NON MI PIACE PER NULLA

«Mi piace molto Mourinho, mi piace quando dice agli avversari quel suo ‘zero tituli’».
Silvio Berlusconi, 16 Aprile 2011

No, carissimo non-presidente Berlusconi. A me (e credo anche a noi rossoneri tutti) Mourinho non piace per niente. Ma non perché è un ex allenatore dell’Inter, sa? No.
Non ci piace perché Mourinho rappresenta tutto ciò che non dovrebbe essere il calcio, almeno per il tifoso milanista.

A Mourinho non piace il calcio. A Mourinho piace vincere in tutti i modi possibili ed impossibili, leciti ed illeciti. Mourinho venderebbe sua madre per avere la carriera di sir Alex Ferguson.

In 10 dietro la linea della palla ci giocavano, 60 anni fa, le squadre scarse tecnicamente per riuscire a a strappare un pareggio in casa contro la prima in classifica. A quei tempi si sarebbe detto catenaccio. Ora però Mourinho ha un Cristiano Ronaldo (come aveva un Eto’o all’Inter) che giocano da terzini, che fanno 15 chilometri a partita, che al 110° minuto si fanno gli scatti di 80 metri al doppio della velocità degli altri.
E poi ci si chiede come mai Snejider è anemico o a Zanetti gli prendono gli infarti in spogliatoio.

Mourinho è uno di quelli che al Chelsea si fregiava di avere come medico sociale il famigerato “dottor Ago”, noto per le sue “miracolose” pratiche di recupero infortuni. Salvo poi, una volta via dal Chelsea, sparare a zero sul Chelsea stesso accusandolo di praticare metodi dopanti.

Lo stesso avviene ora, quando spara a zero su Barcellona e Milan (o sul cska Mosca prima di incontrarlo in Champions League). Il perché è presto detto: il Barcellona perché è l’avversario attuale, il Milan probabilmente l’avversario del prossimo anno. Dell’Inter non parla perché in buona sostanza potrebbe essere la sua prossima squadra, e non si sputa mai sul piatto dove si mangia.

Mourinho è uno che mette pressione a chiunque, perché ha capito che nella società dell’immagine, chi urla di più dà l’impressione di essere il più forte, il vincente. E lui sa di avere un fortissimo appeal, perché ovunque va fa il pieno.
Un po’ come l’attrazione principale di un circo.

Mette pressione ai colleghi, dimostrando di non sapere minimamente cosa sia la sportività, per caricare i suoi. Se poi perde 5-0 non importa, la colpa sarà sempre degli arbitri.

Mette pressione agli arbitri e – cosa assolutamente IGNOBILE – indottrina sapientemente i giocatori ad aggredire sistematicamente la terna arbitrale ad ogni fischio. Così facendo riesce ad intimidire fisicamente gli avversari, a distruggerne la costruzione del gioco e qualche volta a metterli letteralmente fuori uso.
Qualsiasi altra squadra finirebbe le partite in 8, tranne il Real Madrid attuale (o il Porto, il Chelsea e l’Inter passati). Tranne qualsiasi squadra di Mourinho.

Mourinho non ci piace per nulla perché per lui conta solo vincere, anche a costo di praticare l’anti-calcio: picchiare duro, protestare sempre, usare metodi di preparazione atletica e di recupero infortuni non propriamente leciti, essere coinvolto in casi di corruzione di arbitri.

Mourinho non ci piace per nulla perché per lui contano solo i soldi, i suoi, anche se fatti sulla pelle dei propri calciatori.

Mourinho non ci piace per nulla per quella sua aurea di impunità, perché gli è concesso fare cose che a nessun’altro sarebbe permesso neppure di pensare. E solo perché fa vendere giornali, porta gente allo stadio, porta abbonati alla pay-tv.

Mourinho non ci piace per nulla perché sta trattando il gioco del calcio esattamente come la Copa del Rey: schiacciato sotto le ruote di un pullman che, pur di arrivare in testa e vincere, passa sopra tutto e tutti. Anche sopra le tradizioni ed il rispetto (per il gioco e per gli avversari).

Mourinho non ci piace per nulla poiché mette pressione ai giornalisti in modo da avere i riflettori puntati su di lui e non sui suoi scarsi risultati: in questo si rivela berlusconiano al massimo. Adopera gli stessi metodi, crede nel “molti nemici molto onore“, è un fascista della panchina.

Sarà per questo, caro non-presidente Berlusconi, che Mourinho le piace così tanto?
Perché le ricorda lei stesso quand’era giovane?

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C’E’ SEMPRE UNA PRIMA VOLTA

E così anche i cugini nerazzurri han vinto la loro prima Champions League della storia.
Bene, mi fa piacere per loro e porgo i miei più sinceri complimenti. Hanno finalmente imparato cosa vuol dire vincere anche la “coppetta”.

Per farlo c’è voluto un allenatore che l’aveva già vinta 6 anni fa, quella coppetta. Mourinho ha dato all’Inter soprattutto una cosa: la consapevolezza che bisogna crederci fino in fondo e dare l’impossibile per ottenerlo.

Certo, i maligni potrebbero obiettare dicendo che Mourinho ha portato anche ben altro all’Inter: il lamentarsi sistematicamente, il crearsi nemici, il fare le vittime, il fatto di “piangere e fottere” continuamente, una dose di culo immensa, un preparatore atletico già equivoco ai tempi del “Dottor Ago” e del Chelsea, una inspiegabile vigoria fisica, etc…

Tutte ragioni plausibilissime, per carità, ma delle quali per ora non mi interessa nulla. Queste cose Mourinho le ha sempre fatte. E’ una tattica per distogliere l’attenzione dalla squadra e scaricarle su di sé: dato che ha un carattere forte, riesce a reggere il gioco. Tutti gli allenatori più vincenti degli ultimi venti anni sono stati delle grandissime merde a livello umano: Lippi, Capello, Ferguson…

Io invidio all’Inter ciò che ci è mancato quest’anno: carattere, voglia di sbattersi, cattiveria in campo. Anche senza un allenatore siamo arrivati terzi, perdendo però una marea di punti quando era il caso di raccogliere più possibile. Magari saremmo terminati lo stesso dietro di uno o due punti, ma perlomeno avremmo fatto tutto il possibile.

Io non so se Mourinho andrà davvero al Real Madrid: se sarà così l’Inter perderà molto.
E a me va benissimo così.

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SIGNORI SI NASCE

Diego Della Valle: «Ci sono state cose talmente eclatanti che non serve fomentare gli animi, nelle sedi opportune in un modo corretto e limpido ci faremo sentire. La gara è finita, meritavamo la vittoria. Adesso pensiamo a vincere sabato: occorre mantenere nervi saldi, trasformare in determinazione la rabbia, anche i tifosi che sono amareggiati devono rimanere calmi. Adesso chi deve decidere certe cose deve farlo per bene, non vogliamo entrare a gamba tesa. Se uno tocca la squadra poi ci siamo noi. Ho detto ai ragazzi di andare a mangiare una bella bistecca, di essere orgogliosi dopo una grande partita».

Leonardo Araujo: «Il rigore per i viola? C’era, ma forse Rosetti non lo ha dato per il vantaggio».

Alessandro Nesta: «Sull’episodio in area tra Thiago Silva e Montolivo la scelta dell’arbitro Rosetti è stata quella di dare il vantaggio, se comunque avesse concesso il rigore, non si poteva dire nulla».

Carlo Ancelotti: «I rigori negati? Non sono più abituato a commentare questi episodi. La stretta di mano con Mourinho? Un gesto normalissimo tra persone civili ed educate».

José Mourinho: «Vorrei vedere che cosa sarebbe successo con un fallo così nell’area del Chelsea. Sì, forse c’era rigore. L’Italia non mi cambia: sono arrivato onesto e finirò onesto. Ho sentito che dobbiamo abbassare i toni. Okay. Però voi italiani avete costruito una storia che mi ha fatto vergognare. Ero in Portogallo, ma dopo aver saputo di Calciopoli mi sono vergognato di aver dato da mangiare ai miei figli con i soldi del calcio».

Certi nascono signori, certi altri non lo diventeranno mai.

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IL CASSONETTO DELLE BELLE NOTIZIE

Hic Sunt Peones

discarica.jpgLa Juve è già nel futuro: ecco il nuovo stadio“, titola gazzetta.it. Come potete vedere dalla foto, a me sembra più una buca di una discarica. Ma per quei rottami bianconeri può già andar bene così.

 

 

Troppo comodo

galliani.jpgA Galliani rode il culo aver perso 16.000 abbonamenti rispetto allo scorso anno, e si rammarica del fatto che “non è possibile vedere solo 40.000 spettatori a San Siro per Milan-Roma“. Per questo il Milan riapre la campagna abbonamenti a partire dalla pèrima del girone di ritorno.
Tornare ad avere più abbonamenti è molto semplice, ed è necessaria una cosa sola: che Galliani la smetta di prenderci per il culo.

 

Deliri da vecchie suocere

ranieri-mourinho-sfida.jpgRanieri e Mourinho sono ancora sul piede di guerra: Ranieri rinfaccia a Mourinho di essere una pazza nervosa e di lasciare sempre le gocce sulla tavoletta del cesso; per contro Mourinho accusa Ranieri di volerlo obbligare a pisciare seduto.
Un consiglio: telefonatevi fra di voi e non rompeteci più il cazzo, per favore.

 

PNG, ossia Persone Non Gradite

corona.jpgQuel fotografo tamarro e unto da far schifo, al secolo Fabrizio Corona, è diventato presidente di una squadra di calcio, la Sangiustese, che milita in LegaPro2. Beh, dai, a loro è andata ancora bene. Pensa che forse il Milan lo compra Gheddafi

 

 

THE SPOCCHIOUS ONE

Mourinho ha sparato a zero su Ancelotti oggi, reo a suo dire di dichiarazioni poco dignitose. Quali? Queste:

Mourinho dice che adesso tutta l’ Italia sarà contenta della sconfitta dell’ Inter. Se lui è convinto di questo dovrebbe chiedersi perché tutta l’ Italia possa essere felice di questa eliminazione. Comunque di sicuro qualcuno sarà stato contento, è normale… È accaduto lo stesso quando dalla Champions ci è uscito il Milan. È normale, anche se è poco sportivo.

«Adesso puntiamo allo scudetto che vale come la Champions League». Lo dice Javier Zanetti ma sembra un po’ la storia della volpe e dell’ uva. Proprio così. Il fascino della Champions è unico.

Parlate sempre del “comunicatore” Mourinho che è una componente che mi affascina poco della sua per­sonalità, perché spesso dice anche cose inutili. Mentre io trovo molto interessante la sua metodologia di lavoro. Se mi invitasse, andrei volen­tieri a seguire una sua seduta ad Ap­piano. Al di là di come è andata a Manchester stiamo parlando di un grandissimo allenatore.

Per tutta risposta Josè da Setubal afferma che «un allenatore può perdere tante cose, ma non deve perdere mai la dignità professionale».
Detto da uno che ha litigato in campo con un suo collega (Bobby Robson quand’ era al West Bromwich Albion nel 2006) e che sulla sconfitta per 3-0 in Coppa Italia a Genova contro la Sampdoria ha definito “ridicoli” i gol segnati dagli avversari, le sue parole suonano quantomeno forzate. Ciccio, Rivas al posto di Maicon in difesa ce l’hai messo tu, mica altri. Se scazzi la formazione, poi non lamentarti in pubblico.

Il fatto è semplice: Mourinho era stato chiamato all’ Inter con un unico obiettivo, conquistare la Champions League (visto che per vincere il campionato era più che sufficiente Roberto Mancini). Ha clamorosamente fallito e ora, messo di fronte alle oggettive responsabilità, cerca di sviare dal problema principale. Senza dimenticare che i campioncini da lui fortemente voluti (Quaresma, Mancini, Muntari) si sono rivelati inutili, se non addirittura dannosi. Quindi se l’ Inter dovesse vincere lo scudo anche quest’ anno – se dovesse perderlo sarebbe uno dei più grossi harakiri calcistici della storia – sarebbe per merito dell’ impianto di squadra messo in piedi dal suo predecessore. Non è che per caso sia un pochetto sopravvalutato, ‘sto tizio qua?

Vuole parlare del Milan e di Ancelotti, come i bimbi dell’ asilo che si fanno i dispettucci – cento volte più di te, gnegnegnegnè – per non voler parlare della propria disfatta in Champions? Faccia pure, nema problema. Ma dignità professionale vuol dire anche riconoscere i propri errori, attribuire i dovuti meriti all’ avversario ed essere in grado di accettare le sconfitte come parte integrante del gioco: la dignità non è argomento da conferenza stampa.

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