ECCOLI, I FENOMENI

Per una volta ha ragione il nostro non-presidente: «i ristoranti sono sempre pieni e c’è la fila fuori».
Si. C’è la fila di merde subumane.

E voi sareste “tifosi”?
E voi avreste la “passione” per uno “sport”?
Scimmie subumane, ecco cosa siete.

La mia posizione è chiara da un sacco di tempo: chiudere e derattizzare le curve. TUTTE le curve.
La cultura del “branco” oggi produce solo questo: violenza ed ignoranza.
E non me ne frega un cazzo delle raccolte fondi, se poi basta un niente a scatenare scene come queste.

Due sono le cose:
– Se quelli nel filmato erano effettivamente ultrà della curva sud, sono dei pezzi di merda.
– Se quelli nel filmato non erano ultrà della curva sud ma infiltrati da chissà dove, sono dei pezzi di merda due volte: chi si infiltra a tradimento, e chi non fa nulla per controllare.

Voi vi meritate Calaiò a vita, altro che Balotelli.
Voi vi meritate la LegaPro.

Voi vi meritate Berlusconi a vita.
E non solo come proprietario del Milan.

CIAO

Si potrebbe dire che a Napoli abbiamo fatto cagare (ed è vero).
Si potrebbe dire che Zamparini è impazzito (ed è vero).
Si potrebbe pure dire che domani sera già si gioca (ed è vero) e che l’Udinese ci farà soffrire come matti (ed è vero).
Si potrebbe anche dire che i risultati di queste prime giornate – un pareggio e una sconfitta – sono identici a quelli di un anno fa (ed è vero).

Ma mi tocca raccontare qualcosa che non vorrei mai dire, ossia il dolore di un padre nel sopravvivere ai propri figli: Matteo, figlio di Diego Fuser, ieri ci ha lasciato dopo 15 anni tormentati. Non sempre il mondo del calcio è patinato come lo si vuol dipingere; le amarezze della vita albergano anche qui.

Oltre al Milan – «La società rossonera e tutti i tifosi sono vicini a Diego Fuser, Orietta e alla piccola Vittoria in questo difficile momento», questo il comunicato della società – anche codesto piccolo ed insuslo blog vuole essere vicino alla famiglia di Diego in questo momento, e non solo perché è stato un rossonero.

Ed è vero.

Milan, diego fuser, matteo fuser

QUORUM

Oggi sono contento al 57,4%

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[nella foto: due promotori del SI al quesito contro il legittimo impedimento mentre osservano soddisfatti i dati ufficiali sull’affluenza alle urne]

LE PERLE DEL GEOMETRA

1. Ore 19.10: «Se opereremo nel mercato per cercare rinforzi? Credo di no».

2. Ore 20.30: «Qualcosa per far sognare i tifosi? Vedremo… il mercato non è chiuso».

3. «Honda e’ un problema: e’ difficile prenderlo dalla squadra moscovita non avendo il passaporto comunitario. Chiedete alla Figc».

4. «Devo ringraziare sia Zambrotta che Oddo che andranno a guadagnare in due anni poco piu’ di quanto hanno guadagnato in un anno. Crediamo sia possibile che certi giocatori potranno continuare ad essere con noi anche nel 2011-2012».

5. «Negli ultimi due anni siamo arrivati secondi dietro l’Inter. La classifica recita Inter 166 punti, Milan 144 punti, Roma 143 punti. Quindi è evidente a tutti come noi siamo secondi».

6. – Galliani: «Siamo i primi avversari dell’Inter, perché negli ultimi due anni siamo arrivati SECONDI».
– Paolillo: «Si vede che vi piace arrivare dietro, noi puntiamo a essere primi».

7. Cellino, alla festa di compleanno da Giannino in suo onore: «Galliani canta meglio in questura, stasera niente karaoke».

Che dire, dichiarazioni così si commentano da sole.
Verrebbe la voglia di ribattere che:

– per Honda il posto da extracomunitario in squadra c’è, quindi non è quello il problema;
– che la spalmatura, di fatto, costerà DI PIU’ in termini assoluti, denotando così scarsa lungimiranza manageriale;
– che siamo arrivati TERZI e non secondi, negli ultimi due campionati. Contano le vittorie, non i punti fatti;
– che Cellino sa qualcosa di losco che noi non sappiamo;
– che farsi prendere per il culo pure da Paolillo Paperillo è francamente imbarazzante.

Vorrei controbattere, ma non ne ho più la forza.
Di fronte a certe baggianate galattiche – che ci fanno precipitare a livello di credibilità di fronte all’opinione pubblica – non si può far altro che alzare le mani ed arrendersi.

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SIGNORI SI NASCE

Diego Della Valle: «Ci sono state cose talmente eclatanti che non serve fomentare gli animi, nelle sedi opportune in un modo corretto e limpido ci faremo sentire. La gara è finita, meritavamo la vittoria. Adesso pensiamo a vincere sabato: occorre mantenere nervi saldi, trasformare in determinazione la rabbia, anche i tifosi che sono amareggiati devono rimanere calmi. Adesso chi deve decidere certe cose deve farlo per bene, non vogliamo entrare a gamba tesa. Se uno tocca la squadra poi ci siamo noi. Ho detto ai ragazzi di andare a mangiare una bella bistecca, di essere orgogliosi dopo una grande partita».

Leonardo Araujo: «Il rigore per i viola? C’era, ma forse Rosetti non lo ha dato per il vantaggio».

Alessandro Nesta: «Sull’episodio in area tra Thiago Silva e Montolivo la scelta dell’arbitro Rosetti è stata quella di dare il vantaggio, se comunque avesse concesso il rigore, non si poteva dire nulla».

Carlo Ancelotti: «I rigori negati? Non sono più abituato a commentare questi episodi. La stretta di mano con Mourinho? Un gesto normalissimo tra persone civili ed educate».

José Mourinho: «Vorrei vedere che cosa sarebbe successo con un fallo così nell’area del Chelsea. Sì, forse c’era rigore. L’Italia non mi cambia: sono arrivato onesto e finirò onesto. Ho sentito che dobbiamo abbassare i toni. Okay. Però voi italiani avete costruito una storia che mi ha fatto vergognare. Ero in Portogallo, ma dopo aver saputo di Calciopoli mi sono vergognato di aver dato da mangiare ai miei figli con i soldi del calcio».

Certi nascono signori, certi altri non lo diventeranno mai.

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IL QUIZZONE

C’ è un’ annosa questione, misteriosa almeno quanto l’ origine dell’ universo, che non fa dormire milioni di appassionati, ed è la seguente:

Perché Andrea Pirlo in nazionale corre, lotta e si sbatte mentre nel Milan si comporta come una fighetta merdosa?

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DUNQUE, DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Nulla di nuovo sotto il sole. Tutto come previsto. Già il 24 Gennaio scrissi di Kakà al Real Madrid per una sessantina di milioni di euro, sollevai dubbi sulle dichiarazioni di amore eterno del giocatore al Milan ed argomentai di come la perdita di Kakà tutto sommato non fosse così grave, a patto che.

Confermo ogni virgola di quel discorso, soffermandomi però su quel a patto che. «A patto che i milioni incamerati dalla vendita di kakà siano reinvestiti per rafforzare la squadra», questo era in estrema sintesi il succo del discorso. ora come ora però apprendiamo con sconcerto – ma neanche poi tanto – che quei soldi più la quindicina di milioni per Gourcuff andranno interamente a ripianare i debiti di bilancio.
In pratica stiamo vendendo i pezzi migliori dell’ argenteria per fare cassa, ben sapendo però che creditore e debitore sono la stessa persona.

Mi spiego: il Milan appartiene a Fininvest, ne è stato un asset fondamentale fino a non molto tempo fa quando si trattava di costruire un’ immagine vincente ad uso e consumo esclusivo del padrone del vapore. Ora che il Milan non serve più agli scopi principali del padrone viene visto come una zavorra, anzi: prima, finché serviva, Fininvest copriva i buchi di bilancio del Milan; ora si pretenderebbe che il Milan coprisse i buchi di bilancio di Fininvest.

Signori, non scherziamo. Il Milan non è un affare di famiglia come ci vogliono far credere. Il Milan è ormai diventata un’ azienda e non più solo una società sportiva a conduzione familiare come una trattoria. Se il principale azionista di riferimento non ce la fa più a gestirlo, questo Milan, è bene che passi la mano, che faccia entrare nuovi soci o che venda le quote di maggioranza: un azionariato popolare modello Barça sarebbe il mio sogno, anche se temo irrealizzabile.

Il problema più grosso del Milan è proprio questo e spostare l’ attenzione su Kakà e le sue parole – credo suggerite ad arte, ancorché male – serve solo a sviare la questione di fondo. Nulla da dire sul Kakà giocatore, non mi aspettavo nulla di diverso riguardo la sua decisione. Lo dissi mesi fa.
Ciò che mi fa ridimensionare il Kakà uomo sono le sue parole riguardo la sua cessione, dovuta alla crisi generale: uno che guadagna più di 9 milioni di euro all’ anno (cioè uno che guadagna IN UN ANNO ciò che 15 fortunati operai a tempo indeterminato a 1.500 Euro al mese guadagnano in 40 ANNI di lavoro, al netto delle spese) non può e non deve permettersi di fare il finto moralista.

But “he belongs to jesus“, lui.

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PARAMETRO SOTTOZERO

Ci si mettono anche Gattuso ed Ancelotti: senza rinforzi non si va da nessuna parte. Basta convincere Galliani, adesso, ed il gioco è fatto. Invece no: la prossima stagione si prospetta di lacrime e sangue, con pochi soldi da spendere e, forse, qualche paramentro zero. Come lo scorso anno. E continuando a spendere 4 milioni di euro all’ anno per Dida ed Emerson.

Ancelotti chiese una punta ed un centrale e gli arrivarono due parametri zero: Senderos & Shevchenko, i gemelli della tribuna, gente che si infortuna anche quando starnutisce. Però poi il capo supremo gli ha fatto trovare anche Ronaldinho e Beckham, spendendo una barca di milioni in ingaggi mensili e complicando i piani tattici del sor Carletto. Il quale, da bravo aziendalista, ha sempre adattato il modulo per far giocare tutte le figurine del presidente.

Finalmente Ancelotti ha messo i coglioni in piazza: vuole Alex ed Eto’o. L’ ha detto chiaro e tondo, altrimenti è probabile che se ne vada dal Milan. Fidati, Carletto, ma ho paura che al Milan ci rimarrai ben poco. Hai chiesto Alex ed Eto’o: se ti va bene arriveranno Panucci e Simone Inzaghi, visto che il Milan è una grande famiglia.

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