PER QUEST’ANNO FINISCE QUI

C’è voluto il miglior Kuipers per abbattere le nostre stoiche barricate.
Battute a parte, giusto così: 8 tiri in porta contro 1 sono un segno eloquente della squadra blaugrana. Che sarebbe la più forte al mondo – e probabilmente anche un pelo più simpatica – anche senza giganteschi aiuti a favore.

Un 3-1 per loro, meritato per la mole di gioco espresso ma non per la modalità con cui è pervenuto.
E comunque non è detto che il più forte debba per forza vincere: noi abbiamo fatto una partita di puro contenimento e ci stavamo pure riuscendo. Contro il Barcellona bisogna assolutamente fare così se si vuol portare a casa il risultato.

Attenzione, non sto sindacando sul rigore: a livello di fiscalità estrema di applicazione di regolamento, ci potrebbe anche stare. Ma se – caro signor arbitro – vuole fare il fiscale, lo faccia fino in fondo e soprattutto per tutte e due le squadre. Altrimenti si vede lontano un miglio che c’è qualcosa che non va.

Mi han lasciato perplesse due cose.

La prima è che Pato è ormai definitivamente morto. Potete tranquillamente marinarlo e farne brasato per la mensa di Milanello.

La seconda è che speravo che per la sua partita d’addio, Seedorf tirasse fuori le palle per l’ultima volta.
Ha deciso invece di tirare fuori le ciabatte.

Peccato.

 

milan, barcellona, eliminazione

FINE DELLA CORSA

E vabbè, anche per quest’anno la nostra Champions League finisce qui. 0-0 a Londra, noi eliminati, Tottenham ai quarti. Loro sono stati più bravi di noi, punto: un tiro in porta in 180 minuti, 1 gol. Basta questo per vincere.
Noi abbiamo cercato di iniziare fortissimo il primo tempo, ma l’attacco stasera proprio non andava. E senza attacco e con almeno due gol da fare, cominciano i cazzi amari.

Due le note dolenti, le solite:
Ibrahimovic: quando il gioco si fa duro, lui scompare. E’ in uno stato di forma scandaloso e lo si vede, dato che ha sempre giocato, ma ciò non toglie che nelle partite che contano lo svedese si eclissa. Ibrahimovic può esserci utilissimo in campionato per scardinare le piccole, ma già contro un Tottenham è pressoché nullo.
Robinho: sarà stanco pure lui, ma questa sera Lammerda ha giocato una delle peggiori partite in assoluto. Sbaglia cose talmente elementari che fa venir la voglia di fucilarlo al momento. Oltretutto stasera non ha nemmeno aiutato più di tanto lì in mezzo.

Per contro ci sono anche delle cose molto positive:
Seedorf: vederlo uscire in lacrime dopo una gran prova da incontrista davanti alla difesa ti fa dire: «ma perché quegli stronzi là davanti hanno toppato proprio oggi?». Probabilmente sa che è la sua ultima apparizione in Champions, e lasciare così fa oggettivamente male. Grazie di tutto, Clarence.
Boateng: il ghanese è assolutamente essenziale. Se fosse stato al 100% delal condizione, forse avremmo visto un altro secondo tempo. Quando cala lo si nota subito (palle perse banalmente) e da quando è uscito per noi è stata notte fonda. Speriamo di riaverlo al più presto per il campionato.
Thiago Silva: abbiamo il più forte difensore centrale del mondo, è ufficiale. Questa partita ha sancito il simbolico passaggio di testimone tra San Drone Nesta e lui. Che nessuno si azzardi più a spostarlo di lì.

Comunque una cosa va detta: grazie ai tifosi che erano a White Hart Lane a sostenere la squadra, e grazie comunque ai ragazzi che nonostante tutto ci hanno provato fino alla fine.

Ora l’obiettivo principale resta lo scudetto, e bisogna lavorare per affrontare al massimo le 10 partite che rimangono da qui a fine stagione.
Poi, se ci avanza del tempo, io farei un pensierino anche alla Coppa Italia.

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