E’ TUTT’UN TWEET 14: CHIEVO 0 – MILAN 0

@IgorTV [https://twitter.com/IgorTV] – hashtag: #ChievoMilan

– Al pub atmosfera tranquilla, nonostante Emanuelson e Muntari in campo contemporaneamente. Qui crediamo ai miracoli.

– Come questo volo di Abbiati e questo gol sbagliato da Cesar, ad esempio.

– Mediaset premium: «due le opzioni per la battuta: il destro di De Jong o il sinistro di Emanuelson». Il suicidio no?

– Gran ritmo questa partita. Ah si.

– Prima azione degna di nota al 41º minuto. Orrore.

– Poli scazza un colpo di testa da 60 cm dalla porta. Bene così.

– «Oh Muntari Muntari, perché sei tu Muntari?»

– I clivensi ci graziano: Rigoni sbaglia a porta vuota. Sudditanza psicologica.

– La partita è talmente entusiasmante che il titolare del pub l’ha sostituita con un porno coi cani.

– Puggioni nega ad Emanuelson la gioia del gol. E date almeno una soddisfazione a sto povero ragazzo…

– Puggioni hai rotto i coglioni però

– Ah, e comunque continua la saga dei “portieri pipponi che diventano fenomeni contro di noi“.

– In difesa balliamo come Anna Oxa.

– Fanculo Matri, càgati in mano

– Fuori Muntari, dentro Robinho. Puntiamo tutto sulla confusione.

– Ora sono in preda ad un dilemma: tra matri e robinho non so più chi insultare pesantemente.

– C’è talmente tanta di quella fuffa in campo che il Bentegodi più che uno stadio sembra una piazzola ecologica.

– Quelli di #rigoreperilmilan mi provocano la stessa umana tenerezza degli anziani con l’alzheimer.

– Fischato un fuorigioco micrometrico al Chievo. Guardalinee bandanato.

– Poli si divora il gol del vantaggio girando fuori un bell’assist di kakà.

– Sul replay del fuorigioco clivense ho provato vergogna ed imbarazzo per l’uscita di abbiati.

– No vabbè, allora lo fate apposta a giocare di merda. Palo di robinho da 5 metri con puggioni per terra.

– Cambio Milan: Constant per Poli. Ad allegri deve essere finito l’effetto del litio.

– Ottimo. Montolivo espulso. Bene così.

– Fuori kaka, dentro Cristante. Vediamo se replica il gol contro il Barcellona.

– Orsato si dimostra per ciò che é: tutto tranne un arbitro.

– Finita. Partitaccia immonda. Il più grosso demerito di allegri è che non piglia abbastanza i suoi giocatori a calci nelle palle.

 

Milan, Chievo, Pareggio, partita immonda

CHIEVO, PORCAPUTTENA, E SONO FELICE

Sarò onesto: dopo il subitaneo gol del pari del Chievo mi sono cagato in mano.
Invece no: i nostri hanno sì avuto un momento di sbandamento, ma per fortuna durato solo pochi minuti.

Abbiamo corso per l’ennesima volta il rischio di mandare il primo tempo a puttane, ma sto giro ce la siamo cavata bene. Merito anche dei tre autogol dei clivensi, poi nella ripresa El Fagianone ha fatto il resto. 5-1 che ci sta tutto.
(Tre autogol, diobono. Dai, tre autogol) (Ogni tiro – TAAAC – gol. Anzi: autogol) (AHAHAH, che sagome questi veronesi gialloverdi).

Meglio così dato che a beneficiarne sono stati i tre giocatori più tecnici e più attesi: Montolivo, Emanuelson e Bojan.
Montolivo sta crescendo pian piano. Speravo, sapevo che non poteva essere così scarpone. E’ sempre una fighetta senza palle, ma perlomeno ora segna pure.
Emanuelson dove lo metti gioca. Nascerebbe terzino sinistro, Allegri lo mette ala destra (e al suo posto in difesa ci caccia il tapiro nero, che nel primo tempo è stato inguardabile) e per stavolta ha ragione lui. Bel gol e bella prestazione.
Bojan invece, leziosità palleggiatrici a parte, forse sta iniziando ad ingranare negli schemi di Allegri. Non più esterno fumoso quindi, ma dove può svariare, passare, correre libero e garrulo e anche segnare, ossia fromboliere dietro l’unica punta.

La Pazza, per l’appunto. Quell’ignobile paracarro. Buon per lui che oggi El Shaaraquone era in vena di magie e gli ha fornito un assist al bacio dopo bel filtrante di Bojan, altrimenti virgola anche sto giro.
La buona notizia è che forse si è tolto di dosso un po’ di incazzatura per il non-gol: vediamo se si ripeterà anche contro la sua ex-squadra viola nella prossima di campionato.

Il tutto contornato da una buona notizia: il modulo 4-2-3-1 sembra venir pian piano metabolizzato dai nostri interpreti e, soprattutto, CON QUELLA MALEDETTISSIMA PALLA A TERRA si gioca molto ma molto meglio.

Milan, chievo, vittoriona

CREDIAMOCI

«Cosa?
E’ finita?
Hai detto “finita”?
Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi!

E’ forse finita quando i tedeschi hanno bombardato Pearl Harbor?
Col cazzo che è finita!

E qui non finisce…
Perché quando il gioco si fa duro… I duri cominciano a giocare!

Chi viene con me?
Tu?
Coraggio, andiamo!!»

milan,vittoria,chiavo,scudetto,crediamoci

SON SODDISFAZIONI

Due vittorie, zero gol subiti, 73 rigori a favore, un Robinho da impalare.
Questo il bottino dopo i due saccheggi contro il Chievo in casa e contro il Genoa in trasferta.

Sulla prima partita, poco da dire se non che ci son bastati 15 minuti per aver ragione dei pandori.

Sulla seconda invece occorre ringraziare fratello Kakhaber, cuore rossonero, che di fatto ha sbancato il fortino di Malesani. Malesani. Uno che scambia un verbo per un aggettivo non dovrebbe allenare.
E comunque: se alla vigilia ha fatto proclami arrembanti, durante la gara ha disposto la propria squadra con un commovente doppio catenaccio.
Ah, il bel giuoco all’italiana.

Ci è voluto, dicevo, l’intervento del sempreverde Kaladze – cuore rossonero forever – per aver ragione della corazzata genoana.

Bene così, la vetta l’abbiamo agganciata. La partita di martedi si può pure perdere (evitando così di sprecare energie fisiche e nervose) che tanto secondi nel girone di Cension Lis – come dice Cabrini – lo siamo già.

L’importante adesso è trovare una continuità. Di risultati innanzitutto, se poi sarà pure di gioco, tanto meglio.

milan, chievo, genoa, vittoria

GIOCO DI MANO, GIOCO DI BRASILIANO

Non ho visto la partita in diretta. Ero al cinema, a vedere il Grinta.
Le due volte precedenti – ossia io al cinema mentre il Milan gioca di domenica pomeriggio – in occasione dei pareggi contro Udinese e Genoa. Figuratevi le bestemmie al gol del pari del Chievo. Poi ci ha pensato Pato ma vabbè.

In questi casi mi affido alla fredda cronaca via sms di tre persone: la ecli – gran milanista – e due cazzari bianconeri miei amici. Immaginatevi il mio stato d’animo alla notizia del gol di Robinho (anzi: Lammerda): valido, non valido, mano netta, petto/spalla/braccio, solito piagnisteo o c’è qualcosa di vero?

Ho dovuto aspettare le 23.15 per vedere gli highlights alla domenica sportiva. Mi aspettavo un tocco di mani clamoroso, repentino e truffaldino: ho visto un semplice stop con la parte alta del braccio.
Di più, ho visto l’arbitro posizionato benissimo per essere tratto in inganno (dalla sua visuale lo stop di braccio alto poteva sembrare di petto).

Ancora di più: ho visto Sorrentino alzare il braccio e urlare ma rimanere immobile sulla linea di porta, mentre Robinho (Lammerda per gli amici) riusciva a stopparla spalle alla porta, portarsela giù, girarsi e piazzarla a rete. A tre metri dalla porta, senza che Sorrentino – o qualche altro difensore vociante a braccio alzato – gli andasse minimamente incontro per cercare di ribattere il tiro.

Vivisezionando l’immagine con mille replay si può dire che sì, era fallo di mano ed il gol andava annullato. Anche se di stop così a metà campo se ne vedono a decine in ogni partita, e quasi mai sanzionati.
Un conto sarebbe stato un fallo DI MANO evidente, altro conto un braccio/spalla stoppando un pallone che arriva dall’alto: per un arbitro è molto più facile vedere e senzionare il primo che non il secondo. Soprattutto a velocità normale.

E solo non sanzionando il primo caso si può parlare di malafede.

Immagine15.jpg

QUELLA SUA MAGLIETTA FINA

Leggo con orrore che domenica contro il Chievo, il Milan scenderà in campo con una maglietta celebrativa dei 25 anni di presidenza di Silvio Berlusconi.
Nello specifico, tra il logo dello sponsor e il simbolo della squadra ci sarà la dicitura in filo rosso ’20 febbraio 1986-20 febbraio 2011′, con sotto la firma del presidente in persona.

Bene. Alcune considerazioni:

1) Per me Berlusconi ha smesso di pensare seriamente al calcio (e quindi al Milan come squadra di calcio) dal 1994, cioè da quendo è entrato in politica. Dopo quella data, Berlusconi ha usato il Milan per i propri scopi di immagine: accollandosi i meriti quando vinceva, scaricando le colpe quando perdeva.
In più, ha fatto mercato solo in corrispondenza di tornate elettorali o di crolli nei sondaggi.

2) Attualmente (e, a dir la verità, già da parecchi anni) nell’organigramma del Milan, alla accanto alla parola “Presidente” campeggia la scritta “=”. Ossia non c’è un Presidente, oggi, al Milan.
Ciò succede perché del Milan non gli frega quasi nulla, e non certo per fantomatici problemi di “conflitto d’interessi” creati ad arte (tant’è che non ha ancora mollato la presidenza di Mediaset).

3) Siamo in piena campagna elettorale e Berlusconi, in mezzo agli scandali, sta perdendo consensi nei sondaggi. Il proprio nome su una maglietta ed in questa occasione è pura propaganda elettorale.
Per i 20 anni di presidenza mica ha fatto una pacchianata simile, e neppure tornando indietro nel tempo.

4) Se Berlusconi volesse veramente bene al Milan, non lo coprirebbe di ridicolo inventandosi queste pagliacciate. Cercherebbe piuttosto di rinforzarlo e di ringiovanirlo, in modo da creare un ciclo come negli anni gloriosi.

In tutta evidenza, queste sono solo le ultime battute di uno spettacolo ormai fiacco e stantìo, battute che non fanno più effetto tra il pubblico (eccetto qualche fanatico nostalgico).

Sipario.

sipario1.jpg

MILAN 1 – CHIEVO 0

Siamo a solo un punto dalla capolista, quanti di noi ci avrebbero scommesso 5 centesimi ad inizio campionato?
Io sinceramente no; mi fa indubbiamente piacere essere stato smentito.

Ma ci sono numerosi però.
Partiamo dal risultato di ieri sera, è indubbiamente falsato: il gol di Yepes era regolarissimo (ce l’ho pure titolare al fantacalcio, peraltro) e la partita sarebbe potuta finire con un pareggio o addirittura con una sconfitta nostra. Risultati entrambi ineccepibili, dato che il primo tempo il Chievo ci ha sovrastati e nella ripresa ci siamo divorati almeno tre occasioni limpide. Siamo nettamente in debito con la sorte, da quel punto di vista. Ciò che non mi va decisamente giù è vincere così, con dei favori arbitrali enormi che alimenteranno polemiche infinite per tutta la settimana.

Si è visto chiaramente che lo 0-4 subito a Manchester ha avuto un impatto devastante sulla fragilità mentale dei nostri, il Chievo sembrava di un altro pianeta. Fortuna vuole che i panchinari abbiano trasmesso tutta la loro esperienza e voglia di vincere, uno su tutti Clarenzio: è un campione che ha 30 minuti nelle gambe. Se si adegua a questo ruolo con intelligenza può diventare non solo devastante, ma anche essenziale per il resto della squadra. Il gol è di una rara bellezza, arrivato quando eravamo in 10.E’ stato un gol voluto e cercato, un regalo.

La nota negativa è purtroppo il grave infortunio di David Beckham. La rottura di un tendine d’achille è una roba grande, e a 35 anni segna quasi la fine di una carriera. Oltre a finire qui la stagione, in tutta sicurezza David salterà anche i mondiali. Dal piano umano sono sinceramente affranto: David ha dimostrato di essere un grande professionista, facendo sempre e comunque il suo lavoro pur se tempestato da critiche e sfottò giunti da ogni dove.

Tutti hanno diritto ad un sogno, ed è sempre triste vedere i sogni spezzarsi.
Soprattutto se hanno la forma di un tendine d’achille.

0KZALW1R--620x300.jpg

I PIU’ E I MENO

Un tifoso non è un essere razionale, si sa. Vorrebbe sempre il massimo dalla propria squadra, perfino l’ impossibile.
Ed io, in quanto tifoso, non faccio eccezione. Cercherò però di essere il più razionale possibile, dando i meriti a chi di dovere e trovando le magagne che, anche ieri sera, si sono palesate.

I meriti, innanzi tutto. A Dida, perché se non metteva la manona santa ieri staremmo frignando su una sconfitta, o su un pareggio se ci fosse andata di culo. La sua paratissima su colpo di testa di Granoche da 4 millimetri dalla linea di porta vale come o più di un gol, e l’ abbraccio finale dei compagni al portierone è un bel gesto di fiducia. Ciò non lo salva dalla lapidazione per la papera di mercoledì, ma gli dà abbastanza punti.

Nesta. Nesta ha un cuore grande così. San Drone è tornato meglio di prima. E’ l’ erede spirituale di Maldini per l’ anima, il carisma e lo spirito che ci mette in campo. Se poi si improvvisa pure cannoniere, beh, ci sarebbe da erigere statue equestri. Meriterebbe la fascia di capitano, anzi, dovrebbero tatuargliela sul bicipite sinistro; per ora mi accontento che non si rompa più per un paio d’ anni.

Per tutti gli altri c’ è di buono che finalmente ci mettono grinta e coglioni in campo. In fondo è ciò che si chiede ad un giocatore di calcio, no?!?, ma vista l’ aria che tira a milanello, persino la normalità diventa una conquista.

E veniamo alle dolenti note, sotto forma di primo tempo regalato. Sempre. Costantemente. Sono già 5 le partite di fila nelle quali andiamo all’ intervallo sotto di un gol, e sarebbero state 7 se il Bari avesse segnato.
E’ effetivamente un problema, inutile negarlo. Non è per fare del puntacazzismo®, ma non si possono regalare primi tempi a iosa e sperare che i ragazzi la sfanghino ogni volta. Ora che la condizione si sta via via ritrovando va anche bene, ma all’ inizio – quando eravamo delle mummie senza fiato che vagavano senza meta per il campo a causa di una non-preparazione estiva a dir poco demenziale – abbiamo perso partite ampiamente alla nostra portata.

Voci di corridoio dicono che comunque, a Gennaio o durante le feste natalizie, ci sarà un’ altra mini tournée in luoghi esotici: il recupero dell’ amichevole col Real Madrid probabilmente, e l’ immancabile Taci Cup in quel di Tirana. Spero non sia così, altrimenti l’ esperienza estiva non ha insegnato proprio nulla.

Il fatto è che c’ è da lavorare urgentemente per risolvere la questione primi tempi, e in fretta; mercoledi c’ è il Napoli a Napoli, e quelli corrono, e tanto.
Non credo sia un problema di tenuta atletica, perlomeno non solo. E’ un problema di motivazioni, di concentrazione, di testa?

E chi dobbiamo chiamare per guarirli, allora, il Mago di Segrate?

Eccezzziunale_veramente.png