I BELIEVE IN PAZZOLIVO

Perlomeno, ci voglio credere.
Mi spiace di aver perso il Cassano giocatore – godo per il Cassano persona – anche perché ora il più tecnico in rosa resta Robinho.

Eh, appunto.

Ma forse Pazzini assieme al suo vecchio amicone Montolivo potrà tornare ad essere quello visto ai tempi della Sampdoria. In modo anche da resuscitare lo stesso Montolivo, visto molto impalpabile e senza palle nelle prime uscite.
Io ci spero, ci voglio sperare, altrimenti è veramente notte fonda.

Intanto domani pomeriggio parte il nostro campionato, in casa contro la Sampdoria.
Visto che Pato ormai è disperso e verrà venduto già a Gennaio – Inghilterra? Francia? Spagna? – ed è affidabile come il maestro Do Nascimento, il Pazzo ha l’onere dell’attacco rossonero sulle proprie spalle già dopo una settimana scarsa dal suo arrivo.

Bel banco di prova, utile a testare soprattutto gli attributi: innanzitutto vedere se ci sono – merce sempre più rara dalle parti di milanello di questi tempi – e se il ragazzo ha il carattere necessario a diventare un trascinatore, dopo che tutti i precedenti leader dello spogliatoio se ne sono andati altrove.

E poi, magari, vige la regola del gol dell’ex.

Sperando che non lo venga a sapere Maxi Lopez.

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M COME MILANELLO

Il mercato di M sembra essere servito a qualcosa:

M come Merkel: a lui va l’oscar della sfiga. Si spacca proprio quando siamo in piena emergenza a centrocampo. Pazienza. Ci sarà modo di (ri)vederlo in campo più avanti;

M come Mesbah: sembra il meno peggio tra i terzini sinistri orrendi di cui dispone la nostra squadra. Azzecca pure qualche cross e, a Udine, ha eseguito pure una buonissima diagonale salvarisultato su Armero;

M come Muntari: oggi ha iniziato il primo allenamento a Milanello e domani mattina è prevista una prima rizollatura. Ottimo inizio;

M come Maxi Lopez: lo ritenevo utilissimo, soprattutto se avesse dimostrato di essere quello dei primi sei mesi di Catania. La prova a Udine fa ben sperare. Se non proprio un titolarissimo, forse abbiamo trovato un ottimo sparring partner (vi dice niente il nome Jon Dahl Tomasson?).

La partita di Udine è stata essenziale, uno spartiacque. L’abbiamo persa per 75 minuti. Bravo Allegri a rischiare – anche se Nocerino l’avrei tenuto in campo e avrei fucilato Seedorf, sempre più un ex-giocatore capriccioso e umorale. Alla fine abbiamo portato i tre punti a casa, e questo era l’essenziale.

Stasera ci aspetta l’Arsenal in casa: non ho la più pallida idea di che partita possa essere, anche alla luce del fatto che non so quanta voglia di “grande gara” ci sia in casa Milan.

Lo vedremo dalla formazione che metterà in campo il Mister.

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RISVEGLI

3-0 in casa al Palermo, nostra storica bestia nera.
La legge dell’ex questa volta vale per noi («e Nocerìììì noooo faaaaa cciuuuu ngooool»).
Ibrahimovic ha ritrovato la voglia perduta di giocare? Intanto ha ritrovato la voglia di assist.
Robinho serve sempre, anche quando sbaglia gol a porta vuota.
Cassano come Ganz: el segna sempre lu.

Timidi segnali di risveglio?

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CONSIDERAZIONI A MARGINE

Ok. Sono arrivati Ibrahimovic e Robinho. E Papastathopoulos e K.P.Boateng. Pensate che bastino costoro a renderci favoriti?
Continuo a ripetere che ci manca ALMENO un terzino (destro o sinistro che sia, meglio tutti e due) ed un bel centrocampista dai pedi buoni. Solo così la squadra sarebbe veramente completa e candidata alla vittoria sui tre fronti.

Intendiamoci: rispetto al paventato mercato iniziale sottotraccia ogni nome altisonante viene ben accetto. Un po’ come quando, dopo un lungo periodo di dieta ipocalorica assoluta, anche una fetta con la marmellata sembra un tiramisu.
I primi morsi – ossia le prime partite giocate – saranno comunque gustosi, perché tanta e tale è stata l’attesa di avere qualcosa sotto i denti che pure un passaggio orizzontale di 5 metri parrà un capolavoro balistico.

Sarà compito del dietologo Allegri centellinare i nuovi arrivi e trovare la ricetta giusta per sfornare una squadra competitiva: né troppo dolce (tutti e 4 insieme lì davanti senza nessuno che torna) né troppo insipida (sforbiciarne in panchina 2 o 3 su quattro). Nel primo caso risulterebbe stomachevole in poco tempo, nel secondo caso si avrebbe la solita sbobba da 4 anni a questa parte. Ma sono convinto che Allegri sà già le giuste dosi da proporre e, soprattutto, non accetta consigli da parte del padrone del ristorante.

In sostanza quest’anno non partiamo da favoriti, né abbiamo la matematica certezza di vincere qualcosa. A differenza degli anni scorsi però, abbiamo materiale per cui essere felici e per affrontare con tranquillità ogni competizione. Non è detto che si vinca però, a differenza degli anni scorsi, non partiamo nettamente inferiori agli altri.

In pratica, questi due arrivi ci danno qualche speranza in più.
Ma sono appunto speranze, non certezze.

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BRAVI MA BASTA

Abbiamo vinto una gran partita a Madrid, due giorni fa. No, dico, DUE giorni fa.
Oggi è venerdì e domenica sera c’ è il Chievo. Sarebbe ora di lasciarci alle spalle la vittoria e concentrarci unicamente per il match a Verona.

C’ è chi ci ricorda l’ impresa ogni due per tre – Pellegatti e Galliani a Mediaset, quella folta schiera di subumani che blatera di calcio nelle TV locali; oggi ci si mette pure la Gazza con un titolo quanto meno stucchevole: ArraPato di Milan.
Basta. Preferisco a questo punto ciò che dice Mourinho a proposito di noi: “avete vinto una gran partita, sì, ma ricordatevi che tre settimane fa l’ avete preso in culo dallo Zurigo. No, dico, lo Zurigo“.

Di solito non presto mai ascolto a ciò che dice lo Specialone, ma questa volta farò un’ eccezione. La sua non è una battuta infelice, ma un suggerimento bonario. Invita a non esaltarsi troppo, ad andare avanti giorno per giorno, a non gettar via il bambino con l’ acqua sporca. Lo dice a modo suo, ma lo dice.

Certo, mica si può pretendere che sia anche simpatico o sportivo.

D’ altronde è interista.

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ALE’, PARTITI

Pronti, via: due pere di Pato a Siena e tutti a casa. Tutto qui? No. Stranamente il Milan ha giocato da – non ancora grande – squadra e dimostrtando che almeno nei titolari l’ organico è di primo piano.
Non da primissimo piano, intendiamoci: è palese l’ assenza di spinta sulle fasce, caratteristica che ci farebbe fare il definitivo salto di qualità. Anche per valorizzare il neoacquisto Huntelaar e per rivitalizzare quella povera anima di Borriello.

Partiamo dalle note positive.
Pato è stato maltrattato per tutto il precampionato, ma quando ci sono in palio i tre punti lui c’è. Sempre. Considerando che è al 75-80% della condizione, possiamo dire che è l’ unica garanzia di questa squadra.
Flamini deve essere titolare inamovibile: è lui l’ unico vero collante di centrocampo. Se la squadra gira, lui va a nozze; se la squadra è in difficoltà, lui la trascina fuori dalle secche.
Nesta + Thiago Silva = finalmente una coppia di centrali come si deve. Probabilmente abbiamo trovato la quadratura del cerchio.
Ronaldinho ha mostrato ancora una volta di avere i migliori piedi dell’ universo a livello di tecnica; ora basta solo metterli a servizio della squadra 95 minuti a partita.

Ci sono anche note negative, comunque.
Le fasce sono il vero buco nero del Milan di quest’ anno. C’ è una penuria di cross decenti ormai patologica, e non è possibile chiedere ad un vecchietto come Zambrotta di cantare e portare la croce, ossia proporsi e crossare e anche difendere.
Jankulovski è un ex-giocatore. Punto. O perlomeno non è da Milan. Il mercato chiude il 31 Agosto, come ama ripetere Galliani: ci sono ancora 9 giorni per coprire la magagna.
Pirlo questa sera proprio non c’ era. Forse gli echi londinesi non si sono ancora esauriti del tutto.

In tutto ciò, una precisazione è doveroso farla: c’ è da sperare che i titolari non si infortunino. Mai.
E comunque è impensabile che facciano 50 partite ad altissimo livello. Un minimo di rincalzi di spessore ci sarebbero utili come il pane.

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