IL DERBY D’ITALIETTA

Complimenti, proprio una gran partita.
Due enormi ladrate, una per parte – incredibile il fuorigioco in occasione del vantaggio bianconero, ridicolo il rigore assegnato a Milito – e una serie di brutture calcistiche abnormi – da secondo giallo l’intervento di Lichtsteiner, da rosso diretto quello di Cambiasso, entrambi non sanzionati.

Bravi i nerazzurri ad approfittare della bagarre per mettere a termine la striscia di risultati utili positivi dei bianconeri. Altre 10 partite e avrebbero battuto il record degli “Invincibili” rossoneri di Capello.
Con una squadra fatta da gente – Pirlo a parte – degna nemmeno di allacciare le scarpe a quei meravigliosi artisti.

Perciò adesso finalmente smettetela di rompere il cazzo con il record e concentratevi sulle vostre prossime ladrate.
Perché questa partita ha detto anche questo: «signori, scordiamoci il 2006. Tutto finito. Tutto come prima. Tutto meglio di prima. Oggi ne avete avuto dimostrazione. Non esiste sudditanza psicologica, solo malafede».

E sarà così per entrambe le squadre fino a fine campionato. I prodromi d’altronde si erano già visti tutti: due partite regalate all’Inter (rigore non dato al Catania, goal in fuorigioco contro la Samp) e una alla Juve (clamoroso furto di Catania). Questo è il New Deal calcistico di questa stagione.

Ma d’altronde è giusto così. Queste due squadre – e relative tifoserie – sono quelle che meglio rappresentano l’attuale desolante panorama social-cultural-economico del nostro Paese: arroganti, piangina, immanicate con chi di dovere, pronte a vendersi la madre pur di raggiungere lo scopo, incoerenti anche di fronte all’evidenza, antisportive.

Tutto sommato, un derby d’Italia così, ce lo meritiamo ampiamente.

seconda squadra di milano, ladri

2 SU 2 QUEST’ANNO

Archiviato il derby in gloria – sarebbe potuto finire 18 a 0, se Lammerda Robinho non si fosse divorato quei 13/14 gol – e passata l’euforia da grande prestazione, è l’ora di far due conti e analizzare la nostra condizione.

Innanzitutto partiamo dal migliore in campo ieri sera: Leonardo. Facendo giocare l’Inter col modulo 4-2-fatequelcazzochevoletelìdavanti ci ha effettivamente reso semplici molte cose, prima su tutte il dominio territoriale a centrocampo. Gattuso-VanBommel-Seedorf hanno effetivamente spadroneggiato in mediana e il gol a bruciapelo di Pato non ha fatto altro che incamerare la gara nei binari giusti.

In secondo luogo Boateng. Allo stato attuale delle cose è lui l’unico giocatore essenziale per il Milan. Quando c’è, ci mette cattiveria, grinta e tecnica. Quando non c’è soffriamo come cani e, molto spesso, perdiamo. Per me è ancora più decisivo di Ibrahimovic, dato che con lui il gioco migliora, mentre con lo svedese in campo tutta la squadra rallenta.

Ma è giusto soffermarci anche su ciò che non va.
Cassano non è da Milan, punto. Condizione fisica ignobile a parte, ‘sto ragazzo non ci sta con la testa. Entra e prende due ammonizioni ridicole, che potrebbero avere ripercussioni sul suo ruolo in squadra. A questo punto mi chiedo: e se fosse stato preso solo per fare una bella plusvalenza a giugno?

Robinho continua imperterrito ad emulare Luther Blissett, e sta cosa mi manda in bestia. Potrebbe essere il nostro miglior marcatore se solo ci mettesse più cattiveria e cinismo nelle conclusioni sottoporta. Ad inizio campionato si smazzava in copertura ed era logico che non fosse lucido sottoporta, ma giocando da seconda punta, cazzo, non si può permettere di sbagliare gol già fatti. Anche perché non è che si giochi contro Leonardo ogni settimana.

Infine i 5 punti persi contro Palermo e Bari. Ho paura che siano sanguinosi, che pagheremo carissimo quelle due partite affrontate con troppa sufficienza. Anche perché abbiamo delle trasferte mica da ridere a Firenze, Roma e soprattutto a Udine all’ultima di campionato.

Sarei tentato di fare un salto ad Udine il 22 maggio e cercare già il biglietto già adesso, ma ho paura di quello che potrebbe succedere nelle sei partite precedenti.

Con questo Milan ci si deve aspettare di tutto.

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BUON DERBY RAGAZZI, NOI SIAMO IL MILAN

ISCM è un posto fantastico. Ogni vero rossonero dovrebbe averlo tra i preferiti, e andarci in processione ogni santo giorno.
Lì si sondano gli umori veri di ogni rossonero che si rispetti. E si vede di che pasta sono fatti i nerazzurri, peraltro.

Nell’imminente vigilia di un derby poi, in ISCM c’è la tipica quiete prima della tempesta. Anche perché non serve dire nulla. Tutti sanno già tutto.

Basta il “post” di Dejan a spiegare tutto. Un post secco, essenziale, da brividi.
Un post da imparare a memoria.
Un post che OGNI SINGOLO FOTTUTISSIMO GIOCATORE DEL MILAN che stasera sarà in campo dovrebbe leggere e tenere nella mente e nel cuore.

Eccovelo.
Buon derby, ragazzi.

«sento che sale;
è già arrivata alla bocca dello stomaco;
stasera giocherò a calcetto e sarò intrattabile;
uscirò con la fidanzata e gli amici e sarò insopportabile;
anche la pizza mi farà incazzare;
dirò ‘porcodd…’ in ogni frase, anche quando dovrò chiedere cosa c’è di
dessert;
mi rigirerò nel letto e sarò fastidioso;
mi sveglierò nonostante la suoneria puntata a mezzogiorno e
ciabatterò nervoso in giro per la casa;
leggerò un libro del cazzo e continuerò a scorrere la stessa frase
perché tanto la testa è via;
ringhierò a mia madre se mi telefonerà per chiedermi cose del tipo
“hai mangiato?”;
sprizzerò odio con lo sguardo a quelli che mi diranno “ma è solo una
partita”;
incontrerò gli amici e avranno la mia stessa faccia;
andremo a S.Siro facendo la strada dove sappiamo che si incontrano
quasi solo milanisti;
arriverò al baretto e guarderò quelle facce di cazzo ribollendo
dentro;
fumerò una canna e penserò “ecco, lo sapevo, adesso mi viene da
collassare”;
salirò le scale e farò una fatica della madonna perché avrò le gambe
molli;
farò la solita pisciata nei cessi dietro alla curva e berrò dal
rubinetto più del solito perché avrò la bocca secca;
scenderò le scale, guarderò dall’altra parte e aspetterò il fischio
d’inizio
per gridare TUTTO TUTTO TUTTO IL MIO ODIO

buon derby ragazzi,
noi siamo il MILAN
»

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RETROSCENA / 2

* IgorTV ha detto il 01/feb/2010 18.15.00  |||| Commento su Facebook

Non ho capito questa storia del “diritto di riscatto sulla comproprietà” obbligatorio.
In pratica a Giugno dovremmo obbligatoriamente versare 4 milioni all’ Inter per avere metà Mancini?

Spero che sia un’ enorme bufala.

* IgorTV ha detto il 01/feb/2010 18.49.00  |||| Commento su Facebook

allora, da quanto ho capito il “diritto di riscatto obbligatorio” è una formula contrattuale esistente e già usata perlatro (ad esempio dalla Sampdoria per Pazzini o dal Catania per Matias Silvestre).

Di norma però il riscatto da parte della società ricevente avveniva per la TOTALITA’ del cartellino: nel caso di Amantino Mancini si prospetterebbe un riscatto obbligatorio fissato a quasi 4 Milioni di euro per la sola comproprietà del calciatore, ossia a Giugno dovremmo comunque pagare 4 Milioni all’ Inter e tenerci il giocatore fino alla fine della comproprietà; se volessimo averlo per intero dovremmo pagare ALTRI 4 milioni per la metà di proprietà dell’ Inter.

Spero vivamente che non sia affatto così, e che il diritto di riscatto non sia obbligatorio. Altrimenti non saprei come insulatre Galliani.

[fonte: http://criticarossonera.blogspot.com]

Purtroppo si è avverato ciò che avevo previsto.
In pratica abbiamo solo ritardato di 6 mesi una comproprietà su una riserva dell’ Inter. Complimenti.

Cosa pensava Galliani, di farci ritardare di 6 mesi l’ incazzatura?

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ADDAVENI’ AMANTINO

Dopo le bordate e le reciproche secchiate di merda sparate con le catapulte, stando a radiomercato Milan ed Inter dovrebbero riunirsi e finalizzare un grosso scambio: Jankulovski all’ Inter in cambio di Amantino Mancini.

Ora, Jankulovski lo vedrei benissimo lontano da Milanello a partire da adesso, ma siamo proiprio sicuri che l’ Inter sia la mèta ideale? Voglio dire: non è che poco poco nell’ invincibile armata nerazzurra mi torna ad essere un giocatore di calcio? Punto due: quanto può realmente servirci Amantino Mancini, ora?

E’ un brasiliano che non gioca in gare ufficiali da parecchio tempo. Di più: è l’ ENNESIMO brasiliano che non gioca in gare ufficiali da parecchio tempo. Dopo Rivaldo, Ronaldo e Ronaldinho direi che abbiamo già dato. E che siamo, l’ Esercito della Salvezza?
Chi dovrebbe fargli spazio in squadra, poi? Beckham, Ronaldinho, Pato o Seedorf? Non credo proprio che costoro siano disposti a cedere il posto tanto facilmente. Quindi venendo da noi non avrebbe assolutamente garantito il posto da titolare.

Verrebbe come riserva, allora? Tanto vale, riserva per riserva, che resti all’ Inter. Visto che ci priveremmo di un ex-terzino – in un ruolo dove attualmente siamo carenti – e prenderemmo un’ altra ala di ruolo – ruolo nel quale potremmo annoverare addirittura Abate – che andrebbe ad ingrossare un reparto sovraffollato.

Un ultimo dubbio mi sovviene riguardo la tenuta psico-fisica del giocatore. Gente fumantina di testa sarebbe come una miccia in uno spogliatoio come il nostro popolato di primedonne capricciose; per quanto riguarda gli infortuni, già in passato ne fu colpito e gli anni passano per tutti.

Ho paura che, come negli altri casi di brasiliani finiti in rossonero, la dirigenza cerchi più il giocatore che fu e non già il giocatore che è adesso. Fosse arrivato 4 anni fa, Amantino Mancini sarebbe stato devastante qui a Milano; oggi purtroppo il giocatore è reduce da troppi mesi di inabilità e non è sicuro che torni ai suoi livelli di un tempo. E’ probabile, ma non è sicuro.

Evidentemente ai tizi della dirigenza piacciono le scommesse.
Per una volta vorrei che avessero ragione loro.

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Update: mentre scrivevo queste righe, pare sia giunta l’ ufficialità: prestito con diritto di riscatto per metà del cartellino. Nell’ affare non rientrerebbe Jankulovski che dunque se ne resta nella Milano rossonera.
Io sono un pessimista realista al limite del parossismo, lo ammetto, ma questa volta spero vivamente che la dirigenza abbia ragione: ripetere gli affari Pirlo e Seedorf mi farebbe un immenso piacere.

 

DISAMINA ACCURATA

Eviterò di accendere polemiche arbitrali (perché Rocchi di sviste ne ha avute) (e pure parecchie) (e molto spesso da una parte sola) (checché ne dica Mourinho) dannose ed inutili: quel che è stato è stato, e via così.
Mi rammarica però vedere il miglior allenatore del mondo sbroccare come il più becero e fascista ultrà; o forse è una tattica di comunicazione. Chissà, frignando e piangendo si ottiene sempre ciò che si vuole.
Piangi & Fotti, da sempre il motto dell’ italico modus vivendi. Contenti loro…

Ciò che mi preme sottolineare è il motivo percui abbiamo perso. Che è sostanzialmente uno: siamo una squadra senza palle. Non mi stancherò mai di ripeterlo.
Loro, all’ andata, in 10 contro 11 han vinto 4-0. Noi, al ritorno, in 10 contro 11 abbiamo perso 2-0. Perché? Perché se a noi manca Sandrone Nesta tutta la difesa va in vacca? Perché Dinho fa il fenomeno col Siena in 10 e si caga in mano contro le grandi (vi stoppo subito: la Juventus NON è tra le grandi)?

Perché loro sono brutti sporchi cattivi disonesti e picchiatori, ma combattono in campo 95 minuti. Noi no.
Perché loro corrono; non si sa come, ma corrono. Noi no.
Perché loro hanno due terzini coi controcazzi. Noi no: noi abbiamo due ex-trequartisti che in difesa non ci sono mai andati.
Perché loro hanno un portiere. Noi no: noi abbiamo un citofono.
Perché loro hanno un allenatore: uno stronzo cagacazzi disonesto fin che si vuole, ma pur sempre un allenatore. Noi no.

La differenza sta tutta qui. Se non ci si smena per vincere gli scontri diretti, addio scudetto. E dati alla mano e nella ottimistica ipotesi di vittoria sulla Fiorentina, saremmo 6 punti sotto. Esattamente i 6 punti persi nei due derby. Mancano ancora tante partite, certo, ma gli scontri diretti sono alle spalle. Non ci sarà più l’ opportunità di rosicchiare punticini.

Lo scudetto, a meno di un clamoroso suicidio o di una congiura di palazzo a detta di qualcuno già in atto, ormai è andato.

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