2013, MEDIOEVO

Avrei voluto iniziare il 2013 con un post di tenore diverso.
Magari parlarvi di ciò che resta di Pato.
Oppure della “vacatio scribis” (perdonatemi la licenza poetica) durata un mese.
O ancora del mirabolante mercato invernale – in uscita – che ci aspetta dato che Silvione nostro deve 36 Milioni di euro all’anno a Veronica (quasi come avere 8 Mexes in casa da mantenere. Contemporaneamente).

Invece no.
Parlerò, per forza. di ciò che è successo oggi a Busto Arsizio nell’amichevole del Milan contro la Pro Patria, dove un annoiato milionario pallonaro ha deciso che no, che basta, che lo spettacolo non può sempre continuare.

Il tizio in questione – Kevin Prince Boateng – ha deciso che 27 minuti di ululati razzisti rivolti a lui e ad alcuni suoi compagni di squadra – Niang, Emanuelson e Muntari – da un gruppetto di “tifosi” di casa fossero più che sufficienti.
Lo ha fatto a modo suo – da grandissimo tamarro quindi – prima calciando il pallone verso le teste di cazzo ululanti in tribuna, poi togliendosi la maglia ed infine andandosene negli spogliatoi, seguito a ruota dai suoi compagni di squadra e – onore al merito – anche dagli avversari.

Pandemonio. Putiferio. Diluvio di opinioni. Ha fatto bene? Ha fatto male?

Il sindaco di Busto Arsizio ha già pontificato sul comportamento di Boateng («Ha sbagliato, reazione impropria») e soprattutto sul fatto che la gente che ululava non fosse bustocca («Questa non è gente di Busto Arsizio, non deve andarci di mezzo tutta la città, qui non siamo a Verona», che è un po’ come dire che la merda fredda si schifa della merda tiepida).

Altra frangia di opinioni dilaganti è il “masenonfossestataun’amichevolecolcazzochesisarebberoritirati“.
Intanto è già un bel segnale fermarsi in amichevole, invece che fare orecchie da mercante come al solito.
Sperando che in piazze calcistiche più IMPORTANTI e probabilmente con tifoserie più CIVILI, NON CI SIA ASSOLUTAMENTE BISOGNO di interrompere una partita per dei cori razzisti.

Ma se questa gente parte con l’idea in testa che “masenonfossestataun’amichevole…“, da già per scontato che per forza succederà anche in altre piazze più IMPORTANTI, dato che sono sicuri che anche in quelle piazze le tifoserie non sono CIVILI.
Magari stan parlando guardacaso della propria di piazza, forse mettendo le mani avanti sul prossimo “scontro”.
Coda di paglia? Coscienza non proprio limpida? Non ne ho idea.

Questo discorso non se lo sono minimamente posto i tifosi VERI della Pro Patria che, amichevole o meno, hanno preso le distanze da quel gruppetto di teste di cazzo e hanno comunque applaudito i giocatori delle due squadre pur se stavano abbandonando il campo.
Senza pensare: «Ma dai, è solo un’amichevole. Mica è una gara ufficiale» ma facendosi girare giustamente i coglioni come se lo fosse.

La mia opinione è che se a gennaio del 2013 assistiamo ad eventi del genere in uno spazio pubblico, allora vuol dire che non siamo ancora un paese pienamente civile.

amichevole, milan, pro patria, razzismo

2013, MEDIOEVOultima modifica: 2013-01-03T19:33:23+00:00da igortv
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11 pensieri su “2013, MEDIOEVO

  1. @ igor

    Ciao, igor. Ben tornato.

    Mi dispiace solo la circostanza a causa della quale ti leggo.

    Per me l’hai fatta un po’ troppo lunga. Dando conseguentemente eccessivo spazio ad una categoria di subumani che niente hanno a che vedere con coloro i quali un minimo di educazione civica e civile l’hanno assorbita e fatta propria.

    Bene ha fatto Boateng ad andarsene (lui, i compagni, gli avversari).
    Non ho capito l’uscita del sindaco. E’ come se questo signore avesse lasciato aperta una fessura giustificativa per il becerume imperante e, purtroppo, anche dilagante.
    Anche se capisco che, magari, avrebbe fatto più “rumore” un’uscita di scena “silenziosa” e a capo chino. Come se si pensasse, ed in silenzio si recitasse, una prece per il genere umano. Perennemente assediato ed infestato da imbecilli.
    Non per niente, la madre degli stessi è purtroppo perennemente incinta.

    Mi aspetto solo che ora, al primo episodio del genere, al primo “buuuuuuuuuuuuuuuuuu” razzista, al primo “devi morire”, al primo striscione sui morti delle altre squadre, al primo auspicio di reiterazione di schianti o di morti in Belgio, al primo striscione stomachevole e nauseante sul destino di ex dirigenti o personaggi ormai defunti, gli arbitri si decidano a fermare la partita. A sospenderla, se è il caso.
    E non a sospenderla o a fermarla solo per qualche striscione offensivo riguardante la “nomenclatura” del calcio. Vedi Collina (mi pare) quando (non so dove) esposero uno striscione di “critica” verso Abete (o era Carraro?).

    Sono qui ad aspettare.

    Bye, boss.

  2. («Questa non è gente di Busto Arsizio, non deve andarci di mezzo tutta la città, qui non siamo a Verona», che è un po’ come dire che la merda fredda si schifa della merda tiepida).

    Grazie…di averci detto delle merde tiepide……!!!

    Ma vergognati valà non è così che si combatte il razzismo.
    Da un veronese.

  3. A verona ci vengo ogni due mesi. Ci sarò anche martedi a Verona, tutto il giorno, al Centro Carraro (dove si allena ogni tanto la giovanile del Chievo).

    E la curva dell’hellas – oltre che il suo allenatore – è una delle peggiori d’Italia.
    Quella degli insulti a Morosini e dei fantocci impiccati. Quindi, “merda tiepida”.

    La curva della Pro Patria è “merda fredda” perché ogni anno festeggia il compleanno di Hitler.

    Era ovvio che stavo parlando di curve (e se sei un ultra dell’hellas, oh, non è colpa mia).
    Se vuoi estendere il discorso alla città intera, beh, fai opera di mistificazione.
    Ed è un’operazione abbastanza meschina e, soprattutto, non mia.

  4. ah, dimenticavo: io sono di Treviso. Città con una curva ultrà altrettanto becera.
    Quella curva che per prima.nella storia contestò un proprio giocatore di colore, Omolade. Con i suoi compagni che.la.partita seguente si presentarono con la faccia dipinta di nero in segno di solidarietà.

    e anche quella volta ci fu un sindaco che contestò quel gesto.

    anche quella volta, come in questa, le merde sono i tifosi beceri e i sindaci teste di cazzo, non la popolazione intera di quelle città.

  5. @ igor

    Già, ricordo…..
    Come ricordo anche il commento del sindaco di Treviso:
    “Si sono dipinti la faccia del colore della vergogna”.

    Domanda…..

    Quella frase detta dal sindaco, secondo te, voleva dire che era vergognoso dipingersi di nero, ovvero prendere le difese di Omolade, schierarsi tutti dalla sua parte……….. oppure perché dipingersi la faccia di nero era vergognoso in quanto si era ancora, in pieno terzo millennio, costretti ad assumere atteggiamenti estremi per evidenziare l’esistenza del problema razzismo?

    Mah?

    Bye

  6. Ciao a tutti e buon anno innanzitutto,
    come è giusto che sia non parlerò né del mercato al raccatto di soldi né dello psiconano che dopo aver compiuto una cazzata galattica abolendo l’ici, adesso vuole abolire pure l’imu……ma sorvolo altrimenti mi sale la carogna……
    Parlerò invece dell’argomento proposto da Igor, riportando le parole di Lapo De Carlo (Interista purtroppo) a telelombardia l’altra sera.
    Riporto il suo pensiero perché pochi secondi prima ho fatto la sua stessa affermazione….cioè che “quasi” tutti si sono sentiti indignati dall’accaduto! Ecco il problema è proprio quel “quasi”. Beh quel “quasi” è una cosa che purtroppo mi inorridisce.
    Il buon sindaco di Busto forse non ha capito che non c’entra il fatto che a fischiare sia stata una sparuta minoranza e che comunque quelle teste di cazzo non fossero bustocchi o bustesi! Il fatto è che in una giornata di sport e allegria un gruppetto di deficienti ha pensato bene di andare allo stadio a rovinare la festa a tante famiglie e tanti bambini, compiendo un gesto tanto becero quanto premeditato! I tifosi non vanno allo stadio per queste cose, i tifosi vanno allo stadio per divertirsi, soffrire, gioire! Il problema vero è che questa gente è razzista dentro, indipendemente dal tifo! Io chiederei a questi signori se provono piacere a rivedere le immagini dei lager nazisti, o a vedere gli occhi dei bambini africani che muoiono di fame.
    Se tra di loro ci fosse stato qualche meridionale, gli avrebbe fatto piacere sentirsi intonare contro, il grido “terrone terrone!!”?? Io non credo. Come ha ribadito anche De Carlo, non dimentichiamoci che anche i nostri bisnonni, quando nei primi del ‘900 sono emigrati a cercar fortuna hanno subito le stesse cose.

    Concludo dicendo che purtroppo la mamma degli imbecilli è sempre gravida e che queste cose, soprattutto in Italia, le vedremo ancora per molti anni.

    p.s. gli stronzi che fischiavano hanno pensato per un attimo che quell’omone nero guadagna in un mese quello che loro guadagnano in 10 anni e soprattutto che si tromba la Satta???? Cazzo solo per questo merita una standing ovation!!!!!

  7. E la curva dell’hellas – oltre che il suo allenatore – è una delle peggiori d’Italia.
    Quella degli insulti a Morosini e dei fantocci impiccati. Quindi, “merda tiepida”.

    Vabbè se la metti così ce ne sono tante di curve di destra-fascista in italia…non vedo cmq il collegamento tra questo episodio e la curva dell’Hellas che quest’anno non ha mai preso una multa per razzismo (se non sbaglio).
    Non trovo giusto associare o rimarcare l’associazione stupida di uno stupido sindaco quando la curva del Verona non c’entra nulla.
    Gli insulti a morosini non c’entrano nulla con il razzismo e, come tu ben saprai, gli insulti ai morti avvengono pressoché in tutti gli stadi (non che sia giusto ovviamente).
    I fantocci impiccati risalgono a parecchio tempo fa….ma cmq è il solito discorso se lo si fa a Verona si ricorda per tutta la vita mentre la Lazio o la Juve dove hanno fatto spesso cori razzisti come quest’anno passano sempre inosservati…
    Mandorlini uno dei peggiori allenatori d’italia bè sempre parere tuo…visto che ha solo ripreso una canzone che già esisteva che prende in giro i meridionali…forse un po’ ingenuo, ma di sicuro anche lui non c’entra nulla con il razzismo…
    Ciao

  8. @Franco

    un conto sono gli sfottò, un altro i fischi razzisti. Lo sfottersi tra tifoserie è normale e non trovo del razzismo nei cori contro Eto’o, come non lo trovo neanche nei cori contro Ibra zingaro….
    Sono prese in giro tipiche dello stadio, come “se saltelli muore Lucarelli o Balotelli”. Più pesanti gli sfottò contro i napoletani che richiamano il colera di fine ‘800 …..ma a San Siro quel coro lo cantano i napoletani stessi, interisti o milanisti che siano.
    Fischiare continuamente solo i giocatori di colore e magari tirare anche le noccioline è decisamente più umiliante.

    Forse non cogli questa differenza….

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