BUONINA LA PRIMA

Due punti persi o un punto guadagnato? Boh. Forse tutti e due. O forse nessuno. Cioè, sotto di due gol dopo venti minuti, abbiamo reagito da grande squadra. Salvo poi mangiarcene altri tre di clamorosi (palo compreso) e venire fermati per un sanguinoso fuorigioco ad Ibrahimovic (inesistente) (il fuorigioco, non Ibra).

A rallegrarci il weekend ci sono state “er Barcellona de noantri” presa a pallate dal Cagliari e soprattutto l’armata dei cuginastri colpita e affondata da un grumo di tamarri palermitani di rara intensità emotiva.
Vi vogliamo sempre così, boys.

Logicamente torna il campionato e tornano anche i troll microcefali ad infestare i commenti. Bah, saranno piaghe stagionale come le zanzare e i tafani, vai tu a sapere.
Fatto sta che da quest’anno userò la mannaia senza pietà, e vaffanculo alla democrazia.

E per non farci mancare nulla domani andiamo a Barcellona senza Ibrahimovic e Robinho – fuori per infortunio – e Inzaghi ed El Shaarawy – fuori per scelta tecnica dalle liste champions.

Beh, forse con un bel modulo “9-1-0” un sontuoso pareggino riusciremo pure a strapparlo.
Forse.

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MILAN 1 – BARICELLONA 1

Complimenti, brutti stronzi. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro.
Siccome sono masochista, analizziamo il disastro.

Innanzitutto una cosa: una squadra PRIMA in classifica (con 4 punti sulla seconda con una partita in meno) che IN CASA contro l’ ULTIMA in classifica non va oltre un PAREGGIO dopo essere passata in SVANTAGGIO, NON DEVE – e sottolineo NON DEVE – vincere lo scudetto.
Signori, la misura è colma: avete rotto i coglioni. Quello del calciatore è il vostro mestiere: se foste dipendenti di una qualsiasi azienda, vi avrebbero già licenziati per giusta causa.

Punto 2: Allegri, non c’è scritto da NESSUNA parte che Ibrahimovic debba giocare sempre e comunque. Lo stesso vale per Lammerda, ossia Robinho. Grazie a tale incaponimento, il tuo amato svedesone salterà GIUSTAMENTE la prossima + il derby (e magari anche un’altra), mentre Robinho si è reso ridicolo e dannoso per la terza giornata di fila.
Complimenti.

Punto 3: stessa identica storia come contro il Genoa, stessa identica storia come lo scorso anno. Questo Milan ha paura di vincere. Questo Milan non ha coglioni. Questo Milan fa la voce grossa sempre quando non serve.
Questo Milan, in sostanza, si caga in mano.

Punto 4: congratulazioni, mr. Ibrahimovic. Oltre a confermare la sua nullità in Champions League, ha dimostrato la sua dannosità in campionato. Benissimo: posto che starà fermo ai box per almeno 3 turni (e GUAI se il Milan dovesse fare ricorso), tornerà effettivamente a disposizione tra un mese esatto, ossia dopo la sosta per le nazionali.
Ha un mese di tempo per farsi smaltire l’incazzatura, riposarsi, allenarsi come si deve ed essere pronto per il rush finale (le ricordo, ad esempio, trasferta contro la Roma alla terz’ultima e trasferta ad Udine all’ultima di campionato).

Torniamo alla partita. Allegri lo aveva detto: attenzione a questo Bari. E infatti ce l’ha piazzato in culo. Aggiungiamoci Berlusconi (che quando esterna fa disastri) e la frittata è servita.
Recriminare è inutile: le decisioni arbitrali sono state tutte esatte: il fuorigioco di Robinho c’era; il mani di Ibrahimovic ‘ni‘ (dopo l’affaire Robinho contro il Chievo, questi ce li fischiano tutti contro); il falletto su Pato ‘boh‘; la stronzata di Ibrahimovic si, e pure grande come un multisala.
Il fatto è che un Milan che vuole puntare alla conquista dello scudetto, in casa contro il Bari deve vincere, anche con Byron Moreno come arbitro e con Moratti e De Laurentiis come guardalinee. No excuses.

Prossimo avversario il Palermo in trasferta. Che perde da 5 partite consecutive.
Vogliamo vedere con chi ricomincerà a vincere?

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GENOA 1 – MILAN 1

Max, vaffanculo.
La partita di Genova meritavi di perderla.

Perché chi schiera Bonera terzino SINISTRO (fascia che Daniele non frequenta nemmeno per sbaglio neanche in allenamento) merita non solo di perdere male le partite, ma di venire perculato per il resto della propria vita.

Un po’ come chi schiera Oddo centrale.

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AMAREZZA

Tanta amarezza. Questo mi rimane dalla partita di ieri sera.
Alcune considerazioni.

1) Lo sai che le tabelle portano una sfiga immensa, vero? E allora, caro Max, da oggi in poi evita come la peste di farne di nuove. Siamo una squadra in emergenza, dobbiamo ragionare da squadra in emergenza. Ossia contare gli arruolabili, mandarli in campo e cominciare a pregare.

2) Il nostro contributo di due infortunati a partita continua a vele spiegate. Ieri è toccato a Bonera (gomitata allo zigomo) e Legrottaglie (calcio in fronte). Ormai leggere la lista degli indisponibili non mi fa più alcuna rabbia:
Boateng (incerto 26ª giornata), Zambrotta (incerto 26ª giornata), Inzaghi (stagione finita), Amelia (incerto 26ª giornata), Nesta (incerto 26ª giornata), Gattuso (incerto 24ª giornata), Pirlo (incerto 24ª giornata), Seedorf (incerto 25ª giornata), Strasser (incerto 25ª giornata), Ambrosini (incerto 28ª giornata), Abate (incerto 24ª giornata), Bonera (da valutare), Legrottaglie (da valutare).
Praticamente metà squadra azzoppata, a poco più di metà stagione.
Per il prossimo inverno non più ritiro a Dubai, ma a Medjugorje.

3) Il nostro miglior straniero, Culovic, si è trasferito altrove durante la sessione invernale del mercato. Anche ieri sera se ne è sentita molto la mancanza: doppio palo più unico che raro.
Ho paura che Culovic si si trasferito assieme a Nagatomo dall’altra sponda del naviglio. Quella sbagliata.

4) Sfiga a parte, meno male che Emanuelson è un mancino. Di sinistro ha tirato due merde a porta quasi vuota da far gridare allo scandalo. E Oddo? Vogliamo parlare dei cross di Oddo? In tutta la partita non ce ne sono stati due di non dico simili, ma neanche parenti tra di loro: rasoterra, al terzo anello, dal fondo a uscire, dal fondo a rientrare, dal fondo direttamente fuori, missili diretti dall’altra parte del campo o lentissime ciofeche immonde puntualmente preda del portierte.
Perché gli unici terzini con gli scarpini palmati dobbiamo averceli proprio noi?

5) Contro le difese a fortino non riusciamo a creare una breccia, vuoi perché non abbiamo crossatori decenti e vuoi perché non abbiamo nemmeno tiratori da fuori. Inoltre Ibrahimovic e Pato sono francamente incompatibili tra loro, perlomeno a questo punto della stagione. O imparano per amor di squadra ad andare d’amore e d’accordo (e pure in fretta, aggiungo io) oppure si rischierà veramente di perdere punti per vizi puramente formali.
Un consiglio, cari signori: durante i 95 minuti del match guardate di più alla sostanza (ossia vincere le partite) e poi, in spogliatoio o durante la settimana, badate pure alla forma (ossia sfogatevi e prendetevi pure a calci in culo); se questa soluzione dovesse risultare vincente, ben venga.

6) Era dal 1958 (quarti di finale di Coppa Italia tra Torino e Pro Patria) che non assistivo ad un catenaccio così furibondo. Evviva lo spettacolo, evviva il calcio champagne.

7) Ad un certo punto della partita ho creduto di assistere ad un match tra il Milan e una formazione del Sei Nazioni di Rugby. Poi ho guardato meglio e ho capito che quella non era una squadra di rugby: simulavano e perdevano tempo in maniera assurda.

8) Il discorso fatto sugli arbitri la volta scorsa lo ribadisco pienamente qui: tanti pesi e tante misure. Se Damato avesse tenuto con la Lazio lo stesso metro di giudizio che ha tenuto Tagliavento col Milan, avrebbero finito la partita in 4. Ho capito che così il campionato si riapre, la favola della remuntada si compie, Leonardo viene beatificato in piazza Duomo, la gazzetta dello sport (media-partner ufficiale dell’Inter) vende un triliardo di copie e blablabla, ma perlomeno fatelo in maniera più sottile. Non è ammissibile che della gentaglia possa pestare impunita per tutto un incontro, godendo di arbitraggi magnanimi.
Un esempio su tutti:
– Ledesma che al 5° minuto interrompe di mano e volontariamente l’azione del Milan: da regolamento il gioco andrebbe interrotto e il giocatore ammonito oppure, se si dà vantaggio come in questo caso, si ammonisce Ledesma alla prima occasione utile. Niente di fatto.
– Lo stesso Ledesma che al 60° minuto trattiene Robinho per la maglia a centrocampo (che però riesce a divincolarsi): da regolamento il gioco andrebbe interrotto e il giocatore ammonito oppure, se si dà vantaggio come in questo caso, si ammonisce Ledesma alla prima occasione utile. Niente di fatto.
– Ancora Ledesma che al 65° minuto trattiene Robinho per la maglia a centrocampo (che però riesce a divincolarsi): da regolamento il gioco andrebbe interrotto e il giocatore ammonito oppure, se si dà vantaggio come in questo caso, si ammonisce Ledesma alla prima occasione utile. E infatti si becca il giallo.

Due azioni identiche nel giro di 5 minuti: la prima non è giallo, la seconda sì.
Attendo spiegazioni.

9) Il tenente Kozak. Riesce nell’impresa di mandarne due all’ospedale, di saltare sempre coi gomiti alti, di tuffarsi ad ogni contatto e di mandare affanculo arbitro e avversari senza essere mai sanzionato col giallo. Si fa ammonire come un pollo solo perché spintona Yepes al petto.
Reja giura che è un ragazzo buonissimo. Meno male: cosa ci avrebbe fatto se fosse stato un figlio di puttana?

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META’ E META’

Non so che dire. O meglio, lo so ma non voglio ripetermi.
Ritengo che a Lecce si sia persa un’enorme occasione di sostenere la “fughetta”, e questi errori molto spesso risultano fatali.
Però, paradossalmente, non mi sento particolarmente pessimista.

Abbiamo regalato al Lecce il primo tempo e un paio di giocatori, questo è vero, ma perlomeno dopo l’entrata di Cassano siamo stati abbastanza pericolosi. Intendiamoci: Ibrahimovic è pagato per fare i miracoli, anche se non può farne due a partita. Tocca quindi a chi di dovere (Pato, Seedorf, Cassano, Robinho quando gioca) chiudere i conti o, in alternativa, mettere in condizione lo svedese di farlo.

Il risvolto positivo della questione è che, al momento, siamo ancora in piena emergenza (giocatori infortunati e/o sulla via del recupero); le cose in questo senso, perciò, dovranno solo migliorare. In più siamo ancora imballati dai carichi massicci di Dubai, mentre altri lavorano più sull’agilità e sul recupero defatigante mediante fanghi e vasche idromassaggio.

Perciò la nostra peggior fase coincide con la miglior fase delle altre: se riusciamo a resistere nel periodo Gennaio-Febbraio, probabilmente gli ultimi tre mesi potremo giocarli alla grande dal punto di vista fisico. Questo per quanto riguarda il campionato, of course.

Le negatività ci sono comunque, e non è giusto nasconderle: il rendimento incostante di Pato e il suo scarso feeling con Ibrahimovic, l’utilizzo di Seedorf anche se bollito, la mancanza cronica di un terzino decente, la costante assenza per infortunio del centrocampo di ruolo, l’utilizzo di Nesta anche se logoro, la confusione tattico-mentale di Allegri in occasione dei cambi (Max, se ne possono fare fino a TRE, di cambi, in un match; ah, e non solo ad un quarto d’ora dalla fine; è possibile farli anche prima, fidati di me), la solita cronica mancanza di cattiveria e di voglia di vincere da parte di chi scende in campo.

Ma sono fiducioso che questi punti di debolezza si risolverenno entro breve.

L’importante è resistere.

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CI E’ ANDATA DI LUSSO

Noi pareggiamo e le dirette inseguitrici non fanno tanto meglio (Inter a parte che ci rosicchia due punticini): per come si era messa a Marassi sembrava una giornata stortissima, Invece.

Per causa di forza maggiore (gitarella a Roma assieme a qualche a qualche centinaia di migliaia di altri amici) non ho assistito né alla diretat video Nè alla diretta audio della partita di Genova. Però ho smoccolato – e parecchio – in differita via sms.

Ha segnato Robinho, non ha segnato Ibrahimovic. Ha giocato Seedorf, non ha giocato Ronaldinho. Pirlo è disperso, Boateng un po’ in calo. La buona sorte stavolta ci è stata d’aiuto, non facendoci rimontare dalle dirette inseguitrici. Ora vediamo di non buttar via questo regalino: Brescia in casa e Bologna fuori sono due partite da 6 punti fissi, pochi cazzi.

Poi per la Roma c’è tempo.

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GIUSTO COSI’

2-2 contro il Real Madrid, giustissimo così. Non avrei mai voluto vincere con un gol in fuorigioco chilometrico: questi sotterfugi sono per gente che non è abituata a vincere mai. Dispiace per come si era messa la partita soprattutto nella ripresa, ma per amor di giustizia il pari è il risultato migliore.
Mi riserbo però alcune considerazioni:

1) Se il Giarre (o qualsiasi altra squadra) giocasse picchiando e simulando come il Real Madrid finirebbe ogni volta in 8. Il fatto che sia il Real e che ci sia in panchina Mourinho conferisce un’aurea di impunità francamente irritante.

2) Nonostante il gol segnato in vergognoso fuorigioco, bisogna inchinarsi di fronte a Pippo Inzaghi. Pippo non tradisce mai. Si può dire ciò che si vuole di lui, ma ci mette sempre il cuore e l’anima. Questo record è stra-me-ri-ta-tis-si-mo, e spero che duri molto a lungo.

3) Puoi incazzarti finché vuoi, caro dentone delle mie palle, ma non appena sei uscito tu (che in 55 minuti non hai combinato un cazzo di niente) è entrato un 37enne infoiato che ha cambiato l’inerzia dell’incontro. Quindi, caro mio, stattene zitto e considera seriamente l’ipotesi di un trasferimento, a Gennaio, in USA.

4) Da un brasiliano all’altro. Caro il mio Pato, spero che questa serata ti serva da lezione. Dovresti imparare da gente che sputa l’anima in campo, mentre tu giochicchi senza palle e senza merito. Dovresti stare un mesetto in tribuna, per imparare meglio.

5) Cristiano Ronaldo è un pezzo di merda fumante. Non sarà mai un campione. Tecnicamente fortissimo, umanamente una merda. I campioni sono ben altra cosa.

6) Gennaro Gattuso monumentale. Se i compagni avessero la metà della sua grinta e della sua voglia, potremmo giocarcela con chiunque. E’ stato lui a trascinare gli altri e, sotto questo punto di vista, è insostituibile.

7) Questa sera più che mai si è palesemente vista l’assenza di due terzini di ruolo. Abate e Zambrotta sono francamente improponibili, come pure i sostituti nel ruolo. Ed è questo il più grande rammarico di questa stagione: non aver allestito una squadra che, con pochi e mirati ritocchi, sarebbe stata competitiva su tutti i fronti e contro chiunque.

Comunque sia, posso dirmi soddisfatto. E’ un pareggio ma è come se fosse una vittoria. Il tutto in una cornice finalmente all’altezza di una squadra – e di una tifoseria – con una storia come la nostra.

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PAREGGIO AD AMSTERDAM

Un 1-1 che mi lascia un po’ di amaro in bocca. Un po’ perché complica la vita nel girone, un po’ perché siamo in crescita di gioco, un po’ perché onestamente ce la meritavamo, la vittoria.

Molto bene Pirlo e seedorf – soprattutto grazie al modulo 4-3-1-2 – a centrocampo e i due centrali difensivi – dormita sul gol a parte. Bene anche Boateng per Flamini, più aggressivo in zona gol e meno pazzoide in fatto di entrate spaccaossa.
Benissimo Ibrahimovic, per ora il miglior acquisto del Milan da diversi anni a questa parte: assolutamente non mangiapalloni, si sbatte per la squadra, corre e pressa anche se infortunato e, soprattutto, la butta dentro solo lui. Anche in Champions.

Per contro maluccio Flamini – troppo nervoso e poco “coprente” – ancora in ritardo di condizione e purtroppo malissimo Robinho: un gol così non si deve sbagliare, nemmeno se sono due anni che non si gioca più.
Ma la palme del peggiore va ad Allegri, stavolta. Non è possibile sostituire gli uomini solo all’85° (a parte Flamini già ammonito sostituito all’inizio della ripresa), dopo una partita giocata su livelli infernali e con certi uomini ancora fuori condizione.

Un piccolo appunto sull’arbitro, tale Felyx Brych, tetesco di Germania. Ad un certo punto ha perso la testa, ammonendo a cazzo e a senso unico. E, cosa ben più grave, ha fermato Inzaghi solo davanti al portiere a due minuti dalla fine perché, a detta sua, Pirlo avrebbe battuto la punizione con palla in movimento. Cosa assolutamente non vera.
Fortuna che nessuno era in diffida, altrimenti col Real sarebbero stati cazzi.

Piccola curiosità: Brych è l’arbitro che lo scorso anno – a Madrid e a Milano – annullò due reti regolarissime a Pato. Abbastanza scandalosa la seconda a Milano, gol che avrebbe fruttato 3 punti ai rossoneri.
Siccome questa volta Pato non c’era, l’arbitro ha pensato bene di sparare nel mucchio.

Comunque sia, nel cammino del Milan c’è sempre un Real Madrid a dare fastidio.
O un Brych.

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SAME OLD FUCKING STORY

Cioè, è passato un anno e abbiamo cambiato gli attori lì davanti, ma non è cambiata una madonna. Siamo sempre la stessa squadra che puntualmente si fa mettere sotto a centrocampo e che prende gol ridicoli su ripartenze imbarazzanti.

Ieri sera nell’1-1 contro la Lazio, l’unico nostro centrocampista buono – Boateng – era quasi commovente: partito come esterno destro d’attacco, è finito a rintuzzare in difesa ad aiutare quel bollito di Zambrotta in marcatura su Zarate. Per il resto è cosa nota da tempo: soffriamo come cani in mezzo al campo, dove un ricambio sarebbe necessario.

Le bestemmie sono partite già alla lettura delle formazioni: Gattuso-Pirlo-Seedorf a centrocampo, Boateng-Ibrahimovic-Ronaldinho in difesa. Ossia uno solo che corre su sei, dato che Gattuso è sfiatato da un sacco di tempo. E, ieri, pure infortunato.
Aggiungiamoci Zambrotta e Abate terzini ed il gioco è fatto. Infatti l’unico cross decente per la capocciona di Ibrahimovic l’ha effettuato guardacaso Boateng nel primo tempo. Prima e dopo, il nulla: degli schifosi terra-aria privi di alcuna logica.

Capitolo Ibrahimovic: 89 minuti di irritazione marronaia ed un gol tanto rapace quanto illusorio. Ma lui è fatto così, da sempre, dobbiamo farcene una ragione. E, possibilmente, trovare un modulo di gioco fatto apposta per uno così.
Detto questo, lui e Ronaldinho sono assolutamente incompatibili. Di più: il dentone ieri, per l’ennesima volta, è stato nullo lì a sinistra: non salta l’uomo, occupa inutilmente spazi e non difende nemmeno sotto tortura (imbarazzante nella ripresa il modo in cui ha rincorso Cavanda per 30 metri fino al limite della propria area, fermandosi poi di colpo e lasciandolo liberissimo di effettuare il cross che Zambrotta in scivolata è riuscito a deviare in corner). Sarà fuori condizione, sarà triste, sarà forte con le piccole e debole con le grandi: possiamo permetterci OGGI un Ronaldinho così, se volessimo puntare a qualcosa di importante?

Secondo me no. Un Ronaldinho così – con le sue giocate, i no look, le veroniche, i colpi di tacco – ci garantisce al massimo il terzo posto in campionato, e grazie anche al fatto che le rivali sono pochissima cosa. In un Milan veramente competitivo come impianto di squadra, Ronaldinho farebbe molta panchina ed il suo contributo sarebbe centellinato con il contagocce; in un Milan mediocre, uno come Ronaldinho svetta.
Ma il concetto di base è che nel primo caso il Milan sarebbe una squadra TOP, nel secondo caso una squadra mediocre: come si può notare, la discriminante che fa fare il salto di qualità al Milan non è certo Ronaldinho.

Ultima annotazione: complimenti al fair-play dei laziali e dell’arbitro Banti. Le due azioni più pericolose della Lazio sono state:
– tiro di Mauri dalla sinistra deviato in corner da Abbiati nel primo tempo.
– gol di Floccari nella ripresa dopo discesa e cross dalla sinistra di Hernanes.

Ottimo. Peccato però per due piccoli dettagli:
– nella prima azione Gattuso era a terra infortunato (resterà in campo fasciato alla caviglia e poi verrà sostituito); Mauri marcato da Gattuso poi non supererà più la propria metà campo.
– nella seconda azione era a terra infortunato Abate (che sarà sostituito da Antonini), zona guarda caso dalla quale è partita l’azione del gol perché sguarnita.

Il fatto poi che a parti invertite (Cavanda a terra infortunatosi da solo) e a palla rossonera, l’arbitro abbia deciso di interrompere il gioco e di far entrare i sanitari per soccorrere il laziale, cosa non concessa in precedenza ad Abate, rende assolutamente buffa l’interpretazione del regolamento.

Comunque mi fa piacere aver preso un gol così: certe situazioni preferisco di gran lunga subirle piuttosto che esserne il beneficiario.

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MILAN 2 – CATANIA 2

E vabbè, allora è un vizio. Almeno ditelo, che di provare a recuperare non ve ne frega nulla.
3 punti nelle ultime 3 partite in casa, giocando le tre peggiori partite della stagione, sono sintomatiche di una strategia ben precisa: il Milan non vuole provare a vincere.
Anche questa volta ci siamo fatti mettere sotto, in casa e per un tempo, senza neanche mezzo tiro in porta. Ormai non riusciremmo più a vincere nemmeno contro il Portosummaga, tra le mura amiche.

Se non altro un obiettivo l’ho raggiunto: più insulto Borriello e più il fighetto segna. Altro che mental coach. Bene così: vorrà dire che lo insulterò ogni giorno. Così come insulterò Pirlo perché non corre, Huntelaar perché è abulico, Dida perché non esce dai pali neanche fosse piantato lì, Ronaldinho perché nelle partite che contano lui sparisce, Seedorf perché gioca 1 partita buona si 87, Antonini perché è una sega, and so on

Potrei farlo, sì, ma a che scopo? Se la squadra non ci crede nella rimonta – e Leonardo in primis – perché dovrei farlo io? Eppure questi mancati agganci mi fanno aumentare la rabbia per l’incompiutezza della stagione: perché non dare mai una soddisfazione a noi tifosi? Perché fermarci proprio e sempre sul più bello? E soprattutto perché fermarci ogni volta di proposito?

Io ho una mia teoria. Ma non la dico, altrimenti mi prenderebbero per disfattista.
O peggio, per interista.

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