MISSIONE INCOMPIUTA

Vabbè, mai una volta che questa squadra dimostri abnegazione su tutti i fronti. Passi che la Coppa Italia non ha lo stesso appeal di uno scudetto – sbertucciata da tutti, sponsorizzata male, non dà diritto ad alcunché, priva di quel prestigio che le coppe nazionali di altri paesi invece rivestono – ma non si può giocare così svaccati.
Si può pure parlare di sfiga e del rigore su Ibrahimovic all’ultimissimo minuto eccetera, ma per come siamo entrati in campo non c’è storia: il Palermo ha meritato la finale.

Sembrava stessimo giocando la Coppa Cobram di fantozziana memoria. 80 minuti di nulla cosmico e 15 minuti che a momenti ribaltavamo il risultato. 72% di possesso palla nel primo tempo. Chiaro che il titic e titoc di tardo-ancelottiana genìa che si è visto per la stragrande maggioranza del tempo partita non porta a nulla, ma nemmeno tirare fuori i coglioni solo per un quarto d’ora scarso e sperare di farla franca.

Anche Allegri mi ha deluso, per due ragioni.

Primo: NON è umanamente possibile pensare di giocare con Pirlo e Seedorf INSIEME. Punto. E ieri sera si è visto. Ormai Pirlo è un giocatore della Juventus, quindi che stimoli ha nel giocare ancora con noi? Quindi, se proprio devi sostituire qualcuno, sostituisci l’Andrea da Brescia, non il Clarenzio da Olanda.

Secondo: cosa cazzo gli avranno mai fatto Emanuelson e Didac Vilà? Oggettivamente il cambio Antonini – Bonera è da ribaltamento carpiato. L’unica mossa azzeccata è stata tentare il tutto per tutto alla fine; mossa che si sarebbe comunque potuta evitare se si avesse fatto giocare Ibrahimovic già dal primo minuto, ma tant’è.

Quando non c’è la volontà di vincere c’è poco da fare. Forse Allegri ha voluto mettere in mostra i “gioiellini” in scadenza di contratto per poter dire alla società: «Oh, guardate con che razza di merde mi son dovuto arrangiare quest’anno! Lasciateli andare via e compratemi dei campioncini, piuttosto».

Discorso anche giusto e legittimo, per carità; ma una roba di questo tipo non si fa in una semifinale di Coppa Italia (trofeo che anche questo manca nella nostra bacheca da troppo tempo).

Ci sono altre due inutili partite da giocare, per questo.

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LA BESTIA NERA

Io lo dissi: con chi avrebbe vinto il Palermo? E puntualmente è successo. 1-0 al Renzo Barbera e addio sogni di gloria.

Fortunatamente non ho visto la partita e, sinceramente, del Milan e del calcio in generale non mi interessa un granché in questo preciso momento. I problemi della vita sono ben altri, e purtroppo molto dolorosi.

Due settimane ci separano dal derby per via della pausa per le nazionali, e le pause per noi sono sempre state deleterie. Sempre. Non abbiamo quasi mai vinto una partita alla ripresa dopo una pausa forzata.

Figuriamoci un derby.

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LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Tre giorni possono essere un lasso di tempo infinito. Soprattutto tra due partite di calcio, una di campionato ed una di Champions League.
Il lato solare, la vittoria col Parma; il lato oscuro, la sconfitta col Tottenham. Archiviata in fretta e furia la vittoria contro gli emiliani (ché le vittorie fanno morale al momento, ma poi vanno dimenticate in fretta per non adagiarsi troppo), la sconfitta contro il Tottenham lascia segni abbastanza profondi.

Partiamo dal risultato: perdere 1-0 in casa fa sempre girare le balle, ma tutto sommato non è irrecuperabile. Ad una ben precisa condizione: non bisogna assolutamente ripetere la partita di ieri sera.
Regalare il primo tempo è da folli, soprattutto contro una squadra venuta a Milano esclusivamente per lo 0-0: tutti nella propria metà campo a rintanarsi e a cercare il contropiede.

Per quanto riguarda il gioco, la questione è solo una: Robinho trequartista, Ibrahimovic e Pato davanti. Punto. Seedorf potrà eventualmente farsi l’ultima mezz’ora di gioco, ma non di più.
Come terzino sinistro dobbiamo tenerci Antonini anche se pure ieri ha fatto delle cappelle disumane in fase difensiva.
Thiago Silva lo vorrei centrale a vita, ma tant’è: ubi maior, minor cessat.
I tre mediani vanno scelti sulla base di chi abbiamo a disposizione (quindi niente Gattuso, Pirlo e Boateng).
E soprattutto voglio una cosa sola: scendere a Londra – chiunque scenderà in campo – incazzati come puma, pronti a dare il massimo, convinti che con un gol in più di loro si passa il turno e tanti saluti.

Per quanto riguarda i fattori extrasportivi invece, due le cose che mi hanno fatto incazzare: Flamini e Gattuso.

Capitolo Flamini: non puoi fare un’entrataccia del genere, essere graziato con il solo cartellino giallo e rompere i coglioni all’arbitro perché Corluka – a detta tua – stava perdendo tempo. Vaffanculo, psicopatico del cazzo. Ritieniti fortunato di non avergli staccato la gamba.
Purtroppo il francese si sta rivelando altamente sopravvalutato rispetto a quello che è realmente: un discreto giocatore poco tecnico e molto scorretto. Delle qualità sbandierate in Inghilterra non ce ne ha fatte vedere mezza; in compenso è stato preso da Galliani per l’unica partita buona fatta in carriera, ossia quando annullò Kakà a San Siro ai tempi dell’Arsenal. E comunque, 5 milioni di euro per ‘sto tizio sono un’esagerazione assurda.

Capitolo Gattuso: Rino, te lo dico con tutto il cuore ma sei un povero pirla. Gli inglesi – che sono dei grandissimi maestri figli di puttana in questo – l’han buttata in rissa fin da subito: gomitate, insulti, Abbiati in ospedale. Questo è il loro gioco, questo era il loro obiettivo: la pesca al tonno. E tu hai abboccato in pieno.
Oltretutto hai perso la testa in modo francamente indecoroso: tu – in quanto Capitano – non puoi permetterti scenate di questo tenore. Già saresti dovuto essere espulso dopo la presa per il collo a Joe Jordan, pertanto è assolutamente immotivata la vergognosa rissa con testata a fine partita.

Le scuse a fine partita lasciano il tempo che trovano, dato che potevi fare a meno di inscenare quella gazzarra. Capisco che dai il cuore anche in amichevole, capisco il tuo carattere, capisco che – ammonito durante il match – già sapevi di saltare il prossimo incontro, ma così rischi di saltarne molti di più. E la UEFA, in questo senso, deve essere esemplare.
Le giornate di squalifica te le meriti tutte, Rino. E lo dico perché ho stima di te sia come uomo, sia come giocatore: impara la lezione e non ripetere questi errori in futuro.

Un Capitano che si rispetti deve saper dare l’esempio ed essere impeccabile, sempre.
Anche se una merda scozzese fallita ti grida per tutto il secondo tempo «fucking italian bastard».

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MASSI’, E’ NATALE…

Massì, è Natale e dobbiamo essere tutti in po’ più buoni, no? E allora via: siccome siamo buoni regaliamo tre punti così, al primo che passa.

Massì, è Natale e c’è stato pure il compleanno del Milan da festeggiare, no? Senza contare quella boiata del Milan Christmas Show da onorare: e quindi, che sarà mai una settimana di allenamento blando e/o inesistente prima di un match fondamentale per il campionato?

Massì, è Natale e noi siamo molto generosi. E’ per quello che concediamo a Juventus e Roma – due dirette competitors nella corsa scudetto –  di vincere in casa nostra: è puro spirito ecumenico, non si spiegherebbe altrimenti.

Massì, è Natale e c’è gente già con la testa in vacanza. E’ giusto quindi che Ibrahimovic si faccia ammonire – saltando la prossima contro il Cagliari – per poter prolungare le vacanze. Come è giusto che Seedorf (un po’ come nel derby di andata del 2009 quando era in canotta ed infradito in panchina) sia già con gli scarponi ai piedi ed il berrettone in testa, pronto per calcare le innevate piste della Valtournenche: non si spiega altrimenti com’è stato possibile che non abbia azzeccato un passaggio giusto che fosse uno.

Massì, è Natale e siamo forieri di doni. Anche verso quei tamarri napoletani che quando giocavano con noi sbagliavano l’inverosimile sotto porta ed erano ghiotti di creme vaginali: bravo Abate, hai fatto un bellissimo gesto di generosità.

Massì, è Natale e siamo tutti pazienti e generosi. Soprattutto verso il nostro allenatore, che non azzecca un cambio dal 1993, che non cambia lo schema neanche sotto tortura e che costringe il riluttante Seedorf a giocare al posto di Pirlo. Se avessimo giocato in 10 sarebbe stato uguale.

Massì, è Natale ed è giusto permettere al nostro amministratore delegato di lanciarsi in paurosi auspici portarogna: si sa che ogni volta che apre bocca porta talmente sfiga che persino le suore si toccano i maroni, ma essendo Natale noi lo lasciamo giustamente fare.

Massì, è Natale e siamo tutti un po’ più buoni. E’ stato quindi giusto concedere ben 5 minuti di calcio giocato a Ronaldinho. Oh, 5 minuti e non di più, sia chiaro: va ben che è Natale, ma non siamo mica fessi. Cosa pretende questo qui, di giocarne magari 20 o 25? Non scherziamo, su…

Massì, è Natale ed è giusto dare un’opportunità a tutti di farsi valere. E’ stato bello infatti vedere Gattuso – che notoriamente possiede gli scarpini palmati – fare il regista, impostare il gioco, tentare lanci lunghi. Sembrava di essere a Giochi senza Frontiere, tanto era divertente.

Massì, è Natale ed è tradizione che il Milan scazzi l’ultima partita dell’anno. Ed una tradizione DEVE essere rispettata, altrimenti che tradizione sarebbe?

Massì, è Natale.

Ma vaffanculo.

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BOILING POINT

Mi sono rotto i coglioni. Sono cose dette e stradette, ma io mi sono rotto i coglioni per l’ennesima volta.

Mi sono rotto i coglioni di non avere due terzini degni di questo nome (Abate è un’ala) che sappiano anche crossare.

Mi sono rotto i coglioni di vedere Pirlo e Seedorf ASSIEME pascolare per il campo. Tolto Boateng (e i cronisti di sky a dire che il Milan mancava di verticalizzazione a causa sua) si è smesso di giocare. Andate a fare in culo tutti e due.

Mi sono rotto i coglioni di giocare sempre e comunque con un solo centrale titolare alla volta, dato che le riserve sono delle fetecchie immonde. Vogliamo darci una mossa a Gennaio e comprare qualcuno di affidabile?

Mi sono rotto i coglioni di Pato: la sua prestazione di ieri sera (sommata a quella contro il real madrid) è stata da bestemmia carpiata. E’ senza scuse, è senza palle. Vuole andarsene dal Milan? Lo dica forte e chiaro. Farebbe meno danni in tribuna che in campo. Vogliamo darci una mossa a Gennaio e mandarlo a fare in culo lontano da Milano e dall’Italia?

Mi sono rotto i coglioni di avere un non-presidente al quale non frega palesemente più niente della squadra, che ogni volta che mette piede a San Siro è una iattura, che ancora non si arrende a voler passare la mano a qualcuno che, forse, avrebbe più a cuore le sorti della squadra.

Mi sono rotto i coglioni di avere un allenatore come Allegri che prima pontifica e poi, puntualmente, china il capo ai dettami del nostro presidente il quale, imbottito di viagra e di fighe minorenni, non capisce più una minchia di niente. E’ possibile, di grazia, avere un allenatore che faccia l’allenatore come si deve, mettendo in tribuna chi sgarra, facendo sputare sangue anche agli “intoccabili” e mandando a fare in culo il presidente incompetente?

Mi sono rotto i coglioni di regalare 40/50 minuti a partita agli avversari. Voglio dire, siamo stati capaci di far resuscitare una mediocre squadraccia di media classifica, farcita di ex-giocatori, mezzi giocatori, assurdi simulatori e picchiatori impuniti. E la colpa è solamente nostra, che siamo una squadra di fighette senza coglioni.

Spero vivamente che mercoledi contro il Real Madrid giochino i “senatori” (Ronaldinho compreso) e che si perda con almeno 4 gol di scarto: voglio vedere se, toccato il fondo, ‘sti stronzi avranno voglia pure di scavare.

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E’ STATA UNA MATTANZA, FABIO

Son passati già due giorni dalla partitaccia maledetta ed ancora non riewsco a farmela andare giù. Troppa rabbia, delusione, scoramento. Infortuni a parte (e qui si riaprirebbe l’annoso capitolo della mancanza di alternative e della panchina corta e dei brocchi bolsi in squadra e blablabla) le abbiamo prese sotto ogni punto di vista. Non solo per quanto riguarda il gioco, ma soprattutto a livello di approccio.

Il Real avrebbe potuto vincere 6-0 tranquillamente che nessuno avrebbe avuto da ridire: il migliore in campo dei nostri è stato senza dubbio Amelia; il migliore dei loro è stato Mourinho. Oh, appena i nostri lo vedono si cagano in mano. Qualcuno però lo abbraccia, c’è chi lo va a salutare durante una rimessa laterale per poi sciabattare malamente sottoporta, chi addirittura gli manda bacetti a favor di telecamere e fa apposta a giocare di merda, per contratto.

E’ inutile poi pentirsi, fare outing (che tra l’altro l’errore grosso non è stato quello di saltare in barriera come un malato di mente, ma tirarla alta sulla traversa da solo davanti a Casillas) e cercare di dimenticare in fretta Madrid: eh no caro il mio culone piombato, col cazzo che si dimentica Madrid. Tu, lo svedese insolente e quell’altro tuo compare dentone avete fatto la peggiore partita del decennio. In inferiorità numerica a centrocampo, non siete mai tornati indietro una volta.
Io ve lo dico: è ora di finirla. Se non avete più voglia di sbattervi (come per esempio la scusa dell’odierno affaticamento muscolare di Ronaldinho a causa di «eccessivi allenamenti e partite nell’ultimo periodo» quando c’è stata una sosta di 14 giorni senza partite visto che non è nemmeno andato in nazionale, porcaccio di quel Giuda infame) è giunta l’ora che vi facciate da parte.

Allegri dice che «è stato sbagliato l’approccio»: ma santodio, stiamo parlando di Real Madrid – Milan – LA partita – mica di Juventus – Frosinone di serie B! Con che razza di approccio si scende in campo in queste partite qui, in ciabatte ed infradito salutando tutti come in spiaggia o con i coglioni sguainati per cercare il colpaccio?
Come mai CR7 ha smesso di fare lo sborone dopo una scarpata nelle caviglie a 35 secondi netti dall’entrata dal Boa, quando nel primo quarto d’ora ha fatto quel cazzo che ha voluto? Qui è questione di formazione sbagliata e di uomini inadeguati, caro Allegri, non certo di approccio.

Ho sempre sentito dire dai soloni che «in queste partite i campioni non hanno bisogno di motivazioni, basta l’importanza della partita e l’aria della Champions a motivarli». Bene, i casi sono due: o questa è una sublime cazzata, o i nostri non sono campioni.

Siccome la verità sta nel mezzo, la risposta è che i nostri giocatori sono mezzi campioni o pseudo tali che credono ad ogni cazzata venga detta loro.

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NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE

Nel giorno in cui dalla Russia il Capo pronuncia le parole «Forza Milan» dopo un sacco di anni, ecco la sconfitta che ti aspetti.
Troppa sboronaggine, troppa sicumera, troppa convinzione di vincere senza giocare nell’ambiente Milan prima della trasferta cesenate, ed ecco i meritati risultati. Cesena 2 – Milan 0.

Cesena brava e provinciale, nel senso che ha fatto catenaccio e contropiede come deve fare per riuscire a mantenere inviolato il fortino del Manuzzi. Bogdani e Giaccherini i veri Ibrahimovic e Robinho.

Milan sprecone e sfortunato. Pato è l’unico fenomeno (uno dei due gol annullati – il secondo – era regolarissimo, ma è inutile attaccarsi agli errori arbitrali); Robinho è subentrato nella ripresa ma è parso molto volenteroso mettendosi a disposizione e tornando anche a difendere; Ibrahimovic è il solito, anche nel rigore sbagliato; Inzaghi appena entrato ha creato subito scompiglio. Queste le note positive.
Le note negative sono la disastrosa prestazione di Papasthatopoulos, Bonera, Antonini, Gattuso (incursore di stocazzo, nessuna copertura in mediana, gol nati da due sue cappelle) e Ronaldinho (probabilmente la sua peggior partita da quand’è al Milan, con la caratteristica tipicità di eclissarsi nelle partite importanti); l’assetto difensivo-medianistico in generale (il contropiede preso ha dell’inverosimile con un centrocampo che non garantisce adeguata copertura, dato che Ambrosini non può tirare sempre al carretta da solo) e soprattutto l’infortunio di Thiago Silva: Il massaggiatore durante l’intervallo ha mimato a Robinho lo strappo al muscolo del bicipite femorale. Brutte, bruttissime sensazioni. Speriamo di no.

Senza Nesta e Thiago Silva siamo nella merda più profonda, e visti Bonera e Antonini terzini c’è da mettersi le mani nei capelli. Questa partita è stata comunque l’emblema dei timori post-mercato: purtroppo l’assenza di due terzinacci e di un mediano di ruolo si faranno sentire nel prosieguo della stagione.

E né l’acquisto di Ibrahimovic né quello di Robinho serviranno a sopperire a tali mancanze.
Quello che serve, ora, è un sacco di lavoro. Soprattutto a livello mentale.

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SAMPDORIA 2 – MILAN 1

Nella partita più importante della stagione, la mia linea adsl abdica. Non ho potuto così seguire Sampdoria-Milan peer-to-peer.
Alla luce dei fatti, meglio così: non aver visto in diretta le sciabattate vergognose di Mancini, Seedorf e Borriello a porta vuota mi ha risparmiato l’ingrossamento del fegato.

Siamo così giunti al capolinea ed era ampiamente preventivato. Questa sconfitta ci allontana dai primi due posti della classifica e non ci fa stare per nulla tranquilli riguardo il terzo posto, giacché le nostre ultime 4 partite sono terrificanti, gli avversari vincono, abbiamo uno scontro diretto col Palermo assolutamente da non perdere e sperare che Sampdoria e Palermo pareggino quando si incontreranno.

Resto convinto della mia personale teoria: abbiamo avuto più voglia e più risultati quando dovevamo lottare per un posto in Champions che non quando dovevamo farlo per lo scudetto. La frenata è quindi stata voluta.
Oltretutto ieri in 10 abbiamo corso di più e meglio che non in 11: come si spiega questo? E le accuse di scarsa forma dei giocatori?

C’è qualcosa che non quadra: chi può non vuole e chi vuole non può?

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