MAZZATA

Niente Milan – Udinese su sky, per me.

Gli inviati della procura federale mi hanno appena dato una giornata di squalifica al divano con “salotto a porte chiuse” per aver aver usato «frasi ingiuriose atte alla discriminazione territoriale».

Pare infatti che io abbia urlato ad un automobilista: «veneziano maledetto, guidi di merda!».

Milan, squalifica, curva, razzismo, porte chiuse

MILAN 0 – ROMA 0

Madonna, che partitaccia. Alcune considerazioni:

1) Spero vivamente che agli addetti al marketing di Adidas venga il cagotto a sparo per tutta la vita, e che la sede dell’Adidas stessa venga invasa DA SUBITO da un gruppo di mufloni in calore e di bocca buona: è mai possibile fare una maglia con la carta dei gianduiotti?!?

2) Boateng andrebbe seppellito vivo in una torbiera, per quanto dannoso è ora. E con lui Allegri, se si ostina a tenerlo in campo in queste condizioni.

3) I tifosotti della Roma mi fanno tenerezza: capisco che ci volevate dare una mano facendoci vincere il match a tavolino, ma così nopn basta. La prossima volta metteteci più impegno, boys. Chennesò, lanciando banane in campo, ad esempio…

4) Muntari.

5) Eh no capitan Totti, così non va: non si danno le gomitate alle signorine.

6) La Viola – dirigenti, tifosi, giocatori, tutti – han rotto il cazzo: perché non avete protestato per la non contemporaneità mercoledi, quando abbiamo giocato prima noi?

7) Ora dobbiamo vincere a Siena. Contro la penultima in classifica. GIA’ RETROCESSA. E c’è chi parla di “impresa”.
Pensa te in che condizioni siamo…

Milan, roma, razzismo, pareggio

2013, MEDIOEVO

Avrei voluto iniziare il 2013 con un post di tenore diverso.
Magari parlarvi di ciò che resta di Pato.
Oppure della “vacatio scribis” (perdonatemi la licenza poetica) durata un mese.
O ancora del mirabolante mercato invernale – in uscita – che ci aspetta dato che Silvione nostro deve 36 Milioni di euro all’anno a Veronica (quasi come avere 8 Mexes in casa da mantenere. Contemporaneamente).

Invece no.
Parlerò, per forza. di ciò che è successo oggi a Busto Arsizio nell’amichevole del Milan contro la Pro Patria, dove un annoiato milionario pallonaro ha deciso che no, che basta, che lo spettacolo non può sempre continuare.

Il tizio in questione – Kevin Prince Boateng – ha deciso che 27 minuti di ululati razzisti rivolti a lui e ad alcuni suoi compagni di squadra – Niang, Emanuelson e Muntari – da un gruppetto di “tifosi” di casa fossero più che sufficienti.
Lo ha fatto a modo suo – da grandissimo tamarro quindi – prima calciando il pallone verso le teste di cazzo ululanti in tribuna, poi togliendosi la maglia ed infine andandosene negli spogliatoi, seguito a ruota dai suoi compagni di squadra e – onore al merito – anche dagli avversari.

Pandemonio. Putiferio. Diluvio di opinioni. Ha fatto bene? Ha fatto male?

Il sindaco di Busto Arsizio ha già pontificato sul comportamento di Boateng («Ha sbagliato, reazione impropria») e soprattutto sul fatto che la gente che ululava non fosse bustocca («Questa non è gente di Busto Arsizio, non deve andarci di mezzo tutta la città, qui non siamo a Verona», che è un po’ come dire che la merda fredda si schifa della merda tiepida).

Altra frangia di opinioni dilaganti è il “masenonfossestataun’amichevolecolcazzochesisarebberoritirati“.
Intanto è già un bel segnale fermarsi in amichevole, invece che fare orecchie da mercante come al solito.
Sperando che in piazze calcistiche più IMPORTANTI e probabilmente con tifoserie più CIVILI, NON CI SIA ASSOLUTAMENTE BISOGNO di interrompere una partita per dei cori razzisti.

Ma se questa gente parte con l’idea in testa che “masenonfossestataun’amichevole…“, da già per scontato che per forza succederà anche in altre piazze più IMPORTANTI, dato che sono sicuri che anche in quelle piazze le tifoserie non sono CIVILI.
Magari stan parlando guardacaso della propria di piazza, forse mettendo le mani avanti sul prossimo “scontro”.
Coda di paglia? Coscienza non proprio limpida? Non ne ho idea.

Questo discorso non se lo sono minimamente posto i tifosi VERI della Pro Patria che, amichevole o meno, hanno preso le distanze da quel gruppetto di teste di cazzo e hanno comunque applaudito i giocatori delle due squadre pur se stavano abbandonando il campo.
Senza pensare: «Ma dai, è solo un’amichevole. Mica è una gara ufficiale» ma facendosi girare giustamente i coglioni come se lo fosse.

La mia opinione è che se a gennaio del 2013 assistiamo ad eventi del genere in uno spazio pubblico, allora vuol dire che non siamo ancora un paese pienamente civile.

amichevole, milan, pro patria, razzismo