LOST IN TRANSACTION

Allora, ricapitolando:

– Arriva Matri per 11 milioni (!!!)
– Boateng se ne va allo Shalke 04 (a Gelsenkirchen sono già euforici per l’arrivo di Melissa Satta)
– stiamo cercando di dare l’assalto a Kakà (!!!)
– PIGNATONE se ne va in prestito ai pescivendoli doriani!!!

e il tutto mentre peschiamo Barcellona, Ajax e Celtic nel girone di Champions League.

Non so voi, ma io mi sento come in una puntata di Lost.

Quella dove si canta e si balla un attimo prima che il Titanic sbatta contro l’iceberg.

Milan, mercato, boateng, kakà

DESTINAZIONE LONDRA

Bene. L’abitudine di guardarmi i posticipi rossoneri al pub sta continuando positivamente. Ormai anche gli altri avventori si stanno abituando ai bestemmioni ad altezza uomo. Soprattutto quando Flamini e Abbiati confezionano un’occasione della madonna alla Juventus (che non la sfrutta), o quando la febbre ferma Pato, o ancora quando Cassano si mette gli scarpini di Antonini, oppure quando Felipe Melo decide di fare il Felipe Melo.

Ringrazio comunque la scarpata di Gattuso e la sciatica di Buffon: grazie ragazzi, senza di voi questa vittoria sarebbe stata un’utopia. Milan veramente bruttino, soprattutto il primo tempo. Ecco, quella di regalare il primo tempo agli avversari è una tattica che non mi trova del tutto concorde. Vabbè che QUESTA Juventus (ahahahahahah!) (che squallore!) (e contro queste rumente l’Inter ha fatto un punto!) (lasciandone CINQUE per strada!) (AHAHAHAHAHAH!!) questa Juventus farebbe fatica pure contro il Portogruaro, ma essere tanto molli non giova alla truppa.

Secondo tempo invece, al solito, molto più preciso ed attento. Controllo totale e zero tiri in porta per gli avversari, come contro il Napoli (piccola digressione: non ho sentito alcuna levata di scudi per il rigore dato alla Roma per fallo di mani di munari. Era identico a quello di Aronica, nella dinamica). Bene così, anche se la parte più sostanziosa di saràcche l’ho destinata alla procurata distorsione cavigliare di Felipe Melo su Boateng.

Il Boa ormai è entrato di prepotenza nei miei cuori: tanta sostanza, discreta tecnica, gran corsa, enorme cuore, zero timore per nessuno. E tre gollettini importantissimi, che non fanno mai male.
La sua assenza a White Hart Lane è di quelle che fanno sanguinare, soprattutto alla luce di un ipotetico centrocampo: Flamini-Merkel-Seedorf. O, alla più puttana, con Thiago Silva in mediana al posto del tedescuccio. Fermi restanti i problemi in fascia sinistra a nome Antonini e Jankulovski. Speriamo che Allegri scelga il meno peggio.

Tutto dipende da Los Tres Lazzarònes lì davanti. Soprattutto da Robinho. Se il folletto carioca riuscirà a fare il trequartista da manuale, forse ci sono delle speranze di passaggio del turno.
Magari non serviranno per farci arrivare alla finale, ma intanto garantiscono l’assegno dalla UEFA di quel zozzone di Platini.

E, soprattutto, fanno morale.

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SAME OLD FUCKING STORY

Cioè, è passato un anno e abbiamo cambiato gli attori lì davanti, ma non è cambiata una madonna. Siamo sempre la stessa squadra che puntualmente si fa mettere sotto a centrocampo e che prende gol ridicoli su ripartenze imbarazzanti.

Ieri sera nell’1-1 contro la Lazio, l’unico nostro centrocampista buono – Boateng – era quasi commovente: partito come esterno destro d’attacco, è finito a rintuzzare in difesa ad aiutare quel bollito di Zambrotta in marcatura su Zarate. Per il resto è cosa nota da tempo: soffriamo come cani in mezzo al campo, dove un ricambio sarebbe necessario.

Le bestemmie sono partite già alla lettura delle formazioni: Gattuso-Pirlo-Seedorf a centrocampo, Boateng-Ibrahimovic-Ronaldinho in difesa. Ossia uno solo che corre su sei, dato che Gattuso è sfiatato da un sacco di tempo. E, ieri, pure infortunato.
Aggiungiamoci Zambrotta e Abate terzini ed il gioco è fatto. Infatti l’unico cross decente per la capocciona di Ibrahimovic l’ha effettuato guardacaso Boateng nel primo tempo. Prima e dopo, il nulla: degli schifosi terra-aria privi di alcuna logica.

Capitolo Ibrahimovic: 89 minuti di irritazione marronaia ed un gol tanto rapace quanto illusorio. Ma lui è fatto così, da sempre, dobbiamo farcene una ragione. E, possibilmente, trovare un modulo di gioco fatto apposta per uno così.
Detto questo, lui e Ronaldinho sono assolutamente incompatibili. Di più: il dentone ieri, per l’ennesima volta, è stato nullo lì a sinistra: non salta l’uomo, occupa inutilmente spazi e non difende nemmeno sotto tortura (imbarazzante nella ripresa il modo in cui ha rincorso Cavanda per 30 metri fino al limite della propria area, fermandosi poi di colpo e lasciandolo liberissimo di effettuare il cross che Zambrotta in scivolata è riuscito a deviare in corner). Sarà fuori condizione, sarà triste, sarà forte con le piccole e debole con le grandi: possiamo permetterci OGGI un Ronaldinho così, se volessimo puntare a qualcosa di importante?

Secondo me no. Un Ronaldinho così – con le sue giocate, i no look, le veroniche, i colpi di tacco – ci garantisce al massimo il terzo posto in campionato, e grazie anche al fatto che le rivali sono pochissima cosa. In un Milan veramente competitivo come impianto di squadra, Ronaldinho farebbe molta panchina ed il suo contributo sarebbe centellinato con il contagocce; in un Milan mediocre, uno come Ronaldinho svetta.
Ma il concetto di base è che nel primo caso il Milan sarebbe una squadra TOP, nel secondo caso una squadra mediocre: come si può notare, la discriminante che fa fare il salto di qualità al Milan non è certo Ronaldinho.

Ultima annotazione: complimenti al fair-play dei laziali e dell’arbitro Banti. Le due azioni più pericolose della Lazio sono state:
– tiro di Mauri dalla sinistra deviato in corner da Abbiati nel primo tempo.
– gol di Floccari nella ripresa dopo discesa e cross dalla sinistra di Hernanes.

Ottimo. Peccato però per due piccoli dettagli:
– nella prima azione Gattuso era a terra infortunato (resterà in campo fasciato alla caviglia e poi verrà sostituito); Mauri marcato da Gattuso poi non supererà più la propria metà campo.
– nella seconda azione era a terra infortunato Abate (che sarà sostituito da Antonini), zona guarda caso dalla quale è partita l’azione del gol perché sguarnita.

Il fatto poi che a parti invertite (Cavanda a terra infortunatosi da solo) e a palla rossonera, l’arbitro abbia deciso di interrompere il gioco e di far entrare i sanitari per soccorrere il laziale, cosa non concessa in precedenza ad Abate, rende assolutamente buffa l’interpretazione del regolamento.

Comunque mi fa piacere aver preso un gol così: certe situazioni preferisco di gran lunga subirle piuttosto che esserne il beneficiario.

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KPB

Ossia Kevin-Prince Boateng.
23 anni, gran fisico e gran carattere.
Porta pure bene: ha messo k.o. Ballack poco prima dei mondiali e la Germania ha visto esplodere Khedira ed Ozil in mediana, puntualmente monetizzati dai club di appartenenza e finiti al Real Madrid.

Riflettevo che con Boateng-Flamini-Ambrosini abbiamo un centrocampo di potenziali serial killer.
Se ci aggiungiamo i “prospetti” Novinic e Strasser, abbiamo Pulp Fiction.

E la cosa, a ben vedere, mi piace assai.

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