PSICODRAMMA

Dalle stelle alle stalle in meno di una settimana, i peggiori primi 45 minuti di sempre.
Sotto di 3 gol, all’intervallo mi sono cagato in mano.

Poi però ho pensato: «ehi, siamo tutti e due sponsorizzati “Fly Emirates”!».
Quindi c’è sotto la combine.
E allora mi sono tranquillizzato.

D’altronde siamo o non siamo la mafia del calcio?

Milan, arsenal, figura di merda, rischio, qualificazione, quarti di finale

M COME MINCHIA

Posso dirlo? La miglior partita del Milan di questa stagione.
Non solo per il 4-0 alla primavera dell’Arsenal (e sarebbe potuta tranquillamente finire 7-0 che nessuno avrebbe trovato nulla da ridire), ma anche per aver subissato i gunners col gioco. Oltre al nostro solito possesso palla, abbiamo fatto girare l’azione e i giocatori, tutti correvano in sincrono, non c’erano i campanili dalla trequarti, non abbiamo sofferto sulle fasce.

Sembrava la “partita perfetta”.

Numerosi gli appunti:

1) Nonostante Ibrahimovic in campo non si è giocato col solito lancio “alta che a se sùga” per il nasone svedese; anzi, il vichingo gitano ha agito più da seconda punta che da prima.

2) Il merito va al rientro di Boateng che, da trequartista anarcico quale lui è, crea voragini per movimenti ed inserimenti. In Italia con la difesa a 9 sarà sempre più difficile, ma contro squadre che giocano a viso aperto, beh, i tre lì davanti diventano devastanti.

3) In tutto questo ecumenismo uno come Robinho ci va a nozze: il lavoro sporco lo fanno gli altri, lui si fa trovare pronto giusto nei buchi della difesa. Poi prende coraggio e toh!, ti segna anche il gol da fuori area.

4) Ma tutto ciò non sarebbe successo se Clarenzio non si fosse fatto male subito. Spiace dirlo, ma nelle partite dai coppa ad alto ritmo Culodipiombo farebbe meglio a starsene in panca in pantofole. Col cesena che si difende e lo lascia tirare da fuori, anche forse. Ma tanto ora il problema non si pone, dato che se ne starà a riposo un mesetto.

5) A guardare bene con Clarenzio fuori anche uno come Emanuelson ha un suo perché. Soprattutto se messo a sinistra. Nocerino farebbe meno inserimenti partendo da mezz’ala destra (ruolo che non gradisce particolarmente) ma dato che abbiamo gli uomini contati in mezzo al campo, testa bassa, mutismo e pedalare.

6) Una cosa di negativa però va trovata: Antonini. La sua fortuna è che San Siro non è stato rizollato – di proposito – sulle fasce, altrimenti Walcott gli avrebbe cagato in testa ad ogni affondo.

Ed ora l’imperativo è dimenticare la Champions e concentrarsi sul Cesena: è giunta l’ora di espugnare pure Fort Manuzzi.

milan, arsenal, champions league, trionfo

MILAN B, COSI’ E COSI’

Posto che:

– siamo appena all’inizio
– i ragazzi erano imballati dalla preparazione
– mancavano alcuni titolari
– gli altri hanno due settimane di preparazione in più

il 6,5 dato da Allegri al Milan ci sta tutto e mi trova d’accordissimo. Abbastanza corto e sincronico sui movimenti, il suo più grande limite – come squadra intendo – resta sulle accelerazioni degli avversari. Soffriamo drammaticamente avversari veloci ed Allegri lo sa; speriamo che queste defaillances siano dovute esclusivamente alla preparazione in corso.
I due 1-1 in loro non dicono nulla, anzi: ci è andata anche abbastanza di lusso dato che nella prima partita contro l’Arsenal ci ha salvato il culo Abbiati, mentre nella seconda contro l’Olympique Lione sono stati i legni.

Questa volta però voglio soffermarmi sui singoli, analizzandoli per reparto uno per uno dopo questi due probanti test.

I MIGLIORI:
Abbiati: decisivo in più di una occasione, doppia paratissima su Randall. Al 55% titolare su Amelia in stagione.
Papastathopoulos: molto meglio da centrale che da terzinaccio, e ciò mi fa temere la partenza di Silva. Carattere, grinta, tempismo.
Flamini: torna nel suo vecchio stadio salutato da una tempesta di “buuuu” e lui centra una traversa. Si vede lontano un chilometro che ha una grandissima voglia di essere titolare fisso in questa stagione.
Pato: un sacco di muscoli in più ma stessa esplosività. Timbra il cartellino contro i londinesi.

I PROMOSSI:
Amelia: meno bombardato di Abbiati, se la cava comunque bene quando viene chiamato in causa. Incolpevole sul gol subìto.
Nesta: è una sicurezza e lo si sa. Viene risparmiato contro il Lione per preservarlo da malaugurati infortuni. Se facesse 30 partite questa stagione sarebbe già un miracolo.
Antonini: il giovane parte titolare la prima e sembra già in palla. Tenta pure la conclusione, ma col destro. Che non è il suo piede. E se già il sinistro non è proprio fatato, figuriamoci il destro. Per il resto tanta corsa e alcune buone chiusure.

I RIMANDATI:
Seedorf: in quella posizione di mediano davanti alla difesa ci starebbe anche. Peccato però per i continui autodribbling e per quell’insana passione di perdere pericolosissimi palloni al limite della nostra area che per la quasi totalità delle volte si trasformano in altrettanti pericoli.
Borriello: è in uno stato di forma comatoso. E non la butta dentro mai. Quasi mai. Si sbatte e crea gli spazi, è vero. ma un centravanti dovrebbe pensare solo a farsi trovare al posto giusto e pensare a cacciarla dentro. Punto.

I BOCCIATI:
Abate: Abate cruento ha detto di non sentirsi un terzino. Giusto. Allegri lo ha cacciato largo a destra – posizione che lui predilige – ed ha fatto cagarissimo. Come la mettiamo, Ignazio?
Yepes: sarà pure un bel ragazzo forte di testa, ma si è fatto superare 8 volte in due partite da gente di medio livello. Spero solo che sia in ritardo di preparazione, perché non me lo ricordavo così bolso ai tempi del Chievo.
Zambrotta: ha cagato il cazzo dicendo che Leonardo non lo faceva giocare. Bon: prima partita e tunnel di Vela con lui fermo; seconda partita e Briand che lo fulmina sullo scatto. Difesa zero, spinta zero, solo un bel tiro che scheggia la traversa. Zambro, è già tanto che Leo non ti abbia mandato a fare in culo, va là.
Gattuso: palesemente alla frutta. Comico il tentativo di rincorsa e di aggrappo alla maglia di Arshavin nella trequarti campo in occasione del pareggio dell’Arsenal. In ritardissimo di condizione, ma temo che abbia esaurito il fiato.

DA ROTTAMARE:
Oddo e Bonera: semplicemente catastrofici. Allegri, che ha fatto la gran mossa con Kaladze e Jankulovski, dovrebbe farla anche con questi due. E se ci aggiunge Onyewu, magari un pensierino a Rafael Marquez a paramentro zero ce lo farei. Bonera centrale è da incubi: sempre in ritardo, commette troppi falli in ripiegamento. Fortuna che Papastathopoulos ci ha messo qualche pezzaruola. Ringraziando il Fato – salvo una morìa di titolari – quest’anno non vedrà il campo tanto facilmente. Oddo invece è semplicemente un ex-giocatore. Improponibile su qualsiasi campo di Serie A e B. Forse in Lega Pro. Forse.

LA PRIMAVERA:
– Tutto sommato abbastanza positivi, anche se a tutti manca quel centesimo per fare l’Euro. I più dotati tecnicamente – Verdi e Merkel – mancano di un po’ di fisico e grinta in più, i più dotati fisicamente – Strasser e Beretta – difettano di un minimo di tecnica ed esperienza per giocare ad alti livelli. Nel complesso – secondo me – ancora un po’ acerbi per giocare già prima squadra, anche se mi ha sorpreso Merkel per la sua personalità contro avversari blasonati. Se ci si lavorasse su (ad esempio: se Ambrosini si prendesse sotto tutela Strasser e gli insegnasse i trucchi del mestiere, oppure se Pirlo o Seedorf facessero lo stesso con Merkel) potremmo avere in casa già dei potenziali titolari per il futuro.

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