QUASI

Più di così non si poteva onestamente chiedere. Nei 90 minuti regolamentari abbiamo ribaltato il risultato dell’andata, nei supplementari il capolavoro di Vucinic ha interrotto la rimonta.
Pazienza.

E’ un peccato, perché io in finale di Coppa Italia ci vorrei anche tornare, qualche volta. Però tutto sommato vmi va bene così: perlomeno ora è d’obbligo concentrarsi sul campionato.
E la Champions? Beh, una cosa alla volta.

Innanzitutto mi va bene che Ibrahimovic abbia giocato poco, che qualche titolare abbia riposato, che qualche infortunato cronico torni disponibile, che Thiago Silva non si sia fatto quasi nulla, che Maxi Lopez alla lunga potrà tornarci utilissimo.

Non mi va più assolutamente bene avere Antonini come terzino: se vogliamo puntare ad essere competitivi in tutti i fronti Galliani deve capire che abbiamo un disperato bisogno di gente non dico brava, ma discreta a ricoprire quel ruolo.

Come non mi va più bene Seedorf in ciabatte anche in gare importanti come queste. Il gioco di Allegri prevede muscolarità e velocità in mediana, quindi bye bye Clarence.

Sabato ci aspetta una sfida decisiva in casa contro la Roma: se riuscissimo a portare a casa i 3 punti sarebbe un passo non dico fondamentale per lo scudo – dato che la juve giocherebbe domenica in casa contro l’Inter e la settimana seguente sempre in casa contro il Napoli – ma molto importante, quello sì.

Percui forza, che il bello comincia ora.

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SUCCEDE CHE…

In questi ultimi weekend di maggio sono successe tante cose.

Succede che dopo 8 anni di astinenza il Milan torna a vincere uno scudetto che mancava da troppo tempo.
Succede che la Coppa Italia è sempre più Coppa Inter (complimenti ai cuginastri per la vittoria numero millemila).
Succede che Zamparini è sempre peggio.
Succede che con Eto’o – quella volta – Ancelotti ci aveva visto giusto.
Succede che purtroppo possono capitare anche cose dolorose, nella vita (sentite condoglianze a capitan Javier Zanetti per la scomparsa della madre).
Succede che a Milano si respira aria nuova e – magari – più pulita.
Succede che il cavalier Berlusconi dovrebbe tornare ad occuparsi a tempo pieno di tirare fuori i soldi per il Milan e basta, senza pensare ad altro: ne va della sua salute.
Succede che perfino ad Arcore il centrodestra perde.
Succede che l’ironia rimane SEMPRE l’arma migliore contro l’insulto.
Succede che dopo 10 anni uno dei migliori centrocampisti al mondo vada a cercar fortuna altrove: good luck, andreino.
Succede che l’equazione tifoso = elettore non ha quasi mai funzionato, soprattutto questa volta.
Succede che qualcuno sarà felice, qualcun altro un po’ di meno: ma questa è la vita, signori.

Succede che forse il vento è veramente cambiato.
Sta a noi, ora, sfruttare la corrente.

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[nella foto: una serie di zingari comunisti gay islamici che festeggiano la vittoria di Pisapia in piazza Allah a Milano]

IL CASSONETTO DELLE BELLE NOTIZIE

1) Contro il Bari abbiamo passeggiato. Ha passeggiato pure Pirlo, che in 8 minuti di gioco ha rimediato tre passaggi, un pestone ed un infortunio per allungamento muscolare. Non male, direi.

2) Spiegato il motivo dello scarso feeling fra Ibrahimovic e Pato: lo svedese ha sepolto i Gormiti del brasiliano nel giardino di Milanello, ma non si ricorda più dove.

3) Bella prova di Massimo Oddo sebbene sia ancora sulla via del recupero. Ma non c’è problema: tempo due settimane e tornerà bello pimpante a crossare al terzo anello.

4) Preso l’olandese Emanuelson, voluto da Berlusconi in persona pensando che di nome facesse “Ruby” e non “Urby“.

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DISEGNI

Il disegno va avanti: arbitri e assistenti sono stati istruiti alla perfezione.
Giaccherini è il più pericoloso del Cesena? ZAC! Fulminato. E salterà – come è ovvio che sia – la gara contro di noi.
Non solo: è in fase di studio un attento dossier su Parolo, Budan, Bogdani e Sammarco, rei di aver parlato male di Nicole Minetti in spogliatoio. Si attendono sviluppi.

Nel frattempo stasera ci tocca il Bari: spero che Allegri abbia capito la lezione di Champions e faccia giocare le scartine (quindi volgio Ibrahimovic in panca), che la Coppa Italia è l’ultimo dei nostri problemi. Certo, io non ci starei a perdere neanche in amichevole, ma in questo momento sarebbe più opportuno ragionare in ottica Campionato.

Posto che già il Bari è quello che è (società piena di problemi, con una tifoseria sul piede di guerra e con un allenatore disposto a farsi da parte) e che affronterà la gara ampiamente rimaneggiato, è giusto non rischiare i mammasantissima e far giocare i tribunari.

Anche perché Kutuzov a parte – l’ex di turno che segna sempre e solo contro di noi – gli altri possono essere tranquillamente fermati.
Magari con la premiata ditta Strasser – Merkel – Beretta.

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CONSIDERAZIONI A MARGINE

Ok. Sono arrivati Ibrahimovic e Robinho. E Papastathopoulos e K.P.Boateng. Pensate che bastino costoro a renderci favoriti?
Continuo a ripetere che ci manca ALMENO un terzino (destro o sinistro che sia, meglio tutti e due) ed un bel centrocampista dai pedi buoni. Solo così la squadra sarebbe veramente completa e candidata alla vittoria sui tre fronti.

Intendiamoci: rispetto al paventato mercato iniziale sottotraccia ogni nome altisonante viene ben accetto. Un po’ come quando, dopo un lungo periodo di dieta ipocalorica assoluta, anche una fetta con la marmellata sembra un tiramisu.
I primi morsi – ossia le prime partite giocate – saranno comunque gustosi, perché tanta e tale è stata l’attesa di avere qualcosa sotto i denti che pure un passaggio orizzontale di 5 metri parrà un capolavoro balistico.

Sarà compito del dietologo Allegri centellinare i nuovi arrivi e trovare la ricetta giusta per sfornare una squadra competitiva: né troppo dolce (tutti e 4 insieme lì davanti senza nessuno che torna) né troppo insipida (sforbiciarne in panchina 2 o 3 su quattro). Nel primo caso risulterebbe stomachevole in poco tempo, nel secondo caso si avrebbe la solita sbobba da 4 anni a questa parte. Ma sono convinto che Allegri sà già le giuste dosi da proporre e, soprattutto, non accetta consigli da parte del padrone del ristorante.

In sostanza quest’anno non partiamo da favoriti, né abbiamo la matematica certezza di vincere qualcosa. A differenza degli anni scorsi però, abbiamo materiale per cui essere felici e per affrontare con tranquillità ogni competizione. Non è detto che si vinca però, a differenza degli anni scorsi, non partiamo nettamente inferiori agli altri.

In pratica, questi due arrivi ci danno qualche speranza in più.
Ma sono appunto speranze, non certezze.

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E’ PRIMAVERA

Ogni tanto una buona notizia càpita anche a noi.

I ragazzi della Primavera hanno vinto la Coppa Italia, esattamente 25 anni dopo la prima ed ultima, quando in panchina siedeva un certo Fabio Capello e in campo ci andavano dei giovanotti di nome Maldini, Albertini, Costacurta, Stroppa.
Dopo l’1 a 1 di Palermo, il secco 2-0 nella partita di ritorno a Milano.
In gol Zigoni e Verdi, due interessanti giocatori di cui il presidente-non-presente ignora financo l’esistenza.

Bene così, fioi.

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FINITE LE RISERVE

Basta, ci rinuncio. Rinuncio ad incazzarmi ancora per questa squadra.
Lo spettacolo offerto ieri sera è stato deprimente oltre ogni più logica aspettativa. E partire giudicando poco importante la Coppa Italia di certo non aiuta.

Leonardo dice che il Milan non é riuscito ad alzare il ritmo anche perché non abituato a giocare in uno stadio vuoto. Bella scusa, complimenti. Non è che forse non siete riusciti ad alzare il ritmo perché Zambrotta, Jankulovski, Gattuso, Pirlo e Inzaghi sono ormai ex-giocatori? Una cosa chiara è emersa da ieri sera: non abbiamo riserve. Eccetto 11/12 titolari, nessuno è PIU’ da Milan.

L’ Udinese schierava la formazione titolare, noi le seconde e terze linee. E già qui. L’ Udinese è quart’ ultima in campionato – si badi bene, quart’ ultima – e ci ha messo sotto dal primo minuto. Ergo, le nostre riserve arriverebbero si e no ai playoff di serie B.
In più se le riserve corricchiano strafottenti per il campo, ecco che si arriva allo stadio quasi vuoto.

Ieri sera ho finalmente capito – anche se dei dubbi ne avevo già parecchi – del perché Abate ed Antonini siano titolari: li avete visti Zambrotta e Jankulovski? Senza contare che Antonini è titolare per necessità, al netto delle cappelle immani come quella di ieri sera.
Ho anche capito che il nostro è un centrocampo disastrato. Vedere Gattuso regista mi ha fatto venire un blocco intestinale. Uno che ha due profilati di alluminio al posto nei piedi NON PUO’ e NON DEVE fare il regista. Se poi mi entra il regista vero e mi sbaglia il 95% dei passaggi giocando da fermo, beh, permettetemi che mi girino i coglioni.
Capitolo attaccanti: Inzaghi definitivamente a fare in culo e Huntelaar via, al pari di Flamini, esclusivamente per il suo bene. Qui da noi si intristerebbe – leggi: diminuerebbe esponenzialmente di valore – e diventerebbe un peso. Vendiamolo finché vale ancora qualcosa.

Capisco la stagione di transizione – anche se più che di transizione mi sembra più una stagione di agonia – e che si lavori per il futuro anteriore, con Pederzoli che sta razziando tutti i 15/18enni di prospetto in Europa. Ma il nostro problema è il presente. Allo stato attuale delle cose, tolti gli 11 titolari dietro c’ è il nulla cosmico, il vuoto pneumatico, una paurosa voragine, un buco nero, KaladzeJankuZambroGattusoPirloInzaghiOnyewuBoneraFavalliDidaRoma.

E’ chiedere troppo domandare alla società un piccolo sforzo nel mercato di riparazione?

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VOLTARE PAGINA

Archiviato il derby una volta per tutte, è ora di cambiare argomento.
Domani sera c’ è la Coppa Italia, contro l’ Udinese. E a me, di far fare esperienza alla primavera, non è che mi garberebbe più di tanto.

Per una volta Leonardo ha ragione: vuole la finale. Ossia, per metafora, vuole che la squadra affronti ogni competizione con lo stesso spirito, senza snobbarne alcuna.
Ci sarà un po’ di turnover, questo è chiaro, poiché domenica abbiamo il Livorno e non dobbiamo abbassare la guardia. Ma chi scenderà in campo domani sera dovrà comunque dare il massimo.

Animo ragazzi, non è morto nessuno.
Dimostrate a tutti di avercele, le palle.

p.s. Josè Mourinho oggi compie 47 anni. Tanti auguri.

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