OMINICCHI

Mi dispiace vedere una festa rovinata. Non ho visto quasi nulla dei festeggiamenti di sabato sera contro la Roma, ma su youtube fin dalla mattinata di ieri ha iniziato a circolare un video particolarmente fastidioso.

Un filmato dove si vede Rino Gattuso in mezzo alla folla dei tifosi rossoneri giunti a Roma mentre partecipa ad un becero coro contro Leonardo. C’è anche Ignazio Abate, che per fortuna si rende conto della cazzata e smette dopo la prima strofa, girandosi dall’altra parte.

Due sono le cose che danno fastidio in questa vicenda:
– Gattuso è un giocatore di calcio professionista;
– Gattuso è stato – e forse lo sarà ancora – capitano del Milan.

Per la prima cosa è presto detto: un professionista non deve mai e poi mai mischiare lavoro e “sentimenti”: potrai anche essere il primo tifoso della squadra per la quale giochi, ma quello del pallonaro è il tuo mestiere; lascia fare il mestiere di tifoso ad altri. Un professionista non deve mai e poi mai superare la balaustra e aizzare la piazza come un capopopolo qualsiasi. Non ha bisogno di ingraziarsi dei coglioni da curva.

Per la seconda la questione è ancora più chiara: quest’uomo è indegno di portare la fascia. Riuscite ad immaginare un Nesta, un Baresi, un Rivera, un Maldini, un Thiago Silva ad urlare ‘ste robe? Al tuo allenatore dell’anno precedente? Ad un ex-giocatore ed un ex-dirigente del Milan? Ad uno che al Milan ha dato comunque tanto?
Io credo di no.

Gattuso deve avere qualche problema con gli ex-rossoneri: prima la presa per il collo a Joe Jordan, ora il becero coro contro Leonardo. Io non vorrei avere, il prossimo anno, un capitano così. Uno così non merita la fascia che fu dei campioni indicati sopra, così come non la merita Ambrosini per quel famoso striscione che parlava di scudetti e culi.
Uno così non merita nemmeno più la maglia del Milan, a questo punto.

Se io fossi la società multerei pesantemente Gattuso, non gli farei indossare mai più la fascia di capitano e – da subito – cercherei sottotraccia una squadra alla quale sbolognarlo il prossimo anno (magari all’Anzhi Makhachkala nel campionato russo, dove dalla curva ti offrono le banane e se offendi qualcuno ti aspettano sotto casa e ti sparano) anche gratis, pur di non averlo in rosa. Grazie tante Rino, ma hai fatto la cazzata.

Probabilmente già stasera o domani verrà fuori un comunicato dall’ufficio stampa della società a da Gattuso stesso – falso come le monete da due euro – nel quale il giocatore «si sente dispiaciuto, ma che ha agito sotto la spinta dell’euforia, inconsciamente, rendendosi conto da subito che ciò che aveva appena fatto era sbagliato».
Se lo fa, sono tutte troiate, è troppo tardi.
Se non lo fa, è comunque un piccolo uomo.

Purtroppo – o per fortuna – io non sono il proprietario del Milan.
Ed il problema è proprio questo.

 

LE CINQUE GIORNATE DI GATTUSO

Alla fine sono 5, Rino.

Nello specifico le 5 giornate derivano dai 4 turni di stop a seguito dell’aggressione a Jordan (di cui 3 per “aggressione non grave” ed 1 per non note circostanze aggravanti) (saranno robe tipo “riterazione del gesto” oppure “inaudita viulenza del gesto” o ancora “perdita degli incisivi superiori del suddetto Jordan a seguito dell’accenno di testata” oppure “pronuncia errata del termine ‘motherfucker’“) che vanno sommati alla squalifica di un turno in seguito ad ammonizione in stato di diffida.

La squalifica ci sta tutta e te la meriti ampiamente, Rino. E bontà vuole che – se per una culosissima congiunzione astrale vincessimo tutte le partite di Champions League da qui in avanti – potrai addirittura ritornare per la Finale. Pensa te, la vita, a volte.
Giustamente la società ha deciso di non fare ricorso. Anzi, spero ti abbia pure appioppato un bel multone, di quelli che fanno passare la voglia di fiatare anche ad uno come te.

Dal canto tuo, solo una cosa potresti fare. Non servirà a diminuire la squalifica, ma potresti riguadagnare tantissimi punti sotto il profilo umano.
Senti a me, fai così: martedì 8 marzo, il giorno prima del match, vai ha White Hart Lane da solo, mentre gli Spurs si stanno allenando. Entri, saluti, te ne stai in disparte e, non appena ti vede, fai un cenno a Joe Jordan. Lo saluti, gli porgi la mano e ti scusi a nome tuo e di tutti i tifosi rossoneri, che quella sera ti era partita la brocca e hai reagito di merda.
Dopodiché uscite dallo stadio, andate al The Bell and Hare giusto lì di fronte e gli offri due pinte, una da parte tua e una da parte nostra.

Sicuramente Joe capirà ed apprezzerà il gesto.

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LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA

Tre giorni possono essere un lasso di tempo infinito. Soprattutto tra due partite di calcio, una di campionato ed una di Champions League.
Il lato solare, la vittoria col Parma; il lato oscuro, la sconfitta col Tottenham. Archiviata in fretta e furia la vittoria contro gli emiliani (ché le vittorie fanno morale al momento, ma poi vanno dimenticate in fretta per non adagiarsi troppo), la sconfitta contro il Tottenham lascia segni abbastanza profondi.

Partiamo dal risultato: perdere 1-0 in casa fa sempre girare le balle, ma tutto sommato non è irrecuperabile. Ad una ben precisa condizione: non bisogna assolutamente ripetere la partita di ieri sera.
Regalare il primo tempo è da folli, soprattutto contro una squadra venuta a Milano esclusivamente per lo 0-0: tutti nella propria metà campo a rintanarsi e a cercare il contropiede.

Per quanto riguarda il gioco, la questione è solo una: Robinho trequartista, Ibrahimovic e Pato davanti. Punto. Seedorf potrà eventualmente farsi l’ultima mezz’ora di gioco, ma non di più.
Come terzino sinistro dobbiamo tenerci Antonini anche se pure ieri ha fatto delle cappelle disumane in fase difensiva.
Thiago Silva lo vorrei centrale a vita, ma tant’è: ubi maior, minor cessat.
I tre mediani vanno scelti sulla base di chi abbiamo a disposizione (quindi niente Gattuso, Pirlo e Boateng).
E soprattutto voglio una cosa sola: scendere a Londra – chiunque scenderà in campo – incazzati come puma, pronti a dare il massimo, convinti che con un gol in più di loro si passa il turno e tanti saluti.

Per quanto riguarda i fattori extrasportivi invece, due le cose che mi hanno fatto incazzare: Flamini e Gattuso.

Capitolo Flamini: non puoi fare un’entrataccia del genere, essere graziato con il solo cartellino giallo e rompere i coglioni all’arbitro perché Corluka – a detta tua – stava perdendo tempo. Vaffanculo, psicopatico del cazzo. Ritieniti fortunato di non avergli staccato la gamba.
Purtroppo il francese si sta rivelando altamente sopravvalutato rispetto a quello che è realmente: un discreto giocatore poco tecnico e molto scorretto. Delle qualità sbandierate in Inghilterra non ce ne ha fatte vedere mezza; in compenso è stato preso da Galliani per l’unica partita buona fatta in carriera, ossia quando annullò Kakà a San Siro ai tempi dell’Arsenal. E comunque, 5 milioni di euro per ‘sto tizio sono un’esagerazione assurda.

Capitolo Gattuso: Rino, te lo dico con tutto il cuore ma sei un povero pirla. Gli inglesi – che sono dei grandissimi maestri figli di puttana in questo – l’han buttata in rissa fin da subito: gomitate, insulti, Abbiati in ospedale. Questo è il loro gioco, questo era il loro obiettivo: la pesca al tonno. E tu hai abboccato in pieno.
Oltretutto hai perso la testa in modo francamente indecoroso: tu – in quanto Capitano – non puoi permetterti scenate di questo tenore. Già saresti dovuto essere espulso dopo la presa per il collo a Joe Jordan, pertanto è assolutamente immotivata la vergognosa rissa con testata a fine partita.

Le scuse a fine partita lasciano il tempo che trovano, dato che potevi fare a meno di inscenare quella gazzarra. Capisco che dai il cuore anche in amichevole, capisco il tuo carattere, capisco che – ammonito durante il match – già sapevi di saltare il prossimo incontro, ma così rischi di saltarne molti di più. E la UEFA, in questo senso, deve essere esemplare.
Le giornate di squalifica te le meriti tutte, Rino. E lo dico perché ho stima di te sia come uomo, sia come giocatore: impara la lezione e non ripetere questi errori in futuro.

Un Capitano che si rispetti deve saper dare l’esempio ed essere impeccabile, sempre.
Anche se una merda scozzese fallita ti grida per tutto il secondo tempo «fucking italian bastard».

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GIUDIZI E PREGIUDIZI

Non so quanti di voi l’avranno notato, ma i due lanci lunghi in verticale in occasione dei due gol rossoneri (il primo per Ibrahimovic ed il secondo per Inzaghi) non li ha fatti Pirlo. No. Li ha fatti un signore di nome Rino Gattuso.
Passato lo sbigottimento mi sono domandato: «ma Gattuso non era solo un rude medianaccio con i piedi di calcestruzzo?».

Poi mi sono ripassato mentalmente la partita di Pato e di Ronaldinho, i nostri due gioielli brasiliani che tutto il mondo ci invidia: il primo non ha combinato uno stracazzo di niente se non giocare a fare il guardalinee, il secondo è stato sostituito ed è uscito bestemmiando. Alché mi sono domandato: «ma sarebbero questi i nostri fenomeni? Queste due assurde ciofeche?».

Infine mi sono riguardato i due gol di nonno Inzaghi e, soprattutto, la voglia che aveva di farli già dal suo primo secondo in campo. Spettacolare. Gasatissimo mi leggo tutti gli articoli su di lui; anche quello di Mario Sconcerti sul corriere.it dove dice che «Inzaghi è una contraddizione straordinaria. Non sa giocare a calcio, è incapace di restituire il pallone, incapace di un dribbling, di un colpo di fantasia» e subito penso: «ma sant’iddio, e questo sarebbe un giornalista sportivo?».

Dovremmo smetterla di ragionare per partito preso, per cliché, di applicare etichette ingenerose ai giocatori senza considerarli obiettivamente per quello che sono: Gattuso ed Inzaghi un po’ meglio di come li dipingono, Ronaldinho e Pato abbastanza sopravvalutati rispetto ai giudizi dati finora.

Altrimenti un giorno arriveremo a dire che Mario Corso e Gianni Rivera sapevano giocare solo da fermi, che Franco Baresi era capace unicamente di alzare la mano destra per chiamare l’offside e magari che Paolo Rossi e Gerd Muller erano soltanto molto furbi a farsi trovare lì davanti, smarcati.

Quasi sempre in fuorigioco.

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IN CRESCITA

Bella vittoria che dà morale, questa contro il Genoa. Primo tempo molto difficile con i liguri più tonici e spavaldi di noi, ripresa molto meglio per noi specie dopo il fulmineo gol di Ibrahimovic e soprattutto dopo l’uscita di Ronaldinho. Un bell’1-0 condito solo da un rischio nel primo tempo.

Cose belle ce ne sono: il secondo tempo, Ibrahimovic che fa il suo mestiere (cacciarla dentro) anche se tende a litigare un po’ con tutti, Robinho che si dimostra volenteroso anche se fuori forma (e comunque Robinho, seppur fuori condizione, messo a sinistra corre e rende il doppio di Ronaldinho), la vittoria che regala qualche sicurezza in più in vista della sfida contro l’Ajax.
Ma, sopra tutto e tutti, Rino Gattuso. Seppur incerottato e ormai appiedato, il vecchio leone tiene in piedi la baracca quasi da solo nel primo tempo. La grinta è la cosa che ancora lo tiene in piedi e in questa partita – gliene va dato atto – ha aiutato a “dare una sveglia” anche ai suoi compagni nella ripresa.

Ci sono pure robe brutte: Flamini e Ronaldinho su tutte.
Il francese torna da un lungo infortunio, e si vede. Però Allegri dovrebbe imporgli una sola cosa: non si azzardi più a mettere i suoi scarpini marca “Thyssen-Krupp” nell’area avversaria. Non è possibile sbagliare due conclusioni così cazzone a 3 metri dalla porta, minando la tenuta delle coronarie dei propri tifosi.
Su Ronaldinho invece è già stato detto tutto. Si trova in un’orrenda fase involutiva. Il Milan (e Ibrahimovic, e Robinho, perfino Boateng) ha cominciato a giocare meglio e ad essere pericoloso guarda caso proprio due secondi dopo la sua uscita dal campo. Non so se è ritardo di condizione o solo disagio mentale, ma ribadisco che QUESTO Ronaldinho è un lusso che al momento il Milan non si può permettere.

Il pallino passa in mano ad Allegri ora: saprà avere le palle e mettere in campo una squadra più “operaia” magari ma molto più di sostanza? Oppure cederà ancora ai diktat del capo?

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LARGO AI GIOVANI

Gennaro Gattuso ha rinnovato.
Fino al 2012.
La telenovela è finita.
La politica di ringiovanimento della rosa del Milan sta andando avanti.
La politica dei “rinnovi solo annuali per gli over 30” attuata da Galliani sta andando avanti.
Ora gli altri senatori chiederanno lo stesso trattamento.
Tra breve arriverà dall’ america un altro virgulto 34enne.
E’ stato avvistato Flamini mentre stava chiamando una ditta di traslochi.
E subito dopo passare il telefono ad Abate.

Complimenti vivissimi.

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inserzione a pagamento: è di nuovo operativo FACCEDAMONDIALE, il blog che guarda in faccia tutti. Stessa veste grafica, stessa quantità industriale di minchiate, non è cambiato nulla. Una garanzia.


IPOCRISIA PORTALI VIA

Bella lì, Ringhio. Ti sei impuntato, hai alzato al voce e hai chiesto rispetto. Perché non sei l’ ultimo arrivato, eccheccazzo.
Il Geometra ti ha risposto e ti ha dato un nuovo contratto fino alla fine dei tuoi giorni, per concludere la carriera nella grande famiglia rossonera.

Domanda: chi dei due è più ipocrita?

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