E’ TUTT’UN TWEET 12: MILAN 1 – LAZIO 1

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– De Sciglio titolare. Basta già questo.

– “Temo Perea come la diarrea

– Ennesimo centrocampo stravolto. Questa volta fuori Poli. Come li sceglie i centrocampisti Allegri? Lanciando i dadi?

– Balotelli la tocca piano di 30 metri, gran volo di marchetti a respingere il siluro

– Bella intesa Balo-Kakà, tiro troppo centrale di quest’ultimo

– Effettivamente, caro Ignazio, avere i piedi palmati non aiuta nei cross.

– Gli manca solo il gol. E poi sarà delirio.

– Basterebbe un briciolo di tenacia e di cattiveria in più, e saremmo già all’ammazzacaffé.

– Siamo già alla mattanza dei tonni a centrocampo?

– Comunque il mago Gabriel se non uccide qualcuno a cazzotti non è più lui.

– Sembra strano, ma stiamo giocando bene.

– Chiudi la bocca o ti piove dentro, mario.

– Fine primo tempo. 0-0 “busciardo”

– Iniziata la ripresa senza cambi. Io mi giocherei la carta Matri per Birsa.

– È LUI! È SEMPRE LUI! WELCOME BACK RICKY.

– Anche il bimbo comincia a picchiare? Aiuto.

– Il gol segnato ci ha segato le gambe.

– Dai arbitro, fischia la fine.

– Come sempre in questi casi, difesa di merda. Lazio un tiro e un gol. 1-1.

– Siamo in bambola completa.

– Ora robinho delizierà grandi e piccini con le sue incredibili giocate

– Soffrire così. Chiederò i danni morali a fine campionato.

– Fine. 1-1. Merda liquida. Non è possibile non vincere partite così. Urge cambiare rapidamente testa, schifosi viziatelli.

– “Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui, per vedere segnare Ciani

 

Milan, Lazio, pareggio, kaka

LA PREOCCUPANZA SAI E’ COME IL VENTO…

La nota positiva è che la partita non l’ho vista. L’ho ascoltata per radio, e cio che è emerso è una situazione di “preoccupanza” totale.

Innanzitutto un male che non riusciamo a debellare: non si gioca mai 90 minuti. Un tempo lo dobbiamo per forza regalare.
Nella fattispecie, il primo. La Lazio con due tiri ci ha messo sotto due volte.
Piccolo inciso: vaffanculo Bonera. Già farti capitano è un insulto al calcio; se per di più ti permetti di criticare le scelte del tecnico dopo aver disputato una partita fallimentare dove hai sul groppone due gol su tre, meriti la tribuna a vita

Fortunatamente nella ripresa ci siamo ripresi. Ma qui Allegri ha compiuto un capolavoro di demenza: dopo il 3-2 ha spostato Emanuelson dalla trequarti destra al terzinaggio sinistro. Risultato? Il nulla in termini offensivi.

Altra idiozia perpetrata? Far giocare Boateng. Per forza. Anche se è in condizione fisica imbarazzante. anche se è tecnicamente involuto. anche se si sta rilevando una testa di minchia che pensa solo all’aumento contrattuale. Anche se la sua preoccupazione maggiore è quella di farsi pompare da quella cagnona che di volta in volta si ritrova tra le mani.

Il quadro che ne vien fuori è preoccupante.
Allenatore senza idee, giocatori mediocri che si atteggiano a star, gente dalla tenuta psicofisica ridicola (Pato che piange dopo il gol di Candreva), identità e idee di gioco assolutamente inesistenti.

Si fa presto, in questo modo, ad avere 7 punti in 8 giornate.

Il risvolto positivo? Peggio di così è francamente impossibile fare.
E di retrocessione è onestamente inutile e risibile parlare (ricordo che lo scorso anno i cugini avevano esattamente lo stesso numero di punti di noi dopo lo stesso numero di giornate; anzi, erano a quota 8 punti dopo 10 giornate. Quindi vediamo di non tafazzizzarci troppo) e sono sicuro che da questa situazione di merda ne usciremo quanto prima.

Come?

Eh, bella domanda.

milan, lazio, disfatta

EXTREMA LAZIO

(erano decenni che aspettavo il momento adatto per scrivere questo titolo)

Se c’è una cosa più odiosa di una pigna in culo, questa è la “pausa del campionato per la Nazionale“.
Piuttosto, avrei preferito robe ben peggiori.
Un’epidemia di colera alla Pinetina o un attacco di cagotto perenne fulminante nel centro di Vinovo, per dire.

Però una cosa di positiva questa pausa per la Nazionale l’ha portata: ha fatto vedere al mondo intero che Montolivo, al Milan, è palesemente fuori ruolo.

Il meglio di sè lo dà da trequartista atipico, l’interno di centrocampo che si stacca, il quasi-rifinitore-poco-marcatore-per-nulla-pressatore.

Messo come schermo davanti alla difesa, si caga in mano. E lo fa perché sa di essere:
– lento;
– macchinoso;
– cagasotto;
– fisico da mezza sega

C’è da dire anche un’altra cosa però, a parziale discolpa di Allegri.
In nazionale Montolivo fa ciò che fa perché la cerniera a centrocampo è composta da Pirlo – De Rossi – Marchisio.
Qui invece abbiamo De Jong – Ambrosini – Flamini se ci va bene; Constant – Traoré – Emanuelson se ci va di merda.

Percui ci tocca fare di necessità ragù: prendere quel poco di buono che c’è dai nostri broccacci e cercare di amalgamarlo per dare un cuore alla squadra.

Il problema è che dobbiamo farlo contro la Lazio, fascistissima squadra rompicoglioni che arriva nel momento peggiore.

Inutile dire che dobbiamo fare risultato pieno a tutti i costi, se vogliamo iniziare la ripresa.

Milan, Lazio, crocevia

BUONINA LA PRIMA

Due punti persi o un punto guadagnato? Boh. Forse tutti e due. O forse nessuno. Cioè, sotto di due gol dopo venti minuti, abbiamo reagito da grande squadra. Salvo poi mangiarcene altri tre di clamorosi (palo compreso) e venire fermati per un sanguinoso fuorigioco ad Ibrahimovic (inesistente) (il fuorigioco, non Ibra).

A rallegrarci il weekend ci sono state “er Barcellona de noantri” presa a pallate dal Cagliari e soprattutto l’armata dei cuginastri colpita e affondata da un grumo di tamarri palermitani di rara intensità emotiva.
Vi vogliamo sempre così, boys.

Logicamente torna il campionato e tornano anche i troll microcefali ad infestare i commenti. Bah, saranno piaghe stagionale come le zanzare e i tafani, vai tu a sapere.
Fatto sta che da quest’anno userò la mannaia senza pietà, e vaffanculo alla democrazia.

E per non farci mancare nulla domani andiamo a Barcellona senza Ibrahimovic e Robinho – fuori per infortunio – e Inzaghi ed El Shaarawy – fuori per scelta tecnica dalle liste champions.

Beh, forse con un bel modulo “9-1-0” un sontuoso pareggino riusciremo pure a strapparlo.
Forse.

Milan, lazio, pareggio, ibrahimovic, champions barcellona

AMAREZZA

Tanta amarezza. Questo mi rimane dalla partita di ieri sera.
Alcune considerazioni.

1) Lo sai che le tabelle portano una sfiga immensa, vero? E allora, caro Max, da oggi in poi evita come la peste di farne di nuove. Siamo una squadra in emergenza, dobbiamo ragionare da squadra in emergenza. Ossia contare gli arruolabili, mandarli in campo e cominciare a pregare.

2) Il nostro contributo di due infortunati a partita continua a vele spiegate. Ieri è toccato a Bonera (gomitata allo zigomo) e Legrottaglie (calcio in fronte). Ormai leggere la lista degli indisponibili non mi fa più alcuna rabbia:
Boateng (incerto 26ª giornata), Zambrotta (incerto 26ª giornata), Inzaghi (stagione finita), Amelia (incerto 26ª giornata), Nesta (incerto 26ª giornata), Gattuso (incerto 24ª giornata), Pirlo (incerto 24ª giornata), Seedorf (incerto 25ª giornata), Strasser (incerto 25ª giornata), Ambrosini (incerto 28ª giornata), Abate (incerto 24ª giornata), Bonera (da valutare), Legrottaglie (da valutare).
Praticamente metà squadra azzoppata, a poco più di metà stagione.
Per il prossimo inverno non più ritiro a Dubai, ma a Medjugorje.

3) Il nostro miglior straniero, Culovic, si è trasferito altrove durante la sessione invernale del mercato. Anche ieri sera se ne è sentita molto la mancanza: doppio palo più unico che raro.
Ho paura che Culovic si si trasferito assieme a Nagatomo dall’altra sponda del naviglio. Quella sbagliata.

4) Sfiga a parte, meno male che Emanuelson è un mancino. Di sinistro ha tirato due merde a porta quasi vuota da far gridare allo scandalo. E Oddo? Vogliamo parlare dei cross di Oddo? In tutta la partita non ce ne sono stati due di non dico simili, ma neanche parenti tra di loro: rasoterra, al terzo anello, dal fondo a uscire, dal fondo a rientrare, dal fondo direttamente fuori, missili diretti dall’altra parte del campo o lentissime ciofeche immonde puntualmente preda del portierte.
Perché gli unici terzini con gli scarpini palmati dobbiamo averceli proprio noi?

5) Contro le difese a fortino non riusciamo a creare una breccia, vuoi perché non abbiamo crossatori decenti e vuoi perché non abbiamo nemmeno tiratori da fuori. Inoltre Ibrahimovic e Pato sono francamente incompatibili tra loro, perlomeno a questo punto della stagione. O imparano per amor di squadra ad andare d’amore e d’accordo (e pure in fretta, aggiungo io) oppure si rischierà veramente di perdere punti per vizi puramente formali.
Un consiglio, cari signori: durante i 95 minuti del match guardate di più alla sostanza (ossia vincere le partite) e poi, in spogliatoio o durante la settimana, badate pure alla forma (ossia sfogatevi e prendetevi pure a calci in culo); se questa soluzione dovesse risultare vincente, ben venga.

6) Era dal 1958 (quarti di finale di Coppa Italia tra Torino e Pro Patria) che non assistivo ad un catenaccio così furibondo. Evviva lo spettacolo, evviva il calcio champagne.

7) Ad un certo punto della partita ho creduto di assistere ad un match tra il Milan e una formazione del Sei Nazioni di Rugby. Poi ho guardato meglio e ho capito che quella non era una squadra di rugby: simulavano e perdevano tempo in maniera assurda.

8) Il discorso fatto sugli arbitri la volta scorsa lo ribadisco pienamente qui: tanti pesi e tante misure. Se Damato avesse tenuto con la Lazio lo stesso metro di giudizio che ha tenuto Tagliavento col Milan, avrebbero finito la partita in 4. Ho capito che così il campionato si riapre, la favola della remuntada si compie, Leonardo viene beatificato in piazza Duomo, la gazzetta dello sport (media-partner ufficiale dell’Inter) vende un triliardo di copie e blablabla, ma perlomeno fatelo in maniera più sottile. Non è ammissibile che della gentaglia possa pestare impunita per tutto un incontro, godendo di arbitraggi magnanimi.
Un esempio su tutti:
– Ledesma che al 5° minuto interrompe di mano e volontariamente l’azione del Milan: da regolamento il gioco andrebbe interrotto e il giocatore ammonito oppure, se si dà vantaggio come in questo caso, si ammonisce Ledesma alla prima occasione utile. Niente di fatto.
– Lo stesso Ledesma che al 60° minuto trattiene Robinho per la maglia a centrocampo (che però riesce a divincolarsi): da regolamento il gioco andrebbe interrotto e il giocatore ammonito oppure, se si dà vantaggio come in questo caso, si ammonisce Ledesma alla prima occasione utile. Niente di fatto.
– Ancora Ledesma che al 65° minuto trattiene Robinho per la maglia a centrocampo (che però riesce a divincolarsi): da regolamento il gioco andrebbe interrotto e il giocatore ammonito oppure, se si dà vantaggio come in questo caso, si ammonisce Ledesma alla prima occasione utile. E infatti si becca il giallo.

Due azioni identiche nel giro di 5 minuti: la prima non è giallo, la seconda sì.
Attendo spiegazioni.

9) Il tenente Kozak. Riesce nell’impresa di mandarne due all’ospedale, di saltare sempre coi gomiti alti, di tuffarsi ad ogni contatto e di mandare affanculo arbitro e avversari senza essere mai sanzionato col giallo. Si fa ammonire come un pollo solo perché spintona Yepes al petto.
Reja giura che è un ragazzo buonissimo. Meno male: cosa ci avrebbe fatto se fosse stato un figlio di puttana?

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SAME OLD FUCKING STORY

Cioè, è passato un anno e abbiamo cambiato gli attori lì davanti, ma non è cambiata una madonna. Siamo sempre la stessa squadra che puntualmente si fa mettere sotto a centrocampo e che prende gol ridicoli su ripartenze imbarazzanti.

Ieri sera nell’1-1 contro la Lazio, l’unico nostro centrocampista buono – Boateng – era quasi commovente: partito come esterno destro d’attacco, è finito a rintuzzare in difesa ad aiutare quel bollito di Zambrotta in marcatura su Zarate. Per il resto è cosa nota da tempo: soffriamo come cani in mezzo al campo, dove un ricambio sarebbe necessario.

Le bestemmie sono partite già alla lettura delle formazioni: Gattuso-Pirlo-Seedorf a centrocampo, Boateng-Ibrahimovic-Ronaldinho in difesa. Ossia uno solo che corre su sei, dato che Gattuso è sfiatato da un sacco di tempo. E, ieri, pure infortunato.
Aggiungiamoci Zambrotta e Abate terzini ed il gioco è fatto. Infatti l’unico cross decente per la capocciona di Ibrahimovic l’ha effettuato guardacaso Boateng nel primo tempo. Prima e dopo, il nulla: degli schifosi terra-aria privi di alcuna logica.

Capitolo Ibrahimovic: 89 minuti di irritazione marronaia ed un gol tanto rapace quanto illusorio. Ma lui è fatto così, da sempre, dobbiamo farcene una ragione. E, possibilmente, trovare un modulo di gioco fatto apposta per uno così.
Detto questo, lui e Ronaldinho sono assolutamente incompatibili. Di più: il dentone ieri, per l’ennesima volta, è stato nullo lì a sinistra: non salta l’uomo, occupa inutilmente spazi e non difende nemmeno sotto tortura (imbarazzante nella ripresa il modo in cui ha rincorso Cavanda per 30 metri fino al limite della propria area, fermandosi poi di colpo e lasciandolo liberissimo di effettuare il cross che Zambrotta in scivolata è riuscito a deviare in corner). Sarà fuori condizione, sarà triste, sarà forte con le piccole e debole con le grandi: possiamo permetterci OGGI un Ronaldinho così, se volessimo puntare a qualcosa di importante?

Secondo me no. Un Ronaldinho così – con le sue giocate, i no look, le veroniche, i colpi di tacco – ci garantisce al massimo il terzo posto in campionato, e grazie anche al fatto che le rivali sono pochissima cosa. In un Milan veramente competitivo come impianto di squadra, Ronaldinho farebbe molta panchina ed il suo contributo sarebbe centellinato con il contagocce; in un Milan mediocre, uno come Ronaldinho svetta.
Ma il concetto di base è che nel primo caso il Milan sarebbe una squadra TOP, nel secondo caso una squadra mediocre: come si può notare, la discriminante che fa fare il salto di qualità al Milan non è certo Ronaldinho.

Ultima annotazione: complimenti al fair-play dei laziali e dell’arbitro Banti. Le due azioni più pericolose della Lazio sono state:
– tiro di Mauri dalla sinistra deviato in corner da Abbiati nel primo tempo.
– gol di Floccari nella ripresa dopo discesa e cross dalla sinistra di Hernanes.

Ottimo. Peccato però per due piccoli dettagli:
– nella prima azione Gattuso era a terra infortunato (resterà in campo fasciato alla caviglia e poi verrà sostituito); Mauri marcato da Gattuso poi non supererà più la propria metà campo.
– nella seconda azione era a terra infortunato Abate (che sarà sostituito da Antonini), zona guarda caso dalla quale è partita l’azione del gol perché sguarnita.

Il fatto poi che a parti invertite (Cavanda a terra infortunatosi da solo) e a palla rossonera, l’arbitro abbia deciso di interrompere il gioco e di far entrare i sanitari per soccorrere il laziale, cosa non concessa in precedenza ad Abate, rende assolutamente buffa l’interpretazione del regolamento.

Comunque mi fa piacere aver preso un gol così: certe situazioni preferisco di gran lunga subirle piuttosto che esserne il beneficiario.

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MILAN 1 – LAZIO 1

Ennesima partita buttata.
Ennesima dimostrazione che siamo una squadra senza coglioni.
Ennesima dimostrazione che Leonardo non sa, o non può, o non vuole allenare ad alti livelli, perlomeno adesso.
Ennesimo treno perso.
Ennesima dimostrazione che, a parte i titolari, abbiamo riserve buone per una squadra di medio-bassa classifica.
Ennesima dimostrazione che, ad aver investito sul mercato quest’estate, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Oppure, a voler vedere il lato positivo delle cose:
Ennesimo miracolo dei ragazzi che, strabolliti, strappano un pari.
Ennesimo credito che abbiamo nei confronti della sorte, grazie a quella maledetta traversa.
Ennesima voglia di crederci, dato che siamo comunque solo a tre punti e mancano ancora diverse partite.
Ennesima prova di forza dove, senza millemila titolari, abbiamo comunque strappato un buon pari.

A voi la scelta.

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FORZA TERZA

Siamo terzi. A soli due punti dal secondo posto. Avanti a noi c’ è solo la juve, mentre i cugini veleggiano solitari a 7 lunghezze.
Per il momento sembrano irraggiungibili. Sembrano, non sono.

Bella partita all’ olimpico ieri, bella perché finita bene. E’ andata come molto spesso succede, ossia un tempo meraviglioso e l’ altro da dimenticare. Qualche volta è stato positivo il primo tempo – come ieri e a Napoli, ad esempio – altre volte è stato l’ inverso – vedi partita contro la Roma in casa.

Ieri comunque abbiamo avuto alcune certezze:

1) che Thiago Silva si sta dimostrando un acquisto azzeccatissimo e che con Nesta forma una signora coppia di centrali;
2) che il modulo spregiudicatamente offensivo è subordinato all’ eccellente stato di salute della coppia centrale di cui sopra, altrimenti tutto si sfascia (vedi Napoli) e restiamo col culo per terra;
3) che Leonardo è allenatore giovane e si vede: non è possibile infatti ogni volta attardare i cambi e sempre dopo aver rischiato o essere stati messi sotto.

Fortuna vuole che non abbiamo rischiato più di tanto. Abbiamo subito l’ autogollonzo più imbecille della storia, va detto, altrimenti la Lazio non sarebbe mai stata pericolosa. Però abbiamo il lugubre difetto di dare sempre speranza all’ avversario, di non riuscire mai a gestire e qualche volta ad ammazzare serenamente la partita

La pausa per la nazionale giunge in questo senso come manna dal cielo: spezzerà un po’ il ritmo, ok, ma due settimane di lavoro continuo, coordinato e redditizio a milanello servirà a rendere più fluidi i meccanismi di squadra, sia tecnico-tattici che mentali.

E, a ben vedere, è proprio ciò di cui il Milan ha bisogno in questo momento.
Senza parlare di scudetto o cose così.

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