LA PREOCCUPANZA SAI E’ COME IL VENTO…

La nota positiva è che la partita non l’ho vista. L’ho ascoltata per radio, e cio che è emerso è una situazione di “preoccupanza” totale.

Innanzitutto un male che non riusciamo a debellare: non si gioca mai 90 minuti. Un tempo lo dobbiamo per forza regalare.
Nella fattispecie, il primo. La Lazio con due tiri ci ha messo sotto due volte.
Piccolo inciso: vaffanculo Bonera. Già farti capitano è un insulto al calcio; se per di più ti permetti di criticare le scelte del tecnico dopo aver disputato una partita fallimentare dove hai sul groppone due gol su tre, meriti la tribuna a vita

Fortunatamente nella ripresa ci siamo ripresi. Ma qui Allegri ha compiuto un capolavoro di demenza: dopo il 3-2 ha spostato Emanuelson dalla trequarti destra al terzinaggio sinistro. Risultato? Il nulla in termini offensivi.

Altra idiozia perpetrata? Far giocare Boateng. Per forza. Anche se è in condizione fisica imbarazzante. anche se è tecnicamente involuto. anche se si sta rilevando una testa di minchia che pensa solo all’aumento contrattuale. Anche se la sua preoccupazione maggiore è quella di farsi pompare da quella cagnona che di volta in volta si ritrova tra le mani.

Il quadro che ne vien fuori è preoccupante.
Allenatore senza idee, giocatori mediocri che si atteggiano a star, gente dalla tenuta psicofisica ridicola (Pato che piange dopo il gol di Candreva), identità e idee di gioco assolutamente inesistenti.

Si fa presto, in questo modo, ad avere 7 punti in 8 giornate.

Il risvolto positivo? Peggio di così è francamente impossibile fare.
E di retrocessione è onestamente inutile e risibile parlare (ricordo che lo scorso anno i cugini avevano esattamente lo stesso numero di punti di noi dopo lo stesso numero di giornate; anzi, erano a quota 8 punti dopo 10 giornate. Quindi vediamo di non tafazzizzarci troppo) e sono sicuro che da questa situazione di merda ne usciremo quanto prima.

Come?

Eh, bella domanda.

milan, lazio, disfatta

UOMINI E OMINICCHI

Leonardo: «Analizzare questa partita in questo momento sarebbe superficiale. E’ stata senza dubbio una sconfitta importante contro un grande Manchester, è chiaro che la gara di andata ci ha condizionato. Ci voleva tutto questa sera per fare l’impresa e noi questo tutto purtroppo non l’avevamo […] Abbiamo avuto problemi strutturali ma bisogna anche riconoscere la grande forza del nostro avversario».

Abbiati: «Il Milan, comunque, ha perso la qualificazione nella gara di andata a San Siro […] Sicuramente non è facile dimenticare il 4-0 di questa sera e personalmente un po’ mi vergogno del risultato. Bisogna ammettere quando una squadra gioca meglio come è stato per il Manchester questa sera. L’assenza di Nesta questa sera? Sappiamo che Sandro è un grande campione, poi nel corso della partita purtroppo anche Bonera ha sentito un fastidio forte al polpaccio, ma gli infortuni non devono essere scuse per questa sconfitta, il Manchester ha meritato la qualificazione.
Sapevamo che questa sera avremmo dovuto vincere 2-0, non era facile. I ragazzi di Alex Ferguson sono grandi campioni e ci hanno messo in difficoltà come sanno fare loro
».

Galliani: «Al Manchester United non possiamo regalare tutti i giocatori, infortunati, che abbiamo regalato stasera […] Milan e Fiorentina fuori dalla Champions? Un grave colpo per il calcio italiano, ma dopotutto paghiamo l’assenza di stadi adeguati in Italia e tutto questo era preventivabile. E’ chiaro che non sto dicendo che con stadi adeguati questa sera saremmo passati, penso solo alle grandi risorse che le altre società europee possono buttare in campo anche a fronte di sconfitte sportive. Lo stadio del Manchester fattuta 100 milioni più del nostro, questa è la differenza, le altre società europee possono essere più competitive […] Non sono ancora riuscito a parlare con Berlusconi, ma credo che la partita l’abbia vista».

Berlusconi 1: «Chi è del Milan? Beh. Vi dispiace se spegniamo? E’ meglio se chiudiamo il televisore…».

Berlusconi 2: «Piango anche io per il Milan, ma ci metto pure il grano… […] Ieri ho usato un paragone calcistico per spiegare quello che fa la sinistra, un paragone che sarebbe meglio non usare per me in questo momento…».

C’è chi scende in campo e di fronte una batosta ammette i propri errori, si vergogna per lo spettacolo offerto, non cerca scuse banali e rende giustamente onore all’avversario che lo ha appena battuto. Come ogni sportivo – inteso sia come sostantivo che come aggettivo – dovrebbe fare.

C’è chi invece cerca mille scuse, si appella alla fortuna e ai soldi, come sempre quando deve occultare il proprio fallimento come dirigente.

C’è chi infine spegne addirittura il televisore, come se spegnendo la TV il mondo reale non esistesse; non contento, poi si lagna che sì piange come tutti i tifosi, ma in più millanta di tirare fuori non so quali soldi per la squadra. Cosa, almeno per quest’anno, assolutamente non vera. Bel presidente che abbiamo.

E’ questa la sostanziale differenza che passa fra l’essere Uomini e l’essere ominicchi.

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ANALISI DI UNA DISFATTA – LA SQUADRA

Per capire cotanto disastro nel derby, partiamo proprio dai giovini virgulti in campo. Oddio, giovani: l’ età media della squadra è imbarazzante. E con dei vecchietti, seppur talentuosi, non si va da nessuna parte; figuriamoci poi con dei vecchietti mediocri.

PORTIERI

Abbiati è k.o., Dida è disperso nei corridoi di Milanello – e questo è un bene – da mesi, Storari è la riserva di una riserva catapultato titolare per manifesta incapacità degli altri, Roma non si sa bene perché sia stato preso visto che ha 35 anni e la prostata infiammata.
Direi che siamo messi molto bene.

DIFENSORI

Incredibile abbondanza di centrali, incredibile carenza di terzini. Aly “Dentimarci” Cissokho sta dimostrando di saperci fare, a Lione, e ci sarebbe stato utile come il pane visto che a presiedere la fascia sinistra attualmente c’ è un ectoplasma a nome Jankulovski. In prospettiva futura si vorrebbe re-inserire l’ auto-bomber Kakhaber “dramma” Kaladze nel ruolo di terzino sx, ruolo che già in passato ricoprì in modo vergognoso.
A destra c’ è uno Zambrotta strabollito, capace solo di chiudere gli spazi dietro, ed è già qualcosa. L’ alternativa sarebbe Oddo, che in quanto a vigore fisico è un gradino sotto al quasi 38enne Favalli e che non azzecca un cross decente dal 1997.
A centrali siamo a posto, anche se non si hanno più notizie di Bonera – lo cerca pure la famiglia – e non si è ben capito il perché dell’ acquisto di Onyewu se non per vendere qualche magliettina in più durante la tournèe negli States di quest’ estate.

CENTROCAMPISTI

Qui regna l’ anarchia totale. Gattuso che sfancula tutti e vuole dimostrare di essere uomo facendosi espellere come un coglione; Flamini che corre come un mulo anche per gli altri  e che, mi sa, comincia un po’ a rompersi le balle; Pirlo che trotterella per il campo sospirando per il mancato passaggio al Chelsea; Abate che marcisce in panchina; Seedorf che si presenta a petto nudo e in ciabatte in panchina e che oltretutto decide quando e come scaldarsi e quando e come entrare in campo, esautorando di fatto l’ allenatore e le rispettive scelte; Ronaldinho che non si sa capisce quale cazzo sia il suo ruolo in campo – centrocampista, trequartista, mezza punta, seconda punta – ma con un’ unica solida certezza: è lento come uno scarabeo stercorario.

ATTACCANTI

Quiandiamo un po’ meglio, è il reparto più solido della squadra con Pato diamante purissimo, Inzaghi solita garanzia purché giochi col contagocce, Borriello utile alla causa anche se personalmente mi fa sboccare, Huntelaar che potrebbe essere un grande colpo se ci fossero terzini in grado di mettergli sui piedoni o sulla crapona diverse palle buone da giocare.

La rosa, secondo me, è di livello medio. Lontana anni luce – a meno di miracoli improponibili come lo scudetto di Zaccheroni con una squadra quasi ridicola – dagli obiettivi sbandierati dalla dirigenza ad inizio stagione.
Ci sarà da soffrire, e parecchio; vorrei però vedere nei giocatori almeno un barlume di orgoglio, la rabbia di dimostrare il loro valore, cose che durante il derby non ho visto per niente e da nessuno.
Lo so che la stagione non dipende solo da loro ma che è figlia dei mancati investimenti sul mercato dalla dirigenza, però sono chiamati a fare la loro parte. Impegno costante ed assoluto, anche se si tratta di lottare per il centroclassifica, e aiutare l’ allenatore nel suo mestiere.

Altrimenti grazie di tutto, e fuori dai coglioni.

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