FUTURISMI

Signori, quello in foto alla fine del post è il “Mare d’Italia”, antipasto futurista inventato dal pittore aerofuturista Fillìa (nom-de-plume di Luigi Colombo).

Si compone di:
– merluzzo
– due fette di banana fritta
– una ciliegia candita
– un pezzo di fico secco

immersi in una salsa verde di spinaci e rossa di pomodori pachino freschi.

 

Fa schifo dite?

Molto meno del Milan attuale, comunque.

 

Milan, Fiorentina, cena futurista

TERTIUM NON DATUR

Ho voluto far passare la nottata e buttar giù due righe a mente fredda, per non farmi trascinare dall’entusiasmo del tifosotto quale io sono e poi, magari, degenerare pure in una sequela di insulti clamorosi contro tutto e contro tutti.

I fatti, alla fine di 38 giornate di campionato, sono questi: Milan terzo in classifica e ai preliminari di Champions League, Fiorentina quarta in classifica e in Europa League.
Tertium non datur.

Poi, potremmo disquisire a lungo sul COME questo risultato è pervenuto. Giusto? Sbagliato?

Personalmente da tifosotto rossonero godo non poco nell’essere arrivato terzo, alla facciazza di tutti coloro i quali ci auguravano una stagione di merda e sono finita, guarda un po’, a 18 punti da noi.
Ma godo anche nei confronti dei viola (tifosi, calciatori o dirigenti che siano): vi è andata male, cari miei. Siete dietro e muti.

Poi però svesto i panni del tifoso e cerco di pensare razionalmente.
Ed anche in questo caso godo per essere arrivato davanti ai cuginastri di 18 punti (vedere la sboronaggine bauscia precipitare nel limbo nel quale sguazzano per natura non ha prezzo, soprattutto dopo le prese per il culo dei primi mesi di campionato, con tanto di striscione nerazzurro benaugurale).

Ma soprattutto godo per essere andati in Champions League a dispetto della Fiorentina e, soprattutto, dei suoi dirigenti e calciatori. Gente che si permette di sbraitare frasi da querela, che insinua dubbi non surrogati da prove, che innalza il livore violento a cifra stilistica (e non conto i 30 cerebrolesi tifosi viola attorno al pullman rossonero stanotte, no: mi riferisco alle scene animalesche in tribuna vip al Franchi).

Gente che senza ritegno dimentica la partita-farsa di Firenze proprio contro di noi e, a maggior ragione, la sconfitta contro il Pescara in casa all’ultima giornata di andata. Per non contare i punti gettati via contro il Cagliari, il Chievo, il Bologna.

Pertanto, cari fiorentini, come recita un vecchio adagio: «chi è causa del suo mal, non rompa i coglioni».

Milan, siena, champions league, fiorentina

PREMONIZIONI

«Se volevate dimostrare che siete contro di me, ci siete riusciti»
[Max Allegri, intervallo di Milan-Fiorentina in spogliatoio, ore 16.00]

«Madonna. Montolivo e Mexes si sono tolti apposta!! Sti coglioni. Giocano contro Allegri»
[IgorTV, sms ad Ecli dal salotto di casa sua dopo il gol di Borja Valero, ore 15.40]

Milan, Fiorentina, figure di merda

MEGLIO COSI’

Non meritavamo di vincere – rigore francamente regalato – e non abbiamo vinto. 2-1 per i viola e tutti a casa.
Indubbiamente il doppio confronto con il Barcellona ci ha svuotati, e il calendario che in due settimane ci ha visti affrontare partite chiave ogni 3 giorni e con 10 assenti per infortunio in media a gara di certo non ci ha aiutato.

Probabilmente la Juventus vincerà a Palermo, e per la prima volta dopo tanto saremo dietro di un punto.
Sapete che vi dico? Meglio così. Di solito col pepe al culo diamo il meglio di noi stessi.

Poi, se l’armata hello kitty vincerà tutte le restanti 7 partite, bravi loro; altrimenti questa sarà l’ultima e decisiva occasione per dare veramente il massimo per vincerlo questo benedetto scudo.

Chi non se la sente o vuole abdicare, meglio che si chiami fuori fin da subito.

Non è più tempo di scherzare.

milan, fiorentina, sconfitto, merde viola

NEL BENE E NEL MALE

Nel bene siamo ancora avanti di tre punti, con 6 partite ancora da giocare. Siamo sempre lì, e quando la partita scotta dimostriamo di saperci fare.
Nel male è che ci macca ancora qual pizzico di cattiveria che ci permette di chiudere le partite e risparmiare a noi tifosi rossoneri un bel po’ di attacchi di cuore sul finire delle gare.

Nel bene e nel male c’è Ibrahimovic: è il nostro terminale offensivo e serve a catalizzare i raddoppi di marcature, utili per creare spazi per gli inserimenti degli altri. Però vive uno stato di forma mentale di difficile interpretazione: nonostante le due settimane di riposo, dopo mezz’ora era – mani sui fianchi – avulso dal gioco piegato in due dalla fatica; inoltre il suo carattere di stramerda ha prevalso alla grandissima ieri sera.

Nel bene – anzi, benissimo – ci stanno di diritto Pato, Seedorf e Boateng.
A Pato la cura “Barbarella” sta evidentemente dando i risultati sperati: se va in gol con la figlia del proprietario, poi è spronato ad andare in gol anche in campo.
Seedorf sta spadroneggiando nel ruolo di mezz’ala sinistra. Per uno dall’intelligenza calcistica (e non solo) sterminata come la sua vuol dire ritagliarsi uno spazio ben preciso e forse allungarsi la carriera di un paio d’anni (a patto però che venga sfruttato part-time e nelle gare che veramente contano).
Per Boateng non ho più aggettivi. KeiPì è un idolo, e lo ritengo assolutamente fondamentale per questa squadra. partendo da trequartista, riesce a fare da raccordo tra le linee avversarie mettendoci in posizione di predominio a centrocampo. E la roba figa è che ci mette cuore e grinta ed è uno dei pochi che gioca quasi sempre di prima.
Ah: per chi diceva che non era abbastanza tecnico, riguardarsi l’assist a Pato.

Nel male mi tocca metterci i viola, giocatori, allenatore e pubblico.
Comotto che straparla di furti rimediando figure di merda in eurovisione; Gilardino che si becca un giallo per proteste e che sgomita come un ossesso (quando, da noi, il violinista tendeva a cagarsi in mano); Donadel che pesta chiunque gli capiti a tiro; Santana che fa un entrataccia su Abate degna del miglior Flamini, e viene solo ammonito; Mihajilovic e soci che gridano ripetuti vaffanculi all’arbitro e l’unico che viene cacciato (giustissimamente, perché se lo merita) è Ibrahimovic; il pubblico che accenna un timido scimmiesco “uh uh uh” a Boateng mentre sta uscendo (quando gli stessi tifosi viola in era Prandelli erano quelli del “terzo tempo”).

Tra il male ci metto pure l’ingenuità orribile di Ibrahimovic e, di diritto, anche la società Milan che intende fare ricorso per le 3 giornate di squalifica allo svedese. Le giornate ci stanno tutte, discorso chiuso.

Mancherà Ibrahimovic contro Sampdoria, Brescia e Bologna (squadre che si difenderanno in 22, magazzinieri compresi, davanti alla porta)? E che problema c’è? Noi abbiamo Pato. Noi abbiamo Robinho. Noi abbiamo Cassano. Noi avremo – magari – Pippo Inzaghi.

Noi non dobbiamo trovare delle scuse: noi siamo il Milan.

Nel bene e nel male.

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SIGNORI SI NASCE

Diego Della Valle: «Ci sono state cose talmente eclatanti che non serve fomentare gli animi, nelle sedi opportune in un modo corretto e limpido ci faremo sentire. La gara è finita, meritavamo la vittoria. Adesso pensiamo a vincere sabato: occorre mantenere nervi saldi, trasformare in determinazione la rabbia, anche i tifosi che sono amareggiati devono rimanere calmi. Adesso chi deve decidere certe cose deve farlo per bene, non vogliamo entrare a gamba tesa. Se uno tocca la squadra poi ci siamo noi. Ho detto ai ragazzi di andare a mangiare una bella bistecca, di essere orgogliosi dopo una grande partita».

Leonardo Araujo: «Il rigore per i viola? C’era, ma forse Rosetti non lo ha dato per il vantaggio».

Alessandro Nesta: «Sull’episodio in area tra Thiago Silva e Montolivo la scelta dell’arbitro Rosetti è stata quella di dare il vantaggio, se comunque avesse concesso il rigore, non si poteva dire nulla».

Carlo Ancelotti: «I rigori negati? Non sono più abituato a commentare questi episodi. La stretta di mano con Mourinho? Un gesto normalissimo tra persone civili ed educate».

José Mourinho: «Vorrei vedere che cosa sarebbe successo con un fallo così nell’area del Chelsea. Sì, forse c’era rigore. L’Italia non mi cambia: sono arrivato onesto e finirò onesto. Ho sentito che dobbiamo abbassare i toni. Okay. Però voi italiani avete costruito una storia che mi ha fatto vergognare. Ero in Portogallo, ma dopo aver saputo di Calciopoli mi sono vergognato di aver dato da mangiare ai miei figli con i soldi del calcio».

Certi nascono signori, certi altri non lo diventeranno mai.

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FIORENTINA 1 – MILAN 2

Posso dirlo? Finalmente.
Finalmente una vittoria della testa, degli attributi e della caparbietà.

Primo tempo giocato ad un ritmo allucinante dalla Fiorentina, che ci ha perennemente messo sotto soffocandoci ogni fonte di cioco. Ha pure trovato il gol in maniera culosa, dato che Bonera (mi sembra fosse lui) canna completamente il fuorigioco permettendo all’ ex Gilardino di segnare un golletto facile facile.

La ripresa cambia radicalmente. Non so che cazziatone abbia fatto Leonardo ai suoi, ma ha funzionato. Milan sempre pericoloso, Viola sempre a rintuzzare. Poi, il lampo di genio: fuori Sborry, dentro Huntelaar. Passano 5 minuto: pauroso assist cieco di Ronaldinho per l’ accorrente cacciatore di quaglie, tiro secco in corsa e palla in rete. E’ l’ 80° minuto. I successivi 10 minuti saranno risse da far west. In mezzo anche uno pseudo-rigore non dato alla Fiorentina: in realtà Montolivo spalle alla porta comincia già a strattonare Thiago Silva, e non appena si gira si lascia cadere; inoltre Rosetti credo che dia il vantaggio, tant’è che Keirrison da 4 metri spara indisturbato verso la porta con Abbiati che compie un miracolo respingendo la conclusione. Due minuti più tardi lo stesso Abbiati va a togliere dall’ angolino alto una stecca da fuori area di Vargas.
92° minuto e scatta l’ apoteosi: dopo una serie di rimpalli, la sfera giunge a Pato che da centro area trafigge Frey: 2-1 e festa finita.

Abbiamo avuto culo, lo ammetto. Ma il culo bisogna andarselo a cercare, e solitamente lo si trova tirando fuori i coglioni. Cosa che ieri sera abbiamo fatto egregiamente.
Bisognerebbe poi erigere una statua d’oro ad Abbiati a milanello. Per i corsi e i ricorsi storici, ricordo che nel 1999 partite vinte così in rimonta e con la fortuna ce ne furono tante, e anche allora c’era un ragazzetto di nome Abbiati in porta che, partendo da secondo portiere, scalzò i titolari.
E infine Pato: finalmente determinante, gioisco ogni volta che fa quel gesto con le mani.

E stasera non voleva certo essere un cuore, ma un culo rovesciato.
Nella vita ci vuole pure quello.

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CRONACHE DALLA FOGNA SUD

Gilardino figlio di puttana
Firenze merda, Firenze colera, sei la vergogna dell’ Italia intera
Devi morire” (con Felipe giù a terra)

No, questi non sono tifosi rossoneri in trasferta a Firenze.
Questa è gente che ha fischiato Paolo Maldini durante la sua ultima partita in casa della carriera.
Questa è gente che, durante il derby d’andata, ha esposto merdosissimi striscioni d’amore verso Silvio; non solo, ha pure invitato la gente ad andare al cinema a vedere il film dove il Barone di sta gran minchiazza fa una comparsata.
Questi sono semplicemente delle merde umane, gente alla quale non frega un cazzo sostenere la squadra (sostiene però a gran voce la dirigenza, dato che gli fa fare i propri porci comodi, molto spesso illegali, in curva).

Per gente così, se fosse per me, il Milan non dovrebbe più vincere nulla; di più: dovrebbe restituire i trofei vinti, perché questi ammassi di schiuma uscita dal culo di un cavallo non sono degni di rappresentare l’ A.C. Milan, né in casa né tantomeno in trasferta. E neanche a casa loro, se è per quello.

Io sono incazzato nero, e loro dovrebbero essere rossi di vergogna.
Rivoglio la Fossa Dei Leoni, subito.

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