SUPERCAZZOLA PECHINESE

Mediamente la Supercoppa Italiana è il terzo trofeo della stagione in ordine di importanza, dietro solo al Birra Moretti e al Luigi Berlusconi. Si può ben comprendere quindi il mio entusiasmo per tale trofeo.
Siccome però, a differenza dei primi due, la Supercoppa Italiana è nel novero dei tornei ufficiali, sarebbe quindi opportuno cercare di portarlo a casa, così, per sfizio.

Se poi aggiungiamo che invece di farla a San Siro – dato che se la contenderanno le due milanesi – andremo a disputarla dall’altra parte del globo, in uno stadio che sembra un cestino di vimini ripieno di brulicanti cinesi, ecco che quel poco di appeal che la suddetta coppa poteva ancora esercitare su di me, svanisce del tutto.

Personalmente sono contrario all’esportare il calcio italiano in ogni parte del pianeta, soprattutto se finalizzato al marketing, ma tant’è: la federazione ha deciso altrimenti, e a ben vedere ci si sta riuscendo abbastanza bene.
Intanto i cinesi hanno imparato a darsele sugli spalti; quando impareranno anche a lanciare motorini e ad accoltellare qualcuno, la missione sarà completata.

Però, c’è sempre un però. Però c’è che è un derby. E i derby io vorrei vincerli sempre e comunque, fossero anche del campionato primavera o del quadrangolare di Salcazzonia.
Pertanto so già che domani alle ore 14.00 sarò sul divano, sintonizzato sul canale 501 del digitale terrestre, a guardarmi il match.

Perché se dovessimo vincere sarebbe un altro – l’ennesimo – trofeo in bacheca salutato da un sorriso di compiacimento, sapendo comunque che l’indomani sarebbe un altro giorno.
Se invece dovessimo perdere mi darebbe abbastanza fastidio, non tanto per il trofeo sfumato ma per l’aver perduto un derby, sapendo comunque che l’indomani sarebbe un altro giorno.

Di merda.

mila, inter, derby, supercoppa italiana, pechino
[nella foto: la Supercoppa Italiana 2011]

DISEGNI

Il disegno va avanti: arbitri e assistenti sono stati istruiti alla perfezione.
Giaccherini è il più pericoloso del Cesena? ZAC! Fulminato. E salterà – come è ovvio che sia – la gara contro di noi.
Non solo: è in fase di studio un attento dossier su Parolo, Budan, Bogdani e Sammarco, rei di aver parlato male di Nicole Minetti in spogliatoio. Si attendono sviluppi.

Nel frattempo stasera ci tocca il Bari: spero che Allegri abbia capito la lezione di Champions e faccia giocare le scartine (quindi volgio Ibrahimovic in panca), che la Coppa Italia è l’ultimo dei nostri problemi. Certo, io non ci starei a perdere neanche in amichevole, ma in questo momento sarebbe più opportuno ragionare in ottica Campionato.

Posto che già il Bari è quello che è (società piena di problemi, con una tifoseria sul piede di guerra e con un allenatore disposto a farsi da parte) e che affronterà la gara ampiamente rimaneggiato, è giusto non rischiare i mammasantissima e far giocare i tribunari.

Anche perché Kutuzov a parte – l’ex di turno che segna sempre e solo contro di noi – gli altri possono essere tranquillamente fermati.
Magari con la premiata ditta Strasser – Merkel – Beretta.

giaccherini gol milan.jpg

ALTI E BASSI

Quella di oggi è una partita decisiva.
No, non Milan – Lazio. Quell’altra.

Quella di oggi, dicevo, è una partita decisiva.
No, non per noi. Per loro.

Quella di oggi è una partita decisiva soprattutto per la Roma. Io ho molti dubbi che riesca a portare a casa la vittoria – le stelle mi suggeriscono il pari – ma se lo facesse il campionato prenderebbe un’altra piega. La Roma a -1 con 7 partite da giocare renderebbe avvincente il finale.
Il calendario di Inter e Roma si equivale – per entrambe partite facili e medie, senza più confronti “hot” se non per un derby romano – e la differenza la farebbe per forza di cose la Champions e l’eventuale coppa Italia.

Pertanto, quale che sia il nostro risultato contro la Lazio, ormai abbiamo ben poche speranze di agguantare alcunché, se continuiamo a giocare così. Considerando poi le nostre tre ultime di partite di campionato (Fiorentina, Genoa e Juventus, da suicidio) ecco perché non nutro poi così tanta speranza.

Poi però leggo le dichiarazioni di Leonardo, e sentire la fiducia quasi commovente che ripone in quei quattro rottami rossoneri mi ha tirato un po’ su di morale. Poi però leggo la lista degli indisponibili – Ronaldinho, Pirlo, Abbiati, Nesta, Bonera, Pato – e le bestemmie fioccano che è una meraviglia.

In più leggo le inevitabili fregnacce dell’anziano signore lombardo che dice di essere il presidente del Milan anche se non scuce un soldo, e lì l’incazzatura raggiunge livelli epocali.

berlreu--620x300.jpg

BRAVI MA BASTA

Abbiamo vinto una gran partita a Madrid, due giorni fa. No, dico, DUE giorni fa.
Oggi è venerdì e domenica sera c’ è il Chievo. Sarebbe ora di lasciarci alle spalle la vittoria e concentrarci unicamente per il match a Verona.

C’ è chi ci ricorda l’ impresa ogni due per tre – Pellegatti e Galliani a Mediaset, quella folta schiera di subumani che blatera di calcio nelle TV locali; oggi ci si mette pure la Gazza con un titolo quanto meno stucchevole: ArraPato di Milan.
Basta. Preferisco a questo punto ciò che dice Mourinho a proposito di noi: “avete vinto una gran partita, sì, ma ricordatevi che tre settimane fa l’ avete preso in culo dallo Zurigo. No, dico, lo Zurigo“.

Di solito non presto mai ascolto a ciò che dice lo Specialone, ma questa volta farò un’ eccezione. La sua non è una battuta infelice, ma un suggerimento bonario. Invita a non esaltarsi troppo, ad andare avanti giorno per giorno, a non gettar via il bambino con l’ acqua sporca. Lo dice a modo suo, ma lo dice.

Certo, mica si può pretendere che sia anche simpatico o sportivo.

D’ altronde è interista.

282723.jpg