il Milan sarebbe una squadra TOP, nel secondo caso una squadra mediocre: come si può notare, la discriminante che fa fare il salto di qualità al Milan non è certo Ronaldinho.

Ultima annotazione: complimenti al fair-play dei laziali e dell’arbitro Banti. Le due azioni più pericolose della Lazio sono state:
– tiro di Mauri dalla sinistra deviato in corner da Abbiati nel primo tempo.
– gol di Floccari nella ripresa dopo discesa e cross dalla sinistra di Hernanes.

Ottimo. Peccato però per due piccoli dettagli:
– nella prima azione Gattuso era a terra infortunato (resterà in campo fasciato alla caviglia e poi verrà sostituito); Mauri marcato da Gattuso poi non supererà più la propria metà campo.
– nella seconda azione era a terra infortunato Abate (che sarà sostituito da Antonini), zona guarda caso dalla quale è partita l’azione del gol perché sguarnita.

Il fatto poi che a parti invertite (Cavanda a terra infortunatosi da solo) e a palla rossonera, l’arbitro abbia deciso di interrompere il gioco e di far entrare i sanitari per soccorrere il laziale, cosa non concessa in precedenza ad Abate, rende assolutamente buffa l’interpretazione del regolamento.

Comunque mi fa piacere aver preso un gol così: certe situazioni preferisco di gran lunga subirle piuttosto che esserne il beneficiario.

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CARNE AL FUOCO

L’arrivo di Ibrahimovic.
Le assurde (in positivo) cifre dell’affare.
La mostruosa bravura di Galliani.
La mano di Allegri.
Le aspettative di questa stagione.
La tenuta psico-fisico-atletica di Pato.
Quella di Berlusconi.
La cronica mancanza di terzini.
E di un centrocampista coi controcazzi.
I soldi per il mercato.
I non-soldi per il non-mercato.
Il “Bacio della morte” di Berlusconi in diretta («con questa squadra Allegri deve vincere»).

Di carne al fuoco, come si può vedere, ce n’è tanta.
Ma per stasera godiamoci il bellissimo 4-0 al Lecce: potrebbe essere il primo capitolo di una bella storia.

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CALENDARIO SERIE A 2010-2011

01. MILAN – Lecce            20. Lecce – MILAN
02. Cesena – MILAN          21. MILAN – Cesena
03. MILAN – Catania          22. Catania – MILAN
04. Lazio – MILAN             23. MILAN – Lazio
05. MILAN – Genoa           24. Genoa – MILAN
06. Parma – MILAN           25. MILAN – Parma 
07. MILAN – Chievo          26. Chievo – MILAN
08. Napoli – MILAN           27. MILAN – Napoli
09. MILAN – Juventus       28. Juventus – MILAN
10. Bari – MILAN              29. MILAN – Bari 
11. MILAN – Palermo         30. Palermo – MILAN
12. Inter – MILAN             31. MILAN – Inter 
13. MILAN – Fiorentina      32. Fiorentina – MILAN
14. Sampdoria – MILAN     33. MILAN – Sampdoria 
15. Milan – Brescia           34. Brescia – MILAN 
16. Bologna – MILAN         35. MILAN – Bologna
17. MILAN – Roma            36. Roma – MILAN
18. Cagliari – MILAN          37. MILAN – Cagliari 
19. MILAN – Udinese         38. Udinese – MILAN

Il calendario completo lo trovate QUI:

Buon divertimento.

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