OK. E ADESSO?

Abbiamo vinto facilmente contro l’Anderlecht, siamo in crescita, abbiamo un Faraone a livelli stellari – e qui devo complimentarmi con lui per la maturità calcistica e comportamentale che sta dimostrando; non solo è umile, concentrato e altruista, ma si sbatte anche in difesa come un ossesso a coprire le magagne del Tapirone Constant e in attacco fa segnare gli altri – abbiamo un Montolivo in crescita, stiamo complessivamente crescendo, siamo agli ottavi di Champions e soprattutto abbiamo 15 milioni di euro in più in bilancio.

Di tutto questo discorso, alla dirigenza interessa solo l’ultima riga.
Galliani, a proposito di El Shaarawy, ha detto che «è blindatissimo, inutile insistere. Ora che abbiamo il bilancio a posto tratterremo i nostri campioni».
Una cosa però non l’ha detta: il bilancio di cosa?

Del Milan? Pfui, baggianate. Il Fair Play Finanziario non c’entra una mazza (oltre ad essere facilmente aggirabile).
Il fatto è che il non-presidente ultimamente aveva ben altro a cui pensare e, di conseguenza, aveva chiuso i rubinetti.
Vabbè, poco male.

Il problema vero è che AC Milan è una società al 100% di Fininvest s.p.a., i quali bilanci stanno andando in malora. Aggiungiamoci la sentenza del Lodo Mondadori, ed il quadro è completo.

Quest’ultimo Milan non ha quasi più nulla a che vedere con una squadra di calcio: è un asset societario della galassia Fininvest dal quale si può tranquillamennte stornare avanzi di bilancio per tappare le falle delle altre aziende del gruppo in difficoltà (Mondadori, Mediobanca, Mediolanum assicurazioni, etc…).

Il punto è quindi questo: i milioni risparmiati con le cessioni illustri non sono serviti per un cazzo a mettere a posto il bilancio del Milan, ma quello delle altre aziende societarie. E viste le nere proiezioni dell’andamento delle aziende Fininvest, ho paura che i 15 milioni di euro della champions non passeranno mai per via Turati, ma andranno direttamente a Cologno Monzese.
Così come i ricavi delle ipotetiche cessioni future dei nostri migliori giocatori.

Ma si sa che io sono solo un tifosotto minimamente evoluto fazioso che non capisce nulla, quindi è meglio se ritorno a parlare di calcio.

Esaltando magari l’impresa a Bruxelles ed aspettando come manna dal cielo il discorso del Presidentissimo a Milanello per spronare la squadra a battere i gobbi.

Può essere.

Ma in un’altra vita, forse.

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LUGLIO, COL BENE CHE TI VOGLIO…

Oggi inizia ufficialmente il calciomercato. Da qui al 31 Agosto saranno associati al Milan fantastilioni di giocatori; tutto inutile, tanto Galliani si muoverà solo il 30 Agosto e solo per prendere ciò che gli ordina Minuccio er Pizzettaro.

D’altronde, il bilancio d’esercizio 2010 del Milan parla chiaro: 69,8 Milioni di euro di perdita [pag.16]. Ora, a meno che il non-presidente decida di aprire il portafoglio, vacche abbastanza magre quest’anno.

Ci sono pure notizie positive, però:

1) Didac Vilà è un bel terzino. Di più, è campione europeo Under 21. Ed è ancora del Milan, vorrei ricordare. Qui i casi sono due: o Allegri non ha occhio per i terzini, o ha l’occhio talmente lungo che ha deciso di non “bruciarlo” subito e farlo maturare ancora, magari in spagna. Oh, sia mai che il “giovine” fedelissimo di Leonardo decida di seguirlo al PSG…

2) Onyewu è ufficialmente un ex giocatore del Milan. Fine di un incubo.

3) Le nuove maglie, dopo averle riviste meglio, mi fanno meno cagare rispetto alla prima volta. Un bel passo avanti, comunque.

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PAREGGIARE I CONTI

Il bilancio 2009 che sta per essere approvato è una buona notizia: disavanzo quasi azzerato – qualche milione di deficit “fisiologico”, tanto per non pagarci tasse – e casse in salute.
Tutto sommato mi sta bene così, che la squadra Milan cominci a camminare con le proprie gambe senza dipendere sempre da papà Silvio; anche alla luce del fatto che i dettami U.E.F.A. di Platini in materia di fair play finanziario marcerebbero proprio in quella direzione.

Ciò che mi fa specie sono state le dichiarazioni roboanti di inizio stagione, ed il fatto che la voce più massiccia del deficit pregresso riguardasse contratti pesantissimi che, salvo rari casi, non sono stati minimamente ritoccati.

La squadra fino a qui ha fatto dei miracoli, ogni tifoso lo sa. E ogni tifoso ad inizio anno avrebbe pronosticato una stagione transitoria. Proprio per questo i toni trionfalistici di inizio stagione sono sembrati inadeguati. Mancano 6 partite alla fine del campionato e come obiettivo dobbiamo tenerci stretti il 3° posto dato che il calendario non sarà clemente con noi e le inseguitrici si faranno sotto: non possono continuare a giocare così di merda, anche se ormai il nostro campionato ha raggiunto il livello di quello scozzese, almeno dal tasso tecnico globale delle compagini in lizza.

Alla luce del fatto che questa sia una stagione di transizione, non si capisce come mai non si sia voluto iniziare l’opera di rinnovamento e di “disboscamento” dei materiali ingombranti. Pazienza per i contratti onerosi in scadenza – Dida, Favalli, Inzaghi – ma perché ai lungodegenti in squadra non è stato proposto un sostanzioso contratto annuale a scalare? Perché non si è puntato su gente dal costo un po’ più elevato ma giovane e di prospettiva, proponendo loro contratti più leggeri e spalmati su più anni? Perché manca la progettualità?
Rimpiazzare i nostri “anziani” in una botta sola non sarà semplice, ma soprattutto non sarà affatto economico: i campioni già pronti e formati costano, sia di cartellino sia d’ingaggio; i giovani virgulti da svezzare costano molto meno ma richiedono più tempo per crescere. Non si può avere la moglie piena e la botte ubriaca, ad un certo punto occorrerà fare delle scelte.

Ora che il bilancio è a posto, per il futuro mi chiedo: quale sarà la strada che la società intenderà percorrere?

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