SO LONG AND THANKS FOR ALL THE SHOES

Paradiso e Inferno, peana e bestemmie, pantagonna e pallonate ai razzisti: questo e molto altro era – è – quel tamarrone di nome Kevin Prince Boateng.

Capacità tecniche straordinarie a servizio di una voglia di fare prossima allo zero. Un giocatore così altalenante, soprattutto in questa fase abbastanza abbacchiata della storia del nostro Milan, non poteva durare ancora a lungo.
Noi tifosi – tranne forse qualche sbarbatello bimbominkia – ne avevamo le palle piene già da un anno; credo anche la dirigenza, che alla prima occasione utile – TAC! – l’ha sbolognato. Ciao ciao Melissa, divertiti nelle assolate spiagge di Gelsenkirchen.

In un Milan di ragazzotti con l’arroganza sempre in canna serve qualcuno che si inalberi e dimostri sul campo serietà e spirito di sacrificio. Purtroppo il Boa raramente ha risposto “presente”. Ricordiamo assurde prove contro squadre di dopolavoristi, tiri squinternati da 40 metri, espulsioni direttamente dalla panchina, moonwalk all’Hollywood e problemi di deambulazione in campo.

La nostra fortuna è stata quella di vedere un Boateng stellare l’anno dello scudetto; la nostra nemesi vederlo in pantagonna con la Satta per il centro di Milano.

Perciò goodbye and good luck caro Boa; anche se non so in quanti ti rimpiangeranno.
Tu comunque continua, se puoi, a tramandare la moda italiana anche nelle fredde lande germaniche.

IL GRANDE PRINCIPE

Io stravedo per Kevin Prince Boateng. Non l’ho mai negato. E’ arrivato con la nomea di fabbro picchiatore; sta dimostrando che, anche se non sarà il massimo dell’eleganza, tecnica ne ha da vendere e da insegnare ad almeno mezza Serie A.

Ha grinta e cattiveria sportiva nella misura ideale, nel senso che non tira mai la gamba indietro, non commette inutili e dannosi falli, sa farsi rispettare anche a parole, intimidisce solo per il fatto di essere lì in campo.

Ha un cuore grande così, perché si fa un culo della madonna tra le linee di centrocampo e attacco. Forse non sarà sempre lucido per tutti e 90 i munuti di gara, ma fa un lavoro enorme per la squadra. Enorme.

Ha una buona tecnica, e i numeri sa farli pure lui. Non eccede mai in preziosismi, cerca la giocata ad effetto sempre in sicurezza, tira molto bene da fuori e soprattutto è uno dei pochi che gioca sempre di prima.

Kevin Prince Boateng ha messo a tacere quasi tutti i suoi detrattori con delle sontuose prestazioni. A questo punto – e mi rivolgo alla dirigenza – il Milan ha l’OBBLIGO morale di riscattarlo da quello strozzino di Preziosi. Di più: se non dovesse venire riscattato, mi auguro una sommossa dei tifosi rossoneri a milanello.

Sappiate quindi che, se volete farmi felice il 15 agosto (data del mio compleanno), basta una maglia a strisce verticali rossonere con stampati dietro il numero 27 ed il nome Prince.

Taglia XL, grazie.