LE CINQUE GIORNATE DI GATTUSO

Alla fine sono 5, Rino.

Nello specifico le 5 giornate derivano dai 4 turni di stop a seguito dell’aggressione a Jordan (di cui 3 per “aggressione non grave” ed 1 per non note circostanze aggravanti) (saranno robe tipo “riterazione del gesto” oppure “inaudita viulenza del gesto” o ancora “perdita degli incisivi superiori del suddetto Jordan a seguito dell’accenno di testata” oppure “pronuncia errata del termine ‘motherfucker’“) che vanno sommati alla squalifica di un turno in seguito ad ammonizione in stato di diffida.

La squalifica ci sta tutta e te la meriti ampiamente, Rino. E bontà vuole che – se per una culosissima congiunzione astrale vincessimo tutte le partite di Champions League da qui in avanti – potrai addirittura ritornare per la Finale. Pensa te, la vita, a volte.
Giustamente la società ha deciso di non fare ricorso. Anzi, spero ti abbia pure appioppato un bel multone, di quelli che fanno passare la voglia di fiatare anche ad uno come te.

Dal canto tuo, solo una cosa potresti fare. Non servirà a diminuire la squalifica, ma potresti riguadagnare tantissimi punti sotto il profilo umano.
Senti a me, fai così: martedì 8 marzo, il giorno prima del match, vai ha White Hart Lane da solo, mentre gli Spurs si stanno allenando. Entri, saluti, te ne stai in disparte e, non appena ti vede, fai un cenno a Joe Jordan. Lo saluti, gli porgi la mano e ti scusi a nome tuo e di tutti i tifosi rossoneri, che quella sera ti era partita la brocca e hai reagito di merda.
Dopodiché uscite dallo stadio, andate al The Bell and Hare giusto lì di fronte e gli offri due pinte, una da parte tua e una da parte nostra.

Sicuramente Joe capirà ed apprezzerà il gesto.

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LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Tre giorni possono essere un lasso di tempo infinito. Soprattutto tra due partite di calcio, una di campionato ed una di Champions League.
Il lato solare, la vittoria col Parma; il lato oscuro, la sconfitta col Tottenham. Archiviata in fretta e furia la vittoria contro gli emiliani (ché le vittorie fanno morale al momento, ma poi vanno dimenticate in fretta per non adagiarsi troppo), la sconfitta contro il Tottenham lascia segni abbastanza profondi.

Partiamo dal risultato: perdere 1-0 in casa fa sempre girare le balle, ma tutto sommato non è irrecuperabile. Ad una ben precisa condizione: non bisogna assolutamente ripetere la partita di ieri sera.
Regalare il primo tempo è da folli, soprattutto contro una squadra venuta a Milano esclusivamente per lo 0-0: tutti nella propria metà campo a rintanarsi e a cercare il contropiede.

Per quanto riguarda il gioco, la questione è solo una: Robinho trequartista, Ibrahimovic e Pato davanti. Punto. Seedorf potrà eventualmente farsi l’ultima mezz’ora di gioco, ma non di più.
Come terzino sinistro dobbiamo tenerci Antonini anche se pure ieri ha fatto delle cappelle disumane in fase difensiva.
Thiago Silva lo vorrei centrale a vita, ma tant’è: ubi maior, minor cessat.
I tre mediani vanno scelti sulla base di chi abbiamo a disposizione (quindi niente Gattuso, Pirlo e Boateng).
E soprattutto voglio una cosa sola: scendere a Londra – chiunque scenderà in campo – incazzati come puma, pronti a dare il massimo, convinti che con un gol in più di loro si passa il turno e tanti saluti.

Per quanto riguarda i fattori extrasportivi invece, due le cose che mi hanno fatto incazzare: Flamini e Gattuso.

Capitolo Flamini: non puoi fare un’entrataccia del genere, essere graziato con il solo cartellino giallo e rompere i coglioni all’arbitro perché Corluka – a detta tua – stava perdendo tempo. Vaffanculo, psicopatico del cazzo. Ritieniti fortunato di non avergli staccato la gamba.
Purtroppo il francese si sta rivelando altamente sopravvalutato rispetto a quello che è realmente: un discreto giocatore poco tecnico e molto scorretto. Delle qualità sbandierate in Inghilterra non ce ne ha fatte vedere mezza; in compenso è stato preso da Galliani per l’unica partita buona fatta in carriera, ossia quando annullò Kakà a San Siro ai tempi dell’Arsenal. E comunque, 5 milioni di euro per ‘sto tizio sono un’esagerazione assurda.

Capitolo Gattuso: Rino, te lo dico con tutto il cuore ma sei un povero pirla. Gli inglesi – che sono dei grandissimi maestri figli di puttana in questo – l’han buttata in rissa fin da subito: gomitate, insulti, Abbiati in ospedale. Questo è il loro gioco, questo era il loro obiettivo: la pesca al tonno. E tu hai abboccato in pieno.
Oltretutto hai perso la testa in modo francamente indecoroso: tu – in quanto Capitano – non puoi permetterti scenate di questo tenore. Già saresti dovuto essere espulso dopo la presa per il collo a Joe Jordan, pertanto è assolutamente immotivata la vergognosa rissa con testata a fine partita.

Le scuse a fine partita lasciano il tempo che trovano, dato che potevi fare a meno di inscenare quella gazzarra. Capisco che dai il cuore anche in amichevole, capisco il tuo carattere, capisco che – ammonito durante il match – già sapevi di saltare il prossimo incontro, ma così rischi di saltarne molti di più. E la UEFA, in questo senso, deve essere esemplare.
Le giornate di squalifica te le meriti tutte, Rino. E lo dico perché ho stima di te sia come uomo, sia come giocatore: impara la lezione e non ripetere questi errori in futuro.

Un Capitano che si rispetti deve saper dare l’esempio ed essere impeccabile, sempre.
Anche se una merda scozzese fallita ti grida per tutto il secondo tempo «fucking italian bastard».

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