ATALANTA 0 – MILAN 1

pregara.
– Zapata in difesa prende il posto del fu Acerbi, a fianco della Morte Bionda. De Sciglio inspiegabilmente in campo per lasciar posto ad Abate, alla sua ultima gara in rossonero. Mediana col Flamba, il Boa e Mortolivo. Tridente scoppiettante con Niang, La Pazza e il faraone.
– campo in condizioni ignobili. Quasi come i trapianti di Conte e Berlusconi.

7° minuto.
– Atalanta pericolosa. Attacco da destra e cross al centro, smanazzato in corner da Abbiati.

11° minuto.
– Madonna mia Denis. Rincorre un pallone che sembrava perso sul fondo, in scivolata crossa per Parra con abbiati che anticipa di un soffio l’ex Independiente. Zapata poi allontana.

17° minuto.
– Boateng prima ed El Shaarawy poi cercano di abbattere il fortino atalantino con rispettivamente un tiro da fuori e uno slalom in area. Nulla di fatto in entrambi i casi. Squadre arruffone.

24° minuto.
– Michele Ferri – ex vivaio rossonero vincitore del viareggio 2001 con noi, nel quale segnò pure Antonini in finale – esce per uno stiramento. Entra al suo posto Raimondi.

29° minuto.
– Tra il grigiore generale Niang controlla dalla tre quarti, vede il taglio in diagonale da sinistra del faraone, bel filtrante basso del francese per El Shaarawy che controlla, elude la marcatura del neoentrato Raimondi, si porta avanti il pallone sul destro e incrocia un rasoterra che trafigge Consigli nell’angolo basso opposto. Atalanta 0 – Milan 1.

36° minuto.
– il Milan continua a spingere: gran cross di esterno per Pazzini che in spaccata non ci arriva per un soffio, poi sul prosieguo dell’azione Montolivo spara alta da fuori.

38° minuto.
– Si rivede l’Atalanta con parra che dopo un batti e ribatti in area la spara di punta cercando di anticipare Abbiati, ma palla che sorvola e di molto la traversa.

44° minuto.
– Bel tiro di Niang da 400 kilometri. Palla rimbalzosa su sto campo infame che avrebbe potuto mettere in difficoltà Consigli, purtroppo per noi in palla e preciso nel bloccare.
– Ribaltamento di fronte e clamoroso liscio di Denis a centro area dopo un cross rasoterra da destra di Parra.
– Un minuto di recupero.

46°minuto.
– Cagata clamorosa di Zapata che per puro caso non si trasforma in un gol subito. Male Parra a non approfittare del liscio del colombiano.

Primo tempo a basso ritmo, complice anche il campo di patate. Milan in totale controllo sugli orobici; speriamo che nel secondo tempo si entri in campo cercando di fare anche il secondo, altrimenti ho paura che la squadra di Colantuono nell’ultimo quarto d’ora in svantaggio di un solo gol (o peggio) darà anche l’anima.

47° minuto.
– E’ la prima volta in vita mia che vedo un tentativo di strozzaggio volante. La esegue Pazzini su Stendardo: la Pazza si getta a mani tese sul collo dell’atalantino dopo il cross teso di Niang dalla destra. L’arbitro fischia inspiegabilmente fallo in attacco.

49° minuto.
– Allegri mi ha ascoltato: il Milan si sta riversando in attacco. El Sha crossa e Pazzini viene anticipato in angolo. Sul corner tacco a centroarea del Boa a cercare Montolivo ma il tocco è fuori misura. Niang molto bene.

51° minuto.
– Milan sempre in proiezione offensiva. dopo un batti e ribatti, Pazzini prova l’eurogol in girata. Palla che si perde nell’iperspazio.

53° minuto.
– Facundo Parra dalla destra furoreggia, entra in area, si gira e si volta, spara un gross a centro area e Abbiati che la devia non si sa come in corner.
– Nel frattempo Raimondi e Pazzini vengono quasi alle mani e cercano di ingropparsi a vicenda. L’arbitro ammonisce entrambi per “fornicazione non autorizzata”.

58° minuto.
– Brivio, già ammonito, fa un fallo abbastanza duro su Pazzini e – non contento – dice qualcosa a muso duro al guardalinee. Atalanta in 10, Milan in 11 e in vantaggio per il momento di un gol.
– Colantuono decide di difendere il risultato togliendo Denis (attaccante) ed inserendo Matheu (difensore).

64° minuto.
– Dopo un lungo periodo di stasi, ecco il lampo di Flamini che scarica da lontano un destro, leggermente deviato da Carmona. Angolo per i rossoneri.

68° minuto.
– Atalanta seppur in 10 sempre in pressione sul Milan. Abate purtroppo non sta tenendo la posizione, sempre in ritardo sul suo uomo e l’Atalanta spinge dal settore destro della difesa rossonera. Montolivo in precedenza ammonito per un fallo su Biondini.

74° minuto.
– Gervasoni lascia troppo correre sui falli duri (Carmona su Niang e Flamini su Raimondi) e poi, alla rissa da saloon che inevitabilmente si scatena, ammonisce per proteste Consigli e Mexes. Tipico arbitrino senza palle.

80° minuto.
– Esce Cigarini ed entra Budan, al quale va tutta la mia solidarietà per il dramma personale che ha vissuto l’estate scorsa.
– Flamini intanto si mangia un gol spaventoso: inserimento perfetto, riceve la palla da non so chi e spara in bocca a Consigli che ribatte. Poi Niang prova la botta a rete ma centra lo stesso Flamini. Nulla di fatto.
– Ammonito anche Biondini per fallo cattivo su Flamini. In occasione dell’ammonizione, espelluto Colantuono per sospette proteste. Arbitro negativo, comunque.

85° minuto.
– Fuori il match winner El Sharaawy, dentro Robinho.

87° minuto.
– Ora l’atalanta – come preventivato all’intervallo e punta nell’orgoglio – si sta riversando in massa in attacco. E’ ora di non fare cazzate ed essere cinici, cercando il gol della sicurezza.

88° minuto.
– Mexes cerca la cazzata universale inventandosi un quasi autogollonzo di tacco, non andato a segno. La palla arriva a Carmona che si getta in area cercando il rigore: ammonito per simulazione. Ma va in mona, mona de un Carmona.
– Nel frattempo esce un ottimo Niang ed entra quel ragnone scoordinato di nome Bakayoko Traoré.

90° minuto.
– Saranno 4 i minuti di recupero. E di conseguente cagarella, dato che non sono per nulal tranquillo.
– Ammoniti anche Abbiati e Matheu per delle proteste reciproche dopo un corpo a corpo.

94° minuto.
– Finita la battaglia!

Altri tre punti pesantissimi. Vittoria meritata su un campo inqualificabile e con gli orobici inutilmente nervosi e cattivi – e un arbitro Gervasoni assolutamente negativo.
Complice il pirotecnico pareggio della Roma e soprattutto l’impresa del Catania a Firenze (Catania ora a 35 punti, Roma 34, Fiorentina a 36), ora siamo quinti in classifica a 37 punti.
E’ ancora lunghissima, lo sappiamo, ma con la politica dei piccoli passi – una partita alla volta – si potrebbe andare lontano.

Milan, atalanta, vittoria

«IL FATTORE CAMPO» OVVERO «DEL PERCHE’ CI SI CAGA ADDOSSO SEMPRE E COMUNQUE»

Approfittando della pausa per la Nazionale speravo che i rossoneri acquistassero qualcosina in fiducia e conoscenza reciproca.
Infatti.

Reduci da una sculata mirabolante in quel di Bologna, sabato sera l’abbiamo purgata e anche male.
Sconfitta in casa 1-0 contro un’Atalanta che, da tradizione, parte sempre forte mentre noi, sempre da tradizione, partiamo sempre di merda.

(che poi Allegri me la deve spiegare sta roba qua: è mai possibile fare una preparazione come gli altri? Che cazzo serve entrare in forma a marzo quando saremo già a -30 dalla vetta e fuori anche dalla Europa League?)

Ciò che mi ha fatto più male ieri sera è vedere che sono i giocatori stessi a non credere nei loro mezzi, a rassegnarsi ad un campionato di sofferenza, a prendere come ineluttabili colossali figure di palta – senza così minimamente provare a metterci grinta, rabbia e coglioni. Tanto alla fine i soldi, le creste e le fighe non glieli tolgono nessuno.

Allegri giustamente sottolinea questo problema legato alla sbagliata mentalità. Ok. Però, una domanda: chi è l’incaricato a ribaltare l’abisso psicologico negativo e infondere fiducia all’ambiente?
L’allenatore, giustissimo.

Quindi, caro Allegri: cosa cazzo stai facendo per ovviare a ciò?

Guarda, non sto a sindacare le scelte tecniche
(perché De Sciglio – che nelle prime due partite ha la percentuale più elevata di cross e corner andati a segno di tutta la serie A – non è titolare fisso? Perché tenere Flamini fuori e far giocare un De Jong spaesatissimo e fuori ruolo? Perché non considerare minimamente Zapata? Perché siamo passati da Nesta – Thiagone ad Acerbi – Bonera come coppia centrale e non si fa nulla per dar loro copertura? Perché incaponirsi su quel cazzo di modulo anche se le cose vanno male e, piuttosto che variare modulo, si snaturano i giocatori e li si fa giocare fuori ruolo? Ma soprattutto, perché quella merda di Antonini è ancora vivo pur sapendo che non è buono nemmeno per farci il brasato?) ma principalmente quelle umane: perché cazzo per una volta nella vita non ti togli dalla faccia quell’espressione da “macheccazzomenefregaametantomipaganolostesso” e in spogliatoio non tieni rinchiusi i tuoi e fai crollare i muri a suon di urla e bestemmie?

Un dato di fatto: i senatori non ci sono più. E per “senatori” intendo quelli con una certa testa, un certo cuore, un certo coraggio, una certa dignità, un certo attaccamento alla professione, un certo attaccamento alla maglia.

No. Ora tu hai in mano un branco di pocopiùcheventenni che «non ti hanno neanche per il culo». Con questa gente ci vuole il pugno di ferro se si vuole che crescano. Il tuo compito adesso – dato che per te i “campioni” erano scomodi, anche se ti han portato in dote uno scudetto – è quello di far crescere in fretta un gruppo di calciatori e farlo diventare un gruppo di uomini.

I muscoli servono solo per essere calciatori: per essere campioni ci vuole anche la testa.

Ma per essere anche degli uomini occorre una guida.

Milan, atalanta, crisi, sconfitta, allegri

MILAN 3 – ATALANTA 1

Milan calmo, ordinato e cinico, Atalanta quadrata che ha fatto il possibile.
Il 3-1 ci sta tutto, e se i primi 20 minuti sono stati appannaggio degli orobici, il resto della partita è stato a tinte rossonere. Bello l’uno-due di Pato verso la fine delprimo tempo, che ha di fatto messo la gara in ghiaccio. Brava l’ Atalanta a non fare da semplice  sparring partner e a metterci il cuore: bello e meritato il gol di Valdez che si infila slalomeggiando troppo facilmente tra i gatti di marmo della difesa milanista – a proposito, i 5 minuti di buco difensivo ultimamente li abbiamo sempre: se saranno presenti anche contro il Manchester a Manchester, temo che ci saranno fatali – e batte Abbiati con un potente tiro di collo-esterno destro.

E poi Manfredini che scavàzza Bonera e Bellini nella propria area: se atterri un compagno è ok, Thomas, ma se abbatti anche gli avversari il rigore contro te lo fischiano. Sul dischetto il culone di Porto Alegre sbaglia ancora – e sono già tre gli errori di Dinho in questa stagione – ma Borriello lesto come una faina ammalata si scartavetra sul rimpallo e la piazza dentro sotto la traversa. 3-1 ed il match si chiude qui. L’unico sussulto sarà l’infortunio muscolare di Pato al 79° minuto.

Pato, già. Il bambino mi si è rotto.
I casi sono due: o si stratta di stiramento, o Pato ha una soglia del dolore misera. Voglio dire, sembrava che gli avessero amputato la gamba in corsa e poi, dopo un minuto, zompettare allegramente fino alla panchina.
Spero solo che fossero grida per lo spavento, e non per la reale entità dell’infortunio. Che, in caso di strappo, vorrebbe quasi dire stagione finita.
Propenderei piuttosto per uno stiramento – o elongazione muscolare, per i più fighi – come diagnosi; meno probabile una forte contrattura.

E comunque almeno due settimane di stop e quasi un mese prima di rimettere piede in campo. Questo per una ripresa ottimale dell’attività. Se poi i becchini di Milan Lab volgiono rimandarmelo in campo prima del tempo – così come in questi giorni quando, al 70% della condizione, ha forzato come un assassino trovando 5 gol e un infortunio in 5 gare – c’è il grosso rischio che la prossima volta si faccia male sul serio.

E uno come Pato per il finale di stagione ci serve come il pane, dato che non abbiamo non dico riserve all’altezza, non abbiamo proprio riserve tout-court.

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PROSPETTIVE

Huntelaar sfancula i tifosi viola.
Kaladze sfancula dirigenza e compagni.
Leonardo si sfancula da solo.
Berlusconi sfancula tutti, tifosi rossoneri compresi.
In tutto questo, Galliani tace.

Considerando che, per continuare ad alimentare la fiammella della speranza, domani dobbiamo fare assolutamente risultato contro una combattiva Atalanta, senza incappare come al solito in paurosi blackout durante i momenti chiave di una stagione, vogliamo tutti quanti darci una regolata? Che ne dici Leo, ci pensi tu a metterli in riga?

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