ROVINHO

No, dai: lo fate apposta.
Robinho rotto di nuovo.

«problema muscolare alla coscia destra con ulteriori accertamenti tra 10 giorni», dicono i referti medici.

45 giorni di stop e in Brasile dal 2 gennaio 2013, dico io.

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FINE DELLA CORSA

E vabbè, anche per quest’anno la nostra Champions League finisce qui. 0-0 a Londra, noi eliminati, Tottenham ai quarti. Loro sono stati più bravi di noi, punto: un tiro in porta in 180 minuti, 1 gol. Basta questo per vincere.
Noi abbiamo cercato di iniziare fortissimo il primo tempo, ma l’attacco stasera proprio non andava. E senza attacco e con almeno due gol da fare, cominciano i cazzi amari.

Due le note dolenti, le solite:
Ibrahimovic: quando il gioco si fa duro, lui scompare. E’ in uno stato di forma scandaloso e lo si vede, dato che ha sempre giocato, ma ciò non toglie che nelle partite che contano lo svedese si eclissa. Ibrahimovic può esserci utilissimo in campionato per scardinare le piccole, ma già contro un Tottenham è pressoché nullo.
Robinho: sarà stanco pure lui, ma questa sera Lammerda ha giocato una delle peggiori partite in assoluto. Sbaglia cose talmente elementari che fa venir la voglia di fucilarlo al momento. Oltretutto stasera non ha nemmeno aiutato più di tanto lì in mezzo.

Per contro ci sono anche delle cose molto positive:
Seedorf: vederlo uscire in lacrime dopo una gran prova da incontrista davanti alla difesa ti fa dire: «ma perché quegli stronzi là davanti hanno toppato proprio oggi?». Probabilmente sa che è la sua ultima apparizione in Champions, e lasciare così fa oggettivamente male. Grazie di tutto, Clarence.
Boateng: il ghanese è assolutamente essenziale. Se fosse stato al 100% delal condizione, forse avremmo visto un altro secondo tempo. Quando cala lo si nota subito (palle perse banalmente) e da quando è uscito per noi è stata notte fonda. Speriamo di riaverlo al più presto per il campionato.
Thiago Silva: abbiamo il più forte difensore centrale del mondo, è ufficiale. Questa partita ha sancito il simbolico passaggio di testimone tra San Drone Nesta e lui. Che nessuno si azzardi più a spostarlo di lì.

Comunque una cosa va detta: grazie ai tifosi che erano a White Hart Lane a sostenere la squadra, e grazie comunque ai ragazzi che nonostante tutto ci hanno provato fino alla fine.

Ora l’obiettivo principale resta lo scudetto, e bisogna lavorare per affrontare al massimo le 10 partite che rimangono da qui a fine stagione.
Poi, se ci avanza del tempo, io farei un pensierino anche alla Coppa Italia.

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GIOCO DI MANO, GIOCO DI BRASILIANO

Non ho visto la partita in diretta. Ero al cinema, a vedere il Grinta.
Le due volte precedenti – ossia io al cinema mentre il Milan gioca di domenica pomeriggio – in occasione dei pareggi contro Udinese e Genoa. Figuratevi le bestemmie al gol del pari del Chievo. Poi ci ha pensato Pato ma vabbè.

In questi casi mi affido alla fredda cronaca via sms di tre persone: la ecli – gran milanista – e due cazzari bianconeri miei amici. Immaginatevi il mio stato d’animo alla notizia del gol di Robinho (anzi: Lammerda): valido, non valido, mano netta, petto/spalla/braccio, solito piagnisteo o c’è qualcosa di vero?

Ho dovuto aspettare le 23.15 per vedere gli highlights alla domenica sportiva. Mi aspettavo un tocco di mani clamoroso, repentino e truffaldino: ho visto un semplice stop con la parte alta del braccio.
Di più, ho visto l’arbitro posizionato benissimo per essere tratto in inganno (dalla sua visuale lo stop di braccio alto poteva sembrare di petto).

Ancora di più: ho visto Sorrentino alzare il braccio e urlare ma rimanere immobile sulla linea di porta, mentre Robinho (Lammerda per gli amici) riusciva a stopparla spalle alla porta, portarsela giù, girarsi e piazzarla a rete. A tre metri dalla porta, senza che Sorrentino – o qualche altro difensore vociante a braccio alzato – gli andasse minimamente incontro per cercare di ribattere il tiro.

Vivisezionando l’immagine con mille replay si può dire che sì, era fallo di mano ed il gol andava annullato. Anche se di stop così a metà campo se ne vedono a decine in ogni partita, e quasi mai sanzionati.
Un conto sarebbe stato un fallo DI MANO evidente, altro conto un braccio/spalla stoppando un pallone che arriva dall’alto: per un arbitro è molto più facile vedere e senzionare il primo che non il secondo. Soprattutto a velocità normale.

E solo non sanzionando il primo caso si può parlare di malafede.

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BELLE SCOPERTE

Passata è la tempesta, a Bologna si è fatta festa. Altri tre gol segnati dai nuovi acquisti, segno che evidentemente sono stati azzeccati.
Ibrahimovic già lo si conosceva: è uno in grado di far reparto da solo, percui.
Cheipì Boateng ha dimostrato di avere discreti piedi, oltre che un gran fisico e una giuste dose di cattiveria che a centrocampo non guasta mai.
Robinho, invece, mi ha sorpreso.

Devo fare pubblica ammenda. L’acquisto di Robinho mi aveva lasciato indifferente, se non addirittura stizzito. Lo consideravo – a torto – l’ennesimo brasiliano fumosissimo, egoista, spaccaspogliatoio, cagacazzo, scorretto e cattivo in campo. Lo avevo visto al Mondiale e mi aveva fatto una pessima impressione: strafottente, cagacazzo, antisportivo. A me i giocatori così stanno sul cazzo a pelle e di conseguenza vedermelo accostato al Milan mi ha fatto una pessima impressione.

Ora, non so il perché di questa metamorfosi, ma il Robinho rossonero lo vedo come un giocatore totalmente diverso rispetto a quand’era al ManCity oppure, che ne so, al Real Madrid. Continua comunque a sbagliare un po’ troppo, però ha già messo a segno 6 reti, le stesse di Pato; si fa un mazzo così in difesa; crea spazi per Ibrahimovic; stranamente non protesta quasi mai; è sempre il solito cagacazzo quando crea coreografie sballate dopo un goal, ma quello è il meno.

Davvero non so chi ringraziare per questo cambiamento del brasiliano, mi auguro che l’idillio duri così fino alla fine della stagione. Oppure potrebbe darsi che questo sia il VERO Robinho, quello della maturità. Il Robinho precedente era magari un ragazzo nato povero ritrovatosi ricco improvvisamente che voleva godersi la sua improvvisa ricchezza e basta, pensando magari di essere arrivato, di essersela guadagnata per l’eternità. Forse perché magari i suoi compagni di squadra erano di qualità inferiore alla sua, credendo così di essere una superstar. Chi lo sa.

Qualunque sia la verità, sono contento di avere in squadra QUESTO Robinho.
Sperando di non dover vedere mai più il Robinho precedente.

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PAREGGIO AD AMSTERDAM

Un 1-1 che mi lascia un po’ di amaro in bocca. Un po’ perché complica la vita nel girone, un po’ perché siamo in crescita di gioco, un po’ perché onestamente ce la meritavamo, la vittoria.

Molto bene Pirlo e seedorf – soprattutto grazie al modulo 4-3-1-2 – a centrocampo e i due centrali difensivi – dormita sul gol a parte. Bene anche Boateng per Flamini, più aggressivo in zona gol e meno pazzoide in fatto di entrate spaccaossa.
Benissimo Ibrahimovic, per ora il miglior acquisto del Milan da diversi anni a questa parte: assolutamente non mangiapalloni, si sbatte per la squadra, corre e pressa anche se infortunato e, soprattutto, la butta dentro solo lui. Anche in Champions.

Per contro maluccio Flamini – troppo nervoso e poco “coprente” – ancora in ritardo di condizione e purtroppo malissimo Robinho: un gol così non si deve sbagliare, nemmeno se sono due anni che non si gioca più.
Ma la palme del peggiore va ad Allegri, stavolta. Non è possibile sostituire gli uomini solo all’85° (a parte Flamini già ammonito sostituito all’inizio della ripresa), dopo una partita giocata su livelli infernali e con certi uomini ancora fuori condizione.

Un piccolo appunto sull’arbitro, tale Felyx Brych, tetesco di Germania. Ad un certo punto ha perso la testa, ammonendo a cazzo e a senso unico. E, cosa ben più grave, ha fermato Inzaghi solo davanti al portiere a due minuti dalla fine perché, a detta sua, Pirlo avrebbe battuto la punizione con palla in movimento. Cosa assolutamente non vera.
Fortuna che nessuno era in diffida, altrimenti col Real sarebbero stati cazzi.

Piccola curiosità: Brych è l’arbitro che lo scorso anno – a Madrid e a Milano – annullò due reti regolarissime a Pato. Abbastanza scandalosa la seconda a Milano, gol che avrebbe fruttato 3 punti ai rossoneri.
Siccome questa volta Pato non c’era, l’arbitro ha pensato bene di sparare nel mucchio.

Comunque sia, nel cammino del Milan c’è sempre un Real Madrid a dare fastidio.
O un Brych.

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CONSIDERAZIONI A MARGINE

Ok. Sono arrivati Ibrahimovic e Robinho. E Papastathopoulos e K.P.Boateng. Pensate che bastino costoro a renderci favoriti?
Continuo a ripetere che ci manca ALMENO un terzino (destro o sinistro che sia, meglio tutti e due) ed un bel centrocampista dai pedi buoni. Solo così la squadra sarebbe veramente completa e candidata alla vittoria sui tre fronti.

Intendiamoci: rispetto al paventato mercato iniziale sottotraccia ogni nome altisonante viene ben accetto. Un po’ come quando, dopo un lungo periodo di dieta ipocalorica assoluta, anche una fetta con la marmellata sembra un tiramisu.
I primi morsi – ossia le prime partite giocate – saranno comunque gustosi, perché tanta e tale è stata l’attesa di avere qualcosa sotto i denti che pure un passaggio orizzontale di 5 metri parrà un capolavoro balistico.

Sarà compito del dietologo Allegri centellinare i nuovi arrivi e trovare la ricetta giusta per sfornare una squadra competitiva: né troppo dolce (tutti e 4 insieme lì davanti senza nessuno che torna) né troppo insipida (sforbiciarne in panchina 2 o 3 su quattro). Nel primo caso risulterebbe stomachevole in poco tempo, nel secondo caso si avrebbe la solita sbobba da 4 anni a questa parte. Ma sono convinto che Allegri sà già le giuste dosi da proporre e, soprattutto, non accetta consigli da parte del padrone del ristorante.

In sostanza quest’anno non partiamo da favoriti, né abbiamo la matematica certezza di vincere qualcosa. A differenza degli anni scorsi però, abbiamo materiale per cui essere felici e per affrontare con tranquillità ogni competizione. Non è detto che si vinca però, a differenza degli anni scorsi, non partiamo nettamente inferiori agli altri.

In pratica, questi due arrivi ci danno qualche speranza in più.
Ma sono appunto speranze, non certezze.

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PAURE

Io ho tre paure, aventi un solo nome: Robinho.
Ciò che temo è che:

1. Robinho sia un costoso orpello, difficile da collocare come titolare in un roster come il nostro;
2. Robinho sia una potenziale mina di profondità nello spogliatoio rossonero, universalmente noto per la quantità immane di caratteri forti (si vocifera che Gattuso e Boateng si siano già scazzottati, per dire);
3. Robinho preso a titolo definitivo sia il biglietto di sola andata – destinazione probabile: Barcellona – messo in mano a Pato per il prossimo anno, se non già a Gennaio 2011.

La mia speranza si chiama Allegri: se riuscisse a gestire bene le sue stelle dando al Milan un gioco spettacolare (pazienza se i risultati non arriveranno, non ne faremo un dramma), la conferma di tutti sarebbe sacrosanta.

E soprattutto necessaria.

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QUEL CHE E’ GIUSTO E’ GIUSTO

Bisogna dare atto a Galliani di aver condotto una trattativa mostruosa.
Un anno di prestito e diritto di riscatto fissato a 24 milioni pagabili in tre comode rate da 8 è francamente roba da fantascienza.
Non so se è stata la contestazione a Milanello di qualche mese fa, o il triplete interista, o Gianfranco Fini, a convincere Berlusconi ad aprire il portafoglio; la cosa importante è che, finalmente, il Presidente si è messo a servizio della squadra garantendo la liquidità necessaria per concludere positivamente l’acquisto di un giocatore top mondo come direbbe lo stesso Galliani.

Così facendo ha messo nelle migliori condizioni possibili Galliani, che non è assolutamente in grado di fare mercato con pochi euro (fatto di talenti da scoprire, parametri zero da cogliere, nomi semi-sconosciuti da valorizzare) ma quando ha il culo coperto dai milioni berlusconiani diventa uno dei più tignosi manager del mondo.

Quindi, qui lo dico: tanto di cappello al signor Adriano Galliani. Altre volte in passato lo criticai anche aspramente; in questa occasione bisogna riconoscere la sua bravura.
La questione collaterale però qui è un’altra: come mai fino a poco tempo fa non c’era un centesimo bucato per fare mercato, tant’è che abbiamo dovuto chiedere l’aiuto di Preziosi, mentre per il nome altisonante l’extra cash è spuntato come per magia?
Perché, in sostanza, non ci sono mai stati i soldi per due terzini ed un mediano di ruolo, mentre ce ne sono in abbondanza per Ibrahimovic e (probabilmente) anche per Robinho?

Probabilmente non lo sapremo mai, ma per ora accontentiamoci dell’arrivo dello svedese.
Per i terzinacci, forse, c’è tempo a Gennaio.

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