AUGURI, SAN DRONE

35 anni e sentirli, tutti.
Oggi è il tuo compleanno, campione, e gli auguri te li meriti abbondantemente. per quello che hai dato al Milan come giocatore e come uomo.

Probabilmente questa è la tua ultima stagione, come tu stesso hai ammesso e come ogni tanto si vede dal campo. Le smorfie sulla faccia, le miani sui fianchi, il guardarti attorno in cerca di conforto.
Questi giovinastri senza rispetto corrono molto, Alessandro, e tu giustamente dici che a 35 anni non ce la fai più e non vuoi evitare brutte figure. Tutto giusto.

Intanto hai insegnato molto bene il mestiere a Thiago Silva e di ciò te ne saremo eternamente grati: nelle ultime partite si è visto chiaramente il passaggio di testimone tra voi due. C’è da augurarsi che il carioca sappia trarre il massimo possibile dal tuo insegnamento, anche se mi sembra che sia già instradato bene.

Resta il nodo cruciale: quale sarà il tuo erede al centro della difesa rossonera? Risposta: nessuno. Non ci sarà un nuovo “Nesta” perché vorrebbe dire sbancare il superenalotto. Ci accontenteremmo di un buon giocatore che, in coppia con Thiago Silva, possa crescere e rendere la difesa del Milan una delle migliori del pianeta, as usual.

Dal nostro punto di vista non possiamo fare altro che augurarti altri mille di questi giorni; e, se fosse possibile, farti un regalo – a fine maggio – che anche tu apprezzerai di sicuro.

Un regalo chiamato Scudetto.

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AMICI FRAGILI

La sorte dà, la sorte toglie.
E, per quanto riguarda gli infortuni, a noi quest’anno ha già tolto parecchio.

Alessandro Nesta. San Drone è un campione di cristallo, tanto talentuoso quanto fragile. Molte volte ha tenuto in piedi la baracca da solo furoreggiando come un ciclope d’acciaio, molte altre volte i contrasti con gli avversari si sono risolti in una spaghettata di menischi e legamenti crociati. Classe cristallina, sia dentro che fuori dal campo, uomo e campione vero. Secondo me IL capitano rossonero, se non considerassimo la militanza di Ambrosini.
La sua storia mi ricorda quella di un certo Marco da Utrecht: uno dei più forti giocatori di calcio mai scesi su questo pianeta, funestato da due caviglie di cartongesso. Il destino li ha accomunati, per nostra delizia, dal fatto di essersi espressi al massimo livello proprio a San Siro, sponda rossonera.

David Beckham. La storia di Er Mutanda è molto diversa da quella di Sandro. Arrivato a Milano tra le pernacchie di mezzo mondo, sbeffeggiato, preso a cazzi in muso da tutti, David ha dimostrato di essere un signor professionista. Si è allenato sodo, ha sempre obbedito, non ha mai rotto i coglioni a nessuno e si è dimostrato utilissimo tatticamente. Uomo di spessore, come dimostra la sua amicizia con Stefano Borgonovo del quale non sapeva nulla fino all’anno scorso, che avrebbe potuto tranquillamente continuare ad ignorare ma che andava a trovare a casa ogni tanto, senza sbandierarlo ai quattro venti, per sapere delle sue condizioni.
Il Signor Spice aveva un sogno, ed ha scelto il Milan per poterlo raggiungere: giocare il suo quarto mondiale. Il destino cinico e baro sotto forma di tendine d’achille rotto lo sta mettendo però a dura prova, stroncandogli definitivamente anche l’ultimo barlume di speranza.
Umanamente vedere David in lacrime mi ha spezzato il cuore: guadagnerà pure stramiliardi da far schifo, mentre io veleggio ampiamente sotto i mille euro al mese, ma di fronte ai sogni anche i miliardi svaniscono. E veder svanire i propri desideri è un brutto colpo per chiunque.

Ognuno ha diritto ad un sogno, anche chi ha abbastanza soldi da comprarseli quasi tutti.

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MANTRA

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C’E’ CHI DICE NO

C’è chi dice no al colesterolo e c’è chi dice no alla Nazionale.
San Drone Nesta ha ufficialmente preso la sua decisione: rinuncia definitivamente a vestire la maglia azzurra.
E’ lo stesso Marcello Lippi ad annunciarlo dal centro tecnico di Coverciano a due giorni dall’amichevole col Camerun.

Già, l’amichevole. Di questa imprescindibile partita faranno parte 4 rossoneri (Bonera, Gattuso, Pirlo e Borriello): sinceramente ne sono orgoglioso e, se possibile, ne vorrei anche qualcuno in più: penso ad Ambrosini, o ad Abbiati come secondo di Buffon o, male che vada, terzo portiere.

L’unica cosa che non mi va giù però sono le dichiarazioni di Lippi: «Voglio ricordare che da novembre fino al 23 maggio ho solo questa partita per poter osservare i ragazzi, non mi posso preoccupare di Juventus-Fiorentina e Milan-Roma. Alcuni giocatori giocheranno un solo tempo, ma vi assicuro che altri giocheranno 90′. Spero che questa cosa la capiscano gli allenatori di queste squadre. E dico a Leonardo e ai tecnici di Juve, Fiorentina e Roma che non posso fare Italia-Camerun in funzione delle partite di sabato e domenica». E ancora: «Il mio gruppo di 16-17-18 giocatori è già fatto, mi mancano 4-5 elementi per completare la rosa e renderla più variegata». Sembra che voglia mettere fin d’ora le mani avanti se qualcuno si farà male.

Ok. Alla luce di queste dichiarazioni mi chiedo: perché convocare Bonera per una cragnosissima amichevole del cazzo a Montecarlo esattamente 15 mesi dopo la sua ultima chiamata (inutilissima amichevole anche in quel caso)? E soprattutto: qual è questo suo gruppo di 16-17-18 giocatori che è già fatto? La giocano tutti quest’amichevole, o alcuni se ne stanno a casa in pantofole davanti alla tv godendo di meritato riposo?

I casi a questo punto sono due: o Bonera rientra nella rosa dei “papabili” per i 4-5 posti rimanenti, oppure è una convocazione alla cazzo, dato che Bonera è reduce da un infortunio pesante, non è al top della condizione e soprattutto al momento è l’unico difensore esterno di ruolo che abbiamo nel Milan.

Se è vera la prima ipotesi, devo dedurre che Ambrosini ed Abbiati – attualmente con un ottimo rendimento in campionato – il mondiale sudafricano lo vedranno col telescopio. Risultato: Lippi, vaffanculo.

Se è vera la seconda ipotesi: Lippi, vaffanculo secco, senza spiegazioni.

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