BUONA SORTE

1) «E’ un momento troppo importante per lasciare punti per strada. Il nostro obiettivo è arrivare ad 80 punti e per farli servono 11 vittorie. Tutti gli altri, per fare meglio, ne devono vincere 13 su 16» —> Massimiliano Allegri, 31 gennaio 2011
1) 1 febbraio 2011: Milan – Lazio 0-0; 6 febbraio 2011: Genoa – Milan 1-1.
0 vittorie in 2 gare.

2) «Domani ne tornano tanti, la formazione, visto l’impegno di martedì, va gestita. Di quelli che rientrano Pirlo e Nesta giocano dal primo minuto» —> Massimiliano Allegri, oggi ore 16.00
2) «Andrea Pirlo si è infortunato nell’allenamento di rifinitura alla vigilia dell’anticipo di domani pomeriggio contro il Parma. Il giocatore ha subito una distorsione al ginocchio destro e domani sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti» —> Gazzetta.it, oggi ore 17.00

Senti Max, non dire più un cazzo in conferenza stampa.
Al limite, dì che lo scudetto lo vince l’inter.

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LE PERLE DEL GEOMETRA

1. Ore 19.10: «Se opereremo nel mercato per cercare rinforzi? Credo di no».

2. Ore 20.30: «Qualcosa per far sognare i tifosi? Vedremo… il mercato non è chiuso».

3. «Honda e’ un problema: e’ difficile prenderlo dalla squadra moscovita non avendo il passaporto comunitario. Chiedete alla Figc».

4. «Devo ringraziare sia Zambrotta che Oddo che andranno a guadagnare in due anni poco piu’ di quanto hanno guadagnato in un anno. Crediamo sia possibile che certi giocatori potranno continuare ad essere con noi anche nel 2011-2012».

5. «Negli ultimi due anni siamo arrivati secondi dietro l’Inter. La classifica recita Inter 166 punti, Milan 144 punti, Roma 143 punti. Quindi è evidente a tutti come noi siamo secondi».

6. – Galliani: «Siamo i primi avversari dell’Inter, perché negli ultimi due anni siamo arrivati SECONDI».
– Paolillo: «Si vede che vi piace arrivare dietro, noi puntiamo a essere primi».

7. Cellino, alla festa di compleanno da Giannino in suo onore: «Galliani canta meglio in questura, stasera niente karaoke».

Che dire, dichiarazioni così si commentano da sole.
Verrebbe la voglia di ribattere che:

– per Honda il posto da extracomunitario in squadra c’è, quindi non è quello il problema;
– che la spalmatura, di fatto, costerà DI PIU’ in termini assoluti, denotando così scarsa lungimiranza manageriale;
– che siamo arrivati TERZI e non secondi, negli ultimi due campionati. Contano le vittorie, non i punti fatti;
– che Cellino sa qualcosa di losco che noi non sappiamo;
– che farsi prendere per il culo pure da Paolillo Paperillo è francamente imbarazzante.

Vorrei controbattere, ma non ne ho più la forza.
Di fronte a certe baggianate galattiche – che ci fanno precipitare a livello di credibilità di fronte all’opinione pubblica – non si può far altro che alzare le mani ed arrendersi.

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DIVERTIMENTO E RISPETTO

– «Tituli? Non so… ho vinto il campionato in Spagna… poi ho vinto la Champions, ma non ricordo contro quale squadra» – Rafa Benitez all’Inter Store di Milano, 14 luglio 2010

– «Il mio approccio dialettico avrà sempre come base il rispetto per gli avversari. Divertimento, rispetto e bel gioco, questi i miei comandamenti» – Rafa Benitez in visita alla Gazzetta dello Sport, 19 luglio 2010

Molto divertente e molto rispettoso, complimenti signor Benitez.
Un vero e proprio bauscia, calato perfettamente nello spirito interista. Che è lo stesso spirito dell’arricchito – i più sostenuti direbbero parvenu – ossia di colui che all’aumentare della propria ricchezza materiale non fa corrispondere un eguale arricchimento comportamentale e morale.
D’altronde chi nasce tondo non può morire quadro; pertanto, chi nasce cafone non potrà mai morire educato, chi nasce cagacazzo non potrà mai morire simpatico, chi nasce interista non potrà mai morire onesto e sportivo.

Vorrei fare un favore al signor Benitez e venirgli in aiuto: la squadra della quale non rammenta il nome è la stessa squadra che, nel 2007 ad Atene, si prese una bella rivincita su di lei ed il suo Liverpool.

Si ricorda, adesso?

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UOMINI E OMINICCHI

Leonardo: «Analizzare questa partita in questo momento sarebbe superficiale. E’ stata senza dubbio una sconfitta importante contro un grande Manchester, è chiaro che la gara di andata ci ha condizionato. Ci voleva tutto questa sera per fare l’impresa e noi questo tutto purtroppo non l’avevamo […] Abbiamo avuto problemi strutturali ma bisogna anche riconoscere la grande forza del nostro avversario».

Abbiati: «Il Milan, comunque, ha perso la qualificazione nella gara di andata a San Siro […] Sicuramente non è facile dimenticare il 4-0 di questa sera e personalmente un po’ mi vergogno del risultato. Bisogna ammettere quando una squadra gioca meglio come è stato per il Manchester questa sera. L’assenza di Nesta questa sera? Sappiamo che Sandro è un grande campione, poi nel corso della partita purtroppo anche Bonera ha sentito un fastidio forte al polpaccio, ma gli infortuni non devono essere scuse per questa sconfitta, il Manchester ha meritato la qualificazione.
Sapevamo che questa sera avremmo dovuto vincere 2-0, non era facile. I ragazzi di Alex Ferguson sono grandi campioni e ci hanno messo in difficoltà come sanno fare loro
».

Galliani: «Al Manchester United non possiamo regalare tutti i giocatori, infortunati, che abbiamo regalato stasera […] Milan e Fiorentina fuori dalla Champions? Un grave colpo per il calcio italiano, ma dopotutto paghiamo l’assenza di stadi adeguati in Italia e tutto questo era preventivabile. E’ chiaro che non sto dicendo che con stadi adeguati questa sera saremmo passati, penso solo alle grandi risorse che le altre società europee possono buttare in campo anche a fronte di sconfitte sportive. Lo stadio del Manchester fattuta 100 milioni più del nostro, questa è la differenza, le altre società europee possono essere più competitive […] Non sono ancora riuscito a parlare con Berlusconi, ma credo che la partita l’abbia vista».

Berlusconi 1: «Chi è del Milan? Beh. Vi dispiace se spegniamo? E’ meglio se chiudiamo il televisore…».

Berlusconi 2: «Piango anche io per il Milan, ma ci metto pure il grano… […] Ieri ho usato un paragone calcistico per spiegare quello che fa la sinistra, un paragone che sarebbe meglio non usare per me in questo momento…».

C’è chi scende in campo e di fronte una batosta ammette i propri errori, si vergogna per lo spettacolo offerto, non cerca scuse banali e rende giustamente onore all’avversario che lo ha appena battuto. Come ogni sportivo – inteso sia come sostantivo che come aggettivo – dovrebbe fare.

C’è chi invece cerca mille scuse, si appella alla fortuna e ai soldi, come sempre quando deve occultare il proprio fallimento come dirigente.

C’è chi infine spegne addirittura il televisore, come se spegnendo la TV il mondo reale non esistesse; non contento, poi si lagna che sì piange come tutti i tifosi, ma in più millanta di tirare fuori non so quali soldi per la squadra. Cosa, almeno per quest’anno, assolutamente non vera. Bel presidente che abbiamo.

E’ questa la sostanziale differenza che passa fra l’essere Uomini e l’essere ominicchi.

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SIGNORI SI NASCE

Diego Della Valle: «Ci sono state cose talmente eclatanti che non serve fomentare gli animi, nelle sedi opportune in un modo corretto e limpido ci faremo sentire. La gara è finita, meritavamo la vittoria. Adesso pensiamo a vincere sabato: occorre mantenere nervi saldi, trasformare in determinazione la rabbia, anche i tifosi che sono amareggiati devono rimanere calmi. Adesso chi deve decidere certe cose deve farlo per bene, non vogliamo entrare a gamba tesa. Se uno tocca la squadra poi ci siamo noi. Ho detto ai ragazzi di andare a mangiare una bella bistecca, di essere orgogliosi dopo una grande partita».

Leonardo Araujo: «Il rigore per i viola? C’era, ma forse Rosetti non lo ha dato per il vantaggio».

Alessandro Nesta: «Sull’episodio in area tra Thiago Silva e Montolivo la scelta dell’arbitro Rosetti è stata quella di dare il vantaggio, se comunque avesse concesso il rigore, non si poteva dire nulla».

Carlo Ancelotti: «I rigori negati? Non sono più abituato a commentare questi episodi. La stretta di mano con Mourinho? Un gesto normalissimo tra persone civili ed educate».

José Mourinho: «Vorrei vedere che cosa sarebbe successo con un fallo così nell’area del Chelsea. Sì, forse c’era rigore. L’Italia non mi cambia: sono arrivato onesto e finirò onesto. Ho sentito che dobbiamo abbassare i toni. Okay. Però voi italiani avete costruito una storia che mi ha fatto vergognare. Ero in Portogallo, ma dopo aver saputo di Calciopoli mi sono vergognato di aver dato da mangiare ai miei figli con i soldi del calcio».

Certi nascono signori, certi altri non lo diventeranno mai.

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ESTERNAZIONI

Io sono Gattuso e non l’ultimo arrivato. Non devo aspettare che qualcuno giochi male o si faccia male prima di essere utilizzato. Il mio futuro? Quando ci saranno novità lo saprete, prima devo parlare con Galliani

Dimmi la verità Gennaro: chi te le ha scritte queste cazzate?

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INCOMPRESO

Lippi 1: “Abbiamo guadagnato sabato la qualificazione matematica a Dublino e potete immaginare la grande felicità, abbiamo anche festeggiato un po’. Ho cambiato questa sera la squadra per undici undicesimi, una particolarità che non esiste al mondo. Siamo campioni del mondo, veniamo qui a giocare una gara che non conta nulla e appena abbiamo un pò di difficoltà, visto che in campo c’era un’Italia non ha giocato insieme una volta, la gente invece di incitare i ragazzi comincia a gridare il nome di altri calciatori. È una cosa vergognosa: la gente deve amare la Nazionale perchè è capace di fare queste cose”

Lippi 2: “Ci siamo qualificati con una giornata d’anticipo, psicologicamente non è che fossimo concentrati e determinati come in una partita decisiva. A questi ragazzi dici ‘andate a lavorare’? Ma siamo fuori di testa. Poi è facile dire ‘Italia, Italia’ alla fine. Penso che questi ragazzi si meritino tanto rispetto. Come si fa a chiedere di chiamare altri giocatori? Questi ragazzi sono campioni del mondo, non meritano un po’ di aiuto se si trovano un po’ difficoltà?

Lippi 3: “Sono incazzato come una bestia. Certi giocatori se io sono convinto di chiamarli li chiamo, altrimenti no. Non è quello il problema: è la mancanza di rispetto nei confronti di giocatori straordinari che hanno un cuore grande come una casa. E’ chiaro che si tratta di una minoranza, ma a chi ha gridato di andare a lavorare dico io a loro di andare a lavorare

E’ proprio vero: anche se è il miglior c.t. degli ultimi 150 anni, Lippi resta in assoluto il c.t. maggiormente perseguitato dalla tifoseria di tutta la storia di tutte le epoche del mondo.

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