20/11/2009

IL RE E' NUDO

Non mi sono mai piaciute le squadre ipermuscolose, con poca tecnica ma tanta spocchia, guidate da antipatici allenatori cagacazzo che quando vincono è merito loro e quando perdono è colpa degli arbitri, dei guardalinee, del fato avverso, la sfavorevole congiunzione astrale, la tintoria non aveva portato il tight, c' era il funerale della madre, era crollata la casa, c' è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette, perché loro sono loro e gli altri non sono un cazzo.

No, non mi riferisco all' Inter di Mourinho. E neanche alla Juve old-style di Marcello Lippi.
Sto parlando di Squadra Nazionale di Francia. Quella che ha guadagnato l' accesso ai mondiali in Sudafrica in modo quantomeno losco ai danni della Squadra Nazionale d' Irlanda.
Un tocco di mano inaudito, impossibile da non vedere: non un tocchetto da pallavolista - a volley avrebbero fischiato l' accompagnata - quanto piuttosto un' ottima dimostrazione di ball handling da parte di un playmaker.

Ciò che fa rabbia non è tanto il gesto di per sè: un errore di arbitro e direttore di linea per quanto macroscopico può sempre starci. No. Ciò che disturba è stata l' esultanza smodata del protagonista, Henry, e dei suoi accoliti pur sapendo della truffa. In un epoca di fair play please tutto ciò stride. Stride soprattutto perché il beneficiario è una squadra potente, di blasone, che per qualche ragione non deve mancare in Sudafrica. E mi viene in mente Henry, ed il suo trascorso bianconero: sarà stato pure poco alla Juve, ma quel poco lo ha imparato bene.

E mi viene in mente chi sta più su di lui e siede sullo scranno dell' U.E.F.A., colui che le incarna tutte le caratteristiche che odio in uno sportivo, ossia l' essere francese, l' essere irrispettoso e l' essere juventino. Michel Platini.
Colui che non si vergognò di tirare un rigore inesistente in una torrida serata belga di metà anni ottanta, e di festeggiare come un pazzo incurante di 39 cadaveri sparsi attorno a lui.

E mi viene in mente che la Francia, e Platini, hanno vinto sempre e solo in competizioni fatte in casa. L' europeo del 1984 in Francia, il mondiale 1998 - Platini come organizzatore - sempre in Francia e gli europei due anni dopo in Belgio, dietro il cortile di casa. In tutti i modi ed in tutte le maniere. Ora che siede al vertice della U.E.F.A. è logico che abbia tutto l' interesse a favorire la sua nazionale. Un francese che non fosse sciovinista, che francese sarebbe?

E allora fanculo il fair play, fanculo le regole, fanculo il verdetto del campo, fanculo il rispetto per avversari e tifosi.
Viva il calcio moderno, viva i potentati, viva Therry Henry che festeggia impunito e chi avanti ci deve andare sempre e comunque.

Perché chi paga ha sempre ragione.

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11/11/2009

IL CASSONETTO DELLE BELLE NOTIZIE

Hic Sunt Peones

discarica.jpg"La Juve è già nel futuro: ecco il nuovo stadio", titola gazzetta.it. Come potete vedere dalla foto, a me sembra più una buca di una discarica. Ma per quei rottami bianconeri può già andar bene così.

 

 

Troppo comodo

galliani.jpgA Galliani rode il culo aver perso 16.000 abbonamenti rispetto allo scorso anno, e si rammarica del fatto che "non è possibile vedere solo 40.000 spettatori a San Siro per Milan-Roma". Per questo il Milan riapre la campagna abbonamenti a partire dalla pèrima del girone di ritorno.
Tornare ad avere più abbonamenti è molto semplice, ed è necessaria una cosa sola: che Galliani la smetta di prenderci per il culo.

 

Deliri da vecchie suocere

ranieri-mourinho-sfida.jpgRanieri e Mourinho sono ancora sul piede di guerra: Ranieri rinfaccia a Mourinho di essere una pazza nervosa e di lasciare sempre le gocce sulla tavoletta del cesso; per contro Mourinho accusa Ranieri di volerlo obbligare a pisciare seduto.
Un consiglio: telefonatevi fra di voi e non rompeteci più il cazzo, per favore.

 

PNG, ossia Persone Non Gradite

corona.jpgQuel fotografo tamarro e unto da far schifo, al secolo Fabrizio Corona, è diventato presidente di una squadra di calcio, la Sangiustese, che milita in LegaPro2. Beh, dai, a loro è andata ancora bene. Pensa che forse il Milan lo compra Gheddafi...

 

 

10/11/2009

CORSI E RICORSI

Il 10 Novembre 1887 nasceva Attilio Trerè (II), simbolo del Milan che fu all' inizio del secolo scorso.
Lo si ricorda per il baffone inamidato - rappresentava visivamente lo sportsman rossonero dell' epoca - e per il fatto che ricoprisse più ruoli - portiere, difensore, mediano e centrocampista offensivo - alla perfezione.
Ebbe l' onore di giocare all' Arena Civica di Milano la prima partita disputata dalla rappresentativa nazionale italiana di calcio, il 15 Maggio 1910. Fu costretto ad abbandonare il calcio giocato a causa di una ferita dovuta ad una scheggia di granata nella "trincea della frasche", sul Carso isontino, nel Novembre del 1915.
La migliore descrizione di Attilio Trerè la dà Bruno Roghi, famoso giornalista del dopoguerra: "Giocatore d'antica schiatta e d'antico pelo che quando entrava, faceva fumo dalle narici, come i draghi nelle favole".

Il 10 Novembre 1991 moriva Gunnar Gren. Inutile soffermarci troppo su chi fosse, ogni tifoso rossonero dovrebbe saperlo. Era semplicemente "il Professore", che insieme al "Pompierone" Nordahl e al "Barone" Liedholm formarono il famigerato trio svedese Gre-No-Li.
Era il cervello di quel trio, colui che lo faceva funzionare alla perfezione e che rese grande il Milan nella storia.


Due giocatori diametralmente opposti, ma comunque rappresentativi di ciò che dovrebbe essere il Milan e chi ne indossa la maglia a strisce verticali rossonere.
Il Milan attuale dovrebbe ripartire da qui, dal cuore e dal cervello, dall' impeto e dalla ragione, dal furore e dal calcolo. Chiunque indossi quella maglia dovrebbe capire, assorbire la storia di chi è venuto prima, traendone insegnamento. Il trio d' attacco lo abbiamo anche oggi; facciamo vedere quello che vale.

Così il Milan è stato grande, così tornerà ad esserlo.

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09/11/2009

FORZA TERZA

Siamo terzi. A soli due punti dal secondo posto. Avanti a noi c' è solo la juve, mentre i cugini veleggiano solitari a 7 lunghezze.
Per il momento sembrano irraggiungibili. Sembrano, non sono.

Bella partita all' olimpico ieri, bella perché finita bene. E' andata come molto spesso succede, ossia un tempo meraviglioso e l' altro da dimenticare. Qualche volta è stato positivo il primo tempo - come ieri e a Napoli, ad esempio - altre volte è stato l' inverso - vedi partita contro la Roma in casa.

Ieri comunque abbiamo avuto alcune certezze:

1) che Thiago Silva si sta dimostrando un acquisto azzeccatissimo e che con Nesta forma una signora coppia di centrali;
2) che il modulo spregiudicatamente offensivo è subordinato all' eccellente stato di salute della coppia centrale di cui sopra, altrimenti tutto si sfascia (vedi Napoli) e restiamo col culo per terra;
3) che Leonardo è allenatore giovane e si vede: non è possibile infatti ogni volta attardare i cambi e sempre dopo aver rischiato o essere stati messi sotto.

Fortuna vuole che non abbiamo rischiato più di tanto. Abbiamo subito l' autogollonzo più imbecille della storia, va detto, altrimenti la Lazio non sarebbe mai stata pericolosa. Però abbiamo il lugubre difetto di dare sempre speranza all' avversario, di non riuscire mai a gestire e qualche volta ad ammazzare serenamente la partita

La pausa per la nazionale giunge in questo senso come manna dal cielo: spezzerà un po' il ritmo, ok, ma due settimane di lavoro continuo, coordinato e redditizio a milanello servirà a rendere più fluidi i meccanismi di squadra, sia tecnico-tattici che mentali.

E, a ben vedere, è proprio ciò di cui il Milan ha bisogno in questo momento.
Senza parlare di scudetto o cose così.

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08/11/2009

LAZIO 1 - MILAN 2

San Thiago, nel bene e nel male.

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05/11/2009

FAREWELL, STEFANO

Non ho ricordi nitidi di Stefano Chiodi, ero troppo piccolo. So solo che nell' anno di grazia 1978/79 - anno dello scudetto della stella - fece 7 goals. Di cui 6 su rigore. Tirati allo stesso modo: delle bordate terrificanti senza guardare il portiere. E un solo gol su azione, contro il Catanzaro, in mezzo alla neve.

Attaccante potente anche se un po' macchinoso, utile a creare spazi per gli inserimenti da dietro. Piaceva a Liedholm per quello. Il Barone lo piazza in mezzo all'area: il suo compito è prendere botte e aprire spazi per le mezze punte, i fantasisti ed i terzini dal gol facile. Proprio come un moderno centravanti.

Si sbatteva per gli altri, Stefano Chiodi, spingendo e lottando contro gli avversari, solido e coraggioso.
Un cuore così.
Un vero casciavìt.

Addio, Mister Miliardo.

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03/11/2009

MILAN 1 - REAL MADRID 1

Pari e patta.
Ma a noi manca un gol regolare, come all' andata.

Another Brych in the wall.

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EL SUPERCLASICO

Ok, ci siamo. Ancora una manciata di ore e l' attesa si concluderà. A San Siro andrà in scena il match tra le due squadre europee più vincenti nella storia. Non saranno le più brillanti in questa fase di stagione, ma in campo si prevede spettacolo.
Perché hanno impostazioni simili, Milan e Real Madrid: farne uno più degli altri invece di subirne uno di meno.

Può essere un punto a favore per i rossoneri questo, dato che ci sguazzano contro avversari che li lasciano giocare. Però attenzione: il Real è pur sempre una brutta bestia. Può far male in qualsiasi momento, non bisogna mai darlo per morto. Mancheranno loro Cristiano Ronaldo per infortunio, Guti e Metzelder per scelta tecnica; ma avranno comunque Kakà.

Quel che serve, stasera, è un cuore grande come la luna e due coglioni di granito. Poi si potrà pure perdere, ma non prima di aver dato il massimo. Giochiamo in casa e solo questo fatto dovrebbe incutere timore agli avversari. La tecnica individuale c' è, da parte di tutti; l' amalgama di squadra si sta cementando giorno per giorno; ora il collante necessario è la cattiveria e la voglia di dimostrare di essere grandi, sempre.

Vamos a gañar, compañeros!

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02/11/2009

VIGILIA DI COPPA

La vittoria contro il Parma perlomeno ci ha regalato morale e consapevolezza.
Contro il Real Madrid gli stimoli non servono, anzi: abbiamo già fatto vedere loro, a casa loro, di che pasta siamo fatti. San Siro dovrebbe tornare ad essere fortino inespugnabile, in campionato ed in europa, se vogliamo ricominciare ad essere grandi.

Ci sarà Kakà, e sarebbe bello accoglierlo come si deve: senza insulti, senza offese, con grande riconoscenza.
Un lungo applauso-tributo a chi il Milan ha contribuito a fare grande; poi, al fischio d' inizio, tutti a tifare rossonero.

Perché quelli del Real saranno solamente avversari, domani, anche se qualcuno di loro ha dormito nel tuo letto fino a qualche mese fa.

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01/11/2009

MILAN 2 - PARMA 0

Contro il Parma abbiamo guadagnato 3 punti ed un attaccante.


Di questi tempi, non è affatto male.


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