GIOCO DI MANO, GIOCO DI BRASILIANO

Non ho visto la partita in diretta. Ero al cinema, a vedere il Grinta.
Le due volte precedenti – ossia io al cinema mentre il Milan gioca di domenica pomeriggio – in occasione dei pareggi contro Udinese e Genoa. Figuratevi le bestemmie al gol del pari del Chievo. Poi ci ha pensato Pato ma vabbè.

In questi casi mi affido alla fredda cronaca via sms di tre persone: la ecli – gran milanista – e due cazzari bianconeri miei amici. Immaginatevi il mio stato d’animo alla notizia del gol di Robinho (anzi: Lammerda): valido, non valido, mano netta, petto/spalla/braccio, solito piagnisteo o c’è qualcosa di vero?

Ho dovuto aspettare le 23.15 per vedere gli highlights alla domenica sportiva. Mi aspettavo un tocco di mani clamoroso, repentino e truffaldino: ho visto un semplice stop con la parte alta del braccio.
Di più, ho visto l’arbitro posizionato benissimo per essere tratto in inganno (dalla sua visuale lo stop di braccio alto poteva sembrare di petto).

Ancora di più: ho visto Sorrentino alzare il braccio e urlare ma rimanere immobile sulla linea di porta, mentre Robinho (Lammerda per gli amici) riusciva a stopparla spalle alla porta, portarsela giù, girarsi e piazzarla a rete. A tre metri dalla porta, senza che Sorrentino – o qualche altro difensore vociante a braccio alzato – gli andasse minimamente incontro per cercare di ribattere il tiro.

Vivisezionando l’immagine con mille replay si può dire che sì, era fallo di mano ed il gol andava annullato. Anche se di stop così a metà campo se ne vedono a decine in ogni partita, e quasi mai sanzionati.
Un conto sarebbe stato un fallo DI MANO evidente, altro conto un braccio/spalla stoppando un pallone che arriva dall’alto: per un arbitro è molto più facile vedere e senzionare il primo che non il secondo. Soprattutto a velocità normale.

E solo non sanzionando il primo caso si può parlare di malafede.

Immagine15.jpg