LA MIA SUL DERBY

Poca roba, veloce veloce.

1) ABBIAMO GIOCATO (DISCRETAMENTE) BENE
Abbiamo retto, questo sì. Dopo il gol preso a bruciapelo – e dopo l’immane cagata di Abbiati su Milito – ho pensato: «perfetto, buttata in vacca anche quest’anno». Invece no. Abbiamo reagito da squadra e abbiamo creato tante occasioni.
Solo la scarsa mira e un pizzico di sfortuna vestita di giallo non ci ha permesso di pervenire quantomeno al pareggio.

2) CREARE OCCASIONI NON BASTA
Abbiamo creato tanto, dicevo. Ma creare e basta non dà punti in classifica. Purtroppo abbiamo visto che il livello dei nostri è quello che è. Abbiamo giocato bene, ribadisco. Ma temo che questo sia il punto più alto al quale possiamo arrivare.
Avessimo avuto ancora i due parigini, sarebbe finita 4-0 senza problemi. Se l’Inter avesse giocato così, con quello spumeggiante 9-1-0 (8-1-0 dopo la dipartita di Nagatomo) che tanto fa sognare le platee.
Ma molto probabilmente l’Inter avrebbe fatto tutt’altra partita. E a loro mancavano Sneijder e qualche altro tizio.
Purtroppo per noi i due non ci sono più e, nonostante le dichiarazioni di Galliani, finalmente è palese A TUTTI che il livello tecnico della nostra rosa è squallidamente basso.

3) BUCHI PREOCCUPANTI
Se pigliamo una caterva di gol da calcio piazzato, non è colpa solo dei nani in campo. I nani in campo li devi allenare, fargli imparare schemi tattici da seguire in queste situazioni.
Ma, si è visto, ora come ora i nanazzi in campo brancolano nel buio quando gli altri calciano una punizione o un corner perché nessuno ha mai detto loro dove posizionarsi.
Non abbiamo più i due parigini a prenderle di testa sempre e comunque. Quindi, caro Allegri, inventati qualcosa per far finire questa morìa di gol subiti da palle inattive. Ché francamente mi sarei pure rotto i coglioni.
Ah, avrei pure una domanda da farti: perché ti ostini a far giocare Boateng pure se attraversa un imbarazzante stato di forma?

4) ARBITRAGGIO
Orrendo quanto si vuole, ma non si può prendere come unico pretesto per la sconfitta. Fa girare le palle, e tanto, e c’è il sospetto di scientifica malafede, ma ora come ora è necessario sopportare, lavorare duro e risalire la china.
Se ne riparlerà, eventualmente, a fine campionato.

5) CURVA SUD
ROTFL!
Pagliacci.

Milan, derby, sconfitta

SCAMPAGNATA DI RUSSIA

Sarà l’aria ottobrina, sarà che sono un vecchio nostalgico, sarà che non nutro tante speranze nella competizione, ma per me la Champions quest’anno non ci riserverà grosse sorprese. Anzi.

Si paventa una stagione di pallate a ripetizione, dove non saremo nemmeno sicuri di passare il girone. Le due favorite infatti – noi e lo Zenit – han rimediato figuracce nel primo match.
Tempo ce n’è, certo, ma risalire la china sarà dispendioso in termini di energia e concentrazione.

E il punto è proprio questo: a che pro? Certo la gloria, la musichetta, il DNA europeo e tutte quelle balle societarie lì. Ma Galliani & co. spingono la Champions solo per i premi in euro. Più di un milione a vittoria, poco più di mezzo a pareggio, un cazzo in culo a sconfitta.
Altro che ranking.

A parte la meschinità di questa logica da mendicanti: ma l’avete vista la squadra? Dove vogliamo andare? Metti anche che ci si impegni – tralasciando ancor di più il campionato, visto che abbiamo preso una buona strada – per fare il meglio possibile: e se finissimo terzi?
Finendo in Europa League spernacchiati da tutti?
A questo punto, tanto vale finir quarti nel girone e cercare di finire il campionato in gloria.

Allegri si è già zerbinato sulla linea societaria, affermando che «conta più la partita di domani del derby».
Certo, come no.
Andatelo a dire a quei tifosi rossoneri che non hanno rinnovato l’abbonamento o che non ne vogliono sapere di venire a vedere ‘sta società di pagliacci.

Vi risponderanno così, con uno striscione ed uno slogan: «noi ci abbiamo sempre messo la faccia, ora tocca a voi metterci il culo».

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SUPERCAZZOLA PECHINESE

Mediamente la Supercoppa Italiana è il terzo trofeo della stagione in ordine di importanza, dietro solo al Birra Moretti e al Luigi Berlusconi. Si può ben comprendere quindi il mio entusiasmo per tale trofeo.
Siccome però, a differenza dei primi due, la Supercoppa Italiana è nel novero dei tornei ufficiali, sarebbe quindi opportuno cercare di portarlo a casa, così, per sfizio.

Se poi aggiungiamo che invece di farla a San Siro – dato che se la contenderanno le due milanesi – andremo a disputarla dall’altra parte del globo, in uno stadio che sembra un cestino di vimini ripieno di brulicanti cinesi, ecco che quel poco di appeal che la suddetta coppa poteva ancora esercitare su di me, svanisce del tutto.

Personalmente sono contrario all’esportare il calcio italiano in ogni parte del pianeta, soprattutto se finalizzato al marketing, ma tant’è: la federazione ha deciso altrimenti, e a ben vedere ci si sta riuscendo abbastanza bene.
Intanto i cinesi hanno imparato a darsele sugli spalti; quando impareranno anche a lanciare motorini e ad accoltellare qualcuno, la missione sarà completata.

Però, c’è sempre un però. Però c’è che è un derby. E i derby io vorrei vincerli sempre e comunque, fossero anche del campionato primavera o del quadrangolare di Salcazzonia.
Pertanto so già che domani alle ore 14.00 sarò sul divano, sintonizzato sul canale 501 del digitale terrestre, a guardarmi il match.

Perché se dovessimo vincere sarebbe un altro – l’ennesimo – trofeo in bacheca salutato da un sorriso di compiacimento, sapendo comunque che l’indomani sarebbe un altro giorno.
Se invece dovessimo perdere mi darebbe abbastanza fastidio, non tanto per il trofeo sfumato ma per l’aver perduto un derby, sapendo comunque che l’indomani sarebbe un altro giorno.

Di merda.

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[nella foto: la Supercoppa Italiana 2011]

2 SU 2 QUEST’ANNO

Archiviato il derby in gloria – sarebbe potuto finire 18 a 0, se Lammerda Robinho non si fosse divorato quei 13/14 gol – e passata l’euforia da grande prestazione, è l’ora di far due conti e analizzare la nostra condizione.

Innanzitutto partiamo dal migliore in campo ieri sera: Leonardo. Facendo giocare l’Inter col modulo 4-2-fatequelcazzochevoletelìdavanti ci ha effettivamente reso semplici molte cose, prima su tutte il dominio territoriale a centrocampo. Gattuso-VanBommel-Seedorf hanno effetivamente spadroneggiato in mediana e il gol a bruciapelo di Pato non ha fatto altro che incamerare la gara nei binari giusti.

In secondo luogo Boateng. Allo stato attuale delle cose è lui l’unico giocatore essenziale per il Milan. Quando c’è, ci mette cattiveria, grinta e tecnica. Quando non c’è soffriamo come cani e, molto spesso, perdiamo. Per me è ancora più decisivo di Ibrahimovic, dato che con lui il gioco migliora, mentre con lo svedese in campo tutta la squadra rallenta.

Ma è giusto soffermarci anche su ciò che non va.
Cassano non è da Milan, punto. Condizione fisica ignobile a parte, ‘sto ragazzo non ci sta con la testa. Entra e prende due ammonizioni ridicole, che potrebbero avere ripercussioni sul suo ruolo in squadra. A questo punto mi chiedo: e se fosse stato preso solo per fare una bella plusvalenza a giugno?

Robinho continua imperterrito ad emulare Luther Blissett, e sta cosa mi manda in bestia. Potrebbe essere il nostro miglior marcatore se solo ci mettesse più cattiveria e cinismo nelle conclusioni sottoporta. Ad inizio campionato si smazzava in copertura ed era logico che non fosse lucido sottoporta, ma giocando da seconda punta, cazzo, non si può permettere di sbagliare gol già fatti. Anche perché non è che si giochi contro Leonardo ogni settimana.

Infine i 5 punti persi contro Palermo e Bari. Ho paura che siano sanguinosi, che pagheremo carissimo quelle due partite affrontate con troppa sufficienza. Anche perché abbiamo delle trasferte mica da ridere a Firenze, Roma e soprattutto a Udine all’ultima di campionato.

Sarei tentato di fare un salto ad Udine il 22 maggio e cercare già il biglietto già adesso, ma ho paura di quello che potrebbe succedere nelle sei partite precedenti.

Con questo Milan ci si deve aspettare di tutto.

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BUON DERBY RAGAZZI, NOI SIAMO IL MILAN

ISCM è un posto fantastico. Ogni vero rossonero dovrebbe averlo tra i preferiti, e andarci in processione ogni santo giorno.
Lì si sondano gli umori veri di ogni rossonero che si rispetti. E si vede di che pasta sono fatti i nerazzurri, peraltro.

Nell’imminente vigilia di un derby poi, in ISCM c’è la tipica quiete prima della tempesta. Anche perché non serve dire nulla. Tutti sanno già tutto.

Basta il “post” di Dejan a spiegare tutto. Un post secco, essenziale, da brividi.
Un post da imparare a memoria.
Un post che OGNI SINGOLO FOTTUTISSIMO GIOCATORE DEL MILAN che stasera sarà in campo dovrebbe leggere e tenere nella mente e nel cuore.

Eccovelo.
Buon derby, ragazzi.

«sento che sale;
è già arrivata alla bocca dello stomaco;
stasera giocherò a calcetto e sarò intrattabile;
uscirò con la fidanzata e gli amici e sarò insopportabile;
anche la pizza mi farà incazzare;
dirò ‘porcodd…’ in ogni frase, anche quando dovrò chiedere cosa c’è di
dessert;
mi rigirerò nel letto e sarò fastidioso;
mi sveglierò nonostante la suoneria puntata a mezzogiorno e
ciabatterò nervoso in giro per la casa;
leggerò un libro del cazzo e continuerò a scorrere la stessa frase
perché tanto la testa è via;
ringhierò a mia madre se mi telefonerà per chiedermi cose del tipo
“hai mangiato?”;
sprizzerò odio con lo sguardo a quelli che mi diranno “ma è solo una
partita”;
incontrerò gli amici e avranno la mia stessa faccia;
andremo a S.Siro facendo la strada dove sappiamo che si incontrano
quasi solo milanisti;
arriverò al baretto e guarderò quelle facce di cazzo ribollendo
dentro;
fumerò una canna e penserò “ecco, lo sapevo, adesso mi viene da
collassare”;
salirò le scale e farò una fatica della madonna perché avrò le gambe
molli;
farò la solita pisciata nei cessi dietro alla curva e berrò dal
rubinetto più del solito perché avrò la bocca secca;
scenderò le scale, guarderò dall’altra parte e aspetterò il fischio
d’inizio
per gridare TUTTO TUTTO TUTTO IL MIO ODIO

buon derby ragazzi,
noi siamo il MILAN
»

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SEGNALI

Ronaldo che punta sull’Inter per il derby e per lo scudetto.
Pato che si bomba la figlia del non-presidente.
Gattuso che si strafoga di cozze marce e le rivende a prezzo esagerato ai monegaschi.
Flamini che è felice per Leonardo.
Abbiati il Menagramo che si dice sicuro di vincere il derby e rivela di avere un ottimo rapporto con Leonardo.
Antonini che molto probabilmente sarà il titolare della fascia sinistra il 2 Aprile.

Non so perché, ma io non mi sento per nulla fiducioso per il futuro prossimo.

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VECCHIO CUORE ROSSONERO

Ci voleva. Eccome se ci voleva.
Una vittoria così mancava da tanto: figlia del carattere, dell’agonismo, della razionalità applicata al calcio. Partita non eccelsa dal punto di vista dello spettacolo (e con la solita costante di non riuscire ad ammazzare le partite quando si presenta l’occasione come nel primo tempo) ma giocata con estrema testa e – soprattutto – gran cuore.

Allegri ha rischiato con i tre mediani non-costruttori a supporto del trio d’attacco ed il campo gli ha dato ragione; tenere fuori Pirlo e Ronaldinho non deve essere stato facile per il mister livornese, ma è segno questo di carattere. Per una volta Allegri ascolta la sua voce interiore è schiera la formazione migliore possibile per affrontare questa Inter. Risultato: un tiro in porta, un gol, una vittoria nel derby.

Certo, anche i nerazzurri ci hanno dato una grossa mano: tra infortuni e nessun tiro pericoloso in porta effettuato in 35 minuti di superiorità numerica abbiamo avuto vita facile, anche se Allegri è stato bravo a motivare i nostri al punto giusto. E’ stato bravo soprattutto a fare delle scelte importanti che, sul campo, hanno svelato molto del momento di alcuni giocatori rossoneri.

Degni di nota i due attaccanti che – sia in parità numerica che in 10 contro 11 – molto spesso rintuzzavano e davano una mano nel pressing e nelle ripartenze. Parlando dei singoli abbiamo notato soprattutto la seconda vita di Flamini che, sgravato dagli obblighi di marcatura su e per Pirlo, ha potuto cercare pure l’inserimento; zero cartellini oltretutto, segno evidente che quando non è in affanno non interviene in recupero in maniera pericolosa sull’avversario.

Peccato solo per l’ingenuità di Abate che ha reagito come un mona alle provocazioni: i nerazzurri cercavano quello, lui ci è cascato e Tagliavento ha agito di conseguenza. Per il resto le botte si danno e si prendono, i cartellini vanno e vengono: per una mancata espulsione di Ambrosini (quello di Gattuso su Sneijder nel primo tempo era un normale fallo al limite dell’area; o per i mediani rossoneri vige la regola che ogni fallo è da cartellino?) c’è una mancata espulsione di Pandev, per il “solo giallo” di Ibrahimovic c’è il “neanche un giallo” per Cordoba per i suoi innumerevoli interventi da dietro in ritardo, e avanti così.

Forse ora si apriranno dibattiti infiniti sull’opportunità o meno di decimare i rossoneri, sulla pena capitale per Ibrahimovic o la lapidazione per Gattuso; ciò che a me interessa però è l’aver mostrato a tutti che in 35 minuti e con l’uomo in meno i nostri si sono sacrificati e hanno difeso il risultato con tenacia.

E di questi tempi per noi è un gran segnale; la via è tracciata, sta a noi ora percorrerla al massimo delle possibilità.

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