BUONE NOTIZIE

Buone notizie, finalmente:

1) 4 punti su 6 senza centrocampo e portiere titolari e con Nesta ancora fuori. Lo scorso anno in queste condizioni avremmo fatto 0 su 6, e di questa inversione di rotta me ne compiaccio. A meno che la falcìdia di giocatori diventi standard, ma qua entriamo nel campo della sfiga.

2) Anche se sotto 3-1 contro l’Udinese (che in casa ci ha sempre fatto penare) abbiamo finalmente tirato fuori le palle e la voglia di vincere. Erano almeno 7 anni che non succedeva.

3) Volenti o nolenti, Pato la imbusta sempre. Non può giocare assieme a Robinho e Ibrahimovic contemporaneamente, sia chiaro. A meno che non impari che esiste anche una fase difensiva nel gioco del calcio, e si decida ad applicarvicisi tenacemente.

4) Le prossime due di campionato sono col Lecce in trasferta e col Cesena in casa. Non me ne vogliano i tifosi di queste due società, ma per QUESTO Milan dovrebbero essere 6 punti sicuri. Sperando di non ripetere la partita di Cesena, però.

5) Torneranno disponibili vari infortunati e/o squalificati per queste due sfide, aumentando così la qualità e la tenuta complessiva della squadra. Strasser ha comunque fatto bene quando è stato chiamato in causa (Merkel un po’ meno); ora però è giusto lasciare spazio ai titolari, consaqpevoli però che si son guadagnati sul campo la stima di mister e tifosi.

6) Onyewu è in prestito al Twente. Liberando di fatto uno slot per l’acquisto di un difensore centrale, che ci serve. Qualcuno dice Philippe Mexes: personalmente non impazzisco per il francese, vedremo. Sarebbe più urgente la ricerca di un terzino, ma dubito che ci sia abbastanza cash a disposizione.

7) Ronaldinho è del Flamengo. Ma questa notizia merita un post a parte.

8) Abbiamo arbitri, guardalinee e quarti uomini completamente ai nostri piedi. Controlliamo totalmente il campionato, decidiamo le sorti delle partite (sì, anche quelle delle nostre avversarie) e abbiamo in mente di conquistare l’universo.
Per la prossima stagione abbiamo previsto una modifica al regolamento: il Milan scenderà in campo SEMPRE con un uomo in più e con tre gol di vantaggio.

Sappiatelo.

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GIUDIZI E PREGIUDIZI

Non so quanti di voi l’avranno notato, ma i due lanci lunghi in verticale in occasione dei due gol rossoneri (il primo per Ibrahimovic ed il secondo per Inzaghi) non li ha fatti Pirlo. No. Li ha fatti un signore di nome Rino Gattuso.
Passato lo sbigottimento mi sono domandato: «ma Gattuso non era solo un rude medianaccio con i piedi di calcestruzzo?».

Poi mi sono ripassato mentalmente la partita di Pato e di Ronaldinho, i nostri due gioielli brasiliani che tutto il mondo ci invidia: il primo non ha combinato uno stracazzo di niente se non giocare a fare il guardalinee, il secondo è stato sostituito ed è uscito bestemmiando. Alché mi sono domandato: «ma sarebbero questi i nostri fenomeni? Queste due assurde ciofeche?».

Infine mi sono riguardato i due gol di nonno Inzaghi e, soprattutto, la voglia che aveva di farli già dal suo primo secondo in campo. Spettacolare. Gasatissimo mi leggo tutti gli articoli su di lui; anche quello di Mario Sconcerti sul corriere.it dove dice che «Inzaghi è una contraddizione straordinaria. Non sa giocare a calcio, è incapace di restituire il pallone, incapace di un dribbling, di un colpo di fantasia» e subito penso: «ma sant’iddio, e questo sarebbe un giornalista sportivo?».

Dovremmo smetterla di ragionare per partito preso, per cliché, di applicare etichette ingenerose ai giocatori senza considerarli obiettivamente per quello che sono: Gattuso ed Inzaghi un po’ meglio di come li dipingono, Ronaldinho e Pato abbastanza sopravvalutati rispetto ai giudizi dati finora.

Altrimenti un giorno arriveremo a dire che Mario Corso e Gianni Rivera sapevano giocare solo da fermi, che Franco Baresi era capace unicamente di alzare la mano destra per chiamare l’offside e magari che Paolo Rossi e Gerd Muller erano soltanto molto furbi a farsi trovare lì davanti, smarcati.

Quasi sempre in fuorigioco.

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E’ STATA UNA MATTANZA, FABIO

Son passati già due giorni dalla partitaccia maledetta ed ancora non riewsco a farmela andare giù. Troppa rabbia, delusione, scoramento. Infortuni a parte (e qui si riaprirebbe l’annoso capitolo della mancanza di alternative e della panchina corta e dei brocchi bolsi in squadra e blablabla) le abbiamo prese sotto ogni punto di vista. Non solo per quanto riguarda il gioco, ma soprattutto a livello di approccio.

Il Real avrebbe potuto vincere 6-0 tranquillamente che nessuno avrebbe avuto da ridire: il migliore in campo dei nostri è stato senza dubbio Amelia; il migliore dei loro è stato Mourinho. Oh, appena i nostri lo vedono si cagano in mano. Qualcuno però lo abbraccia, c’è chi lo va a salutare durante una rimessa laterale per poi sciabattare malamente sottoporta, chi addirittura gli manda bacetti a favor di telecamere e fa apposta a giocare di merda, per contratto.

E’ inutile poi pentirsi, fare outing (che tra l’altro l’errore grosso non è stato quello di saltare in barriera come un malato di mente, ma tirarla alta sulla traversa da solo davanti a Casillas) e cercare di dimenticare in fretta Madrid: eh no caro il mio culone piombato, col cazzo che si dimentica Madrid. Tu, lo svedese insolente e quell’altro tuo compare dentone avete fatto la peggiore partita del decennio. In inferiorità numerica a centrocampo, non siete mai tornati indietro una volta.
Io ve lo dico: è ora di finirla. Se non avete più voglia di sbattervi (come per esempio la scusa dell’odierno affaticamento muscolare di Ronaldinho a causa di «eccessivi allenamenti e partite nell’ultimo periodo» quando c’è stata una sosta di 14 giorni senza partite visto che non è nemmeno andato in nazionale, porcaccio di quel Giuda infame) è giunta l’ora che vi facciate da parte.

Allegri dice che «è stato sbagliato l’approccio»: ma santodio, stiamo parlando di Real Madrid – Milan – LA partita – mica di Juventus – Frosinone di serie B! Con che razza di approccio si scende in campo in queste partite qui, in ciabatte ed infradito salutando tutti come in spiaggia o con i coglioni sguainati per cercare il colpaccio?
Come mai CR7 ha smesso di fare lo sborone dopo una scarpata nelle caviglie a 35 secondi netti dall’entrata dal Boa, quando nel primo quarto d’ora ha fatto quel cazzo che ha voluto? Qui è questione di formazione sbagliata e di uomini inadeguati, caro Allegri, non certo di approccio.

Ho sempre sentito dire dai soloni che «in queste partite i campioni non hanno bisogno di motivazioni, basta l’importanza della partita e l’aria della Champions a motivarli». Bene, i casi sono due: o questa è una sublime cazzata, o i nostri non sono campioni.

Siccome la verità sta nel mezzo, la risposta è che i nostri giocatori sono mezzi campioni o pseudo tali che credono ad ogni cazzata venga detta loro.

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IN CRESCITA

Bella vittoria che dà morale, questa contro il Genoa. Primo tempo molto difficile con i liguri più tonici e spavaldi di noi, ripresa molto meglio per noi specie dopo il fulmineo gol di Ibrahimovic e soprattutto dopo l’uscita di Ronaldinho. Un bell’1-0 condito solo da un rischio nel primo tempo.

Cose belle ce ne sono: il secondo tempo, Ibrahimovic che fa il suo mestiere (cacciarla dentro) anche se tende a litigare un po’ con tutti, Robinho che si dimostra volenteroso anche se fuori forma (e comunque Robinho, seppur fuori condizione, messo a sinistra corre e rende il doppio di Ronaldinho), la vittoria che regala qualche sicurezza in più in vista della sfida contro l’Ajax.
Ma, sopra tutto e tutti, Rino Gattuso. Seppur incerottato e ormai appiedato, il vecchio leone tiene in piedi la baracca quasi da solo nel primo tempo. La grinta è la cosa che ancora lo tiene in piedi e in questa partita – gliene va dato atto – ha aiutato a “dare una sveglia” anche ai suoi compagni nella ripresa.

Ci sono pure robe brutte: Flamini e Ronaldinho su tutte.
Il francese torna da un lungo infortunio, e si vede. Però Allegri dovrebbe imporgli una sola cosa: non si azzardi più a mettere i suoi scarpini marca “Thyssen-Krupp” nell’area avversaria. Non è possibile sbagliare due conclusioni così cazzone a 3 metri dalla porta, minando la tenuta delle coronarie dei propri tifosi.
Su Ronaldinho invece è già stato detto tutto. Si trova in un’orrenda fase involutiva. Il Milan (e Ibrahimovic, e Robinho, perfino Boateng) ha cominciato a giocare meglio e ad essere pericoloso guarda caso proprio due secondi dopo la sua uscita dal campo. Non so se è ritardo di condizione o solo disagio mentale, ma ribadisco che QUESTO Ronaldinho è un lusso che al momento il Milan non si può permettere.

Il pallino passa in mano ad Allegri ora: saprà avere le palle e mettere in campo una squadra più “operaia” magari ma molto più di sostanza? Oppure cederà ancora ai diktat del capo?

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SAME OLD FUCKING STORY

Cioè, è passato un anno e abbiamo cambiato gli attori lì davanti, ma non è cambiata una madonna. Siamo sempre la stessa squadra che puntualmente si fa mettere sotto a centrocampo e che prende gol ridicoli su ripartenze imbarazzanti.

Ieri sera nell’1-1 contro la Lazio, l’unico nostro centrocampista buono – Boateng – era quasi commovente: partito come esterno destro d’attacco, è finito a rintuzzare in difesa ad aiutare quel bollito di Zambrotta in marcatura su Zarate. Per il resto è cosa nota da tempo: soffriamo come cani in mezzo al campo, dove un ricambio sarebbe necessario.

Le bestemmie sono partite già alla lettura delle formazioni: Gattuso-Pirlo-Seedorf a centrocampo, Boateng-Ibrahimovic-Ronaldinho in difesa. Ossia uno solo che corre su sei, dato che Gattuso è sfiatato da un sacco di tempo. E, ieri, pure infortunato.
Aggiungiamoci Zambrotta e Abate terzini ed il gioco è fatto. Infatti l’unico cross decente per la capocciona di Ibrahimovic l’ha effettuato guardacaso Boateng nel primo tempo. Prima e dopo, il nulla: degli schifosi terra-aria privi di alcuna logica.

Capitolo Ibrahimovic: 89 minuti di irritazione marronaia ed un gol tanto rapace quanto illusorio. Ma lui è fatto così, da sempre, dobbiamo farcene una ragione. E, possibilmente, trovare un modulo di gioco fatto apposta per uno così.
Detto questo, lui e Ronaldinho sono assolutamente incompatibili. Di più: il dentone ieri, per l’ennesima volta, è stato nullo lì a sinistra: non salta l’uomo, occupa inutilmente spazi e non difende nemmeno sotto tortura (imbarazzante nella ripresa il modo in cui ha rincorso Cavanda per 30 metri fino al limite della propria area, fermandosi poi di colpo e lasciandolo liberissimo di effettuare il cross che Zambrotta in scivolata è riuscito a deviare in corner). Sarà fuori condizione, sarà triste, sarà forte con le piccole e debole con le grandi: possiamo permetterci OGGI un Ronaldinho così, se volessimo puntare a qualcosa di importante?

Secondo me no. Un Ronaldinho così – con le sue giocate, i no look, le veroniche, i colpi di tacco – ci garantisce al massimo il terzo posto in campionato, e grazie anche al fatto che le rivali sono pochissima cosa. In un Milan veramente competitivo come impianto di squadra, Ronaldinho farebbe molta panchina ed il suo contributo sarebbe centellinato con il contagocce; in un Milan mediocre, uno come Ronaldinho svetta.
Ma il concetto di base è che nel primo caso il Milan sarebbe una squadra TOP, nel secondo caso una squadra mediocre: come si può notare, la discriminante che fa fare il salto di qualità al Milan non è certo Ronaldinho.

Ultima annotazione: complimenti al fair-play dei laziali e dell’arbitro Banti. Le due azioni più pericolose della Lazio sono state:
– tiro di Mauri dalla sinistra deviato in corner da Abbiati nel primo tempo.
– gol di Floccari nella ripresa dopo discesa e cross dalla sinistra di Hernanes.

Ottimo. Peccato però per due piccoli dettagli:
– nella prima azione Gattuso era a terra infortunato (resterà in campo fasciato alla caviglia e poi verrà sostituito); Mauri marcato da Gattuso poi non supererà più la propria metà campo.
– nella seconda azione era a terra infortunato Abate (che sarà sostituito da Antonini), zona guarda caso dalla quale è partita l’azione del gol perché sguarnita.

Il fatto poi che a parti invertite (Cavanda a terra infortunatosi da solo) e a palla rossonera, l’arbitro abbia deciso di interrompere il gioco e di far entrare i sanitari per soccorrere il laziale, cosa non concessa in precedenza ad Abate, rende assolutamente buffa l’interpretazione del regolamento.

Comunque mi fa piacere aver preso un gol così: certe situazioni preferisco di gran lunga subirle piuttosto che esserne il beneficiario.

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STRATEGIE

A.C. MILAN COMUNICATO UFFICIALE
MILANO – 29/07/2010: «A.C. Milan comunica che il calciatore Ronaldinho ha riportato una elongazione muscolare al bicipite femorale sinistro. Il calciatore non sarà disponibile per le partite della Emirates Cup. La prognosi è di circa 7 giorni».

TRADUZIONE DI IGORTV
MILANO – 29/07/2010: «Siccome il calciatore Ronaldinho è in una forma talmente pietosa che non ce la fa neppure ad allenarsi, ci siamo inventati la palla dell’infortunio. No, dico: non vi pare strano che si faccia male giusto il giorno di presentazione dello sponsor? E poi, solamente 7 giorni per un elongazione! Ahahahah, che polli! Chiedete a Pato quanto ci vuole, per un elongazione!
No, è una palla pura e semplice. Detta per non far vedere a tutto il mondo in che stato pietoso versa il “calciatore più forte di sempre“.
Siamo dei geniacci, ammettetelo
».


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[nella foto: il fisioterapista di Ronaldinho mentre prepara gli strumenti per l’imminente seduta di massaggi]

JOGA LONTANO

No, dico, e ci pensate pure?
Ce lo richiedono il Flamengo, i Galaxy ed il Manchester City ed ancora state a nicchiare?

Considerando che in linea teorica già da Gennaio rischiamo di perderlo a parametro zero – sicuramente da giugno 2011 – vale ancora la pena rischiare di tenerci un Ronaldinho così? Senza stimoli e senza forma, dico?
Fossi in Galliani lo infiocchetterei e lo darei subito, anche a chi mi darebbe zero euro per il cartellino. Il solo risparmio dell’ingaggio garantirebbe 8 milioni netti da ascrivere al bilancio per operazioni di mercato.

Dopo aver smaltito Ronaldinho, andrei da Perez – forte dell’amicizia che ci lega – e gli chiederei Rafael Van der Vaart in prestito, dato che con l’arrivo di Angel di Maria l’olandese finirebbe col restare ai margini della squadra, senza contare che già lo scorso anno era la riserva di Kakà e Ronaldo. Il diritto di riscatto non sarebbe un problema: essendo costato 13 milioni due anni fa e ora abbastanza svalutato, il suo costo si aggirerebbe attorno agli 8 milioni: 5 milioni per il riscatto dal prestito sarebbero una cifra ragionevole, anche alla luce del fatto che a giugno 2011 vanno in scadenza un sacco di mummie e quindi disponibilità economica ce ne sarebbe a strafottere.

Sarebbe un’operazione a mio modo di vedere sensata perché:

1. si darebbe ad Allegri un ottimo trequartista, ossia quel famoso «1» che è il perno attorno al quale ruota il 4-3-1-2 che ha in mente l’allenatore.
2. si prova il giocatore. Se fa bene lo si riscatta, se fa male lo si ritorna indietro.
3. sarebbe in linea col salary cap – 4 milioni di euro massimi all’anno per giocatore – previsto dal Milan.
4. ha tre anni in meno di Ronaldinho, corre il quadruplo e dovrebbe avere abbastanza voglia di giocare titolare fisso.
5. forse potrebbe far giocare nel modo giusto Huntelaar servendogli i palloni che vuole lui, dato che sono compagni di nazionale e hanno giocato un anno a Madrid. A meno che Huntelaar non venga mandato via a calci.

Mi rendo conto che un’operazione così avrebbe un minimo di senso.
E’ proprio per questo che temo che Galliani non la attuerà mai.

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THAT’S AMMMORE

Prima Pato dice che non sa se resterà al Milan. Poi ritratta e dice che resterà al Milan sicuramente. Però – aggiunge – se resta anche l’amico Ronaldinho. Ha detto Ronaldinho anche se voleva dire Mancini. Ma se avesse detto Mancini, prima lo avremmo perculato e poi avremmo scoperto il giuoco sporco.

L’agente di Ronaldinho è suo fratello, ossia un tizio incapace nonché totalmente ricattabile e gestibile da altri laidi procuratori. Tipo Gilmar Veloz. L’agente di Pato è Gilmar Veloz. Che è lo stesso di Mancini. Quindi il discorso di Pato suona tanto di “parlare a nuora perché suocera intenda“.

Ronaldinho non è mai stato messo in vendita dal Milan (al limite si sta autovendendo lui), percui l’insofferenza di Pato è una manovra messa in atto dal suo procuratore per trattenere quella merda ambulante di Mancini. Al Milan costerebbe qualcosa come 30 milioni lordi in 4 anni: a Veloz e a Galliani andrebbe anche bene, dato che da anni fanno delle crestone immense sui rinnovi spropositati dei bidoni brasiliani.

Dopo questa vergognosa sortita, la soluzione è semplice ed immediata: Pato fuori dai coglioni (per non meno di 50 milioni), via Ronaldinho (perché 8 milioni all’anno sono francamente una cifra immonda) e quel bidonazzo di Mancini rispedito all’Inter, sua squadra naturale.

Al loro posto voglio gente coi coglioni di ghisa e, soprattutto, orgogliosa di indossare la maglia rossonera.

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RETROSCENA

Ok, dopo questa notizia – ossia che Ronaldinho la settimana prima del derby ha fatto festa tre giorni di fila in una faraonica suite d’ albergo con amici, alcolici e troie assortite, spendendo la bellezza di 75.000 cucuzze – ho capito perché il Milan ha preso Mancini.

Serve un autista brasiliano ancora sobrio.

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