SON SODDISFAZIONI

Due vittorie, zero gol subiti, 73 rigori a favore, un Robinho da impalare.
Questo il bottino dopo i due saccheggi contro il Chievo in casa e contro il Genoa in trasferta.

Sulla prima partita, poco da dire se non che ci son bastati 15 minuti per aver ragione dei pandori.

Sulla seconda invece occorre ringraziare fratello Kakhaber, cuore rossonero, che di fatto ha sbancato il fortino di Malesani. Malesani. Uno che scambia un verbo per un aggettivo non dovrebbe allenare.
E comunque: se alla vigilia ha fatto proclami arrembanti, durante la gara ha disposto la propria squadra con un commovente doppio catenaccio.
Ah, il bel giuoco all’italiana.

Ci è voluto, dicevo, l’intervento del sempreverde Kaladze – cuore rossonero forever – per aver ragione della corazzata genoana.

Bene così, la vetta l’abbiamo agganciata. La partita di martedi si può pure perdere (evitando così di sprecare energie fisiche e nervose) che tanto secondi nel girone di Cension Lis – come dice Cabrini – lo siamo già.

L’importante adesso è trovare una continuità. Di risultati innanzitutto, se poi sarà pure di gioco, tanto meglio.

milan, chievo, genoa, vittoria

IL GRANDE PRINCIPE

Io stravedo per Kevin Prince Boateng. Non l’ho mai negato. E’ arrivato con la nomea di fabbro picchiatore; sta dimostrando che, anche se non sarà il massimo dell’eleganza, tecnica ne ha da vendere e da insegnare ad almeno mezza Serie A.

Ha grinta e cattiveria sportiva nella misura ideale, nel senso che non tira mai la gamba indietro, non commette inutili e dannosi falli, sa farsi rispettare anche a parole, intimidisce solo per il fatto di essere lì in campo.

Ha un cuore grande così, perché si fa un culo della madonna tra le linee di centrocampo e attacco. Forse non sarà sempre lucido per tutti e 90 i munuti di gara, ma fa un lavoro enorme per la squadra. Enorme.

Ha una buona tecnica, e i numeri sa farli pure lui. Non eccede mai in preziosismi, cerca la giocata ad effetto sempre in sicurezza, tira molto bene da fuori e soprattutto è uno dei pochi che gioca sempre di prima.

Kevin Prince Boateng ha messo a tacere quasi tutti i suoi detrattori con delle sontuose prestazioni. A questo punto – e mi rivolgo alla dirigenza – il Milan ha l’OBBLIGO morale di riscattarlo da quello strozzino di Preziosi. Di più: se non dovesse venire riscattato, mi auguro una sommossa dei tifosi rossoneri a milanello.

Sappiate quindi che, se volete farmi felice il 15 agosto (data del mio compleanno), basta una maglia a strisce verticali rossonere con stampati dietro il numero 27 ed il nome Prince.

Taglia XL, grazie.

 

GENOA 1 – MILAN 1

Max, vaffanculo.
La partita di Genova meritavi di perderla.

Perché chi schiera Bonera terzino SINISTRO (fascia che Daniele non frequenta nemmeno per sbaglio neanche in allenamento) merita non solo di perdere male le partite, ma di venire perculato per il resto della propria vita.

Un po’ come chi schiera Oddo centrale.

allegri1.jpg

IN CRESCITA

Bella vittoria che dà morale, questa contro il Genoa. Primo tempo molto difficile con i liguri più tonici e spavaldi di noi, ripresa molto meglio per noi specie dopo il fulmineo gol di Ibrahimovic e soprattutto dopo l’uscita di Ronaldinho. Un bell’1-0 condito solo da un rischio nel primo tempo.

Cose belle ce ne sono: il secondo tempo, Ibrahimovic che fa il suo mestiere (cacciarla dentro) anche se tende a litigare un po’ con tutti, Robinho che si dimostra volenteroso anche se fuori forma (e comunque Robinho, seppur fuori condizione, messo a sinistra corre e rende il doppio di Ronaldinho), la vittoria che regala qualche sicurezza in più in vista della sfida contro l’Ajax.
Ma, sopra tutto e tutti, Rino Gattuso. Seppur incerottato e ormai appiedato, il vecchio leone tiene in piedi la baracca quasi da solo nel primo tempo. La grinta è la cosa che ancora lo tiene in piedi e in questa partita – gliene va dato atto – ha aiutato a “dare una sveglia” anche ai suoi compagni nella ripresa.

Ci sono pure robe brutte: Flamini e Ronaldinho su tutte.
Il francese torna da un lungo infortunio, e si vede. Però Allegri dovrebbe imporgli una sola cosa: non si azzardi più a mettere i suoi scarpini marca “Thyssen-Krupp” nell’area avversaria. Non è possibile sbagliare due conclusioni così cazzone a 3 metri dalla porta, minando la tenuta delle coronarie dei propri tifosi.
Su Ronaldinho invece è già stato detto tutto. Si trova in un’orrenda fase involutiva. Il Milan (e Ibrahimovic, e Robinho, perfino Boateng) ha cominciato a giocare meglio e ad essere pericoloso guarda caso proprio due secondi dopo la sua uscita dal campo. Non so se è ritardo di condizione o solo disagio mentale, ma ribadisco che QUESTO Ronaldinho è un lusso che al momento il Milan non si può permettere.

Il pallino passa in mano ad Allegri ora: saprà avere le palle e mettere in campo una squadra più “operaia” magari ma molto più di sostanza? Oppure cederà ancora ai diktat del capo?

NEWS_1259492634_Gattuso.jpg

SANTA PAZIENZA

«Allegri vuole tornare a vincere a San Siro, magari con il primo gol in campionato di Ibrahimovic. Ci sarà lui al centro dell’attacco, con Ronaldinho a sinistra e Robinho a sinistra, provato anche nella rifinitura di questa mattina. A centrocampo il tecnico farà riposare Seedorf, dando spazio a Gattuso».

La gazza online oggi scrive così. Parole testuali.
In attacco il trio IB-RO-RO, a centrocampo il trittico BOA-PI-GAT, in difesa il quartetto ZA-NE-THI-AN, in porta il singolo AB. In totale, la squadra di oggi pomeriggio alle 18.00 sarebbe un AB-ZA-NE-THI-AN-BOA-PI-GAT-IB-RO-RO.

Non ci si capisce un cazzo, vero? E’ la stessa cosa che ha pensato Allegri al momento di dare la formazione.
D’altronde uno che mi sostituisce un Seedorf intero (e quindi lento) con un Gattuso infortunato (e quindi zoppo) nell’ambito di uno scontro tra un centrocampo (il nostro) fatto di bolliti misti contro un centrocampo (quello del Genoa) fatto di personaggi che corrono come dei montoni impazziti – oppure uno che non rinuncia al tridente neanche morto mettendo titolare un robinho chiaramente fuori condizione – non è che abbia le idee abbastanza chiare su come gestire la squadra.

Spero tanto per lui che dimostri al più presto di che pasta è fatto, dato che la fiducia dalle parti di Milanello non è che sia così abbondante, di questi tempi.

1a7c4eb9dd502df473b10aee58d7c8cc_immagine_det.jpg

BARRIERE

A Genova sponda rossoblu i tifosi rossoneri non sono assolutamente graditi.
E’ da quel maledetto 29 Gennaio 1995 che non lo sono.

Due ragazzi che si affrontano. L’aggressore è milanista, l’aggredito è genoano. Quello a mani nude – Vincenzo Spagnolo – viene aggredito da quello col coltello – Simone Barbaglia – con un fendente molto vicino al cuore. Morirà poco dopo, all’ospedale.

Quella di Simone Barbaglia è stata un’azione isolata, messa in atto da un gruppo di cani sciolti per mettersi in luce ed avere un posto che conta nella curva. Ma non importa, sono solo cazzate.
Ciò che conta è che quel giorno è morto un ragazzo innocente. E che, da quel giorno, Barbaglia è un omicida.

Io vorrei tanto che i tifosi genoani domenica ricevessero i tifosi milanisti. Ma non tutti.
Mi basterebbe un simbolico gruppo di reduci della Fossa che, di loro spontanea volontà e innalzando il vessillo col leone, giungessero al Ferraris e deponessero una corona di fiori in ricordo di Vincenzo, chiedendo umilmente perdono. E poi, senza dire una parola, tornassero a casa. Senza incidenti.
Per far capire che loro, la Fossa dei Leoni, solamente loro sono la vera essenza del tifo della vera Curva Sud. Non quelle merde fumanti che vi siedono adesso, quelli che a Gennaio 2008 intonarono quel coro infame.

E vorrei tanto che i tifosi genoani capissero il gesto e che glielo lasciassero fare. Non mi aspetto abbracci e riconciliazioni, non chiedo tanto. Ma vorrei che per un giorno si lasciasse da parte quella schifosa retorica militaresca dell’ “onore” e della “tradizione” dei gruppi ultrà per una più umana e matura “pietas”.

E’ anche a partire da questi gesti che il calcio potrebbe cambiare.

482eddaf6e99d_normal.jpg

FIN TROPPO FACILE

Quasi non sembra vero vincere così in scioltezza, 5 a 2, e sbagliando giustamente un rigore che, in effetti, era molto generoso.
La terible armada dei boys di mister Gasperson si è sciolta abbastanza presto nonostante abbiamo fatto di tutto per tenerli a galla – i loro due gol sono figli di altrettante nostre colossali distrazioni.
Avevo paura che come nel recente passato la sosta ci fosse deleteria. Per fortuna mi son sbagliato e, a parte qualcuno, tutti han reso al massimo.

Gattuso, innanzitutto. Apprezzo lo sforzo, ma ora come ora non mi sembra affatto insostituibile. Conosco ed apprezzo ciò che ha dato in passato, ma ieri era francamante impresentabile. Fai bene ad incazzarti e a chiedere rispetto, Ringhio: poi però devi dimostrare sul campo di meritarti il rispetto che chiedi.

Così così Pirlo, che ho visto sempre avulso dal gioco. Se non approfitta quando manca Clarenzio…

Bene Ambrosini, la cui furbata sul primo rigore è bilanciata dal gesto di generosità verso Huntelaar in occasione del terzo rigore. Si è comportato da vero capitano, dando fiducia a chi è in difficoltà e abbassando le alucce a chi sboroneggia un po’ troppo.

Positivo anche Dinho, sebbene non mi abbia mai fatto impazzire. Ho apprezzato il fatto che abbia sbagliato di proposito il primo rigore, dato che non c’ era. E noi dei regali arbitrali possiamo farne tranquillamente a meno.

Positivi tutti gli altri, con menzione speciale a Beck, Antonini e Borriello. I primi due sono in buona condizione e Marco è sempre lì puntuale a cacciarla quando serve.

Mancava il Papero ieri, e speriamo che manchi ancora per poco, che l’ infortunio non sia grave.
Domenica contro la Juventus servirà il contributo di tutti, lui compreso.

milan.jpg