GIUSTO COSI’

2-2 contro il Real Madrid, giustissimo così. Non avrei mai voluto vincere con un gol in fuorigioco chilometrico: questi sotterfugi sono per gente che non è abituata a vincere mai. Dispiace per come si era messa la partita soprattutto nella ripresa, ma per amor di giustizia il pari è il risultato migliore.
Mi riserbo però alcune considerazioni:

1) Se il Giarre (o qualsiasi altra squadra) giocasse picchiando e simulando come il Real Madrid finirebbe ogni volta in 8. Il fatto che sia il Real e che ci sia in panchina Mourinho conferisce un’aurea di impunità francamente irritante.

2) Nonostante il gol segnato in vergognoso fuorigioco, bisogna inchinarsi di fronte a Pippo Inzaghi. Pippo non tradisce mai. Si può dire ciò che si vuole di lui, ma ci mette sempre il cuore e l’anima. Questo record è stra-me-ri-ta-tis-si-mo, e spero che duri molto a lungo.

3) Puoi incazzarti finché vuoi, caro dentone delle mie palle, ma non appena sei uscito tu (che in 55 minuti non hai combinato un cazzo di niente) è entrato un 37enne infoiato che ha cambiato l’inerzia dell’incontro. Quindi, caro mio, stattene zitto e considera seriamente l’ipotesi di un trasferimento, a Gennaio, in USA.

4) Da un brasiliano all’altro. Caro il mio Pato, spero che questa serata ti serva da lezione. Dovresti imparare da gente che sputa l’anima in campo, mentre tu giochicchi senza palle e senza merito. Dovresti stare un mesetto in tribuna, per imparare meglio.

5) Cristiano Ronaldo è un pezzo di merda fumante. Non sarà mai un campione. Tecnicamente fortissimo, umanamente una merda. I campioni sono ben altra cosa.

6) Gennaro Gattuso monumentale. Se i compagni avessero la metà della sua grinta e della sua voglia, potremmo giocarcela con chiunque. E’ stato lui a trascinare gli altri e, sotto questo punto di vista, è insostituibile.

7) Questa sera più che mai si è palesemente vista l’assenza di due terzini di ruolo. Abate e Zambrotta sono francamente improponibili, come pure i sostituti nel ruolo. Ed è questo il più grande rammarico di questa stagione: non aver allestito una squadra che, con pochi e mirati ritocchi, sarebbe stata competitiva su tutti i fronti e contro chiunque.

Comunque sia, posso dirmi soddisfatto. E’ un pareggio ma è come se fosse una vittoria. Il tutto in una cornice finalmente all’altezza di una squadra – e di una tifoseria – con una storia come la nostra.

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SENZA RITEGNO

Perfetto. Stasera succede che:

– giochiamo una delle partite più importanti della stagione;
– gli interisti sbroccano su Mourinho a tal punto che si farebbero persino inculare;
– Allegri lascia Robinho e – forse – Pato in panca per far giocare le mummie (Max, ascoltami: completa l’opera, lascia fuori Boateng e fa giocare Seedorf. Fidati);

ed il nostro presidente che ti va a fare? Cerca di convincere Del Piero a pensionarsi da noi.

Ormai non so più cosa dire e/o pensare di Lui, veramente.

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E’ STATA UNA MATTANZA, FABIO

Son passati già due giorni dalla partitaccia maledetta ed ancora non riewsco a farmela andare giù. Troppa rabbia, delusione, scoramento. Infortuni a parte (e qui si riaprirebbe l’annoso capitolo della mancanza di alternative e della panchina corta e dei brocchi bolsi in squadra e blablabla) le abbiamo prese sotto ogni punto di vista. Non solo per quanto riguarda il gioco, ma soprattutto a livello di approccio.

Il Real avrebbe potuto vincere 6-0 tranquillamente che nessuno avrebbe avuto da ridire: il migliore in campo dei nostri è stato senza dubbio Amelia; il migliore dei loro è stato Mourinho. Oh, appena i nostri lo vedono si cagano in mano. Qualcuno però lo abbraccia, c’è chi lo va a salutare durante una rimessa laterale per poi sciabattare malamente sottoporta, chi addirittura gli manda bacetti a favor di telecamere e fa apposta a giocare di merda, per contratto.

E’ inutile poi pentirsi, fare outing (che tra l’altro l’errore grosso non è stato quello di saltare in barriera come un malato di mente, ma tirarla alta sulla traversa da solo davanti a Casillas) e cercare di dimenticare in fretta Madrid: eh no caro il mio culone piombato, col cazzo che si dimentica Madrid. Tu, lo svedese insolente e quell’altro tuo compare dentone avete fatto la peggiore partita del decennio. In inferiorità numerica a centrocampo, non siete mai tornati indietro una volta.
Io ve lo dico: è ora di finirla. Se non avete più voglia di sbattervi (come per esempio la scusa dell’odierno affaticamento muscolare di Ronaldinho a causa di «eccessivi allenamenti e partite nell’ultimo periodo» quando c’è stata una sosta di 14 giorni senza partite visto che non è nemmeno andato in nazionale, porcaccio di quel Giuda infame) è giunta l’ora che vi facciate da parte.

Allegri dice che «è stato sbagliato l’approccio»: ma santodio, stiamo parlando di Real Madrid – Milan – LA partita – mica di Juventus – Frosinone di serie B! Con che razza di approccio si scende in campo in queste partite qui, in ciabatte ed infradito salutando tutti come in spiaggia o con i coglioni sguainati per cercare il colpaccio?
Come mai CR7 ha smesso di fare lo sborone dopo una scarpata nelle caviglie a 35 secondi netti dall’entrata dal Boa, quando nel primo quarto d’ora ha fatto quel cazzo che ha voluto? Qui è questione di formazione sbagliata e di uomini inadeguati, caro Allegri, non certo di approccio.

Ho sempre sentito dire dai soloni che «in queste partite i campioni non hanno bisogno di motivazioni, basta l’importanza della partita e l’aria della Champions a motivarli». Bene, i casi sono due: o questa è una sublime cazzata, o i nostri non sono campioni.

Siccome la verità sta nel mezzo, la risposta è che i nostri giocatori sono mezzi campioni o pseudo tali che credono ad ogni cazzata venga detta loro.

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PRIORITA’

Mentre c’è gente che in uno stadio fa valere le proprie ragioni con spranghe e fumogeni, mentre il nostro presidentissimo investe in ville ad Antigua (invece che in terzini), mentre non ci sono soldi per le riforme, mentre i poveri aumentano sempre più, mentre ricomincia il Grande Fratello; mentre il “paese reale” va quindi avanti, noi ci prepariamo alla sfida contro il Real Madrid. Quisquilie.

Archiviata in fretta e furia la bella vittoria per 3-1 contro il Chievo, si comincia una fase caldissima della stagione. Real Madrid – Napoli – Juventus – Real Madrid la vendetta – Bari – Palermo – Inter – Fiorentina – Sampdoria. Alè, tutto d’un fiato. Dal 19 ottobre al 28 novembre.
Ci sarà da pregare ad ogni partita affinché non si spacchi nessuno, soprattutto lì dietro. Perché se San Drone o Thiagone si fanno la bua, sono cazzi – anche se non ho capito perché deve giocare Bonera centrale: a parte Onyewu che è un pippone, che cazzo hanno Yepes e Papastathopoulos? Il colera?

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[nella foto: l’equivalente di due terzinoni coi controcazzi]

EL SUPERCLASICO

Ok, ci siamo. Ancora una manciata di ore e l’ attesa si concluderà. A San Siro andrà in scena il match tra le due squadre europee più vincenti nella storia. Non saranno le più brillanti in questa fase di stagione, ma in campo si prevede spettacolo.
Perché hanno impostazioni simili, Milan e Real Madrid: farne uno più degli altri invece di subirne uno di meno.

Può essere un punto a favore per i rossoneri questo, dato che ci sguazzano contro avversari che li lasciano giocare. Però attenzione: il Real è pur sempre una brutta bestia. Può far male in qualsiasi momento, non bisogna mai darlo per morto. Mancheranno loro Cristiano Ronaldo per infortunio, Guti e Metzelder per scelta tecnica; ma avranno comunque Kakà.

Quel che serve, stasera, è un cuore grande come la luna e due coglioni di granito. Poi si potrà pure perdere, ma non prima di aver dato il massimo. Giochiamo in casa e solo questo fatto dovrebbe incutere timore agli avversari. La tecnica individuale c’ è, da parte di tutti; l’ amalgama di squadra si sta cementando giorno per giorno; ora il collante necessario è la cattiveria e la voglia di dimostrare di essere grandi, sempre.

Vamos a gañar, compañeros!

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VIGILIA DI COPPA

La vittoria contro il Parma perlomeno ci ha regalato morale e consapevolezza.
Contro il Real Madrid gli stimoli non servono, anzi: abbiamo già fatto vedere loro, a casa loro, di che pasta siamo fatti. San Siro dovrebbe tornare ad essere fortino inespugnabile, in campionato ed in europa, se vogliamo ricominciare ad essere grandi.

Ci sarà Kakà, e sarebbe bello accoglierlo come si deve: senza insulti, senza offese, con grande riconoscenza.
Un lungo applauso-tributo a chi il Milan ha contribuito a fare grande; poi, al fischio d’ inizio, tutti a tifare rossonero.

Perché quelli del Real saranno solamente avversari, domani, anche se qualcuno di loro ha dormito nel tuo letto fino a qualche mese fa.

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PARABOLA DISCENDENTE

Dalla lettera di Sant’ Adriano agli sponsor:

Carissimi,

la scorsa settimana ci siamo incontrati a San Siro per la nostra tradizionale Conferenza Commerciale. In quella occasione ho avuto il piacere di illustrare il sistema vincente che lega gli Sponsor al Milan. Una vera e propria “impresa di squadra”, come citava appunto la nostra pagina pubblicitaria uscita su La Gazzetta dello Sport.

Ebbene, anche grazie al Vostro sostegno, che in questi anni non ci è mai mancato, il Milan è riuscito l’altra sera a raggiungere un altro grande traguardo: trionfare nella casa di chi ha vinto, più di tutti, la prestigiosa Champions League.

Mai prima di mercoledì sera la nostra squadra era riuscita ad espugnare lo Stadio Bernabeu.
Un’ impresa degna del Club più Titolato al Mondo!

La partita Real Madrid – Milan è stata trasmessa in tutto il mondo, dall’Europa al Nord e Sud America, dall’Africa all’Asia, raggiungendo centinaia di milioni di persone; ancora una volta abbiamo scritto una memorabile pagina di calcio regalando spettacolo e passione.

Questa è la nostra risposta alla Vostra fiducia; questa è la magia Rossonera!

Vive Cordialità.

Adriano Galliani

Traduzione per i non credenti:

Esosi,

lo so, non dite nulla. L’ altra volta ero chiappe al muro con voi che chiedevate la mia testa per le continue figure di merda rimediate in giro.
Però – avete visto? – siamo riusciti a battere il Real con un colpo di culo che definir epico sarebbe riduttivo.

Quindi, carissimi amici, non lasciateci in braghe di tela proprio ora: abbiamo ancora bisogno dei vostri sol…ehm, del Vostro sostegno per i successi futuri.

Eravamo l’ unica italiana che conta a non aver mai vinto in quel cazzo di stadio: già la Juventus e financo la Roma ci avevano pasturato, lì dentro. Comunque: siamo o non siamo il club più titolato e bla bla bla?

Miliardi di persone, dalle Alpi alle Piramidi e dal Manzanarre al Reno, hanno potuto ammirare le vergognose cagate di Dida, lo so: che ci posso fare io? L’ importante è aver vinto, no? Quindi, vi prego, continuate a sostenerci con i vostri milio…ehm, con la Vostra fiducia.

Altrimenti ai piani alti mi fanno il culo a strisce!

Vi prego.

Adriano Galliani

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BRAVI MA BASTA

Abbiamo vinto una gran partita a Madrid, due giorni fa. No, dico, DUE giorni fa.
Oggi è venerdì e domenica sera c’ è il Chievo. Sarebbe ora di lasciarci alle spalle la vittoria e concentrarci unicamente per il match a Verona.

C’ è chi ci ricorda l’ impresa ogni due per tre – Pellegatti e Galliani a Mediaset, quella folta schiera di subumani che blatera di calcio nelle TV locali; oggi ci si mette pure la Gazza con un titolo quanto meno stucchevole: ArraPato di Milan.
Basta. Preferisco a questo punto ciò che dice Mourinho a proposito di noi: “avete vinto una gran partita, sì, ma ricordatevi che tre settimane fa l’ avete preso in culo dallo Zurigo. No, dico, lo Zurigo“.

Di solito non presto mai ascolto a ciò che dice lo Specialone, ma questa volta farò un’ eccezione. La sua non è una battuta infelice, ma un suggerimento bonario. Invita a non esaltarsi troppo, ad andare avanti giorno per giorno, a non gettar via il bambino con l’ acqua sporca. Lo dice a modo suo, ma lo dice.

Certo, mica si può pretendere che sia anche simpatico o sportivo.

D’ altronde è interista.

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