LA PASSIONE NON SI RIMBORSA

Non volevo fare un post apposito sul calciomercato: di norma il chiacchiericcio estivo mi annoia. Ridde di nomi, supposizioni, accostamenti, desiderata. Parole vuote fatte solo per vendere i giornali sportivi d’estate.

Del mercato in uscita già parlai, e non ci andai troppo lontano: quasi 70 milioni di euro che servivano a ripianare il bilancio. Fine.
Chiunque sapeva che Thiagone e Ibrahimovic erano gli unici due sacrifici “necessari” allo scopo.

E chiunque sa che non c’è un centesimo per il mercato in entrata: Se si vogliono acquistare nuovi giocatori che non siano prestiti o parametri zero, è necessario venderne altri: Boateng, Cassano e Robinho su tutti.

Questo scenario era già stato ipotizzato, accettato ed assimilato dalla maggior parte dei tifosi rossoneri, evoluti o meno. E, seppur ingoiando il rospo e a malincuore, la maggior parte dei tifosi era pronta ad un periodo di transizione nelle retrovie.
Fino a quando.

Fino a quando la dirigenza della società AC Milan non ha deciso di scherzare col fuoco.

Il primo punto sono state le dichiarazioni – le solite, deliranti – del nostro non-presidente: «vinciamo tutto, puntiamo in alto, siamo i migliori, etc. etc. etc.».
E fino a qui.

Il secondo punto è stata la farsa della vendita di Thiago Silva: lo voleva il PSG, Galliani ha detto loro: «se volete Thiago vi pigliate anche Ibra». Chiaro segno che l’obiettivo è sempre stato fare cassa e liberarsi di contratti onerosi per ripianare il bilancio, alla faccia delle dichiarazioni di facciata.
Qui le palle sono cominciate a girare, anche se ormai è da un po’ di tempo che siamo abituati a questo tipo di esternazioni della nostra dirigenza, mai supportate dai fatti.

Ma il punto d’ebollizione è stato raggiunto oggi: a seguito di un atto forte da parte di una parte della tifoseria – class action contro la società AC Milan – come segno di protesta, l’amministratore delegato Adriano Galliani ha risposto così: «Tifosi insoddisfatti? Rimborsiamo gli abbonamenti».

Ecco, questo è il punto.
Rimborsiamo gli abbonamenti.
Tutto si riduce ad una pura questione economica.
Ma una cosa importantissima Galliani – e tutta la dirigenza dell’AC Milan – non l’ha ancora capita: la passione non è una questione economica.

Galliani non ha detto: «Tifosi insoddisfatti? Chiediamo perdono per lo squallido teatrino».
Oppure: «Tifosi insoddisfatti? Ci impegnamo a costruire una squadra comunque dignitosa».
O ancora: «Tifosi insoddisfatti? Ok, eviteremo di prenderli ancora in giro in futuro».

Egregio ragionier Galliani, i tifosi disdicono in massa gli abbonamenti perché non ce la fanno più ad essere presi in giro.
Voi dirigenti potete fare tutto quello che volete: vendere tutti per far cassa, giocare con la Primavera, prendere solo parametri zero o prestiti, prendere solo scarti di altre squadre. Va bene tutto.
Purché ai tifosi venga detta la verità.

Alla fine, la verità la si viene comunque a scoprire: tanto vale che ce la diciate fin da subito.

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INDOVINA CHI?

Chi è il personaggio ritratto nella foto sottostante?

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A. un centrocampista tenuto su col nastro adesivo;
B. un modello della collezione autunno/inverno 1978 di Armani;
C. un grandioso colpo di mercato di Galliani;
D. Er Fighetta, un personaggio minore del film Romanzo Criminale;
E. un tizio con gli occhi troppo vicini tra loro ed un parrucchino francamente scandaloso;
F. un centrocampista che, se lo sorregge il fisico, può dare molto al Milan;
G. il moroso di quella grandissima figa di Michela Quattrociocche;
H. Mister X, e così il mercato è chiusissimo.

COCCOLE

Adriano Galliani dice che Balotelli ha solo bisogno di essere amato.

Eh no, caro pelatone del cazzo: è il MILAN che ha bisogno di essere amato. E comprando un’altra testa di cazzo come attaccante (oltre a Ibrahimovic e Cassano, che abbiamo già, grazie) si finirà col distruggerlo, il Milan.

Ah, e la squadra avrebbe bisogno di un presidente vero che faccia il presidente vero, non di un patetico vecchietto delirante dalle manie di onnipotenza che neanche ha il coraggio di mettere il proprio nome nell’organigramma della società.

Non è chiedere tanto: si tratta solo di fare il proprio dovere per la squadra.

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MEA CULPA

Una volta tanto mi cospargo il capo di cenere e gli rendo onore: Adriano Galliani è tornato a livelli stellari e sta facendo trottare chiunque.
L’ultima perla è questa: Marc Van Bommel a parametro zero fino al 30 giugno 2011.

No, dico:
1) altro parametro zero
2) sei mesi di contratto
3) se farà bene allungherà con noi, altrimenti voilà sul mercato.

Un genio, senza dubbio. Oltre a Van Bommel ricordiamo pure l’arrivo di Emanuelson (buona riserva per far rifiatare i titolari) al costo di quasi niente ed il mercato di giugno fatto con i “pagherò“. Se si riuscirà a vincere qualcosa, gran parte del merito sarà del geometra brianzolo e di questo gliene va dato atto.

Tornando al calcio giocato e superato brillantemente lo scoglio Cesena per 2 reti a zero (anche se sarebbe potuta finire in goleada), ormai è chiaro che la sfiga ci ha puntati. Fuori pure Gattuso e Nesta, non si sa per quanto. Oltre ai cronici Flamini, Boateng, Pirlo, Zambrotta. In questo senso i blitz repentini sul mercato trovano senso di essere: ora mancherebbe solo un terzino degno di codesto nome (Raiola, attìvati subito) e saremmo a livelli stellari.

A tal proposito, provate ad immaginare questo centrocampo di psicopatici:

Mediani:          FLAMINI – VAN BOMMEL – AMBROSINI (GATTUSO)
Trequartista:                       BOATENG

Finiremmo le gare in otto, ma volete mettere lo spettacolo delle rotule avversarie che volano via come stelle ninja?

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ORA BASTA

Galliani, hai un po’ rotto il cazzo con questi retroscena.

Oggi ad esempio avresti detto che saremmo stati ad un passo da Xavi.
In altre occasioni avresti detto che negli anni passati ci saremmo fatti scappare, nell’ordine: Torres, Lloris, Pastore, Fabregas, Cissokho, Eto’o, Bale, Hernanes, Mark Lenders, Mazinga, Plastic Man, Yattaman, l’Uomo Roccia e Daitarn III.
Mentre negli anni sono arrivati, nell’ordine: Dhorasoo, Vogel, Javi Moreno, Esajas, Onyewu, Rat-Man, Topo Gigio, Memole, gli Snorky, Ippotommaso, Superpollo e il corvo Rockefeller (peraltro a costo zero in quanto già a libro-paga Mediaset).

Un consiglio?
Parla di meno a posteriori, e apri di più il portafoglio.

A priori.

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[nella foto: Pastore ai tempi dell’Huracàn]

QUEL CHE E’ GIUSTO E’ GIUSTO

Bisogna dare atto a Galliani di aver condotto una trattativa mostruosa.
Un anno di prestito e diritto di riscatto fissato a 24 milioni pagabili in tre comode rate da 8 è francamente roba da fantascienza.
Non so se è stata la contestazione a Milanello di qualche mese fa, o il triplete interista, o Gianfranco Fini, a convincere Berlusconi ad aprire il portafoglio; la cosa importante è che, finalmente, il Presidente si è messo a servizio della squadra garantendo la liquidità necessaria per concludere positivamente l’acquisto di un giocatore top mondo come direbbe lo stesso Galliani.

Così facendo ha messo nelle migliori condizioni possibili Galliani, che non è assolutamente in grado di fare mercato con pochi euro (fatto di talenti da scoprire, parametri zero da cogliere, nomi semi-sconosciuti da valorizzare) ma quando ha il culo coperto dai milioni berlusconiani diventa uno dei più tignosi manager del mondo.

Quindi, qui lo dico: tanto di cappello al signor Adriano Galliani. Altre volte in passato lo criticai anche aspramente; in questa occasione bisogna riconoscere la sua bravura.
La questione collaterale però qui è un’altra: come mai fino a poco tempo fa non c’era un centesimo bucato per fare mercato, tant’è che abbiamo dovuto chiedere l’aiuto di Preziosi, mentre per il nome altisonante l’extra cash è spuntato come per magia?
Perché, in sostanza, non ci sono mai stati i soldi per due terzini ed un mediano di ruolo, mentre ce ne sono in abbondanza per Ibrahimovic e (probabilmente) anche per Robinho?

Probabilmente non lo sapremo mai, ma per ora accontentiamoci dell’arrivo dello svedese.
Per i terzinacci, forse, c’è tempo a Gennaio.

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CARNE AL FUOCO

L’arrivo di Ibrahimovic.
Le assurde (in positivo) cifre dell’affare.
La mostruosa bravura di Galliani.
La mano di Allegri.
Le aspettative di questa stagione.
La tenuta psico-fisico-atletica di Pato.
Quella di Berlusconi.
La cronica mancanza di terzini.
E di un centrocampista coi controcazzi.
I soldi per il mercato.
I non-soldi per il non-mercato.
Il “Bacio della morte” di Berlusconi in diretta («con questa squadra Allegri deve vincere»).

Di carne al fuoco, come si può vedere, ce n’è tanta.
Ma per stasera godiamoci il bellissimo 4-0 al Lecce: potrebbe essere il primo capitolo di una bella storia.

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MECOJONI

A.C. MILAN – COMUNICATO UFFICIALE

28/08/2010 – MILANO – L’A.C. Milan comunica di aver acquisito dal F.C. Barcellona il calciatore Zlatan Ibrahimovic, in prestito gratuito con diritto di opzione da esercitarsi alla fine della stagione sportiva 2010-2011 alla cifra di 24 milioni di Euro. Il campione svedese sosterrà lunedì mattina le visite mediche, dopo le quali firmerà un contratto che lo legherà alla Società rossonera per 4 anni.

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ARRIBRA O NON ARRIBRA?

Barcellona, 25 Agosto, esterno giorno.
Un gruppo di persone si ritrovano al tavolo di un ristorante, dopo aver lautamente pasteggiato, per definire i dettagli di un’operazione economica.
La trattativa pare ben avviata: la volontà delle parti c’è, mancherebbero solo i dettagli sull’ingaggio e sulla formula.
Gli italiani puntano allo scambio di prestiti per un anno, gli spagnoli puntano sul lungo periodo, in modo da pagare meno l’ingaggio allo svedese.
Quella merda fumante di ex-piazzaiolo (i procuratori sono il male del calcio, ricordiamolo, assieme ai presidenti mafiosi) invece non accetta il prestito: in un italiano abbastanza stentato spiega che a lui non ne verrebbe in tasca nulla.
La trattativa ora pare ad un punto morto, in stallo.
Uno dei protagonisti (quello pelato con la cravatta color urina) si alza, un tic gli fa piegare la testa verso sinistra: è sorridente, e rassicura gli altri sul buon esito della trattativa: «Signori, nessun problema. C’è tempo fino al 31. Ed io resterò qui fino a quel giorno, se necessario».

Fantascienza? Realtà? Fumo negli occhi?
Non si sa. Ciò che si sa è che:

1. Se la trattativa va in porto, il colpo è di quelli epocali. Soprattutto se avviene con la formula di scambio di prestiti: scambiare il Tronista con lo Svedesone è da statua equestre alla dirigenza, sinceramente.
2. Se la trattativa non va in porto, lo staff dirigenziale potrà sempre dire di averci provato in ogni modo e di esserci andati molto vicini, salvo poi fallire poiché le trattative di questo tipo sono molto complesse e c’è sempre il rischio che falliscano e blablabla (anche se magari non c’è nulla di vero e di trattative concrete non ne sono mai state imbastite).

In ogni caso, si tratterebbe di una vittoria della dirigenza: avrebbero dimostrato come infondate le voci dei tanti tifosi non evoluti che volevano i vertici della società immobili sul mercato, darebbero un’inaspettata iniezione di fiducia ai tifosi depressi ed incazzati (e quindi non più rinnovanti l’abbonamento allo stadio e alla tivù a pagamento) e farebbero parlare i mass media della squadra come molto attiva nel mercato, ricordando i bei vecchi tempi e rinnovando di fatto l’interesse nei confronti della società.

Come sempre, l’apparenza inganna.

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