PIETA’

In un martedi di metà settembre, con il termine pietà ci si può riferire a:

1) grido straziante di dolore da parte dei tifosi milanisti davanti alla TV mentre guardano Milan – Anderlecht di Champions League;

2) meraviglioso film del sudcoreano Kim Ki-duk vincitore del leone d’oro all’ultima mostra del cinema di Venezia che racconta di come il sentimento di vendetta nei confronti del denaro e degli aguzzini che agiscono in nome di esso porti chiunque all’esasperazione, senza via d’uscita.

Per mia fortuna, ieri sera ho assistito al meno straziante tra questi due spettacoli.

Il film di Kim Ki-duk.

Milan, anderlecht, champions league, figuraccia

OMINICCHI

Mi dispiace vedere una festa rovinata. Non ho visto quasi nulla dei festeggiamenti di sabato sera contro la Roma, ma su youtube fin dalla mattinata di ieri ha iniziato a circolare un video particolarmente fastidioso.

Un filmato dove si vede Rino Gattuso in mezzo alla folla dei tifosi rossoneri giunti a Roma mentre partecipa ad un becero coro contro Leonardo. C’è anche Ignazio Abate, che per fortuna si rende conto della cazzata e smette dopo la prima strofa, girandosi dall’altra parte.

Due sono le cose che danno fastidio in questa vicenda:
– Gattuso è un giocatore di calcio professionista;
– Gattuso è stato – e forse lo sarà ancora – capitano del Milan.

Per la prima cosa è presto detto: un professionista non deve mai e poi mai mischiare lavoro e “sentimenti”: potrai anche essere il primo tifoso della squadra per la quale giochi, ma quello del pallonaro è il tuo mestiere; lascia fare il mestiere di tifoso ad altri. Un professionista non deve mai e poi mai superare la balaustra e aizzare la piazza come un capopopolo qualsiasi. Non ha bisogno di ingraziarsi dei coglioni da curva.

Per la seconda la questione è ancora più chiara: quest’uomo è indegno di portare la fascia. Riuscite ad immaginare un Nesta, un Baresi, un Rivera, un Maldini, un Thiago Silva ad urlare ‘ste robe? Al tuo allenatore dell’anno precedente? Ad un ex-giocatore ed un ex-dirigente del Milan? Ad uno che al Milan ha dato comunque tanto?
Io credo di no.

Gattuso deve avere qualche problema con gli ex-rossoneri: prima la presa per il collo a Joe Jordan, ora il becero coro contro Leonardo. Io non vorrei avere, il prossimo anno, un capitano così. Uno così non merita la fascia che fu dei campioni indicati sopra, così come non la merita Ambrosini per quel famoso striscione che parlava di scudetti e culi.
Uno così non merita nemmeno più la maglia del Milan, a questo punto.

Se io fossi la società multerei pesantemente Gattuso, non gli farei indossare mai più la fascia di capitano e – da subito – cercherei sottotraccia una squadra alla quale sbolognarlo il prossimo anno (magari all’Anzhi Makhachkala nel campionato russo, dove dalla curva ti offrono le banane e se offendi qualcuno ti aspettano sotto casa e ti sparano) anche gratis, pur di non averlo in rosa. Grazie tante Rino, ma hai fatto la cazzata.

Probabilmente già stasera o domani verrà fuori un comunicato dall’ufficio stampa della società a da Gattuso stesso – falso come le monete da due euro – nel quale il giocatore «si sente dispiaciuto, ma che ha agito sotto la spinta dell’euforia, inconsciamente, rendendosi conto da subito che ciò che aveva appena fatto era sbagliato».
Se lo fa, sono tutte troiate, è troppo tardi.
Se non lo fa, è comunque un piccolo uomo.

Purtroppo – o per fortuna – io non sono il proprietario del Milan.
Ed il problema è proprio questo.

 

MASSI’, E’ NATALE…

Massì, è Natale e dobbiamo essere tutti in po’ più buoni, no? E allora via: siccome siamo buoni regaliamo tre punti così, al primo che passa.

Massì, è Natale e c’è stato pure il compleanno del Milan da festeggiare, no? Senza contare quella boiata del Milan Christmas Show da onorare: e quindi, che sarà mai una settimana di allenamento blando e/o inesistente prima di un match fondamentale per il campionato?

Massì, è Natale e noi siamo molto generosi. E’ per quello che concediamo a Juventus e Roma – due dirette competitors nella corsa scudetto –  di vincere in casa nostra: è puro spirito ecumenico, non si spiegherebbe altrimenti.

Massì, è Natale e c’è gente già con la testa in vacanza. E’ giusto quindi che Ibrahimovic si faccia ammonire – saltando la prossima contro il Cagliari – per poter prolungare le vacanze. Come è giusto che Seedorf (un po’ come nel derby di andata del 2009 quando era in canotta ed infradito in panchina) sia già con gli scarponi ai piedi ed il berrettone in testa, pronto per calcare le innevate piste della Valtournenche: non si spiega altrimenti com’è stato possibile che non abbia azzeccato un passaggio giusto che fosse uno.

Massì, è Natale e siamo forieri di doni. Anche verso quei tamarri napoletani che quando giocavano con noi sbagliavano l’inverosimile sotto porta ed erano ghiotti di creme vaginali: bravo Abate, hai fatto un bellissimo gesto di generosità.

Massì, è Natale e siamo tutti pazienti e generosi. Soprattutto verso il nostro allenatore, che non azzecca un cambio dal 1993, che non cambia lo schema neanche sotto tortura e che costringe il riluttante Seedorf a giocare al posto di Pirlo. Se avessimo giocato in 10 sarebbe stato uguale.

Massì, è Natale ed è giusto permettere al nostro amministratore delegato di lanciarsi in paurosi auspici portarogna: si sa che ogni volta che apre bocca porta talmente sfiga che persino le suore si toccano i maroni, ma essendo Natale noi lo lasciamo giustamente fare.

Massì, è Natale e siamo tutti un po’ più buoni. E’ stato quindi giusto concedere ben 5 minuti di calcio giocato a Ronaldinho. Oh, 5 minuti e non di più, sia chiaro: va ben che è Natale, ma non siamo mica fessi. Cosa pretende questo qui, di giocarne magari 20 o 25? Non scherziamo, su…

Massì, è Natale ed è giusto dare un’opportunità a tutti di farsi valere. E’ stato bello infatti vedere Gattuso – che notoriamente possiede gli scarpini palmati – fare il regista, impostare il gioco, tentare lanci lunghi. Sembrava di essere a Giochi senza Frontiere, tanto era divertente.

Massì, è Natale ed è tradizione che il Milan scazzi l’ultima partita dell’anno. Ed una tradizione DEVE essere rispettata, altrimenti che tradizione sarebbe?

Massì, è Natale.

Ma vaffanculo.

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