ESPUGNARE FORT MANUZZI

Allora: bella squadra, bella partita, gran primo tempo, belle sorprese.
3-1 al Cesena: han segnato Muntari (!!) all’esordio, Emanuelson (!!) dopo un decennio e Robinho in settimana di grazia. Ossia i tipici segnali di un’imminente apocalisse.

Però.

Però c’è una cosa che mi ha dato immensamente fastidio, che annulla di colpo quanto di bello ho visto al Fort Manuzzi e che mi ha fatto passare il resto della domenica con una brutta sensazione di amaro.

Dico a te, Max: che bisogno c’è di umiliare così Pippo Inzaghi?
Certo, c’è il patto delle 300 partite in maglia rossonera; ma i patti possono essere rispettati in molte maniere. E tu, oggi, hai scelto la peggiore.

Sopra di tre gol a Cesena, uno come Inzaghi lo fai entrare ad un quarto d’ora dalla fine, non nei 3 minuti di recupero in pieno “tempo spazzatura”. Non è – sportivamente e umanamente – equo e giusto.

E Pippo ha comunque svolto appieno il suo ruolo in questi pochi scampoli di gara, agitandosi e chiedendo il pallone come un ossesso, dimostrando estrema professionalità. Cosa che, purtroppo, a te qualche volta manca.
Soprattutto quando ti ostini a far giocare assieme Seedorf ed Emanuelson fuori ruolo: buon per te che noi tifosi di pazienza ne abbiamo tanta.

In fondo è solo questione di rispetto: se vuoi averlo, devi prima darlo.

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SCENE DA UN GIORNO QUALUNQUE A MILANELLO

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Ibrahimovic – Mister, io volere dire te che Ibra pronto per iocare partita di champions.
Allegri – senti ‘n pohino, grullaccio: hos’è codesta storia tra te e quell’artro lì?
I. – Storia? No capisce?
A. – T’han visto carezzà ‘l biondino…
I. – Pique? Tu pensa lui? ma quela è storia pasàta. finish. Adeso lui stare co putana de Colombia…
Yepes – Hey, Cabron! No hablare male de my paìs, o yo te sgarro el culo con cortelazo!
A. – Sta bonino Mariolone, che m’ha chiesto Taiwo se c’hai na saponetta. Vai a trovarlo, sù.
Y. – …
A. – Senti un po’, lungagnone: sto parlando di Abate.
I. – Abate? l’ometo nano che còre forte forte e che sbalia cross perché lui piedi de cemento?
A. – Brao
I. – Te giuro no esere niente co lui. Io è eterosesualo, me piace figa, io è macho. Guarda, ora io chiama qui quela dona. Hey! Putana! Viene qua subito e stapa me bira, putana! Visto Mister che Ibra è vero macho ?!?
A. – Eheheheh, vedo vedo. E perché mai allora te tu tieni la tu manina sul mi’ ca’apranzi?
I. – Eheheheh, volere vedere se Mister atento!
A. – La tu sorella haddastà attenta. Se tu nun levi codesta manaccia dar mi culo, ti faccio magnà ‘oglioni dar mi pastore tedesco Aughentaler.
I. – Io no ha capito questa tua bufa lengua. Melio che io va da Ignazia per traduzia. Ciao Mister.

BUONA SORTE

1) «E’ un momento troppo importante per lasciare punti per strada. Il nostro obiettivo è arrivare ad 80 punti e per farli servono 11 vittorie. Tutti gli altri, per fare meglio, ne devono vincere 13 su 16» —> Massimiliano Allegri, 31 gennaio 2011
1) 1 febbraio 2011: Milan – Lazio 0-0; 6 febbraio 2011: Genoa – Milan 1-1.
0 vittorie in 2 gare.

2) «Domani ne tornano tanti, la formazione, visto l’impegno di martedì, va gestita. Di quelli che rientrano Pirlo e Nesta giocano dal primo minuto» —> Massimiliano Allegri, oggi ore 16.00
2) «Andrea Pirlo si è infortunato nell’allenamento di rifinitura alla vigilia dell’anticipo di domani pomeriggio contro il Parma. Il giocatore ha subito una distorsione al ginocchio destro e domani sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti» —> Gazzetta.it, oggi ore 17.00

Senti Max, non dire più un cazzo in conferenza stampa.
Al limite, dì che lo scudetto lo vince l’inter.

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META’ E META’

Non so che dire. O meglio, lo so ma non voglio ripetermi.
Ritengo che a Lecce si sia persa un’enorme occasione di sostenere la “fughetta”, e questi errori molto spesso risultano fatali.
Però, paradossalmente, non mi sento particolarmente pessimista.

Abbiamo regalato al Lecce il primo tempo e un paio di giocatori, questo è vero, ma perlomeno dopo l’entrata di Cassano siamo stati abbastanza pericolosi. Intendiamoci: Ibrahimovic è pagato per fare i miracoli, anche se non può farne due a partita. Tocca quindi a chi di dovere (Pato, Seedorf, Cassano, Robinho quando gioca) chiudere i conti o, in alternativa, mettere in condizione lo svedese di farlo.

Il risvolto positivo della questione è che, al momento, siamo ancora in piena emergenza (giocatori infortunati e/o sulla via del recupero); le cose in questo senso, perciò, dovranno solo migliorare. In più siamo ancora imballati dai carichi massicci di Dubai, mentre altri lavorano più sull’agilità e sul recupero defatigante mediante fanghi e vasche idromassaggio.

Perciò la nostra peggior fase coincide con la miglior fase delle altre: se riusciamo a resistere nel periodo Gennaio-Febbraio, probabilmente gli ultimi tre mesi potremo giocarli alla grande dal punto di vista fisico. Questo per quanto riguarda il campionato, of course.

Le negatività ci sono comunque, e non è giusto nasconderle: il rendimento incostante di Pato e il suo scarso feeling con Ibrahimovic, l’utilizzo di Seedorf anche se bollito, la mancanza cronica di un terzino decente, la costante assenza per infortunio del centrocampo di ruolo, l’utilizzo di Nesta anche se logoro, la confusione tattico-mentale di Allegri in occasione dei cambi (Max, se ne possono fare fino a TRE, di cambi, in un match; ah, e non solo ad un quarto d’ora dalla fine; è possibile farli anche prima, fidati di me), la solita cronica mancanza di cattiveria e di voglia di vincere da parte di chi scende in campo.

Ma sono fiducioso che questi punti di debolezza si risolverenno entro breve.

L’importante è resistere.

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SENZA RITEGNO

Perfetto. Stasera succede che:

– giochiamo una delle partite più importanti della stagione;
– gli interisti sbroccano su Mourinho a tal punto che si farebbero persino inculare;
– Allegri lascia Robinho e – forse – Pato in panca per far giocare le mummie (Max, ascoltami: completa l’opera, lascia fuori Boateng e fa giocare Seedorf. Fidati);

ed il nostro presidente che ti va a fare? Cerca di convincere Del Piero a pensionarsi da noi.

Ormai non so più cosa dire e/o pensare di Lui, veramente.

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EMERGENZA A NAPOLI

Non stiamo parlando di RUS (Rifiuti Urbani Solidi), ma di IUS (Infortuni Umani Soliti): a Napoli andremo con la difesa titolare più che dimezzata. Come a Cesena.

La cosa, ovviamente, mi mette di un’allegria esagerata anche pensando al fatto che è proprio in difesa dove subiamo di più. Al Santiago Bernabeu è bastata la non-presenza di uno dei centrali titolari a farci rimanere il primo quarto d’ora in ambasce (è dal 1987 che sognavo di scriverlo) ed in totale balìa dell’avversario.
Certo, il Napoli non è il Real Madrid, ma con le dovute proprzioni questa volta ce ne mancano 2 di titolari: Thiago Silva e Zambrotta. Considerata pure la defezione di Abate alle prese con una crisi mistica, dobbiamo riciclare Bonera a destra, sperando che faccia meno danni che al centro.

Il dubbio di Allegri è tra Papastathoupoulous (o come cazzo si scrive) e Yepes da affiancare a Bonera: io un’idea ce l’avrei, con il greco in netto vantaggio sul cocalero (marione, si scherza eh!?!) il quale potrebbe entrare a pochi minuti dalla fine per finire l’opera di distruzione avviata dall’ellenico. Comunque.

Il vantaggio è che mancherà Ronaldinho, e qui Allegri è indeciso tra mettere Clarence “Zavorra Piombata” Seedorf oppure Robson “Megliofarsiunnodoall’uccello” De Souza detto Robinho. Io non ci penserei su due volte e preferirei un Robinho zoppo ad un Clarenzio in piena forma, se non altro il brasilian-carioca riesce con la sua velocità e profondità sulla sinistra a mettere in ambasce (è da 10 minuti che sognavo di scriverlo) la retroguardia partenopea e a far star indietro Cristian Maggio (sù coraggio) evitandone le fastidiose volate sulla fascia che tanto fanno male agli avversari.

Ovviamente questo è solo il mio pensiero e Max Allegri sa meglio di me – forse, lo spero – quali sono gli uomini da far giostrare per ricavare il massimo da questo incontro.

Ciò che mi auguro è che non decida di mettere in campo i Rifiuti Umani Soliti.

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E’ STATA UNA MATTANZA, FABIO

Son passati già due giorni dalla partitaccia maledetta ed ancora non riewsco a farmela andare giù. Troppa rabbia, delusione, scoramento. Infortuni a parte (e qui si riaprirebbe l’annoso capitolo della mancanza di alternative e della panchina corta e dei brocchi bolsi in squadra e blablabla) le abbiamo prese sotto ogni punto di vista. Non solo per quanto riguarda il gioco, ma soprattutto a livello di approccio.

Il Real avrebbe potuto vincere 6-0 tranquillamente che nessuno avrebbe avuto da ridire: il migliore in campo dei nostri è stato senza dubbio Amelia; il migliore dei loro è stato Mourinho. Oh, appena i nostri lo vedono si cagano in mano. Qualcuno però lo abbraccia, c’è chi lo va a salutare durante una rimessa laterale per poi sciabattare malamente sottoporta, chi addirittura gli manda bacetti a favor di telecamere e fa apposta a giocare di merda, per contratto.

E’ inutile poi pentirsi, fare outing (che tra l’altro l’errore grosso non è stato quello di saltare in barriera come un malato di mente, ma tirarla alta sulla traversa da solo davanti a Casillas) e cercare di dimenticare in fretta Madrid: eh no caro il mio culone piombato, col cazzo che si dimentica Madrid. Tu, lo svedese insolente e quell’altro tuo compare dentone avete fatto la peggiore partita del decennio. In inferiorità numerica a centrocampo, non siete mai tornati indietro una volta.
Io ve lo dico: è ora di finirla. Se non avete più voglia di sbattervi (come per esempio la scusa dell’odierno affaticamento muscolare di Ronaldinho a causa di «eccessivi allenamenti e partite nell’ultimo periodo» quando c’è stata una sosta di 14 giorni senza partite visto che non è nemmeno andato in nazionale, porcaccio di quel Giuda infame) è giunta l’ora che vi facciate da parte.

Allegri dice che «è stato sbagliato l’approccio»: ma santodio, stiamo parlando di Real Madrid – Milan – LA partita – mica di Juventus – Frosinone di serie B! Con che razza di approccio si scende in campo in queste partite qui, in ciabatte ed infradito salutando tutti come in spiaggia o con i coglioni sguainati per cercare il colpaccio?
Come mai CR7 ha smesso di fare lo sborone dopo una scarpata nelle caviglie a 35 secondi netti dall’entrata dal Boa, quando nel primo quarto d’ora ha fatto quel cazzo che ha voluto? Qui è questione di formazione sbagliata e di uomini inadeguati, caro Allegri, non certo di approccio.

Ho sempre sentito dire dai soloni che «in queste partite i campioni non hanno bisogno di motivazioni, basta l’importanza della partita e l’aria della Champions a motivarli». Bene, i casi sono due: o questa è una sublime cazzata, o i nostri non sono campioni.

Siccome la verità sta nel mezzo, la risposta è che i nostri giocatori sono mezzi campioni o pseudo tali che credono ad ogni cazzata venga detta loro.

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IN CRESCITA

Bella vittoria che dà morale, questa contro il Genoa. Primo tempo molto difficile con i liguri più tonici e spavaldi di noi, ripresa molto meglio per noi specie dopo il fulmineo gol di Ibrahimovic e soprattutto dopo l’uscita di Ronaldinho. Un bell’1-0 condito solo da un rischio nel primo tempo.

Cose belle ce ne sono: il secondo tempo, Ibrahimovic che fa il suo mestiere (cacciarla dentro) anche se tende a litigare un po’ con tutti, Robinho che si dimostra volenteroso anche se fuori forma (e comunque Robinho, seppur fuori condizione, messo a sinistra corre e rende il doppio di Ronaldinho), la vittoria che regala qualche sicurezza in più in vista della sfida contro l’Ajax.
Ma, sopra tutto e tutti, Rino Gattuso. Seppur incerottato e ormai appiedato, il vecchio leone tiene in piedi la baracca quasi da solo nel primo tempo. La grinta è la cosa che ancora lo tiene in piedi e in questa partita – gliene va dato atto – ha aiutato a “dare una sveglia” anche ai suoi compagni nella ripresa.

Ci sono pure robe brutte: Flamini e Ronaldinho su tutte.
Il francese torna da un lungo infortunio, e si vede. Però Allegri dovrebbe imporgli una sola cosa: non si azzardi più a mettere i suoi scarpini marca “Thyssen-Krupp” nell’area avversaria. Non è possibile sbagliare due conclusioni così cazzone a 3 metri dalla porta, minando la tenuta delle coronarie dei propri tifosi.
Su Ronaldinho invece è già stato detto tutto. Si trova in un’orrenda fase involutiva. Il Milan (e Ibrahimovic, e Robinho, perfino Boateng) ha cominciato a giocare meglio e ad essere pericoloso guarda caso proprio due secondi dopo la sua uscita dal campo. Non so se è ritardo di condizione o solo disagio mentale, ma ribadisco che QUESTO Ronaldinho è un lusso che al momento il Milan non si può permettere.

Il pallino passa in mano ad Allegri ora: saprà avere le palle e mettere in campo una squadra più “operaia” magari ma molto più di sostanza? Oppure cederà ancora ai diktat del capo?

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SANTA PAZIENZA

«Allegri vuole tornare a vincere a San Siro, magari con il primo gol in campionato di Ibrahimovic. Ci sarà lui al centro dell’attacco, con Ronaldinho a sinistra e Robinho a sinistra, provato anche nella rifinitura di questa mattina. A centrocampo il tecnico farà riposare Seedorf, dando spazio a Gattuso».

La gazza online oggi scrive così. Parole testuali.
In attacco il trio IB-RO-RO, a centrocampo il trittico BOA-PI-GAT, in difesa il quartetto ZA-NE-THI-AN, in porta il singolo AB. In totale, la squadra di oggi pomeriggio alle 18.00 sarebbe un AB-ZA-NE-THI-AN-BOA-PI-GAT-IB-RO-RO.

Non ci si capisce un cazzo, vero? E’ la stessa cosa che ha pensato Allegri al momento di dare la formazione.
D’altronde uno che mi sostituisce un Seedorf intero (e quindi lento) con un Gattuso infortunato (e quindi zoppo) nell’ambito di uno scontro tra un centrocampo (il nostro) fatto di bolliti misti contro un centrocampo (quello del Genoa) fatto di personaggi che corrono come dei montoni impazziti – oppure uno che non rinuncia al tridente neanche morto mettendo titolare un robinho chiaramente fuori condizione – non è che abbia le idee abbastanza chiare su come gestire la squadra.

Spero tanto per lui che dimostri al più presto di che pasta è fatto, dato che la fiducia dalle parti di Milanello non è che sia così abbondante, di questi tempi.

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