E’ TUTT’UN TWEET 11: PARMA 3 – MILAN 2

@IgorTV [https://twitter.com/IgorTV] – hashtag: #ParmaMilan

– Parma-Milan al pub, insolitamente farcito di rossoneri

– Gabriel titolare assieme a “suo fìlio”

– Attacco con il “Bi-Ba-Ro

– Pressing furibondo del Parma

– Senza kakà in campo, robinho è tornato il solito trottolino che noi tutti amiamo

– Complimenti vivissimi a Constant e alla ignoranza calcistica di Zapata. 1-0 ducali.

– Zapata sembra la madonna nera di Medjiugorje: immobile e piangente

– “Parolo, Parolo, Parolo…” è già stata detta?

– I cross di Abate resteranno per me un mistero incomprensibile

– Il fraseggio Robinho-Abate dovrebbe essere vietato dalla Convenzione di Ginevra

– I nostri son talmente apatici che sembrano arrivati direttamente dalla Leopolda

– Peccato. Grande uno-due tra Poli e Birsa, tiro a lato di pochissimo

– Gran tuffo del Balo, coefficiente 3.1. L’arbitro non coglie l’ironia

– E la legge dell’ex arriva a compimento: stessa identica azione del primo gol, solo che stavolta parolo offre a Cassano il 2-0

– Ah beh, ma a gennaio arriverà Honda che…

– Dovrebbero entrare Matri e Kakà. Kakà terzino sinistro al posto di Constant, presumo

– Cosa devono fare ancora i nostri per far peggio di così? Cagarsi addosso in pubblico?

– Fuori Poli? Robinho ancora in campo? Bah. O mi fanno doppietta Matri (Balo inguardabile oggi) e Binho, o questa è una cazzata

– A sto punto mi aspetto che allegri tolga De Jong e metta Niang. E poi, con uno scolapasta in testa, caghi a centrocampo

– Il Parma ci sta “ischerzando” con una facilità imbarazzante. E tutto ciò è meritato, intendiamoci

– Matri che segna con la maglia del Milan. Ormai siamo al “vale tutto”

– Ho visto, nell’ordine: tacco di Matri, traversa di Zapata, gol di Silvestre. Sto udendo un lontano rumore di trombe…

– Sul tiro fuori di Montolivo inquadrano in tribuna il presidente del Parma, Jabba the Hutt

– Questo pugno di Gabriel ha resettato Cassano: ora si esprime in italiano fluentissimo

– Kakà cerca sempre il tunnel al portiere. E Mirante lo sa

– Entra Saponara. Se per caso dovesse segnare…

– Ma perché farla tirare a Birsa che è completamente senza forze?

– Constant suggella la sua partita sontuosa con una cazzata paurosa. Grandissimo salvataggio di Gabriel.

– Purtroppo Gabriel

– Barriera di due uomini. Che si aprono. E lasciano passare il pallone. Bye bye allegri?

 

Milan, Parma, sconfitta, allegri, matri, balotelli

E’ TUTT’UN TWEET 08: JUVE 3 – MILAN 2

@IgorTV [https://twitter.com/IgorTV] – hashtag: #JuveMilan

– Stasera NO a sky a casa, si a MP al pub. Con gli amici. Juventini. E un doriano.

– In vantaggio con MUNTARI dopo 20 secondi. Lost ci fa un pippone.

– Sicuri che fosse gol quello di Muntari?

– Quagliarella si mangia un gol pauroso. Asamoah invece cerca un’altra via: abbattere abbiati a pallonate.

– Siamo in zona Pirlo.

– E infatti ci punisce. Forti dubbi sul fallo che ha generato la punizione: forse c’era.

– Abbiati ha un delta visivo di 2 gradi: basta tirargli mezzo metro a destra o a sinistra e il gioco è fatto.

– «nano del circo, robinho nano del circo. Nano del ciiircoooo, robinho naaano del ciiiircooooooo»

– Zapata che va al tiro da fuori e impegna buffon in angolo. In che mondo parallelo siamo?

– Abate e i cross: una torbida storiaccia di eros e thanatos.

– Sportivissimo Marchisio: cerca di uccidere Abate a calci.

– «partita maschia» è già stata detta?

– Primo tempo in parità sull’1-1. Ora vediamo se riusciamo a rovinare tutto.

– Montolivo centralissimo da fuori. Riccardo, in quella porta non c’è Abbiati. C’era, una volta.

– Pugno della barbie bionda a chiellini. Poi lo bulleggia senza fine.

– In tutto questo mi son perso l’errore di Robinho davanti al portiere. Scusate, è l’abitudine.

– Ma questo De Jong. Parliamone.

– Ma Matri non potrebbe rendersi utile perlomeno finendo il lavoro iniziato poco fa da Mexes?

– La sicurezza di Abbiati mi fa vivere sereno.

– Noi soffriamo tantissimo i nani da circo.

– Mexes è uno spettacolo. Davvero.

– Prendere gol da Joe Vinco è quasi come prendere gol da Schelotto.

– E Mexes pone fine alla sua strepitosa partita. Peccato.

– Niang + Robinho = antimateria.

– Questo è uno schema provato e riprovato in allenamento. 3-1 juve.

– Tranquilli, ci pensa zaccardo.

– Non capisco perché Allegri non voglia giocarsi la carta Matri in questo finale di partita.

– Perché Poli? Non é meglio Emanuelson? Così, tanto per buttarla in vacca…

– La nostra rovina è stato il gol fatto a freddo. Ha rovinato i piani di Allegri.

– Addirittura doppietta di Muntari? No, c’è qualcosa che non va.

– Muntari su Giovinco: scatta l’avviso di garanzia per abuso su minori.

– Non c’è più tempo. Finita. Gobbiladri battono Inguardabili 3-2.

– «la classifica non mentisce» [Radio2 Rai, ore 22.50]

– Chiellini che parla di sportività è come il papa che parla di gnocca.

 

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TANTO TUONO’ CHE PIOVVE

Una persona normale in questo periodo se ne starebbe altrove, che ne so, in agriturismo a San Severino Marche a pigliare il sole, a grattarsi i maroni e ad ingozzarsi di arrosticini e maialino al latte.
Siccome io normale non lo sono mai stato, sono a casa a seguire la diretta streaming della conferenza stampa di inizio stagione a Milanello.

Naturalmente solito one man show gallianesco, nel senso che per un’ora ha ripetuto a macchinetta quanto detto in quest’ultima settimana, ossia:

– si acquistano giocatori solo se si cedono giocatori;
– siamo la squadra che nel 2013 ha fatto più punti;
– siamo la squadra che negli ultimi 5 anni ha fatto più punti;
– siamo la squadra che negli ultimi 5 anni è sempre salita sul podio;
– cattivo fair play finanziario, cattivo!
– ci interessa solo finire il campionato in zona Champions League, pochi cazzi.

avendo però il merito di non pronunciare MAI la parola scudetto, seguito a ruota da Allegri. Saponara e Poli, quasi non pervenuti.

Poi vabbè, la solita barbonata: «il mio avvocato mi ha suggerito di dire che è fortemente auspicabile che Honda arrivi a gennaio» come a voler dire al CSKA Mosca «eh si, siamo ancora con le pezze al culo».
Strategia che porterà avanti anche con Ljajic, I suppose.

Conferenza stampa tutto sommato indolore, senza le sboronate di qualche anno fa.
Finito qua? Eh, magari: alle ore 16.25 il forse-di-nuovo-presidente – che non può fare a meno di parlare – ha sparato la bomba: «Potrebbero esserci dei rinforzi ma credo che il Milan possa vincere lo scudetto già così. Siamo competitivi».

BOOM!
La sentenza.
The touch.
La parola definitiva.

Notoriamente di una sfiga epocale.

Tanto da far cadere su Milanello una tale quantità di acqua e di saette da costringere Allegri ad interrompere l’allenamento.
Partiamo proprio bene.

Quest’anno ci sarà da sbellicarsi.

Milan, conferenza stampa, galliani, allegri, berlusconi

TROVA L’INTRUSO

E’ un invito che vi faccio.
Io ci ho messo qualche giorno a rispondere, dopo che la patetica novella è finita (anzi no, dato che il nondeltuttopresidente ha già cominciato a sparare ad alzo zero sul confermatissimo allenatore).

Osservate attentamente la foto alla fine del post. Poi cercate la massima serenità d’animo e rispondete sinceramente.

L’intruso è l’omino a sinistra?
L’intruso è l’ometto a destra?

1) L’omino a sinistra è stato effettivamente un corpo estraneo per la dirigenza già da gennaio di quest’anno, per vari motivi. Vuoi perché non si piega alle logiche padronali, vuoi perché spara formazioni alla cazzo di cane, vuoi perché non fornisce uno straccio di bel giuoco tanto caro al nonpresidente, vuoi perché non azzecca un cambio in corsa dal 1987, vuoi perché il 4-3-3 fatto così non è incisivo.
C’è da dire però che quest’anno il mister si è ritrovato con una rosa dimezzata e carica di brocchi, con gente giovane ed inesperta da svezzare subito a suon di mazzate, senza alcuna voce in capitolo per quanto riguarda il mercato.

Insomma, col materiale umano che aveva a disposizione mister Allegri ha fatto un miracolo ad essere arrivato terzo. E’ un fenomeno quando si tratta di spremere al massimo giovani promettenti; ho qualche dubbio sul fatto che sappia ugualmente trattare coi campioni e farli rendere al meglio.

2) L’ometto a destra è stato il presidente più vinciuente della storia del calcio italiano. Finché ha fatto il presidente del Milan, però. Ossia fino al 1993. La “discesa in campo” segna un po’ lo spartiacque tra due Berlusconi: Berlusca il Giovane e Berlusca il Vecchio. Per modo di fare, per età anagrafica, per capacità di osare e di lasciar fare, per capacità di circondarsi e fidarsi dei migliori, per lungimiranza, per voglia di fare l’interesse del Milan: il 1993 segna un netto spartiacque. Anche a livello di titoli vinti, a ben vedere.

Berlusca il Vecchio ormai vive nell’ombra di ciò che fu. Pensa ancora di essere Berlusca il Giovane, di dominare in Europa, di Edilnord e moduli all’avanguardia, di dettare lui le formazioni,  Di Gullit e Van Basten, di Shevchenko e Kakà (no, non sto scherzando: leggete QUI). E’ diventato la macchietta di sè stesso, e si incaronisce su chi non la pensa come lui. Vorrebbe tornare il Giovane ma sa che non può. E allora, come tutti i vecchi, diventa astioso e taccagno: non compra i giocatori al tecnico e vorrebbe che fosse lui ad andarsene, evitando così di pagare la buonuscita.

Perché ci si è ridotti così? Perché svilire un allenatore nel suo ultimo anno di contratto? Perché invece non lasciare tutto così com’era, senza sollevare polveroni, garantendo un sereno ultimo anno ad Allegri per poi puntare su un allenatore – che ne so, Prandelli post mondiale 2014? – completamente nuovo per cercare di formare un nuovo ciclo?

Alla fine della fiera – soprattutto per come si è sviluppata questa trattativa di rinnovo – ho capito una cosa: gli intrusi sono entrambi. Vivremo un altro anno di limbo, sperando del ripetersi di un nuovo miracolo sportivo, ma così non si può andare avanti.

Soprattutto se la dirigenza continua a perseverare nel pensare che gli intrusi, in questo Milan, siano i tifosi rossoneri.

Milan, allegri, berlusconi, rinnovo, telenovela

MALAGA

mà-la-ga [s.m. e f.]

Con il termine malaga ci si può riferire a:

– ridente cittadina della Spagna meridionale;
– qualità di uva bianca dalla quale si ricava l’omonimo vino da dessert;
– orrenda automobile di merda prodotta dalla Seat;
– gusto di gelato francamente pacchiano;
– punto più basso – calcisticamente parlando – della stagione 2012/13 toccato dalla società AC Milan.

Milan, malaga, allegri, schifo assoluto

SCAMPAGNATA DI RUSSIA

Sarà l’aria ottobrina, sarà che sono un vecchio nostalgico, sarà che non nutro tante speranze nella competizione, ma per me la Champions quest’anno non ci riserverà grosse sorprese. Anzi.

Si paventa una stagione di pallate a ripetizione, dove non saremo nemmeno sicuri di passare il girone. Le due favorite infatti – noi e lo Zenit – han rimediato figuracce nel primo match.
Tempo ce n’è, certo, ma risalire la china sarà dispendioso in termini di energia e concentrazione.

E il punto è proprio questo: a che pro? Certo la gloria, la musichetta, il DNA europeo e tutte quelle balle societarie lì. Ma Galliani & co. spingono la Champions solo per i premi in euro. Più di un milione a vittoria, poco più di mezzo a pareggio, un cazzo in culo a sconfitta.
Altro che ranking.

A parte la meschinità di questa logica da mendicanti: ma l’avete vista la squadra? Dove vogliamo andare? Metti anche che ci si impegni – tralasciando ancor di più il campionato, visto che abbiamo preso una buona strada – per fare il meglio possibile: e se finissimo terzi?
Finendo in Europa League spernacchiati da tutti?
A questo punto, tanto vale finir quarti nel girone e cercare di finire il campionato in gloria.

Allegri si è già zerbinato sulla linea societaria, affermando che «conta più la partita di domani del derby».
Certo, come no.
Andatelo a dire a quei tifosi rossoneri che non hanno rinnovato l’abbonamento o che non ne vogliono sapere di venire a vedere ‘sta società di pagliacci.

Vi risponderanno così, con uno striscione ed uno slogan: «noi ci abbiamo sempre messo la faccia, ora tocca a voi metterci il culo».

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PRIORITA’

Lo dico: non me ne fotte nulla del diverbio tra Allegri ed Inzaghi. Sono screzi che ci sono sempre stati e ci saranno sempre nel mondo del calcio.

Certo, il momento è d’oro per i media che ci sguazzano sui momenti di difficoltà di società non “affiliate” – ricordo che la Gazzetta dello Sport è media partner dei nerazzurri; probabilmente queste baruffe fanno il gioco della società rossonera stessa, dato che dalla dichiarazione di Galliani sull’ineluttabilità dello scudetto di quest’anno in poi sono state solo rogne per l’allenatore.

La partenza al rallentatore poi è l’ultima delle scuse, dato che:

1) è un classico ormai delle squadre di Allegri;
2) la rosa di quest’anno è talmente tanto cragnosa rispetto alle precedenti che una partenza a rilento è da considerarsi “fisiologica”.

Ciò che mi sta veramente in culo è l’atteggiamento della società AC Milan nell’addossare tutte le colpe al tecnico – e di buona parte di bloggers e tifosotti vari che ingollano i dettami societari e non muovono una singola critica al vero artefice di questo disastro, ossia Silvio Berlusconi.
A nulla serve poi la farsa in diretta a Milan Channel di questo pomeriggio, se non a dipingere Allegri come un patetico burattino manovrato a piacere.

A peggiorare ulteriormente la situazione ci si mette anche questa notizia qui: «Otto rappresentanti degli ultrà milanisti sono entrati [giovedi 20 settembre n.d.r.] nel centro sportivo di Carnago e hanno parlato per circa mezzora con Massimiliano Allegri, Massimo Ambrosini e Christian Abbiati».

Tra questi otto, era presente pure Luca Lucci – leggere qui per capire il personaggio – un tizio sotto processo per aver distrutto un occhio con un pugno ad un sostenitore nerazzurro durante un derby nel febbraio del 2009.
Tifoso nerazzurro che si sarebbe poi suicidato nell’aprile di quest’anno a causa del trauma subìto.

Queste sono le cose che più di ogni cosa mi fanno incazzare: la presenza di indagati tra le “delegazioni” dei tifosi.
Cosa? Quella gente là dovrebbe rappresentarmi? Ma per favore, via…

Una società seria dovrebbe denunciare costoro alle forze dell’ordine, altro che girare con la scorta da 4 anni.
Ma d’altronde, finché si ha un non-presidente che con i personaggi loschi ci fa affari da sempre e li ficca pure in parlamento…

La soluzione? Chiudere una volta per tutte le curve.
Tutte le curve.

Ed eliminare la parola “ultrà” dal vocabolario sportivo e – anche alla luce degli accoltellamenti a Napoli – sostituirla col sinonimo più corrispondente: delinquenti.

Come altro definire quella massa di subumani che sono arrivati a contestare Paolo Maldini il giorno del suo addio al calcio?

«Io sono orgoglioso di non essere uno di voi»

Milan, allegri, inzaghi, ultrà, vergogna

«IL FATTORE CAMPO» OVVERO «DEL PERCHE’ CI SI CAGA ADDOSSO SEMPRE E COMUNQUE»

Approfittando della pausa per la Nazionale speravo che i rossoneri acquistassero qualcosina in fiducia e conoscenza reciproca.
Infatti.

Reduci da una sculata mirabolante in quel di Bologna, sabato sera l’abbiamo purgata e anche male.
Sconfitta in casa 1-0 contro un’Atalanta che, da tradizione, parte sempre forte mentre noi, sempre da tradizione, partiamo sempre di merda.

(che poi Allegri me la deve spiegare sta roba qua: è mai possibile fare una preparazione come gli altri? Che cazzo serve entrare in forma a marzo quando saremo già a -30 dalla vetta e fuori anche dalla Europa League?)

Ciò che mi ha fatto più male ieri sera è vedere che sono i giocatori stessi a non credere nei loro mezzi, a rassegnarsi ad un campionato di sofferenza, a prendere come ineluttabili colossali figure di palta – senza così minimamente provare a metterci grinta, rabbia e coglioni. Tanto alla fine i soldi, le creste e le fighe non glieli tolgono nessuno.

Allegri giustamente sottolinea questo problema legato alla sbagliata mentalità. Ok. Però, una domanda: chi è l’incaricato a ribaltare l’abisso psicologico negativo e infondere fiducia all’ambiente?
L’allenatore, giustissimo.

Quindi, caro Allegri: cosa cazzo stai facendo per ovviare a ciò?

Guarda, non sto a sindacare le scelte tecniche
(perché De Sciglio – che nelle prime due partite ha la percentuale più elevata di cross e corner andati a segno di tutta la serie A – non è titolare fisso? Perché tenere Flamini fuori e far giocare un De Jong spaesatissimo e fuori ruolo? Perché non considerare minimamente Zapata? Perché siamo passati da Nesta – Thiagone ad Acerbi – Bonera come coppia centrale e non si fa nulla per dar loro copertura? Perché incaponirsi su quel cazzo di modulo anche se le cose vanno male e, piuttosto che variare modulo, si snaturano i giocatori e li si fa giocare fuori ruolo? Ma soprattutto, perché quella merda di Antonini è ancora vivo pur sapendo che non è buono nemmeno per farci il brasato?) ma principalmente quelle umane: perché cazzo per una volta nella vita non ti togli dalla faccia quell’espressione da “macheccazzomenefregaametantomipaganolostesso” e in spogliatoio non tieni rinchiusi i tuoi e fai crollare i muri a suon di urla e bestemmie?

Un dato di fatto: i senatori non ci sono più. E per “senatori” intendo quelli con una certa testa, un certo cuore, un certo coraggio, una certa dignità, un certo attaccamento alla professione, un certo attaccamento alla maglia.

No. Ora tu hai in mano un branco di pocopiùcheventenni che «non ti hanno neanche per il culo». Con questa gente ci vuole il pugno di ferro se si vuole che crescano. Il tuo compito adesso – dato che per te i “campioni” erano scomodi, anche se ti han portato in dote uno scudetto – è quello di far crescere in fretta un gruppo di calciatori e farlo diventare un gruppo di uomini.

I muscoli servono solo per essere calciatori: per essere campioni ci vuole anche la testa.

Ma per essere anche degli uomini occorre una guida.

Milan, atalanta, crisi, sconfitta, allegri

CONSIDERAZIONI SPARSE

Torno bello tranquillo dopo la tregua olimpico-vacanziera e trovo un bel po’ di robe cambiate.
Qualche considerazione, a questo punto, mi sorge spontanea.

– rituffarsi nelle scorie del calcio italiano dopo la parentesi olimpica è come andare in piscina comunale a ferragosto dopo essere stati due settimane in resort superlusso ai caraibi a fine giugno;

– il Milan ha puntato Yanga-Mbiwa del Montpellier ma solo perché Berlusconi è convinto che sia la versione francese del Bunga-bunga;

– Adriano Galliani ha preso troppo sole quest’estate, comincia a delirare;

– Massimiliano Allegri dovrebbe cominciare a guardarsi in giro se ci son altre panchine libere;

– Antonio “bellicapelli” Conte è stato punito dalla Corte Federale della Federcalcio per illecito sportivo. Questa la sentenza di primo grado: 10 mesi di squalifica e vittoria del trofeo Berlusconi;

– Kevin Constant – solo di faccia, però – è il gemello scuro di Zlatan Ibrahimovic;

– Abbiamo preso Zapata, con una “P” sola. Per adesso.

Milan, mercato, galliani, allegri