MENO MALE VA

Meno male che Zlatan Ibrahimovic è stato venduto perché:

– senza di lui la squadra gioca meglio;
– si sono risparmiati un sacco di soldi di ingaggio;
– era solo un accentratore di gioco;
– con lui i suoi compagni – Boateng, Nocerino, Emanuelson – erano bloccati sul piano tattico;
– così lo schema di Allegri non sarà solo “palla lunga ad Ibra”;
– Pato, senza di lui, è più libero di esprimersi;
– spaccava lo spogliatoio e senza di lui è più unito e saldo che mai;
– ora si può verticalizzare il gioco molto meglio;
– il fair play finanziario prima di tutto;
– non è mai stato decisivo in Champions League e a livello internazionale.

Meno male.
Altrimenti avremmo rischiato di vedere ancora a San Siro degli orrori così (soprattutto l’ultimo):


Stiamo molto ma molto meglio adesso.

Già.


VECCHIA GUARDIA BATTE PESSIMISMO E FASTIDIO 2-1

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Non so voi, ma io a vedere Shevchenko lì in mezzo a guerreggiare ieri sera stavo male. Avevo il magone.
Ibra ha segnato all’inizio del secondo tempo, deviazione su assist di Kallstrom. Partita in discesa, il milanista ha segnato (magari con questo gol aumenta la valutazione di mercato di un milioncino) e bene così.

Invece no.
Tra Svezia e Ucraina ieri sera tifavo Ucraina.
Tifavo per il passato. Un passato glorioso che oggi non abbiamo più. Tifavo per il vecchio leone ferito. Tifavo per il mio più grande amore calcistico (dopo Van Basten, s’intende) rossonero.

Hanno inquadrato Shevchenko subito dopo il gol di Ibrahimovic e il suo saltello di festeggiamento, e ho rivisto nei suoi occhi uno sguardo che non vedevo da troppo tempo. Da 9 anni almeno, sopra un prato inglese.

Gli occhi della tigre, di chi sa di avere sulle spalle il peso di un’intera nazione. A San Siro c’era abituato, a questa situazione, e ieri sera allo stadio Olimpico di Kiev dev’essere stato lo stesso.

Ci ha messo solo 3 minuti, Sheva, a rimettere le cose in chiaro. Il cross di Yarmolenko dalla destra è un cross come tanti, ma Andrji compie un miracolo sovrastando Mellberg – cariatide juventina, la juventinità come bersaglio preferito – e schiacciando palla in rete dopo un gran tuffo.

7 minuti dopo, la nemesi. Corner di Selin dalla sinistra, Shevchenko compie un movimento fantastico da vero rapace d’area, sfugge al suo marcatore e gira in rete di testa anticipando proprio Ibrahimovic.
Nemesi, appunto.

Non so voi, ma vedere Shevchenko ieri sera mi ha fatto tornare indietro nel tempo ad un Milan che fu, ad un Campionissimo che avevamo e ci siamo lasciati sfuggire con troppa leggerezza, ad uno dei più grandi giocatori che abbiano avuto l’onore di indossare la casacca rossonera.

E pazienza se ha 36 anni: la classe di un campione non se ne andrà mai e queste partite servono a dimostrarlo.
Soprattutto a chi di anni ne ha poco più di 20 e pensa già di essere arrivato.

Grazie mille, Campione venuto dall’Est.

GIOCO DI MANO

Squalifica confermata: tre giornate ad Ibrahimovic.
Tutto secondo logica, c’era da aspettarselo.

Sabato contro la Juventus gioceremo senza lo svedese: di questi tempi non so se sia un male o un bene. Ibrahimovic se l’è cercata e le tre giornate sono sacrosante. Un giocatore di calcio che si vuole definire un campione, queste cagate non le farebbe mai e poi mai.
Uno come Shevchenko, ad esempio, durante i derby prima veniva riempito di fallacci e carognate da quel subumano di Materazzi senza fiatare e poi, magari, cacciava un gollettino in culo ai cugini – ricordo un derby di champions, ad esempio – facendo esplodere la sud.

E’ proprio per questo motivo che personalmente non riuscirò mai ad amare fino in fondo il nasone scandinavo.

Ciò che mi lascia perplesso è che, Ibra a parte, nella stessa azione Aronica ha:
1) preso per il collo Nocerino
2) reagito allo schiaffo di Ibrahimovic dando uno schiaffo a Nocerino
e non è stato minimamente punito. Anzi: è stato ammonito De Santis per proteste.

Ora, la “giustizia” sportiva ha dato prova di ridicolaggine ben prima di questo evento, ma ho paura che così facendo si crei un precedente pericoloso: non punendo anche Aronica si dà un alibi all’assalito, che così potrà rispondere con le mani ad un atto violento dicendo «ma ha cominciato prima Tizio, le immagini lo dimostrano» senza venir punito.

Bah.

Fatto sta che paradossalmente la Juventus sabato non avrà più alibi. Se non dovesse vincere contro un Milan senza Ibrahimovic, la loro autostima subirebbe un colpo notevole; se al contrario dovessimo vincere noi andremmo a +4 e con il morale alle stelle; tertium non datur in quanto arbitrerà Tagliavento, direttore di gara allergico al pari.

Morale della favola: spero che sabato, a San Siro, ci sia aria di impresa.
Non mi interessa come, ma 3 punti sarebbero oro colato.

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SCENE DA UN GIORNO QUALUNQUE A MILANELLO

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Ibrahimovic – Mister, io volere dire te che Ibra pronto per iocare partita di champions.
Allegri – senti ‘n pohino, grullaccio: hos’è codesta storia tra te e quell’artro lì?
I. – Storia? No capisce?
A. – T’han visto carezzà ‘l biondino…
I. – Pique? Tu pensa lui? ma quela è storia pasàta. finish. Adeso lui stare co putana de Colombia…
Yepes – Hey, Cabron! No hablare male de my paìs, o yo te sgarro el culo con cortelazo!
A. – Sta bonino Mariolone, che m’ha chiesto Taiwo se c’hai na saponetta. Vai a trovarlo, sù.
Y. – …
A. – Senti un po’, lungagnone: sto parlando di Abate.
I. – Abate? l’ometo nano che còre forte forte e che sbalia cross perché lui piedi de cemento?
A. – Brao
I. – Te giuro no esere niente co lui. Io è eterosesualo, me piace figa, io è macho. Guarda, ora io chiama qui quela dona. Hey! Putana! Viene qua subito e stapa me bira, putana! Visto Mister che Ibra è vero macho ?!?
A. – Eheheheh, vedo vedo. E perché mai allora te tu tieni la tu manina sul mi’ ca’apranzi?
I. – Eheheheh, volere vedere se Mister atento!
A. – La tu sorella haddastà attenta. Se tu nun levi codesta manaccia dar mi culo, ti faccio magnà ‘oglioni dar mi pastore tedesco Aughentaler.
I. – Io no ha capito questa tua bufa lengua. Melio che io va da Ignazia per traduzia. Ciao Mister.

BUONINA LA PRIMA

Due punti persi o un punto guadagnato? Boh. Forse tutti e due. O forse nessuno. Cioè, sotto di due gol dopo venti minuti, abbiamo reagito da grande squadra. Salvo poi mangiarcene altri tre di clamorosi (palo compreso) e venire fermati per un sanguinoso fuorigioco ad Ibrahimovic (inesistente) (il fuorigioco, non Ibra).

A rallegrarci il weekend ci sono state “er Barcellona de noantri” presa a pallate dal Cagliari e soprattutto l’armata dei cuginastri colpita e affondata da un grumo di tamarri palermitani di rara intensità emotiva.
Vi vogliamo sempre così, boys.

Logicamente torna il campionato e tornano anche i troll microcefali ad infestare i commenti. Bah, saranno piaghe stagionale come le zanzare e i tafani, vai tu a sapere.
Fatto sta che da quest’anno userò la mannaia senza pietà, e vaffanculo alla democrazia.

E per non farci mancare nulla domani andiamo a Barcellona senza Ibrahimovic e Robinho – fuori per infortunio – e Inzaghi ed El Shaarawy – fuori per scelta tecnica dalle liste champions.

Beh, forse con un bel modulo “9-1-0” un sontuoso pareggino riusciremo pure a strapparlo.
Forse.

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NEL BENE E NEL MALE

Nel bene siamo ancora avanti di tre punti, con 6 partite ancora da giocare. Siamo sempre lì, e quando la partita scotta dimostriamo di saperci fare.
Nel male è che ci macca ancora qual pizzico di cattiveria che ci permette di chiudere le partite e risparmiare a noi tifosi rossoneri un bel po’ di attacchi di cuore sul finire delle gare.

Nel bene e nel male c’è Ibrahimovic: è il nostro terminale offensivo e serve a catalizzare i raddoppi di marcature, utili per creare spazi per gli inserimenti degli altri. Però vive uno stato di forma mentale di difficile interpretazione: nonostante le due settimane di riposo, dopo mezz’ora era – mani sui fianchi – avulso dal gioco piegato in due dalla fatica; inoltre il suo carattere di stramerda ha prevalso alla grandissima ieri sera.

Nel bene – anzi, benissimo – ci stanno di diritto Pato, Seedorf e Boateng.
A Pato la cura “Barbarella” sta evidentemente dando i risultati sperati: se va in gol con la figlia del proprietario, poi è spronato ad andare in gol anche in campo.
Seedorf sta spadroneggiando nel ruolo di mezz’ala sinistra. Per uno dall’intelligenza calcistica (e non solo) sterminata come la sua vuol dire ritagliarsi uno spazio ben preciso e forse allungarsi la carriera di un paio d’anni (a patto però che venga sfruttato part-time e nelle gare che veramente contano).
Per Boateng non ho più aggettivi. KeiPì è un idolo, e lo ritengo assolutamente fondamentale per questa squadra. partendo da trequartista, riesce a fare da raccordo tra le linee avversarie mettendoci in posizione di predominio a centrocampo. E la roba figa è che ci mette cuore e grinta ed è uno dei pochi che gioca quasi sempre di prima.
Ah: per chi diceva che non era abbastanza tecnico, riguardarsi l’assist a Pato.

Nel male mi tocca metterci i viola, giocatori, allenatore e pubblico.
Comotto che straparla di furti rimediando figure di merda in eurovisione; Gilardino che si becca un giallo per proteste e che sgomita come un ossesso (quando, da noi, il violinista tendeva a cagarsi in mano); Donadel che pesta chiunque gli capiti a tiro; Santana che fa un entrataccia su Abate degna del miglior Flamini, e viene solo ammonito; Mihajilovic e soci che gridano ripetuti vaffanculi all’arbitro e l’unico che viene cacciato (giustissimamente, perché se lo merita) è Ibrahimovic; il pubblico che accenna un timido scimmiesco “uh uh uh” a Boateng mentre sta uscendo (quando gli stessi tifosi viola in era Prandelli erano quelli del “terzo tempo”).

Tra il male ci metto pure l’ingenuità orribile di Ibrahimovic e, di diritto, anche la società Milan che intende fare ricorso per le 3 giornate di squalifica allo svedese. Le giornate ci stanno tutte, discorso chiuso.

Mancherà Ibrahimovic contro Sampdoria, Brescia e Bologna (squadre che si difenderanno in 22, magazzinieri compresi, davanti alla porta)? E che problema c’è? Noi abbiamo Pato. Noi abbiamo Robinho. Noi abbiamo Cassano. Noi avremo – magari – Pippo Inzaghi.

Noi non dobbiamo trovare delle scuse: noi siamo il Milan.

Nel bene e nel male.

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PERCHE’ INSISTERE?

Perché fare ricorso contro la giustissima squalifica inflitta a Zlatan Ibrahimovic?
La colpa è del tesserato, non del Giudice Sportivo.
Anzi, se io fossi nella società AC Milan infliggerei un multone pauroso al tesserato Zlatan Ibrahimovic per l’evidente danno procurato.

La società AC Milan (e soprattutto il suo staff dirigenziale, a partire dal non-presidente) ha perso un’ottima occasione di fare il proprio dovere ed è questo l’aspetto che deve meravigliare.
Le tre giornate ci stanno tutte: il Giudice Sportivo ha valutato la ‘condotta’ violenta. Ossia il colpo inferto a freddo da dietro al giocatore Rossi. Avrebbe dato tre giornate anche se Ibrahimovic non avesse colpito Rossi. E sarebbero state comunque giuste.

Capisco che il nostro non-presidente in perenne campagna elettorale sia epidermicamente infastidito alla vista di un giudice, foss’anche quello Sportivo.
Ma qui, ormai, si sta esagerando.

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FINE DELLA CORSA

E vabbè, anche per quest’anno la nostra Champions League finisce qui. 0-0 a Londra, noi eliminati, Tottenham ai quarti. Loro sono stati più bravi di noi, punto: un tiro in porta in 180 minuti, 1 gol. Basta questo per vincere.
Noi abbiamo cercato di iniziare fortissimo il primo tempo, ma l’attacco stasera proprio non andava. E senza attacco e con almeno due gol da fare, cominciano i cazzi amari.

Due le note dolenti, le solite:
Ibrahimovic: quando il gioco si fa duro, lui scompare. E’ in uno stato di forma scandaloso e lo si vede, dato che ha sempre giocato, ma ciò non toglie che nelle partite che contano lo svedese si eclissa. Ibrahimovic può esserci utilissimo in campionato per scardinare le piccole, ma già contro un Tottenham è pressoché nullo.
Robinho: sarà stanco pure lui, ma questa sera Lammerda ha giocato una delle peggiori partite in assoluto. Sbaglia cose talmente elementari che fa venir la voglia di fucilarlo al momento. Oltretutto stasera non ha nemmeno aiutato più di tanto lì in mezzo.

Per contro ci sono anche delle cose molto positive:
Seedorf: vederlo uscire in lacrime dopo una gran prova da incontrista davanti alla difesa ti fa dire: «ma perché quegli stronzi là davanti hanno toppato proprio oggi?». Probabilmente sa che è la sua ultima apparizione in Champions, e lasciare così fa oggettivamente male. Grazie di tutto, Clarence.
Boateng: il ghanese è assolutamente essenziale. Se fosse stato al 100% delal condizione, forse avremmo visto un altro secondo tempo. Quando cala lo si nota subito (palle perse banalmente) e da quando è uscito per noi è stata notte fonda. Speriamo di riaverlo al più presto per il campionato.
Thiago Silva: abbiamo il più forte difensore centrale del mondo, è ufficiale. Questa partita ha sancito il simbolico passaggio di testimone tra San Drone Nesta e lui. Che nessuno si azzardi più a spostarlo di lì.

Comunque una cosa va detta: grazie ai tifosi che erano a White Hart Lane a sostenere la squadra, e grazie comunque ai ragazzi che nonostante tutto ci hanno provato fino alla fine.

Ora l’obiettivo principale resta lo scudetto, e bisogna lavorare per affrontare al massimo le 10 partite che rimangono da qui a fine stagione.
Poi, se ci avanza del tempo, io farei un pensierino anche alla Coppa Italia.

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IL CASSONETTO DELLE BELLE NOTIZIE

1) Contro il Bari abbiamo passeggiato. Ha passeggiato pure Pirlo, che in 8 minuti di gioco ha rimediato tre passaggi, un pestone ed un infortunio per allungamento muscolare. Non male, direi.

2) Spiegato il motivo dello scarso feeling fra Ibrahimovic e Pato: lo svedese ha sepolto i Gormiti del brasiliano nel giardino di Milanello, ma non si ricorda più dove.

3) Bella prova di Massimo Oddo sebbene sia ancora sulla via del recupero. Ma non c’è problema: tempo due settimane e tornerà bello pimpante a crossare al terzo anello.

4) Preso l’olandese Emanuelson, voluto da Berlusconi in persona pensando che di nome facesse “Ruby” e non “Urby“.

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VOCI DAL RITIRO

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Ibrahimovic – Oh, il mare di Dubai è davvero una merda!
Abate – Hai ragione capo!
Yepes – Già che siamo in tema di merda, beccatevi questa! PRRRRAAAT!
Zambrotta (cadendo svenuto) – SPLOSH!… (glu…glu…glu)
I.  – Ma vaffanculo, Mario. Hai ucciso Zambrotta. Ora il mister dovrà far giocare per forza ‘sto nano di merda in fascia.
A. – Grazie capo!
Y. – Mi sto solo allenando: appena mi capitano Nesta, Bonera e Silva a tiro…
I.  – Guarda che prima di te c’è Papastatopoulous. E l’americano.
A. – E’ vero capo!
I.  – Muto stronzo, o ti affogo.
A. – Ok capo!
Y. – Il Greco non mi fa paura. E all’americano ci pensa Barbara Guerra.
I.  – Chi? Lo scarto di Balotelli?
A. – Esatto ca…STONK!
Y. – Sì, quella.
I.  – Bene…
Y. – Bene…
I.  – …
Y. – …
I.  – Senti un po’, Mario. Sai mica chi è questo qui alla mia sinistra?
Y. – No, mai visto.
I.  – Che sia uno del posto?
Y. – Probabile: ha il turbante. Anche se srotolato sul collo.
A. – (glub…glub)
I.  – Io provo a parlarci. Ehm…senta, giovinotto. Sì, dico a lei: lo sa che qui non si può stare?
Montelongo: – Ah no? Ma questo non è il ritiro del Milan?
Y. – Appunto.
M. – Ma sono anch’io un giocatore del Milan
I.  – ???
Y. – ???
A. – (glub…glub)
M. – Mi chiamo Bruno. Vogliamo essere amici?
I.  – Aspetta un po’: in che ruolo giochi?
M. – Difensore.
Y. – Ma vaffanculo, un altro? Ma quanti cazzo sono? Escono dalle fottute pareti!
I.  – Stai buono Mario… Senti, Bruno, difensore centrale?
M. – No, per l’amor di dio. Terzino. Destro. All’occorrenza anche centrocampista. Destro. All’occorrenza anche terzino. Sinistro. E all’occorr…
A. – (glub…glub)
I. – Ok, abbiamo capito. Sei contento Mario?
Y. – Alè, ottimo. Ma senti un po’: come mai qui? Voglio dire, come mai ti alleni con noi ‘grandi’ e non con i bimbi del Milan Primavera, nel gelo padano?
M. – Il Mister mi ha detto di venire qui a far la preparazione con voi. Sai, il 6 gennaio si gioca contro il Cagliari e mancheranno un po’ di titolari.
I. – Ahia…
Y. (innervosendosi) – Spiegati meglio.
M. – Beh, siccome Silva e Nesta sono in dubbio, mister Allegri ha detto che forse…
Y. (paonazzo) – AAARGH! VIENI QUI!
I. – No, Mario, NO!
M. (scappando) – No, ma che ho fatto di male?!?
Y. (rincorrendolo) – VIENI QUI CHE TI APRO IL CULO!!!
I.  (dietro a loro) – Dai Mario, stai calmo per favore…

(i tre spariscono all’orizzonte)

Allegri: – Boia deh, te tu l’hai visti codesti come corrano? Ebbravi, i miei ragazzi. Specie il pischello, lì, i’ Bruno Montelongo. Quasi quasi lo provo e lo fo giohà. Sent’un pohìno, Ignazzzio, te tu pensi che’l Marione se l’abbia a’mmale se lo fo sta’ ‘n panchina i’ddì de la Befana contr’ i’ Cagliari?
Abate: – (glub…glub)