POLI POSITIVI

Ora, non so a voi ma l’eventuale approdo di Andrea Poli in rossonero, a me, garba parecchio.

Già rosicai quando passò all’Inter lo scorso anno: Poli potrebbe diventare un ottimo centrocampista tuttofare. E’ bravo nell’impostazione, ha ottima visione di gioco e facilità d’inserimento, ogni tanto la butta anche dentro (il che non guasta mai) e ultimamente si è adeguato al ruolo che Delio Rossi gli ha assegnato in fascia.
Potrebbe migliorare un pelo nella fase di interdizione: non è proprio uno sradicapalloni, ma non è un dramma.

Il 23enne vittoriese (nel senso di Vittorio Veneto) potrebbe quindi essere un bel tassello, un jolly di centrocampo da inserire in organico, considerate poi le partenze di Nocerino e forse di Muntari e i rinnovi di Flamini ed Ambrosini.

Poli è l’unico che in quanto a tecnica e visione di gioco potrebbe sostituire o affiancare  Montolivo.
Mi rendo conto che è un po’ pochino, che non è Iniesta o Xavi, che anche a me piacerebbe avere anche Daniele De Rossi – che io considero tutt’ora il più forte centrocampista italiano, il quale tornerebbe ai vecchi fasti se solo cambiasse aria – o Lampard o Gerrard.

Ma questa linea ipotetica di ringiovanimento + rinforzo mi sta piacendo assai.

Vediamo che ne pensano Galliani e il capoccia supremo.

Milan, Poli, sampdoria, calciomercato

LOST IN THE SUPERMARKET

«I’m all lost in the supermarket, I can no longer shop happily
I came in here for the special offer, a guaranteed personality»

Sta in queste parloe di Joe Strummer il riassunto dell’estate gallianesca: costretto a fare le nozze coi fichi secchi, deve per forza aspettare l’occasione last minute di fine agosto. E credetemi, è dura riempire due mesi con il nulla:

– ci sono i cronisti impazienti fuori dalla sede? Il Gallo ti inventa prestiti, notizie farlocche, consulenze di fiscalisti spagnoli giusto per tirare avanti;
– ci sono le altre squadre che si rinforzano? Il Gallo dice di avere pazienza e di credere nel presidente che ti trattiene i campioni;
– il presidente ti vende i campioni un’ora dopo? Il Gallo afferma che in tempo di crisi bisogna dare l’esempio e fare dei sacrifici;
– i tifosi non-evoluti rispondono che, in quanto a sacrifici, non è giusto imboscarsi i 70 milioni della vendita dei campioni? Il Gallo ha il colpo di genio e garantisce il rimborso dell’abbonamento ai tifosi insoddisfatti;
– il presidente ribadisce che il tesoretto per il mercato ammonterà ad un cazzo di niente? Il Gallo si mette in moto a questuare prestiti a zero in tutto il mondo in attesa dei fatidici ultimi due giorni di mercato;
– nel frattempo il campionato inizia e il Milan rimedia una figuraccia in mondovisione? Il Gallo se ne va dallo stadio 15 minuti prima;
– la batosta sottolinea che i problemi del Milan sono in difesa e a centrocampo? Il Gallo rimedia una punta 17enne e l’ennesima seconda punta, anche se in prestito;
– l’allenatore dà indicazioni tecniche sui giocatori che servirebbero e in quali ruoli saremmo scoperti? Il gallo risponde picche e segue l’unica logica che secondo lui vale: quella del low-cost (e pazienza se ingrumerà solo attaccanti scarsi);
– tutti parlerebbero volentieri di “giovani“, “progetto” a lungo termine e “acquisti fatti per tempo in modo da affrontare tutti assieme la preparazione estiva ed arrivare pronti ed affiatati per gli impegni stagionali“? Il Gallo risponde per le rime dicendo che se non ci fosse lui la squadra sarebbe in rovina, e che la fiscalità spagnola, e che il fairplay finanziario;
– finalmente i fatidici due giorni stanno arrivando? Il Gallo comincia ad arrazzarsi perché sente di essere entrato nel territorio che gli compete e nel quale, da anni, non ha rivali; pronto ad accanirsi come un avvoltoio su tutti gli “affari” a sua disposizione.

Peccato solo che il panorama calcistico italiano in quest’ultimo scorcio di mercato offra effettivamente poca roba. Galliani quindi potrebbe pure muoversi come uno squalo tra le acque torbide del calciomercato, ma non troverebbe di certo bocconi succulenti.
Quelli sono già spariti da un pezzo, dato che ci sono ben altri squali più grossi di lui con ben altre capacità “attrattive” in termini di pecunia e di appeal di squadra.

Percui, ho paura di vedere un Galliani depresso in questi ultimi due giorni, mentre si aggira come una iena in cerca dell’affare per ogni meandro del Quark Hotel.

Ripetendo ad ogni piè sospinto, proprio come scriveva Joe Strummer, «And it’s not here, it disappear»…

INDOVINA CHI?

Chi è il personaggio ritratto nella foto sottostante?

Milan, calciomercato, aquilani, galliani, mister x

A. un centrocampista tenuto su col nastro adesivo;
B. un modello della collezione autunno/inverno 1978 di Armani;
C. un grandioso colpo di mercato di Galliani;
D. Er Fighetta, un personaggio minore del film Romanzo Criminale;
E. un tizio con gli occhi troppo vicini tra loro ed un parrucchino francamente scandaloso;
F. un centrocampista che, se lo sorregge il fisico, può dare molto al Milan;
G. il moroso di quella grandissima figa di Michela Quattrociocche;
H. Mister X, e così il mercato è chiusissimo.

LUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO…

Oggi inizia ufficialmente il calciomercato. Da qui al 31 Agosto saranno associati al Milan fantastilioni di giocatori; tutto inutile, tanto Galliani si muoverà solo il 30 Agosto e solo per prendere ciò che gli ordina Minuccio er Pizzettaro.

D’altronde, il bilancio d’esercizio 2010 del Milan parla chiaro: 69,8 Milioni di euro di perdita [pag.16]. Ora, a meno che il non-presidente decida di aprire il portafoglio, vacche abbastanza magre quest’anno.

Ci sono pure notizie positive, però:

1) Didac Vilà è un bel terzino. Di più, è campione europeo Under 21. Ed è ancora del Milan, vorrei ricordare. Qui i casi sono due: o Allegri non ha occhio per i terzini, o ha l’occhio talmente lungo che ha deciso di non “bruciarlo” subito e farlo maturare ancora, magari in spagna. Oh, sia mai che il “giovine” fedelissimo di Leonardo decida di seguirlo al PSG…

2) Onyewu è ufficialmente un ex giocatore del Milan. Fine di un incubo.

3) Le nuove maglie, dopo averle riviste meglio, mi fanno meno cagare rispetto alla prima volta. Un bel passo avanti, comunque.

Milan, calciomercato, bilancio, raiola, didac vilà

PARLARE DI MILAN

Mi sono reso conto che in questo periodo meno leggo e parlo di Milan e meglio sto. Cerco di far passare un paio di giorni dalle cazzate che quotidianamente i nostri dirigenti sparano e provo a ragionare a mente fredda, oppure mi faccio distrarre da qualcos’altro. I mondiali, ad esempio.

Succede però che per due giorni non vi siano partite – e contemporaneamente inizi il calcio mercato – che subito mi sento male. Non vorrei, ma sono attratto da ciò che i giornali e i siti specializzati scrivono sul Milan e del Milan, cqado nel trappolone, leggo e sto male.

Sto male perché oltre alle solite minchiate di Galliani (la fiscalità spagnola, siamo top mondo, siamo a posto così, si compra solo se si vende) e quelle di Berlusconi (starò altri 25 anni alla guida del Milan, sono il presidente più vincente al mondo, pappappèro pappappèro) si aggiunge anche Pierfido Berlusconi, che chiede «ai tifosi di avere un momento di pazienza e continuare ad avere fiducia in papà, che ci ha regalato tante soddisfazioni. Il Milan non ha bisogno di fare acquisti ma di un progetto, puntando soprattutto sui giovani».

Ora, il compitino della scimmietta ammaestrata suona fuoriluogo e in sovrappiù: al contrario del pubblico televisivo, il tifoso medio milanista non è «un bambino di undici anni nemmeno troppo sveglio». No. E’ una belva incazzosa che è stufo di farsi prendere per il culo, soprattutto da gente che del Milan non gliene è mai fregato nulla.

Il tifoso milanista – non tutti, ma tanti – sta con Kakhaber Kaladze il quale, dopo essere stato messo fuori rosa lo scorso anno, pretende giustamente di veder rispettato il suo contratto (dato che da 4 anni non chiede più adeguamenti salariali). Contratto che è onerosissimo solo perchè un tizio pelato privo di alcun senso per gli affari ha permesso che fosse in essere 4 anni fa. Ora è troppo comodo chiedere ai giocatori di fare un passo indietro, quando per metà stagione sono stati presi a pesci in faccia.

Il tifoso milanista – non tanti, ma tutti – da oggi esulta perché l’ex portiere più forte del mondo (5 anni fa) ha compiuto un bel gesto dignitoso salutando tutti e tornandosene a casa non appena gli è scaduto il contratto, per fortuna non più rinnovato.

Grazie Nelson, per quello che ci hai dato.
Nonostante tutto.

dida.jpg

THAT’S AMMMORE

Prima Pato dice che non sa se resterà al Milan. Poi ritratta e dice che resterà al Milan sicuramente. Però – aggiunge – se resta anche l’amico Ronaldinho. Ha detto Ronaldinho anche se voleva dire Mancini. Ma se avesse detto Mancini, prima lo avremmo perculato e poi avremmo scoperto il giuoco sporco.

L’agente di Ronaldinho è suo fratello, ossia un tizio incapace nonché totalmente ricattabile e gestibile da altri laidi procuratori. Tipo Gilmar Veloz. L’agente di Pato è Gilmar Veloz. Che è lo stesso di Mancini. Quindi il discorso di Pato suona tanto di “parlare a nuora perché suocera intenda“.

Ronaldinho non è mai stato messo in vendita dal Milan (al limite si sta autovendendo lui), percui l’insofferenza di Pato è una manovra messa in atto dal suo procuratore per trattenere quella merda ambulante di Mancini. Al Milan costerebbe qualcosa come 30 milioni lordi in 4 anni: a Veloz e a Galliani andrebbe anche bene, dato che da anni fanno delle crestone immense sui rinnovi spropositati dei bidoni brasiliani.

Dopo questa vergognosa sortita, la soluzione è semplice ed immediata: Pato fuori dai coglioni (per non meno di 50 milioni), via Ronaldinho (perché 8 milioni all’anno sono francamente una cifra immonda) e quel bidonazzo di Mancini rispedito all’Inter, sua squadra naturale.

Al loro posto voglio gente coi coglioni di ghisa e, soprattutto, orgogliosa di indossare la maglia rossonera.

pato.jpg

ARIA DI CRISI

Giugno non è mese di calciomercato effettivo, ma il periodo in cui gettare le basi per le trattative da finalizzare durante la finestra estiva del mercato. E’ anche il momento in cui si imbastiscono trattative – vere o presunte – che potrebbero far sperare o sognare i tifosi. Soprattutto coloro i quali vengono da una stagione non troppo esaltante.
Bene, per la prima volta nella storia, al tifoso milanista è stata tolta pure questa gioia.

Si era partiti col sognare Dzeko e Krasic, si finisce col maledire il rinnovo di Inzaghi.
Il Milan è – fatto conclamato – letteralmente con le pezze al culo. Non c’ha un centesimo per il mercato. Di più: la previsione di bilancio del primo semestre 2010 recita un passivo di 50 milioni di euro, frutto del monte ingaggi assolutamente delirante.

Quasi tutti gli obiettivi individuati (Dzeko, Bale, Krasic, Pedro Leon, etc…), i quali – lo voglio sottolineare – sono BUONI GIOCATORI E NULLA PIU’, stanno prendendo strade diverse dalla Milano rossonera. Non solo: i tifosi del Getafe ci prendono addirittura per il culo sostenendo che il Milan non ha i soldi per pagare la clausola rescissoria di 10 milioni di Pedro Leon, che ha meno soldi del Rayo Vallecano (terza squadra di Madrid attualmente militante in Liga Adelante, la serie B spagnola) e che quindi possono stare tranquilli.

E così prende il via la ridda di nomi di scorta: Donadel, Blasi, Mesto, Acquafresca, etc… Gente che farebbe schifo al cazzo anche in serie B. Che poi, ve la immaginate una mediana composta da Gattuso – Blasi – Flamini? Dei potenziali serial killer. Proprio ciò che ci serve.

Per non parlare dell’allenatore: siamo tenuti in ostaggio da Cellino – no, dico, Cellino – da un mese e fino a fine Giugno per poter avere Allegri – no, dico, Allegri – ossia uno che allena in Serie A da due anni e che tra l’altro è pure esonerato dal Cagliari.
Il Real prende Mourinho in due ore, la Juve Del neri e Marotta in due giorni, l’Inter Benitez in una settimana e noi? Noi ci facciamo prendere per le palle da uno come Cellino?

Ma nel frattempo l’amministratore delegato comunica a noi tifosi non evoluti che la squadra già così può tranquillamente puntare allo scudetto. Io spero solo che siano tutte manovre diversive per sviare l’attenzione dai reali obbiettivi di mercato, e che il grande colpo – o i grandi colpi – alla fine si farà.

Una domanda però me la conceda ugualmente, signor Galliani: siccome siamo un club top mondo, con un brand che crea appeal in ogni market, com’è che ci pigliano tutti per the ass?

Poverta2.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

facce.jpg