SO LONG AND THANKS FOR ALL THE SHOES

Paradiso e Inferno, peana e bestemmie, pantagonna e pallonate ai razzisti: questo e molto altro era – è – quel tamarrone di nome Kevin Prince Boateng.

Capacità tecniche straordinarie a servizio di una voglia di fare prossima allo zero. Un giocatore così altalenante, soprattutto in questa fase abbastanza abbacchiata della storia del nostro Milan, non poteva durare ancora a lungo.
Noi tifosi – tranne forse qualche sbarbatello bimbominkia – ne avevamo le palle piene già da un anno; credo anche la dirigenza, che alla prima occasione utile – TAC! – l’ha sbolognato. Ciao ciao Melissa, divertiti nelle assolate spiagge di Gelsenkirchen.

In un Milan di ragazzotti con l’arroganza sempre in canna serve qualcuno che si inalberi e dimostri sul campo serietà e spirito di sacrificio. Purtroppo il Boa raramente ha risposto “presente”. Ricordiamo assurde prove contro squadre di dopolavoristi, tiri squinternati da 40 metri, espulsioni direttamente dalla panchina, moonwalk all’Hollywood e problemi di deambulazione in campo.

La nostra fortuna è stata quella di vedere un Boateng stellare l’anno dello scudetto; la nostra nemesi vederlo in pantagonna con la Satta per il centro di Milano.

Perciò goodbye and good luck caro Boa; anche se non so in quanti ti rimpiangeranno.
Tu comunque continua, se puoi, a tramandare la moda italiana anche nelle fredde lande germaniche.

LOST IN TRANSACTION

Allora, ricapitolando:

– Arriva Matri per 11 milioni (!!!)
– Boateng se ne va allo Shalke 04 (a Gelsenkirchen sono già euforici per l’arrivo di Melissa Satta)
– stiamo cercando di dare l’assalto a Kakà (!!!)
– PIGNATONE se ne va in prestito ai pescivendoli doriani!!!

e il tutto mentre peschiamo Barcellona, Ajax e Celtic nel girone di Champions League.

Non so voi, ma io mi sento come in una puntata di Lost.

Quella dove si canta e si balla un attimo prima che il Titanic sbatta contro l’iceberg.

Milan, mercato, boateng, kakà

DDR

Per una volta voglio entrare a gamba tesa nella spinosa questione “fantacalciomercato“.

Io ho un sogno.
La sigla del titolo non vuol significare un rigurgito nostalgico per la Repubblica Democratica Tedesca, ma per un quasi trentenne di Ostia.
Daniele De Rossi.

Lo so, è un sogno  e probabilmente resterà tale, ma DDR è sempre stato un mio pallino. In questo Milan potrebbe prendere il posto di Ambro, in campo ed in spogliatoio (complice anche l’infortunio di almeno un mese dello stesso Ambrosini).
Se abbiamo offerto 15 milioni per Mattia Destro, possiamo tranquillamente offrirne 20/25 per Daniele De Rossi.

De Rossi è un centrocampista universale, tassello mancante di questo centrocampo. Non è più giovanissimo, ok, ma è quasi trentenne. Altri 4 anni eccelsi li può dare.

E poi ci sono altri due precedenti che mi fan ben sperare, due centrocampisti quasi trentenni che sono passati dalla capitale giallorossa a noi rossoneri.
Sto parlando del compianto Agostino di Bartolomei e del “nostro” Carletto Ancelotti.

Sia mai che non c’è due senza tre…

Milan, mercato, roma, de rossi

CONSIDERAZIONI SPARSE

Torno bello tranquillo dopo la tregua olimpico-vacanziera e trovo un bel po’ di robe cambiate.
Qualche considerazione, a questo punto, mi sorge spontanea.

– rituffarsi nelle scorie del calcio italiano dopo la parentesi olimpica è come andare in piscina comunale a ferragosto dopo essere stati due settimane in resort superlusso ai caraibi a fine giugno;

– il Milan ha puntato Yanga-Mbiwa del Montpellier ma solo perché Berlusconi è convinto che sia la versione francese del Bunga-bunga;

– Adriano Galliani ha preso troppo sole quest’estate, comincia a delirare;

– Massimiliano Allegri dovrebbe cominciare a guardarsi in giro se ci son altre panchine libere;

– Antonio “bellicapelli” Conte è stato punito dalla Corte Federale della Federcalcio per illecito sportivo. Questa la sentenza di primo grado: 10 mesi di squalifica e vittoria del trofeo Berlusconi;

– Kevin Constant – solo di faccia, però – è il gemello scuro di Zlatan Ibrahimovic;

– Abbiamo preso Zapata, con una “P” sola. Per adesso.

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LA PASSIONE NON SI RIMBORSA

Non volevo fare un post apposito sul calciomercato: di norma il chiacchiericcio estivo mi annoia. Ridde di nomi, supposizioni, accostamenti, desiderata. Parole vuote fatte solo per vendere i giornali sportivi d’estate.

Del mercato in uscita già parlai, e non ci andai troppo lontano: quasi 70 milioni di euro che servivano a ripianare il bilancio. Fine.
Chiunque sapeva che Thiagone e Ibrahimovic erano gli unici due sacrifici “necessari” allo scopo.

E chiunque sa che non c’è un centesimo per il mercato in entrata: Se si vogliono acquistare nuovi giocatori che non siano prestiti o parametri zero, è necessario venderne altri: Boateng, Cassano e Robinho su tutti.

Questo scenario era già stato ipotizzato, accettato ed assimilato dalla maggior parte dei tifosi rossoneri, evoluti o meno. E, seppur ingoiando il rospo e a malincuore, la maggior parte dei tifosi era pronta ad un periodo di transizione nelle retrovie.
Fino a quando.

Fino a quando la dirigenza della società AC Milan non ha deciso di scherzare col fuoco.

Il primo punto sono state le dichiarazioni – le solite, deliranti – del nostro non-presidente: «vinciamo tutto, puntiamo in alto, siamo i migliori, etc. etc. etc.».
E fino a qui.

Il secondo punto è stata la farsa della vendita di Thiago Silva: lo voleva il PSG, Galliani ha detto loro: «se volete Thiago vi pigliate anche Ibra». Chiaro segno che l’obiettivo è sempre stato fare cassa e liberarsi di contratti onerosi per ripianare il bilancio, alla faccia delle dichiarazioni di facciata.
Qui le palle sono cominciate a girare, anche se ormai è da un po’ di tempo che siamo abituati a questo tipo di esternazioni della nostra dirigenza, mai supportate dai fatti.

Ma il punto d’ebollizione è stato raggiunto oggi: a seguito di un atto forte da parte di una parte della tifoseria – class action contro la società AC Milan – come segno di protesta, l’amministratore delegato Adriano Galliani ha risposto così: «Tifosi insoddisfatti? Rimborsiamo gli abbonamenti».

Ecco, questo è il punto.
Rimborsiamo gli abbonamenti.
Tutto si riduce ad una pura questione economica.
Ma una cosa importantissima Galliani – e tutta la dirigenza dell’AC Milan – non l’ha ancora capita: la passione non è una questione economica.

Galliani non ha detto: «Tifosi insoddisfatti? Chiediamo perdono per lo squallido teatrino».
Oppure: «Tifosi insoddisfatti? Ci impegnamo a costruire una squadra comunque dignitosa».
O ancora: «Tifosi insoddisfatti? Ok, eviteremo di prenderli ancora in giro in futuro».

Egregio ragionier Galliani, i tifosi disdicono in massa gli abbonamenti perché non ce la fanno più ad essere presi in giro.
Voi dirigenti potete fare tutto quello che volete: vendere tutti per far cassa, giocare con la Primavera, prendere solo parametri zero o prestiti, prendere solo scarti di altre squadre. Va bene tutto.
Purché ai tifosi venga detta la verità.

Alla fine, la verità la si viene comunque a scoprire: tanto vale che ce la diciate fin da subito.

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M COME MILANELLO

Il mercato di M sembra essere servito a qualcosa:

M come Merkel: a lui va l’oscar della sfiga. Si spacca proprio quando siamo in piena emergenza a centrocampo. Pazienza. Ci sarà modo di (ri)vederlo in campo più avanti;

M come Mesbah: sembra il meno peggio tra i terzini sinistri orrendi di cui dispone la nostra squadra. Azzecca pure qualche cross e, a Udine, ha eseguito pure una buonissima diagonale salvarisultato su Armero;

M come Muntari: oggi ha iniziato il primo allenamento a Milanello e domani mattina è prevista una prima rizollatura. Ottimo inizio;

M come Maxi Lopez: lo ritenevo utilissimo, soprattutto se avesse dimostrato di essere quello dei primi sei mesi di Catania. La prova a Udine fa ben sperare. Se non proprio un titolarissimo, forse abbiamo trovato un ottimo sparring partner (vi dice niente il nome Jon Dahl Tomasson?).

La partita di Udine è stata essenziale, uno spartiacque. L’abbiamo persa per 75 minuti. Bravo Allegri a rischiare – anche se Nocerino l’avrei tenuto in campo e avrei fucilato Seedorf, sempre più un ex-giocatore capriccioso e umorale. Alla fine abbiamo portato i tre punti a casa, e questo era l’essenziale.

Stasera ci aspetta l’Arsenal in casa: non ho la più pallida idea di che partita possa essere, anche alla luce del fatto che non so quanta voglia di “grande gara” ci sia in casa Milan.

Lo vedremo dalla formazione che metterà in campo il Mister.

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GRANDI MANOVRE

Bene bene bene, il mercato si sta muovendo.
Abbiamo infatti annunciato l’acquisto a parametro zero di tale Ricardo José Araujo Ferreira, 18 difensore centrale lusitano del Porto.

Fine? Non proprio. Sorge infatti una domanda: è un’altra di quelle “tasse a parametro zero” che dobbiamo pagare a Minuccio er Pizzettaro? E se sì, che diavolo mai ci darà lui in cambio?
Entro il 31 Agosto avremo la risposta.

Intanto domani è il gran giorno: inizia il ritiro a milanello e – soprattutto – il Cavaliere Capo terrà il suo consueto pirotecnico show di inizio anno.
I temi poi saranno tanti e tutti scottanti, a partire dal famoso risarcimento di 560 milioni alla Cir: quanto andrà ad influenzare il bilancio della squadra rossonera (posto che la casa madre fininvest ha una “cassaforte per le emergenze” di almeno 700 milioni)?

Lo sapremo domani pomeriggio.
Se non finisce il mondo prima.

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